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La Provincia autonoma di Bolzano. Tendenze e criticità nel consolidamento dell’autonomia fiscale
Nel quadro delle riforme sul federalismo fiscale, avviate con la legge delega
42/2009, il percorso della Provincia autonoma di Bolzano (PAB) verso
il consolidamento dell’autonomia fi nanziaria ha raggiunto un punto
cruciale: i nove decimi di quasi tutti i tributi erariali statali riferibili
al territorio sono devoluti alla Provincia, consentendo così una migliore
programmazione della spesa e delle politiche locali. In questo modo, può
ritenersi raggiunto l’obiettivo, confi guratosi già negli anni settanta, di
stabilizzare le entrate del bilancio provinciale – passo improcrastinabile
a fronte del progressivo trasferimento di competenze, sia da parte della
Regione che dello Stato, a favore della Provincia. Se è vero, tuttavia, che il
nuovo regime finanziario della PAB comporta una maggiore dipendenza
delle entrate dalla produttività del territorio e, quindi, anche una maggiore
responsabilità degli amministratori locali riguardo alle proprie scelte
politiche, è altrettanto vero che le prospettive future non sono affatto chiare.
Mancano tuttora gli strumenti attuativi che avrebbero reso pienamente
operative le nuove norme, mentre le manovre finanziarie del governo
centrale continuano a incidere sull’assetto finanziario provinciale, la cui
modifica, secondo gli accordi, avrebbe dovuto essere oggetto di negoziati
bilaterali. Questi e altri aspetti dell’autonomia finanziaria altoatesina
sono ricostruiti nel presente articolo, con particolare attenzione ai punti
di forza e alle criticità che ne hanno caratterizzato l’evoluzione
Le sfide della politica di coesione europea: la governance multilivello e l'efficacia finanziaria nella gestione dei fondi strutturali in Italia
L’articolo tratta della gestione dei Fondi Strutturali Europei (Fs) in Italia,
focalizzandosi, in particolare, sull’evoluzione del ruolo che i diversi livelli
territoriali (centrale, regionale, locale) hanno giocato nelle varie fasi di implementazione
delle politiche di coesione Ue. Indaga, inoltre, i meccanismi
di interazione intergovernativa in Italia, nella prospettiva di un disegno di
governance multi-livello stabilito dall’Unione europea, prestando specifica
attenzione al problema del coordinamento tra centro e periferia e all’efficacia
finanziaria del sistema esistente. Per quanto concerne i fondi strutturali,
i dati empirici riportati nell’articolo dimostrano che il modello consolidato
di relazioni interistituzionali ha finora mancato di garantire appropriati
livelli di qualità e una performance finanziaria ottimale del Paes
Il processo di institution-building nell'Unione Europea: elementi per una agenda di ricerca
Committee of the Regions: in search of identity
This article sets out to explore in greater depth one of the most controversial cases
of institution-building in the European Union, that of the Committee of the Regions (CoR).
Within the framework of a wider debate on the nature of multi-level governance established
in the EU and the role of regions therein, the research effort has been concentrated on
understanding where the institutional path of the Committee lies, being flanked on one side
by a strong demand of some regions for political representation, and the advisory function
required by the decision-making institutions on the other.
The article argues that, in spite of some persisting difficulties that the Committee continues
to face when delineating its own space in EU politics, the CoR has found an essential equilibrium
between the interests it represents and the pressures from its inter-institutional environment. This
has permitted the Committee to gain a more distinctive position, not only in terms of major
competences in EU policy making but also, more in general, in the perspective of its
entrenchment within the institutional architecture of the EU governance
Traps of multi-level governance. Lessons from the implementation of the Water Framework Directive in Italy
During recent decades, different patterns of multi-level governance (MLG) have spread across Europe as a consequence of Europeanisation of public policies, which have increasingly adopted decentralized and participatory procedures conceived as a tool of more effective and accountable policy-making. It appears, however, that the implementation of operational designs based on MLG may be rather problematic and it does not necessarily bring to the expected performance improvements. Referring to the case of the EU Water Framework Directive (2000/60/EC), which conceives the creation of new multi-level institutional settings as a key tool for enacting a new holistic approach to water management and protection, this article explores the difficulties that the implementation of such settings has brought in Italy, despite some favorable pre-conditions existing in the country. Evidence is provided that along with institutional and agency variables, the implementation effectiveness of MLG arrangements promoted by the EU can be challenged by their inherent characteristics
New Members in Old Institutions: The Impact of Enlargement on the Committee of the Regions
La sfida della sostenibilità. Il governo multilivello delle risorse idriche
Inserendosi nel dibattito internazionale sull'agenda per lo sviluppo sostenibile, il volume prende in esame le politiche dell’Unione europea (UE) per la gestione e tutela delle acque, con particolare riferimento all'attuazione della Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE). Si cerca di capire se e come sia stato possibile sviluppare i nuovi assetti e strumenti di governance richiesti dall'UE nel settore delle risorse idriche in Italia, a partire da alcuni criteri di sostenibilità inerenti specificatamente la dimensione istituzionale.
La prima parte dell’indagine ripercorre le principali tappe della strategia per lo sviluppo sostenibile tracciate nell’arena internazionale, mettendo in evidenza quali siano gli elementi caratterizzanti la dimensione politico-istituzionale. Sebbene, implicitamente, gli assetti istituzionali siano stati da sempre riconosciuti come il nodo centrale per raggiungere quanto auspicato nelle Dichiarazioni adottate in sede mondiale, la riflessione puntuale ed esplicita sulle qualità istituzionali necessarie a tale scopo è emersa nel discorso politico internazionale solo di recente. Si andrà, quindi, ad esaminare l’UE come contesto di consolidamento degli strumenti di governance per lo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alle politiche atte a diffonderli e rafforzarli.
Nella seconda parte del volume, vengono ricostruiti gli elementi salienti delle politiche europee per le acque nel contesto generale dell’evoluzione della strategia europea per lo sviluppo sostenibile, per approfondire poi il quadro regolativo proposto dalla Direttiva con particolare attenzione agli aspetti istituzionali e di governance.
La terza parte del libro, infine, analizza l’implementazione della Direttiva in Italia, concentrandosi sugli elementi di continuità e di rottura emersi nelle politiche nazionali rispetto alle policy legacies pre-esistenti. Si cerca di individuare poi i fattori che hanno inciso sui cambiamenti istituzionali e di policy, prendendo in esame il contesto di due distretti idrografici istituiti in seguito al recepimento della Direttiva: il Distretto Padano e il Distretto delle Alpi Orientali. Dall'analisi empirica presentata in quest’ultima parte si evince quanto le variabili contestuali, quali la capacità di collaborazione lungo l’asse cento-periferia, la cultura di coordinamento orizzontale, le conoscenze, gli interessi e le risorse dei singoli attori abbiano influenzato la creazione e la performance degli assetti istituzionali richiesti dalla Direttiva ai fini di garantire una gestione integrata e sostenibile delle risorse idriche
Measuring public participation in EIA: evidences from the Chinese Provinces Yunnan and Shandong
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