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Che genere di comunicazione? La comunicazione per coltivare la cittadinanza e uscire dal prisma degli stereotipi
La società dell'irresponsabilità. L'Aquila, la carta stampata, i "nuovi" rischi, le scienze sociali
La nuova rischiosità del rischio è la misura della modernità radicale e il canone della nuova complessità sociale: in questa prospettiva, L'Aquila e il suo terremoto, ennesimo disastro non attribuibile purtroppo alle sole forze della natura, costituiscono a tutti gli effetti una sorta di paradigma rappresentativo di questa nuova rischiosità difficilmente prevedibile, misurabile, calcolabile, valutabile. Nella società della conoscenza e del web 2.0, la comunicazione e il sistema dell'informazione assumono una funzione mai così strategica, anche per ciò che concerne la capacità da parte dei sistemi e delle organizzazioni complesse di gestire il rischio e governare l'incerto, facendo i conti con i meccanismi di percezione , amplificazione sociale e accettabilità sociale del rischio. All'interno di questa cornice teorica, definita scientificamente dalle scienze sociali, il volume indaga la rappresentazione/narrazione prodotta dalla "grande stampa" sul terremoto del 6 aprile 2009. La ricerca qui condotta ha svolto la funzione essenziale di supporto empirico a una lettura critica più complessiva riguardante le dinamiche che caratterizzano i nuovi rischi e, nello specifico, gli eventi disastrosi. Il "terremoto di carta" ha messo in evidenza quali saperi esperti siano stati coinvolti nell'analisi dell'evento disastroso ma anche il preoccupante ritardo culturale del nostro sistema-Paese nell'acquisire consapevolezza della dimensione sempre più complessa (non solo tecnica), multidimensionale e sistemica della prassi.
La società dell'irresponsabilità è il connotato essenziale del mutamento in corso, sempre più permeato da processi di individualizzazione, dall'egemonia di valori individualistici e da una superficialità/incapacità di valutare le conseguenze dell'azione sociale (individuale e collettiva). Un preoccupante vuoto etico in grado di incidere sui meccanismi della fiducia e della cooperazione sociale e di determinare spaesamento e insicurezza, fornendo delle basi a dir poco precarie a un ordine sociale già caratterizzato dalla debolezza delle istituzioni e, in generale, dei sistemi di appartenenza
Per un'etica dei new-media. Elementi per una discussione critica
Lo sviluppo e la progressiva diffusione di strumenti comunicativi sempre nuovi pongono all’attenzione degli studiosi problemi di non facile soluzione; il rapido avanzare dei new-media sulla scena mondiale, ad esempio, sottende implicazioni sulla esistenza individuale e sulla vita sociale tali da sollecitare analisi e riflessioni approfondite.
Forme di comunicazione inedite contribuiscono in maniera determinante alla trasformazione del vissuto sociale, plasmandone in qualche modo i contorni, fino a ridefinirlo in base alle potenzialità apparentemente illimitate di nuovi strumenti di conoscenza. E’ la stessa società multimediale, in virtù dei suoi potenti mezzi di comunicazione, ad imporre all’individuo un cambiamento, una sorta di trasformazione antropologica che ne esalta la centralità, facendo emergere potenzialità finora inesplorate
Etica: la comunicazione nella modernità complessa
La riflessione sulla cultura (sulle culture), e la sua comprensione, possono risultare decisive proprio per non far perdere alla ricerca (sia scientifica che umanistica) la sua originaria vocazione alla globalità.Le definizioni del concetto di “cultura” sono infinite e variano in funzione sia del contesto storico-sociale che delle diverse discipline che se ne sono occupate (sociologia, filosofia, antropologia, psicologia etc.). Un elemento di certezza tuttavia esiste nel dibattito: siamo passati da una concezione della "cultura" intesa come "verità oracolare"(quasi “concessa” dall'alto a pochi “illuminati”) ad una concezione di cultura come "processo di continua acquisizione intersoggettiva" che si realizza pienamente soltanto nello scambio con l’Altro. Volendo operare una sintesi, possiamo certamente definire la cultura come un insieme di significati (parziali) risultanti da un processo che Niklas Luhmann chiama di "riduzione della complessità". I significati (parziali e quindi rinegoziabili) che costituiscono un sistema culturale svolgono la fondamentale funzione di mediare simbolicamente la realtà, vale a dire forniscono spiegazioni (spesso anche rassicuranti) sulla realtà stessa, permettendo all'uomo di potersi orientare in essa. Tra queste "forme" di mediazione simbolica (il mito, la religione, il diritto, l’arte, il linguaggio etc.), la comunicazione è quella che permette la diffusione e la condivisione di quegli stessi significati
Per una comunicazione attenta al genere: un percorso complesso.Tra quadro normativo, linee guida, deontologia e... questioni etiche
il saggio si basa su una ricerca condotta, in prospettiva comparativa (nazionale e internazionale), riguardante il quadro normativo, i codici deontologici, le linee guida, i documenti ufficiali di enti e organizzazioni internazionali sulle questione del "genere" e, più in generale, dei diritti di cittadinanza. Il saggio presenta anche un'analisi dei suddetti testi dal punto di vista del linguaggio e dei termini adottati e formula delle proposte operative per una comunicazione pubblica responsabile e attenta all'ottica di gener
La comunicazione nella società ipercomplessa. Istanze per l’agire comunicativo e la condivisione della conoscenza nella Network Society
Partendo da una ri-sistematizzazione della corposa letteratura esistente sui temi della modernità e della globalizzazione, oltre che dalla rilettura attualizzata di alcuni “classici” del pensiero sociologico e filosofico, il volume tenta di individuare le “categorie concettuali” utili per analizzare la complessità del mutamento in atto, ma anche per la formulazione di alcuni presupposti dell’etica della comunicazione per la civiltà tecnologico-cognitiva che, dato il contesto storico in cui ci si sta muovendo (la “società ipercomplessa”), deve sforzarsi di avere una prospettiva universale. Viene posto l’accento sulla comunicazione come pre-requisito fondamentale per la realizzazione della società della conoscenza diffusa “veicolo” della globalizzazione etica. Le nuove forme (locali e globali) di disuguaglianza sono, infatti, sempre più legate a variabili di carattere conoscitivo e culturale che intercettano anche le questioni dell’accesso e del digital divide.I processi comunicativi, che caratterizzano la cosiddetta “società della conoscenza”, richiedono una capacità di analisi e, successivamente, di intervento del tutto innovativa rispetto al passato; sollecitano, non soltanto alla teoria ed alla ricerca scientifica, l’elaborazione di modelli complessi che pongano alla loro base una prospettiva analitica multidisciplinare e il più volte richiamato “pensiero complesso”.Il sistema-mondo si fonda su una radicale interconnessione di tutti i processi produttivi e culturali nonché di tutte le “forme di vita” presenti nei sistemi organizzativi: conseguentemente, è auspicabile che i modelli interpretativi e le politiche di intervento vengano progettate e realizzate sempre più come strategie di respiro internazionale, nelle quali quella che sembra configurarsi come una nuova sfera pubblica mondiale possa recitare un ruolo da protagonista. Nell’analisi condotta traspare la ricerca di un nuovo umanesimo razionalmente fondato che intende richiamare criticamente l’attenzione sul nesso indissolubile tra democrazia, comunicazione e conoscenza
Comunicazione e produzione sociale di conoscenza: nuovi scenari per le organizzazioni complesse
La società della conoscenza spinge le organizzazioni complesse a configurarsi come sistemi sociali aperti che tentano di governare l’incerto attraverso la condivisione di una cultura organizzativa e progettuale. Secondo l’Autore, la comunicazione - intesa come processo di produzione sociale e di condivisione della conoscenza (conoscenza=potere) - assume una centralità strategica in una fase storica in cui il vecchio modello industriale, costituito da assetti consolidati, gerarchie, logiche di controllo e di chiusura al cambiamento, sembra sul punto di essere scardinato dal nuovo ecosistema della conoscenza. Un mutamento radicale che costringerà sempre di più le organizzazioni complesse a confrontarsi con un contesto ordinatamente caotico, riprogettando e ridefinendo modelli, strategie, strumenti nella prospettiva della trasparenza e della condivisione
Il piccolo schermo e i suoi nemici
Il saggio analizza il ruolo della televisione come agente di socializzazione politica, tentando di evidenziare l’infondatezza dei luoghi comuni esistenti sul tema e di fornire una chiave di lettura critica fondata sul riferimento alla ricerca empirica
La comunicazione nella società ipercomplessa. Condividere la conoscenza per governare il mutamento
Nella società ipercomplessa, la comunicazione, intesa come processo sociale di condivisione della conoscenza, ha assunto ormai una centralità strategica in tutte le sfere della prassi individuale e collettiva: considerando fondata l’equazione conoscenza = potere, ne consegue che tutti i processi, le dinamiche e gli strumenti finalizzati alla condivisione della conoscenza non potranno che determinare una condivisione del potere o, comunque, una riconfigurazione dei sistemi di potere. La comunicazione, dunque, costituisce il pre-requisito fondamentale per la riduzione della complessità, la gestione del rischio, la mediazione dei conflitti, il governo di quella imprevedibilità connaturata ai sistemi stessi. Il volume tenta di individuare le categorie di un modello teorico interpretativo adeguato ad un sistema-mondo sempre più basato su una razionalità limitata. L’ipertrofizzazione degli apparati burocratici, la progressiva dissoluzione dello spazio pubblico e l’evoluzione dei regimi democratici, fondati sulla trasparenza, sull’accesso alle informazioni, sul concetto di sovranità popolare e, da un punto di vista culturale, sulla mancata definizione del rapporto tra i valori fondanti della libertà e dell’uguaglianza, hanno causato una radicale politicizzazione della sfera pubblica, il cui spazio operativo è stato ridimensionato alla sola questione della “rappresentanza” e al ruolo di ancella del sistema di potere. L’economia interconnessa richiede scelte strategiche ed una nuova sensibilità etica per le problematiche riguardanti gli attori sociali, il sistema delle relazioni e lo spazio del sapere: occorre, cioè, una nuova cultura della comunicazione, orientata alla condivisione e all’intesa, in grado di incidere sui meccanismi sociali della fiducia e della cooperazione
Democracy and the Public Sphere in the Knowledge Society: the strategic Function of Communication
Communication has reached a definitive strategic relevance for the organizations, social systems and Nation-States. A complex and articulate “instrument”, founded on the sharing of knowledge, that even the European Union considers of great importance. This paper focuses upon the scientific debate from a sociological and philosophical point of view underlining, between different aspects, the essential issue of the “public sphere” (European) always tied to the intimate correlation which exists between communication, knowledge and power, more precisely between access to knowledge (or information) and Democracy, and between access to information and citizenship rights. This implicates the problem of Transparency and of ethical and responsible communication
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