1,721,121 research outputs found

    Secret d’Epave. 50 ans d’archeologie sous-marine en Corse

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    Il catalogo è composto essenzialmente da due parti, una dedicata alla consultazione degli argomenti legati alla storia delle scoperte e al patrimonio archeologico sommerso della Corsica e l'altra specifica sulle schede degli oggetti selezionati in occasione della mostra che è stata allestita presso il Museo di Bastia ed è stata realizzata in collaborazione con il Ministère de la Culture et de la Communication. I 15 contributi introduttivi illustrano la successione temporale relativa alla lunga storia marittima della Corsica, a partire dalla Preistoria e dall’Antichità fino ad arrivare alla Seconda Guerra Mondiale

    Navigando sui muri

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    Nel volume sono catalogati i graffiti navali, cioè di quelle testimonianze del passato realizzate con la tecnica dell’incisione attraverso uno strumento a punta su un supporto durevole, che spesso si identifica in questo caso con i conci lapidei che costituiscono una porzione di muro, e aventi come tema l’imbarcazione e la navigazione. Il repertorio censito (attraverso foto e disegni) ed esaminato è stato organizzato in un vero e proprio corpus di schede agganciate alla topografia del comprensorio meridionale della Puglia, il Salento, e presentate seguendo l’ordine alfabetico dei toponimi in modo da agevolare la ricerca da parte dei lettori. La presenza di una mappa, inoltre, aiuta a posizionare geograficamente i contesti esaminati. Le 29 schede ricoprono testimonianze inquadrabili dal punto di vista cronologico dal XII al XVIII secolo e sono riferibili in gran parte a edifici di culto come le chiese, conventi, ipogei o a quelli realizzati con scopi di difesa, militari e di rappresentanza come i castelli, palazzi signorili e anche frantoi e masserie fortificate dell’entroterra

    L’antico portus Sancti Georgii ritrovato. Le ricognizioni archeologiche dei paesaggi costieri e subacquei presso Cala San Giorgio (Italia, Bari). Campagna 2016

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    Within the project "The port system between Antiquity and the Middle Ages: underwater archeology and coastal landscapes of the coast from Bari to Bisceglie" ("FutureInResearch" - University of Bari Aldo Moro) - which arises from the need to integrate the framework knowledge of ports, landings and socio-economic and navigation dynamics relating to a particular Apulian coastal area, the central one, which today is not systematically investigated through the analysis of the coastal and underwater archaeological landscape - the research at the landing of Cala San Giorgio (Bari). The toponym portus Sancti Georgii was known thanks to medieval sources, mentioned on the occasion of the events of the translation of the relics of St. Nicholas, carried out in the year 1087, as the penultimate stage of the return journey of the sailors who left from Myra to Bari after loading on board the relics of the saint. The prospections conducted between 2013 and 2016 have made it possible to record unpublished submerged and coastal archaeological topographical units, framed starting from the third century. B.C. up to the XII / XIII century A.D., with evidence also for the late Middle Ages, the modern age up to the contemporary age.Nell’ambito del progetto “Il sistema portuale tra Antichità e Medioevo: archeologica subacquea e dei paesaggi costieri del litorale da Bari a Bisceglie” (“FutureInResearch” – Università degli Studi di Bari Aldo Moro) - che nasce dall’esigenza di integrare il quadro delle conoscenze relativo ai porti, agli approdi e alle dinamiche socio-economiche e di navigazione relativo ad un particolare comprensorio costiero pugliese, quello centrale, che ad oggi risulta non sistematicamente indagato attraverso l’analisi del paesaggio archeologico costiero e subacqueo - sono state approfondite le ricerche presso l’approdo di Cala San Giorgio (Bari). Il toponimo portus Sancti Georgii era noto grazie alle fonti medievali, citato in occasione degli avvenimenti della traslazione delle reliquie di S. Nicola, compiuta nell’anno 1087, come penultima tappa del viaggio di ritorno dei marinai che ripartirono da Myra verso Bari dopo aver caricato a bordo le reliquie del Santo. Le prospezioni condotte tra il 2013 e il 2016 hanno consentito di censire inedite unità topografiche archeologiche sommerse e costiere, inquadrabili a partire dal III sec. a.C. fino al XII/XIII sec. d.C., con evidenze anche per il basso Medioevo, l’Età moderna fino all’Età contemporanea

    ARCHEOLOGIA SUBACQUEA IN ALBANIA (PROGETTO LIBURNA): PORTI E APPRODI DA DURAZZO A PORTO PALERMO

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    The underwater archaeological survey campaigns carried out for the Liburna Project (2007-2010) made it possible to identify areas with deposits of heterogeneous material accumulated in a non-systematic way and in different periods, especially in correspondence with ports and landings, where operations also took place cleaning and discarding of goods during periods of boat stop. In Porto Palermo and Punta Ragusa II, lead stocks from the Hellenistic-Roman period and an iron anchor from the Byzantine era have also been documented. The sample of finds consists mainly of ceramic objects and among these the amphorae are the most numerous, followed by those in metal, glass, lithic together with a few animal bonesLe campagne di survey archeologico subacqueo svolte per il Progetto Liburna (2007-2010) hanno consentito di individuare aree con depositi di materiale eterogeneo accumulatosi in maniera non sistematica e in diversi periodi, soprattutto in corrispondenza dei porti e degli approdi, dove avvenivano anche operazioni di pulizia e scarto delle merci durante i periodi di sosta delle imbarcazioni. A Porto Palermo e a Punta Ragusa II, sono stati inoltre documentati ceppi in piombo del periodo ellenistico-romano e un’ancora in ferro di età bizantina. Il campione di reperti è costituito principalmente da oggetti ceramici e tra questi le anfore risultano le più numerose, seguiti da quelli in metallo, in vetro, litici insieme a pochi ossi animal

    Archeologia subacquea in Albania: porti, approdi e rotte commerciali da Durazzo a Porto Palermo

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    Most of the contexts documented during the 2007-2010 survey campaigns of the Liburna Project are identifiable with deposits of heterogeneous material accumulated in an asystematic and diachronic manner in correspondence with landings or coastal sites equipped with port facilities, where it is often known that operations were taking place of cleaning and discarding of goods during the periods of rest of the boats. The sample of artefacts - including the amphorae that represent the quantitatively most numerous class - constitutes a point of reference for the reconstruction of the potential for frequenting coastal sites, of some routes and routes of goods distribution that also reach the internal locations.La maggior parte dei contesti documentati durante le campagne di survey 2007-2010 del Progetto Liburna sono identificabili con depositi di materiale eterogeneo accumulatosi in maniera asistematica e diacronica in corrispondenza di approdi o di siti costieri muniti di strutture portuali , dove spesso è noto che avvenivano operazioni di pulizia e scarto di merci durante i periodi di sosta delle imbarcazioni . Il campione di manufatti - tra i quali le anfore che rappresentano la classe quantitativamente più numerosa - costituisce un punto di riferimento per la ricostruzione del potenziale di frequentazione dei siti costieri, di alcune rotte e vie della distribuzione delle merci che raggiungono anche le località interne

    volume ll paesaggio della Via Appia ai confini dell’Urbs. La valle dell’Almone in età antica

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    The study of the passage and in particular of the elements that define its boundaries are the starting points of an in-depth study that in this volume is directed towards the Almone valley, an area that demarcates the borders of Rome in ancient times. In the introductory part, in fact, the author explores the theme of borders, specifying their meaning and function, underlining the growing interest of varied scholars since the "limits" of the settlements also affect the history of society, social psychology and general anthropology. The review of the historical summaries relating to this specific area, placed at the first mile on the directive traced by the Appian Way, in a band that defines the limits between Urbs and suburbium, was addressed in relation to the sites and archaeological discoveries.Lo studio del passaggio e in particolar modo degli elementi che ne definiscono i confini sono gli argomenti di partenza di un percorso di approfondimento che in questo volume viene indirizzato verso la valle dell’Almone, comprensorio che demarca i confini di Roma in età antica. Nella parte introduttiva, infatti, l’autrice approfondisce il tema dei confini, precisandone il significato e la funzione, sottolineando il crescente interesse da parte di studiosi variegati poiché i “limiti” degli insediamenti interessano anche la storia della società, la psicologia sociale e in generale l’antropologia. Il riesame delle sintesi storiche relative a quest’area specifica, posta al primo miglio sulla direttiva tracciata dall’Appia, in una fascia che definisce i limiti tra Urbs e suburbium, è stato affrontato in rapporto ai siti e alle scoperte archeologiche

    Ordona, località Ponte Rotto (Foggia): sacrifici animali in Puglia nella tarda età repubblicana (I sec. a.C.) / Ordona, Ponte Rotto (Foggia): animals sacrifices in Apulia during the late Republic Age (I cent. B.C.)

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    In the countryside of the ancient city of Herdonia (Ordona, Foggia), in the Northern Apulia, during the archaeological excavations for the realization of a wind farm, the Superintendence, has found a roman villa and an hypogean structure, directly realized in the geological soil, in which several domestic animal carcasses have been recognized. The animals have been probably sacrificed together with a fragmentary amphora, buried at the bottom of the pit. This contribution wants to investigate the sacrifice practices during the Romanization in the Apulia countryside, by searching the relations with agrarian rituals or with holy constructions in the territory of HerdoniaNel territorio dell’antica città di Herdonia (Ordona, Foggia), nella Puglia settentrionale, nel corso di alcuni lavori di scavo archeologico per la realizzazione di un parco eolico, la Soprintendenza ha riportato alla luce i resti di una villa di età Romana e di una struttura ipogea, direttamente ricavata nel banco geologico, colmata da un numero consistente di carcasse di animali domestici, verosimilmente sacrificati, contestualmente alla deposizione, sul fondo, di un’anfora in stato frammentario. Il presente contributo si propone di indagare il carattere del sacrifico attuato, collocandolo in un contesto storico di avviata romanizzazione delle campagne apule e ponendolo in relazione con pratiche rituali agrarie o fondazioni sacre immediatamente limitrofe il territorio urbano di Herdonia
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