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    La questione di giurisdizione fra il divieto di abuso del diritto e il principio della parità della parti nel processo

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    La sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, 7 febbraio 2012, n. 656, ha dichiarato inammissibile l'appello proposto per motivi di giurisdizione dal ricorrente in primo grado, qualificando la sua condotta alla stregua di un abuso del diritto, sotto forma di violazione del divieto di venire contra factum proprium. La nota esamina questa sentenza alla luce del dettato normativo e degli orientamenti della Corte di Cassazione, pervenendo alla conclusione per cui la decisione del Consiglio di Stato non appare condivisibile, né conforme al paradigma costituzionale. Nella sua parte conclusiva, la nota si sofferma inoltre sulle perduranti problematiche legate al riparto di giurisdizione

    L'applicabilità del silenzio assenso al nulla osta dell'ente parco

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    L’articolo si occupa dell’istituto del silenzio assenso dell’ente parco sulle domande di nulla osta per interventi da realizzarsi all’interno dell’area protetta. La legge in materia di aree protette (l. n. 394 del 1991), infatti, prevede che operi il meccanismo del silenzio assenso con riferimento alle istanze cui l’ente parco non abbia dato esplicita risposta entro il termine di sessanta giorni. Ma la legge generale sul procedimento amministrativo, come modificata nel 2005, stabilisce che i procedimenti ambientali sono esclusi dall’ambito di applicazione della regola del silenzio assenso e dalle altre forme di semplificazione. Si è posto, quindi, un contrasto normativo (in realtà solo apparente), risolto dal Consiglio di Stato nel senso della permanenza in vigore della regola del silenzio assenso specificamente dettata in relazione al nulla osta dell’ente parco. A sostegno di questa soluzione vengono addotti il significato letterale della norma di cui all’art. 20 della legge n. 241/1990, nonché la natura sostanzialmente vincolata del nulla osta. Questo secondo argomento, in particolare, consente al giudice amministrativo di escludere che l’operatività del silenzio assenso sulla base della normativa settoriale risulti eccessivamente pericoloso per l’interesse alla tutela dell’ambiente.The paper focuses on the problem of administrative procedural simplification in environmental subject and analyzes the institute of the park management body demand authorization for works inside the protected areas. Italian law on the protected areas (l. n. 394/1991) establishes the institute of the silent assent for the privacy appeals which the park management body has neither approved nor rejected in the term of 60 days. General law on the administrative procedure (l. n. 241/1990), as modified in 2005, establishes that environmental procedures are excluded from the application of silent assent rule and other forms of simplification. The normative contrast so underlined was resolved by the superior administrative judge who decided that the silent assent for the park authorizations concerned by the special law of 1991 was not repealed but continues to be enforced. This interpretative solution can be substained by the literal content of the general disposition and the bound nature of the park authorizations. Therefore a tacit assent system as the one established by the special law is not shaped as it is excessively environmentally dangerous

    La (difficile) individuazione del mercato rilevante nel settore dei servizi idrici

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    Muovendo dall'esame di una sentenza del Consiglio di Stato, il contributo si sofferma criticamente sulla nozione di mercato rilevante e sulle conseguenze che si riconnettono alla sua definizione. In particolare, viene indagato il mercato rilevante dei servizi idrici, che presenta significative peculiarità legate alle sue diverse dimensioni dal lato della domanda e dal lato dell'offerta

    Le appartenenze territoriali. Contributo allo studio della cittadinanza, della residenza e della cittadinanza europea

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    Il volume affronta il tema dei rapporti fra individuo ed enti territoriali, esaminando la rilevanza giuridica e le interferenze fra la cittadinanza nazionale, la residenza e la cittadinanza europea. Dopo una ricognizione delle conseguenza giuridiche che si riconnettono a ciascuno degli status in questione, e dopo un esame critico delle funzioni amministrative che incidono sui medesimi, l'analisi si concentra sulle discriminazioni che, all'interno dello Stato italiano, sono determinate dalla sempre più frequente valorizzazione da parte delle regioni della residenza qualificata (o anzianità di residenza) come criterio per l'accesso e per la fruizione di prestazioni di vario genere (sovvenzioni, alloggi popolari, servizi sociali ecc.). Un argine a questo fenomeno viene rinvenuto nella cittadinanza europea, che, anche grazie ai principi affermati dalla giurisprudenza comunitaria, viene ad assumere la valenza di fattore di neutralizzazione delle discriminazioni infrastatali legate alla residenza
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