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    Italie du Nord-Est : une sécession invisible

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    Diamanti Ilvo, Bouyssou Rachel. Italie du Nord-Est : une sécession invisible. In: Critique internationale, vol. 3. 1999. Crime et politique en démocratie, sous la direction de Didier Bigo. pp. 27-34

    L’Italia è in declino?

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    Il «declino» è un tema particolarmente discusso, nel nostro Paese, presso gli studiosi e i ricercatori, ma anche, e forse più ancora, fra gli attori politici ed economici. Luciano Gallino ha sollevato la questione da tempo, in modo argomentato e documentato. Lo fa anche in questa occasione, utilizzando, come in altre, i concetti di «declino» e di «declino industriale» in modo sostanzialmente fungibile. Con la consueta accuratezza, quindi, ricostruisce e denuncia la perdita di peso delle nostre industrie: dal punto di vista dell’occupazione, del reddito, delle esportazioni, dell’innovazione; su scala interna e soprattutto internazionale. E contesta, di conseguenza, coloro che, per «estetizzare» questi spiacevoli processi, parlano di «metamorfosi», oppure di trasformazione del sistema economico. Cambiamenti che riflettono il passaggio fra industria e servizi

    The Italian Centre-Right and Centre-Left: Between Parties and “the Party”’

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    An analysis of the evolution of the centre-right and centre-left coalitions from 1994 until today reveals that, notwithstanding the differences in culture and political traditions, they have both reproduced the model ‘invented’ by Berlusconi in 1994, founded on wide and heterogeneous alliances, personalisation and marketing. Put together to win elections, the coalitions are inadequate to govern, because they are strained by tensions between parties and by profound differences in their parties’ electoral bases. The principal factor of unity for the centre-right is the figure of the leader, Silvio Berlusconi, while on the centre-left Romano Prodi aims to construct a single political party. From here derive the divisions: on the centre-right, between the President and the parties; on the centre-left, between the Party and the parties

    MAPPE DELL'ITALIA POLITICA

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    Fino agli anni '80 la mappa politica dell'Italia appariva sostanzialmente stabile, imperniata su due "subculture" ben definite e radicate nel territorio, il mondo cattolico nelle zone bianche, le associazioni e le reti di solidarietà del movimento operaio nelle zone rosse. Poi, a partire dagli anni '90, cambiamenti rapidi quanto profondi hanno portato alla scomparsa del bianco e alla sua sostituzione con il verde leghista, alla contrazione della zona rossa nell'Italia centrale, al declino della destra nel Sud, all'avanzata diffusa dell'Italia azzurra. In questa nuova edizione, Diamanti ricostruisce i vasti mutamenti politici avvenuti nell'ultimo decennio riproponendo come chiave di lettura il territorio. Si delinea così un'Italia tricolore, dove agiscono partiti personalizzati, presidenzializzati, al servizio del leader. Esprimono un discorso politico scarsamente ideologico, orientato all'interesse e al pubblico "nazionale". Non si rivolgono ad aree sociali e territoriali specifiche, contrassegnate da colori specifici. E' l'epoca della "politica contro il territorio". Assimilati a oligarchie ristrette e centralizzati, i partiti sono apertamente criticati dalla base territoriale. Ma è anche l'epoca in cui la rivendicazione del "nuovo ad ogni costo" lascia intravedere i segni della tradizione. Saldamente radicati nel territorio
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