18,423 research outputs found
MINERALS FROM CAMPANIA BEYOND VESUVIUS: CAMPI FLEGREI, ROCCAMONFINA, GYPSUM-SULPHUROUS AND SEDIMENTARY FORMATIONS
After the completion of the monography “I Minerali del Somma-Vesuvio” (Russo & Punzo, 2004), edited
by the Associazione Micro-mineralogica Italiana (AMI), the authors are finishing a new book which deals with
the mineralogy of the whole Campania area, excluding Vesuvius, again for the AMI....Società Italiana di Mineralogia e Petrologia c/o Dipartimento di Scienze della Terra - PisaPublishedTorino3.5. Geologia e storia dei vulcani ed evoluzione dei magmiope
La responsabilità del medico veterinario conseguente al rifiuto o al ritardo di soccorso urgente
MINERALS FROM CAMPANIA BEYOND VESUVIUS: CAMPI FLEGREI, ROCCAMONFINA, GYPSUM-SULPHUROUS AND SEDIMENTARY FORMATIONS
After the completion of the monography “I Minerali del Somma-Vesuvio” (Russo & Punzo, 2004), edited
by the Associazione Micro-mineralogica Italiana (AMI), the authors are finishing a new book which deals with
the mineralogy of the whole Campania area, excluding Vesuvius, again for the AMI....Società Italiana di Mineralogia e Petrologia c/o Dipartimento di Scienze della Terra - PisaPublishedTorino3.5. Geologia e storia dei vulcani ed evoluzione dei magmiope
New species of the genus Troglophilus Krauss, 1879 (Orthoptera: Rhaphidophoridae) from Western and Southern Anatolian caves, Turkey
In this paper four new species of Troglophilus Krauss, 1879 cave crickets from Southern and Western Anatolia are described (T. alanyaensis, T. fethiyensis, T. ozeli and T. ferzenensis). Considering the other five species already documented from the area, there is now a total of 9 recorded species of Troglophilus that currently inhabit the caves and epigean habitats of Turkey. The occurrence of two new species in the western Aegean region of the Anatolia (Troglophilus fethiyensis sp. nov. and T. ozeli sp. nov. from Mugla and Havran provinces respectively) allowed us to improve considerevely the knowledgements on their geographic ditribution in Turkey, until now limited to the Southern Anatolia and a to a little enclave of Pontic region. The new species are all morphologically homogeneous, showing a clear affinity with the other Anatolian species T. adamovici Us, 1974; T. gajaci Us, 1974; T. escalerai Bolivar, 1899 and T. bicakcii Rampini & Di Russo, 2003 from Southern Taurus caves. The best character that permits to distinguish these groups is the ovipositor shape. Of particular interest is the finding of the new species T. ferzenensis sp. nov. in the Ferzene cave. This species, synoptic with T. adamovici, although morphologically similar to T. escalerai, differs from all the known Turkish species in the different spinulation of the legs, resulting close to the Aegean species T. spinulosus Chopard, 1921 from Crete and T. marinae Rampini & Di Russo, 2003 from Santorini
Prefazione a Aspetti e questioni multidisciplinari della democrazia paritaria dall'antichità ai nostri giorni
La prefazione presenta i contributi del volume collettaneo "Aspetti e questioni multidisciplinari della democrazia paritaria: lo spazio pubblico e privato dall’antichità ai nostri giorni" esito degli interventi presentati dai relatori all’omonimo ciclo di seminari coordinato dalla Fondazione Iotti di Roma e dal Dipartimento di Scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università di Palermo, con il coinvolgimento di docenti dello stesso Ateneo. Inserito nell’ambito di un quadro di attività svolte grazie a un protocollo d’intesa siglato nel marzo del 2022, questo volume testimonia il valore della collaborazione tra istituzioni che desiderano offrire un contributo alla discussione sulla rappresentanza di genere, sullo sviluppo della democrazia e la riforma delle istituzioni, nella convinzione che le azioni di cambiamento richiedono l’attivazione di processi che non possono prescindere dalla sollecitazione, in particolare tra le nuove generazioni, a ‘riflettere’ per meglio comprendere la complessità della realtà e aprire nuovi spazi di dialogo fra le generazioni, in omaggio a un’idea di democrazia sostanziale sempre più moderna e inclusiva
Restauro dell’architettura e percorsi di conoscenza mirata e preventiva: recenti esperienze italiane
Quanto di seguito pubblicato si propone di riflettere, attraverso affondi tematici, sul peculiare significato della conoscenza nel percorso restaurativo e su fasi, in prima battuta meglio ‘controllabili’, di analisi e studio dei beni culturali, nelle fasi preventive (programmazione e progettazione degli interventi di conservazione/restauro), in quelle di esecuzione delle opere in cantiere e in quelle di successiva gestione del patrimonio culturale. Ciò considerando la continua interazione tra i soggetti coinvolti nel processo sia nel presente sia nel prossimo futuro. La Sessione 1.2. ha visto presentare casi-studio alla scala architettonica, con attenzione a manufatti ed esperienze proprie dell’ambito archeologico, di complessi fortificati, religiosi e residenziali; il tutto con una cronologia di riferimento molto estesa che dalle esperienze dell’antica Paestum giungono fino alla Bolzano dell’età fascista. Attraverso i singoli contributi emerge, di conseguenza, il taglio metodologico connotante le rispettive sedi di ricerca e di insegnamento del Restauro in Italia
Luigi Russo, Croce e il «simbolo laico» di «Belfagor»
Attraverso il carteggio intercorso tra Luigi Russo e Benedetto Croce si ricostruisce la genesi della rivista «Belfagor», insieme con le divergenze sorte tra i due intellettuali sulla politica culturale da adottare. Nella seconda parte del saggio si analizzano la linea e i caratteri assunti dalla rivista sotto la direzione di Carlo Ferdinando Russo, mettendone in luce sia gli aspetti di continuità con quelli del padre Luigi, sia gli atteggiamenti che la diversificano
Principali risultati di uno studio multidisciplinare sulla successione lacustre mediopleistocenica di Sessano (Isernia, Molise).
La successione fluvio-lacustre di Sessano costituisce il riempimento di un bacino di origine tettonica posto al confine tra l'Appennino Centrale e quello Meridionale (Fig. 1A-C). Dall'analisi strutturale emerge che la sedimentazione è stata controllata dall'attività di due set di faglie con direzione prevalente N-S e NO-SE, risultando la successione dislocata e basculata verso ESE. La caratterizzazione della successione è stata possibile grazie ad un sondaggio geognostico di 80 m di profondità che non ha raggiunto il substrato, effettuato nella parte centrale del bacino (Fig. 1C). Lo studio della carota ha messo in evidenza che la successione è costituita in prevalenza da livelli limosi e argillosi con intercalati intervalli di origine vulcano-clastica e livelli di torbe scure (Fig. 2). Nella porzione superiore della carota la prevalenza di sedimenti sabbiosi indica la conclusione della deposizione di ambiente lacustre e l'instaurarsi di un regime deposizionale prevalentemente fluviale. A quest'altezza si osservano livelli di tephra con pomici di diametro di 1-2 cm; relati-vamente ad essi sono in corso sia analisi geocronologiche (Ar/Ar), sia analisi geochimiche finalizzate a determinarne la provincia vulcanica di origine.ANALISI POLLINICHEAl fine di ottenere ulteriori dati sull'evoluzione paleoambientale del bacino, 82 campioni sono stati prelevati lungo la carota e sottoposti alle analisi polliniche (Fig. 2). I risultati preliminari rivelano il succedersi di periodi con caratteristiche vegetazionali contrastanti. In particolare dalla base fino ai 76 m di profondità è presente un'associazione vegetazionale di foresta, tipica di condizioni climatiche calde riferibili ad un periodo interglaciale. Da questo livello fino a circa 55 m di profondità il diagramma pollinico mostra il dominio dei taxa erbacei; ciò indica la presenza di ambienti aperti tipicamente glaciali. Segue un intervallo di 10 m in cui, per cause ancora da accertare, i campioni analizzati risultano essere privi di polline. L'associazione floristica a taxa erbacei è sostituita, nell'intervallo compreso tra i 45 ed i 20 m, da elementi di foresta decidua, indicando di nuovo l'instaurarsi di un periodo interglaciale. Verso il top della carota l'associazione vegetazionale indica una caratteristica transizione da un periodo interglaciale ad uno glaciale; infatti la diminuzione di elementi riferibili ai generi Quercus e Abies è accompagnata da un aumento di quelli ascrivibili al genere Pinus. Riassumendo la successione di Sessano registra un intero ciclo glaciale-interglaciale con parte di un precedente periodo interglaciale alla base, ed una transizione verso il successivo periodo glaciale al top.PALEONTOLOGIA50 campioni prelevati lungo la carota sono stati analizzati per integrare i dati pollinici con quelli ricavabili dal contenuto malacofaunistico (Tab.1). Molti dei campioni sono privi di molluschi; dove si rinvengono sono poco rappresentati e spesso frammentari. Si tratta di malacofauna dulcicola indicativa per lo più di ambienti palustri. Nella porzione inferiore della carota (76-58 m) sono presenti pochi apici e numerosi opercula del gasteropode dulcicolo Bithynia cfr. leachi (Sheppard). La presenza di soli apici e l'accumulo di opercula sono conseguenti al trasporto da parte di correnti d'acqua presenti nel paleolago. I sedimenti dell'intervallo tra 54 e 42 m sono per lo più sterili; fa eccezione il livello a 47.60 m con gateropodi dulcicoli di 2 specie, Valvata cristata (Müller) e B. cfr. leachi, associati a oogoni di Chara sp. La presenza di abbondanti opercula si registra nuovamente nell'intervallo tra 42 e 20 m. Nei livelli torbosi presenti tra 30 e 28 m si segnala solo la presenza di vegetali.Nel campione prelevato a 23.35 m sono stati individuati i taxa dulcicoli Pisidium sp., B. cfr. leachi, V. cristata, Valvata piscinalis (Müller), Succinea sp. e Islamia sp.; nello stesso livello è stato raccolto un discreto numero di apici di gasteropodi indeterminabili; a questa altezza si registra il valore più alto di biodiversità malacofaunistica dell'intera successione
Monitoraggio della popolazione di mufloni (ovis orientalis musimon) sulla Pania di Corfino: indagine preliminare
Le introduzioni del muflone (Ovis orientalis musimon) hanno avuto particolare successo
anche in aree diverse dall’habitat tipico della specie, ed in particolare nella R.N. Orecchiella,
all’interno del P.N. Appennino Tosco-Emiliano, zona nella quale la popolazione di mufloni si è
gradatamente adattata ed ampliata. Lo scopo del lavoro è stato quello di valutare l’avvistabilità,
la dimensione dei gruppi e l’utilizzo del territorio, da parte della suddetta popolazione, in due
diverse stagioni dell’anno, una autunnale (da Ottobre agli inizi di Dicembre) ed una primaverile
(da Marzo alla metà di Aprile). L’analisi dei risultati degli avvistamenti, tramite il calcolo
di appostiti rapporti tesi ad evidenziare la struttura di popolazione, ne conferma la stabilità
strutturale e numerica, probabilmente dovuta anche al fatto che, all’interno del Parco non è
possibile la caccia e che esiste un unico nucleo stabile di Canis lupus, costituito soltanto da
4-5 esemplari, che può svolgere una limitata azione di predazione. Si sono inoltre evidenziate
variazioni comportamentali in relazione alla diversa stagione di osservazione (fase pre-
riproduttiva e post-riproduttiva) sia per quanto riguarda la dimensione dei gruppi che l’uso
del territorio e che possono essere messe in relazione al comportamento antipredatorio legato,
nel secondo periodo di osservazione, alla presenza dei piccoli. I dati ottenuti nella presente
prova possono rappresentare un termine di paragone per verificare le tendenze evolutive di altre
popolazioni di mufloni in aree simili
A vent'anni dalla creazione della Csi : il russo nei paesi dell'ex-impero
L'articolo analizza lo status de iure e quello de facto della lingua russa in alcune ex-repubbliche sovietiche entrate a fare parte della Comunità di Stati Independenti dopo il 1991. Utilizzando dati provenienti da censimenti e da ricerche internazionali, tenta di fornire un bilancio della diffusione attuale del russo in tali paesi e di analizzare i problemi, di tipo politico e sociolinguistico, strettamente connessi all'uso della lingua russa in tali aree
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