214 research outputs found

    Il desiderio e l’intenzione di avere un bambino: differenze in funzione del genere e dell’orientamento sessuale

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    INTRODUZIONE: Diverse ricerche internazionali (D’Augelli et al., 2007; Gates et al., 2007) hanno evidenziato che, sebbene le giovani lesbiche e i giovani gay esprimano un minor desiderio di avere un bambino, allo stesso tempo riconoscono, in modo analogo ai loro coetanei eterosessuali, l’importanza della maternità/paternità e i potenziali benefici per la piena realizzazione della persona (Riskind e Patterson; 2010). OBIETTIVI: Il presente contributo intende indagare in che modo il desiderio di genitorialità e l’intenzione di diventare genitori sia in relazione al genere, all’orientamento sessuale, al livello di supporto sociale e relazionale percepito, a variabili legate al benessere percepito. METODO. Soggetti: Hanno partecipato alla ricerca 930 partecipanti, non sposati e senza bambini, che si sono definiti eterosessuali (Femmine=314; Maschi= 216), gay e lesbiche (Femmine=201; Maschi=199) con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Strumenti: Perception of Parenting Inventory (POPI; Lawson, 2004) per misurare le aspettative nei confronti delle proprie competenze genitoriali. Lo strumento valuta l’aspettativa di arricchimento personale che deriva dall’esperienza di essere genitori e il supporto sociale che si immagina di poter disporre come genitore. Un Questionario biografico per determinare l’orientamento sessuale, il desiderio e l’intenzione di avere un bambino. Measures of Internalized Sexual Stigma for Lesbians and Gay men (MISS-LG; Lingiardi et al., 2010) per la misurazione dello stigma sessuale interiorizzato. CONCLUSIONI. I risultati suggeriscono che i giovani gay e lesbiche, rispetto ai coetanei eterosessuali, riferiscono una minore aspettativa di arricchimento personale derivante dalla genitorialità e una maggiore sfiducia nei riguardi del supporto sociale che ipotizzano di poter disporre come genitori. La regressione logistica evidenzia come l’orientamento eterosessuale sia il predittore più significativo sia per il desiderio che per l’intenzione di avere un bambino. Il desiderio/intenzione di avere un bambino nel gruppo femminile è predetto dalla dimensione dell’arricchimento personale mentre nel gruppo maschile dal supporto sociale

    I messenger texts: la più numerosa categoria di testi nella documentazione neosumerica

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    Analisi della categoria testuale dei messenger texts dalle città di Umma e Girsu in epoca Neo-sumerica (2112-2004 a.C.

    La biblioteca di Pomponio Leto

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    Ci si propone di illustrare i manoscritti e le edizioni a stampa di autori antichi e medievali posseduti da Pomponio Leto. Molti di questi testi sono autografi o annotati da lui. Possiamo mettere meglio in luce gli interessi e la formazione culturale di Pomponio attraverso la ricostruzione della consistenza e del carattere della sua biblioteca tenendo in considerazione recenti studi sull’argomento

    Codici autografi di Pomponio Leto

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    Sono stati presi in considerazione i codici autografi di Pomponio Leto. Spesso si tratta di annotazioni per illustrare l'autore antico oggetto di un corso tenuto durante le lezioni di Pomponio presso lo Studium Urbis. Talvolta solo le annotazioni marginali sono autografe, in altri casi anche il testo dell'autore antico commentato. Il genere delle annotazioni è particolarmente utile per comprendere i passi, gli argomenti (talvolta anche lontani da quelli su cui si soffermava l'autore antico) che suscitavano l'interesse del maestr

    Note scite nei commenti di Pomponio Leto

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    Il contributo approfondisce le conoscenze relative al viaggio in Scizia di Pomponio Leto che, a causa della perdita del suo diario di viaggio (i "Commentariola"), sono tramandate negli appunti dei corsi tenuti dall'umanista presso lo Studium Urbis

    I corsi di Pomponio Leto sul 'De lingua Latina' di Varrone

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    Studio rivolto ai corsi tenuti presso lo Studium Urbis da Pomponio Leto sul De lingua Latina di Varrone che sono trasmessi nei dictata degli allievi. Le varie tematiche (problemi di storia della lingua, studio dei costumi, antichità letterarie) sono importanti per ricostruire la cultura e il metodo d’insegnamento dell’umanista

    Le annotazioni di Pomponio Leto a Lucano (Vat. lat. 3285): libri I-IV con un'appendice sulla Vita Lucani

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    2010 - 2011In this work I realized the first critical edition of the notes that Giulio Pomponio Leto wrote on Lucan’s Pharsalia, and that are included only in the autograph manuscript Vat. Lat. 3285. The thesis, consisting of five chapters, has pointed out both the Nachleben of Lucan’s poem and the originality of a humanistic reading of Bellum ciuile. After an introductory chapter on the Pomponio Leto’s life and works, there is a brief discussion of Lucan’s exegesis before the Humanism. Through a critical study it was possible to me to underline the type and the structure of the Pomponian notes and the Latin and Greek sources- not always reported- quoted by the humanist, (the most mentioned Latin author is Pliny Maior, followed by Caesar, Florus, Hyginus, Varro, Silius Italicus, Valerius Flaccus, Cicero, Pomponius Mela; concerning the Greek sources, the most mentioned authors are Herodotus, Strabo, Dionysius of Halicarnassus, Diodorus Siculus, Plutarch, Theophrast, Hesiod, Pindar. As Pomponio did not know Greek, he read the literary works- that haven’t been identified up to now- of the Greek authors in a Latin version). Besides, I emphasized the method the humanist used to quote (such as mistakes, misunderstandings, summaries, paraphrases, additions) and the bad quality of the copy of Lucan’s text made by Pomponio. Thanks to this analysis I could identify the type of those notes such as their historical features and the geographic, mythological and antiquarian ones. It deals with notes whose show of Pomponio’s learning predominates over the attention to the language and textual criticism. The humanist used the exegetic method consisting in explaining only the parts of Lucan’s poem that he wanted his pupil, Fabio Mazzatosta, to study in Rome in 1469. Pomponio did not design his work for publishing because his aim was a teaching method. In the last chapter of the thesis I made a critical edition of Epitaphium and Vita Lucani written by Pomponio (Vat. lat. 3285 ff. 135v-137r). The Vita Lucani is a blending of different classical sources: uita Lucani of Vacca, Annales of Tacitus, Genethliacon Lucani ad Pollam of Statius (silu. 2,7), Quintilian and Lucan himself; this biography reached its fortune only when it was published, with some variants, in the editio princeps of Pharsalia, printed in Rome in 1469. Then this Vita, present in editio princeps, became the basis for subsequent copies both manuscripts and printed. The Vita Lucani of Pomponio is very important because it was the only humanistic life to have a great success and to be trasmitted together with Lucan’s ancient lives. Besides, this life testifies the fame of Pomponio even outside Rome and the great fortune of Lucan during the Humanism. After my researches I end up stating that the study of the Pomponian notes is not helpful to know in deep Lucan and his poem, but it contributes to know better the scholiastic activity on Lucan and the humanists’ approach to the works of Latin and Greek authors. [edited by Author]L’obiettivo del lavoro di tesi è stato quello di realizzare la prima edizione critica delle annotazioni di Pomponio Leto (1428-1498) al Bellum ciuile di Lucano, contenute nel Vat. lat. 3285, codice interamente autografo dell’umanista e copia unica, databile al 1469 circa. La tesi, organizzata in cinque capitoli, ha evidenziato da un lato il Nachleben dell’opera lucanea, dall’altro i tratti distintivi ed originali di una lettura umanistica del Bellum ciuile. Ad una trattazione approfondita della vita e delle opere di Pomponio Leto sulla base di fonti coeve o successive all’umanista e alla luce dei più recenti studi bibliografici sull’argomento, segue una breve storia dell’esegesi lucanea prima dell’Umanesimo, con l’intento di contestualizzare le annotazioni pomponiane e di metterne in luce le profonde differenze rispetto ad esegeti precedenti o successivi al Leto. A partire, poi, da una riflessione critica sul carattere e sulla struttura delle annotazioni pomponiane, ne è stata delineata la loro natura storica, geografica, antiquaria e mitologica: si tratta di note in cui lo sfoggio d’erudizione prevale di gran lunga sull’attenzione a questioni di natura linguistica e critico-testuale. L’edizione delle annotazioni relative ai primi quattro libri della Pharsalia è stata accompagnata, inoltre, da una serie di osservazioni relative agli auctores utilizzati da Pomponio (sia citazioni esplicite che implicite): l’autore assolutamente più sfruttato è Plinio, seguito da Cesare, Floro, Igino, Varrone, Silio Italico, Valerio Flacco, Cicerone, Pomponio Mela; per le fonti greche spiccano i nomi di Erodoto, Strabone, Dionigi d’Alicarnasso, Diodoro Siculo, Plutarco, Teofrasto, Esiodo, Pindaro, tutti autori questi che il Leto, non conoscendo il greco, leggeva in traduzioni latine, delle quali, trattandosi per lo più di materiale ancora inedito, si è rinunciato ad una identificazione. Da un esame delle singole annotazioni è stato possibile constatare che il metodo esegetico adottato dall’umanista è selettivo e non sistematico, in quanto nasce coll’intento di chiarire, semplificare, istruire, enucleare singoli punti che si prestassero specificamente all’insegnamento privato pro studio di Fabio Mazzatosta, di cui il Leto fu magister e per il quale vergò appositamente questo manoscritto. Tale studio ha evidenziato, in sintesi, che il fine di Pomponio è prevalentemente didattico ed è ben lontano da quella tipologia di commento continuo, ordinato, ragionato, allestito per la lettura e per l’ampia diffusione per mezzo della stampa. Infine, nella tesi è stata rivolta una particolare attenzione agli ultimi fogli del manoscritto contenenti l’epitaphium e la Vita Lucani scritti da Pomponio (ff. 135v-137r), dei quali viene realizzata un’edizione critica. La Vita Lucani del Leto si presenta come una mirabile fusione di fonti e notizie diverse: la vita antica di Vacca, gli Annales di Tacito, il Genethliacon Lucani ad Pollam di Stazio (silu. 2,7), Quintiliano ed anche versi lucanei; la fortuna di tale biografia si ebbe, in effetti, a partire dal suo inserimento, con piccole variazioni, nell’editio princeps della Pharsalia, uscita a Roma nel 1469, e divenuta, poi, base di partenza per successive copie manoscritte e a stampa. Tale biografia costituisce un’importante novità nella storia della fortuna di Lucano, poiché è l’unica uita Lucani d’epoca umanistica ad aver avuto un discreto apprezzamento ed una buona diffusione (a differenza delle annotazioni pomponiane rimaste inedite), tanto da essere spesso affiancata e quindi equiparata per importanza, a quelle antiche. Essa, dunque, testimonia la stima e il successo di cui godeva Pomponio Leto, anche al di fuori dell’Vrbs e attesta l’importanza e l’attenzione rivolta, durante l’Umanesimo, alla figura e all’opera di Lucano. Realizzare, pertanto, un’edizione critica delle annotazioni di Pomponio Leto a Lucano e della biografia lucanea da lui scritta contribuisce ad una più completa ricostruzione della cosiddetta “scoliastica lucanea”, consentendo di approfondire le modalità di circolazione e di analisi dei classici durante l’Umanesimo. [a cura dell'Autore]X n.s

    Introduzione a Vladimiro Zabughin, Giulio Pomponio Leto. Saggio critico, vol I a cura di Maria Accame

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    L'Introduzione presenta la ristampa dell'opera di Vladimiro Zabughin, professore di Filologia umanistica presso l'Università di Roma la "Sapienza", sull'umanista romano Giulio Pomponio Leto. Nell'Introduzione si ricostruisce la storia di questa importante opera e si delinea l'aggiornamento bibliografico a partire dalla pubblicazione del III tomo avvenuta nel 1912 fino ai recenti contributi che sono stati pubblicati negli ultimi anni

    L'esegesi virgiliana di Pomponio Leto: problemi filologici. “I testimoni dell'esegesi virgiliana di Leto e il suo commento alle Bucoliche”

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    «Pomponio Leto non pubblicò mai le sue interpretazioni sui testi di Virgilio. Tuttavia, a partire dal 1487 un commento a suo nome circolò in un'edizione stampata a Brescia per i tipi di Bonino de' Boninis. Questa stampa fu curata da Daniele Caetani, il quale non era un allievo di Leto, né risulta essere mai stato in contatto con l'umanista – inizialmente, Leto prese anche le distanze da questa edizione pirata. Accanto alla stampa bresciana, esiste una serie di manoscritti che contengono parti di commenti che Leto aveva dedicato alle opere principali di Virgilio e ai testi dell'Appendix: alcuni manoscritti sono autografi pomponiani, altri contengono note, che per la maggior parte derivano da lezioni di Leto. Questi manoscritti rappresentano fasi diverse dell'esegesi di Leto e solo in alcuni casi essi presentano un testo comune, per cui è applicabile un approccio ecdotico di tipo maasiano». «In questo seminario interverranno tre studiosi che stanno lavorando all'edizione dei commenti che Leto ha dedicato a differenti opere di Virgilio. Fabio Stok illustrerà i materiali, manoscritti e a stampa, che si possono far risalire all'esegesi virgiliana di Leto e che sono attualmente noti agli studiosi, soffermandosi in particolare sui rapporti tra i testimoni che trasmettono il “commento” alle Bucoliche. Nicola Lanzarone si concentrerà sulla complessa tradizione dell'esegesi che Leto dedicò all'Eneide, mentre Annalisa Merolla presenterà la stratificazione dei testimoni che riportano l'esegesi alle Georgiche di Leto»
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