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Annali della Scuola normale superiore di Pisa, Lettere, storia e filosofia.
"Elenco degli alunni esciti dalla Scuola ... [1850-95]": v.12, p.[i]-xxx.Ser. 2, v.1- published in Bologna.Vols. 1-29, 1873-1927, have subtitle: Filosofia e filologia; v.30, 1929/30, Classe di lettere e filosofia.Ser. 2, v.1- "pubblicati a cura dei professori dell'Università di Pisa".Vols. 1-13 issued as its Annali v.2, 3, 5, 7, 9, 11, 13-16, 18-20.Vol. 3, 1880, accompanied by a supplement published in 1891.Mode of access: Internet.Vols. 28-29, 1922-1927, issued under an earlier name of the school: R. Scuola normale superiore universitaria di Pisa.Ser. 2 supersedes in part Annali delle università toscane
-Ernesto Teodoro Moneta: storia di un “pacifista con le armi in mano”,in Percorsi di pace e di guerra fra Ottocento e Novecento: movimenti, culture, appartenenze, a cura di Beatrice Pisa
Il saggio prende in considerazione la peculiare vicenda politica di Moneta, unico italiano insignito del premio Nobel per la pace, presidente e animatore per decenni della Società pacifista più nota e maggiormente capace di fare proseliti nel Paese, ma anche appassionato filo- tripolino nel 1911 e deciso interventista di fronte al primo conflitto mondiale. Il saggio esamina le motivazioni politico- personali di tali incongruenze, ponendole in confronto con la sua originale posizione filo- europeista. Moneta infatti non solo fa sua la mazziniana idea di una Europa delle patrie, ma giunge ad elaborare il progetto di una vera e propria federazione europea, vissuta come possibile realizzazione di una politica internazionale democratica, nonché come speranza di risoluzione delle grandi difficoltà economiche e sociali del proprio Paese. Particolarmente significativa e innovativa è l’idea di trasportare il tema europeismo dall’area radicale- repubblicana dove era stata coltivata fino a quel momento a quella liberal- moderata, per renderla “avvicinabile” e accettabile per la classe dirigente del Paese e per buona parte dell’opinione pubblica del tempo. Questo europeismo di stampo moderato avrebbe avuto il ruolo di contenere le crescenti inclinazioni nazionalistiche e antidemocratiche della classe borghese, nonché di arginare l’inasprirsi del conflitto di classe. Moneta si accinge a realizzare concretamente il progetto, ma la durezza della fase bellica e lo scarso entusiasmo di alcuni suoi stretti collaboratori lo convincono a rimandarlo, finchè lo coglie la morte
Pisa napoleonica: immagini di una città, una città e le immagini
Il contributo, inserito nel catalogo della mostra "L’Università di Napoleone. La riforma del sapere a Pisa"(Pisa, Palazzo Lanfranchi, 2004) curato da R.P. Coppini, A. Tosi e A. Volpi, propone alcune riflessioni sulla cultura artistica e sul ruolo delle immagini nella Pisa napoleonic
Una premessa alla lettura del report di valutazione del modello DAD dell’Ateneo di Pisa
Valutare l'efficacia della didattica erogata a distanza dall'Università di Pisa perchè le risorse impiegate per far fronte alla prima ondata pandemica risultassero anche un investimento strategico per il futuro. Nasce così l'indagine sull'impatto della DAD affidata dall'Ateneo pisano alla Human Foundation e i cui risultati sono oggi raccolti in questo volume. Un report nato con l'obiettivo di comprendere al meglio e con un metodo di ricerca rigoroso se le risposte ai nuovi bisogni di formazione emersi a seguito della crisi Covid sono stati all'altezza delle aspettative. Un'indagine pilota, nel nostro paese, che ha permesso all'Università pisana di mettere a punto un modello innovativo di "didattica potenziata", con una serie di strumenti destinati a rimanere attivi anche superata la pandemia, a beneficio di tutte le studentesse e di tutti gli studenti
Presentazione di Percorsi di pace e di guerra fra Ottocento e Novecento: movimenti, culture, appartenenze, numero monografico a cura di Beatrice Pisa, dicembre 2009, n.2.
Le Commissioni per la conservazione dei monumenti ed oggetti d'arte di Pisa (1866-1891). Questioni di tutela e restauro monumentale
LAUREALa presente ricerca affronta il tema della tutela e del restauro dei monumenti a Pisa nel periodo seguente la nascita del Regno d’Italia attraverso la ricostruzione dell’attività della Commissione consultiva conservatrice di Belle Arti delle Provincie di Pisa e Livorno(R. D. n° 3190 del 25 agosto 1866) e della successiva Commissione consultiva conservatrice dei Monumenti ed Oggetti d’Arte e d’Antichità della Provincia di Pisa (R. D. n° 3278 del 26 luglio 1876). A tal fine è stato condotto l’esame di un esteso patrimonio documentario rinvenuto presso l’Archivio di Stato di Pisa, ad oggi in larga parte inedito. L’attività delle Commissioni è dunque inquadrata sia nell’ambito dei primi tentativi volti all’organizzazione del sistema della tutela da parte del nuovo Regno italiano (di cui esse sono espressioni a livello periferico), sia in relazione al clima politico, culturale ed economico locale in cui esse si formano e operano nel periodo che va dal 1866 al 1891. Le competenze delle Commissioni (che sono un organo meramente consultivo) spaziano dalla redazione degli Inventari per la catalogazione dei Monumenti e Oggetti d’Arte, atto fondamentale per la conoscenza del patrimonio e quindi per la sua salvaguardia, ai pareri sul restauro dei monumenti. Oltre al quadro generale, sono esaminati quattro casi di restauro monumentale in cui la Commissione conservatrice è coinvolta. Dall’analisi delle vicende emergono, all’interno di una complessiva visione orientata al ripristino dell’unità di stile del monumento, diverse sfumature intorno all’interpretazione del restauro che si cristallizzano nelle diverse voci dei Commissari. Essi infatti, si mostreranno, in taluni casi, più attenti al valore documentario mentre in altri maggiormente interessati alla restituzione delle presunte forme originarie dei monumenti ai quali è comunque complessivamente affidato il duplice ruolo di segno testimoniale della radice comune giustificante l’Unità politica (attraverso il rimando identitario tra “piccola Patria” e “grande Patria”) e di strumento didattico – pedagogico nei confronti della popolazione.The present research deals with the theme of the restoration of monuments in Pisa in the period following the birth of the italian Kingdom through the reconstruction of the activity of the Conservative Fine Arts Advisory Commission of the Provinces of Pisa and Livorno (RD No. 3190 of the August 25, 1866) and the subsequent Conservative Consultative Commission of Monuments and Objects of Art and Antiquities of the Province of Pisa (Royal Decree No. 3278 of July 26, 1876
Linee giurisprudenziali della Corte costituzionale e della Corte di cassazione in tema di atti di disposizione del corpo
Seminario annuale dell'Associazione "Gruppo di Pisa" * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
Innovation in peripheral economies: the case of Pisa
The case of Pisa, Italy, emerges as an effective representation of the possible difficulties and opportunities in the development of HT in peripheral regions, as well as of the challenges and phases that a knowledge-based local economic policy might face. The study by Scuola Sant’Anna (Di Minin et al., 2003) summarizes the results of a three-year empirical analysis of the local HT sector in Pisa. Over 200 firms, mostly very young, have been identified and analyzed in the province of Pisa, where a traditional manufacturing sector is slowly but constantly declining and coexists with an outstanding public research system, which attracts and retains important human resources in the city, generates high-tech start-ups, and attracts external companies to the area. This paper starts by framing the phenomenon analyzed in the Sant’Anna study within the context of the literature dealing with the “paradox” of localization and globalization. The question here is to try and understand how these theories might help explain the growth and limits of the growth of the sector. I will then build a comparison with another case of peripheral development to shed some light on the exceptional case of Pisa. I will conclude by pointing out three policy recommendations that arise from the literature.
Il Grand Tour degli inglesi a Pisa (secoli XVII-XIX)
This essay was published as part of the proceedings of the conference on The residences of Pisa. The art of living in the palaces of an ancient Maritime Republic from the Middle Ages to the Unification of Italy, held in Pisa in October 2009 (there was not a call for paper for the conference, all the speakers were invited by the scientific committee and the volume has been peer-reviewed). The essay reconstructs the history of the Grand Tour in Tuscany, and Pisa in particular. After discussing the image of Pisa that emerges from the accounts of early travelers in the sixteenth and seventeenth centuries, Villani describes the British presence in the city in the eighteenth and early nineteenth century. The 1820s mark the years in which the residence of Shelley and Byron in Pisa would make the city “a little nest of singing birds.” The stay in Pisa of the Shelleys, Byron and their friends made it a something of a cult place in subsequent years
Il reato di violenza sessuale: riflessioni costituzionalmente orientate in tema di consenso
Nel presente contributo si intende analizzare il ruolo che il consenso, inteso come veicolo di espressione della libertà di autodeterminazione sessuale di cui all’art. 2 Cost, ha nella concretizzazione del reato di violenza sessuale.
Tenendo conto della problematicità della struttura della norma di cui all’art. 609-bis c.p., nonché del c.d. “diritto vivente”, che sembra essere consolidato nell’interpretare il consenso come elemento essenziale nel reato in esame, ci si interrogherà poi sul ruolo (eventuale) della Corte costituzionale, giungendo poi a sottolineare che il compito, urgente, di intervenire spetta al legislatore.In this paper, we aim to analyze the role that the consent, considering it as a vehicle of expression of sexual freedom, referred to in art. 2 of the Constitution, has in the concretization of the crime of sexual violence.
Taking into account the problematic structure of art. 609-bis c.p., as well as the c.d. "living law", which seems to be consolidated in interpreting the consent as an essential element in the crime in question, we will then wonder about the role (possible) of the Constitutional Court, then underlining that the task to modify art. 609-bis c.p. is up to the legislator
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