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    Cartoline dalla terra di mezzo. Immaginari transmediali geolocalizzati nei social network

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    In this paper, I will use the tools of transmedia design to explore the media products of crossing places, which are before known to the users through their representation in narrative ecosystems. I consider Social Networks as the space in which places are rewritten from object to sign, according to the technology of the different platforms. First of all, I will apply the theoretical approach to the theme park, as a typical example of localized storytelling. Then I will identify two different meanings of the crossing places: the “intertextual places”, which are medial memory before being crossed, and the “metatextual places”, which are imaginary until they are geolocalized

    Frammenti di un discorso transmediale

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    Il transmedia storytelling non è più una novità, ma contemporaneamente, per sua natura, costituisce da un lato un oggetto di studio e di ricerca difficilmente riconducibile a modelli cristallizzati, dall’altro un insieme di pratiche narrative e produttive costantemente in corso di evoluzione. L’unione della dimensione tecnologica e di quella narrativa, infatti, origina un intervallo, non soltanto semantico, in costante espansione, sia in virtù delle incessanti implementazioni delle forme di produzione e fruizione, sia in virtù della capacità creativa potenzialmente illimitata dello storytelling. In questo senso, allora, a prescindere dalla centralità dei contributi teorici fondativi, da Jenkins, a Gomez, a Scolari, relativi all’oggetto del presente articolo, il fenomeno della narrazione transmediale, oltre ad aver colonizzato territori e pratiche differenti da quella fiction (pubblicità, marketing, informazione, etc.), ha ormai raggiunto un grado di maturazione, tale da consentire tentativi di elaborazione di principi, in grado di mappare al meglio la vastità del fenomeno. Come ad esempio, la riconfigurazione delle coordinate spazio–temporali, l’insieme di inedite pratiche di partecipazione alle esperienze, fino ad una sorta di semiosi illimitata dei testi, che riporta alla luce e riattualizza immaginari cult della produzione culturale. Coinvolgendo competenze diverse, questo breve saggio punta a integrare il piano della teoria con quello della pratica, con un obiettivo principale: evidenziare alcuni dei principali elementi in grado di configurare una sorta di paradigma, condiviso e aggiornato, del transmedia storytelling, anche alla luce dell’analisi di una significativa esperienza di racconto transmediale attuata nel panorama produttivo italiano, come Frammenti

    Transmedia design per entertainment. La progettazione dei contenuti promozionali nella Condizione Transmediale

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    La promozione dell’entertainment nell’era della convergenza tecnologica e culturale si adatta alla matura Condizione Transmediale: è modellata dall’interazione con l’utente e tende sempre più a integrare l’advertising on- e off-line nel dispositivo dell’ecosistema narrativo. La ricerca individua il framework del transmedia design dei contenuti promozionali attraverso l’analisi quantitativa e qualitativa di casi esemplari tra cinema e serialità televisiva, analizzati secondo il paradigma del marketing on-line Social, Mobile e Local, per dimostrare la progressiva integrazione delle tattiche degli utenti nella strategie industriali. Da qui, propone la verifica del modello con interviste in profondità a transmedia designer italiani, organici all’industria e free-lance, con attenzione alle pratiche gestionali ed economiche del processo creativo, all’inquadramento dei professionisti nella filiera, al rapporto con le piattaforme di pubblicazione e alla gestione della proprietà intellettuale

    Frammenti di un discorso transmediale

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    Il transmedia storytelling non è più una novità, ma contemporaneamente, per sua natura, costituisce da un lato un oggetto di studio e di ricerca difficilmente riconducibile a modelli cristallizzati, dall’altro un insieme di pratiche narrative e produttive costantemente in corso di evoluzione. L’unione della dimensione tecnologica e di quella narrativa, infatti, origina un intervallo, non soltanto semantico, in costante espansione, sia in virtù delle incessanti implementazioni delle forme di produzione e fruizione, sia in virtù della capacità creativa potenzialmente illimitata dello storytelling. In questo senso, allora, a prescindere dalla centralità dei contributi teorici fondativi, da Jenkins, a Gomez, a Scolari, relativi all’oggetto del presente articolo, il fenomeno della narrazione transmediale, oltre ad aver colonizzato territori e pratiche differenti da quella fiction (pubblicità, marketing, informazione, etc.), ha ormai raggiunto un grado di maturazione, tale da consentire tentativi di elaborazione di principi, in grado di mappare al meglio la vastità del fenomeno. Come ad esempio, la riconfigurazione delle coordinate spazio–temporali, l’insieme di inedite pratiche di partecipazione alle esperienze, fino ad una sorta di semiosi illimitata dei testi, che riporta alla luce e riattualizza immaginari cult della produzione culturale. Coinvolgendo competenze diverse, questo breve saggio punta a integrare il piano della teoria con quello della pratica, con un obiettivo principale: evidenziare alcuni dei principali elementi in grado di configurare una sorta di paradigma, condiviso e aggiornato, del transmedia storytelling, anche alla luce dell’analisi di una significativa esperienza di racconto transmediale attuata nel panorama produttivo italiano, come Frammenti

    Pancreatic mucinous cystoadenomas and cystoadenocarcinomas: differential diagnosis by means of MRI

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    To determine the accuracy of MR imaging in differentiating mucinous cystoadenomas (MCAs) from mucinous cystoadenocarcinomas (MCACs) of the pancreas, with histopathologic analysis as the reference Standard, for a better surgical planning

    Detection and localization of deep endometriosis by means of MRI and correlation with the ENZIAN score

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    To determine the accuracy of ENZIAN score, as detected on MR imaging, compared to surgical-pathologic findings.This retrospective study was approved by the investigational review board and the requirement for informed patient consent was waived. 115 patients were included according to following criteria: tubo-ovarian and/or deep endometriosis suspected at physical examination and transvaginal ultrasound; availability of MR examination; histopathological results from laparoscopic or surgical treatment. Exclusion criteria: lack of available MR examination, and/or (b) lack of a definitive histopathological results. Histopathological findings from bioptic specimens obtained during laparoscopic or laparotomic treatment were considered as reference standard. For all detected lesions a score according to ENZIAN score (revised 2010) was assigned both for MRI and histopathological findings. By comparing MRI-ENZIAN score and histopathological-ENZIAN score the overall sensitivity, specificity, accuracy, positive and negative predictive values in relation to presence/absence of deep endometriosis in each patient were calculated. k-Cohen to evaluate the degree of concordance between MRI-ENZIAN score and histopathological-ENZIAN score was also measured. Moreover the sensitivity, specificity, accuracy, positive and negative predictive values for each specific localization provided by ENZIAN score were also calculated.At histopathology, the diagnosis of deep endometriosis was confirmed in 82/115 (71.3\%) patients. The sensitivity, specificity, accuracy, PPV and NPV of MRI were 94\%, 97\%, 95\%, 99\%, 86\%, respectively. The highest accuracy was for adenomyosis (100\%) and endometriosis of utero-sacral ligaments (USLs) (98\%), slightly lower for vagina-rectovaginal septum an colo-rectal walls (96\%), and the lowest for bladder endometriosis (92\%). The concordance between histopathological and MRI ENZIAN score was excellent (k=0.824); in particular it was 0.812 for lesions in vagina-rectovaginal space, 0.890 for lesions in USL, 0.822 for lesions in rectum-sigmoid colon, 1.000 for uterine adenomyosis, and 0.367 for lesions located in the bladder wall.MRI correlates with the ENZIAN score and has an accuracy of 95\% in the detection and localization of deep endometriosis, allowing to minimize false negative results (4\%) in patients with deep endometriosis and to obtain a correct preoperative staging
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