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La dottrina e il protocollo.La pedagogia creativa di Jacques Copeau
Attraverso l’esame di diversi documenti, l’autore evidenzia la di- mensione esperienziale e situazionale della pedagogia fondata da Jacques Copeau e modellata da Suzanne Bing all’École du Vieux- Colombier. Si tratta di un aspetto che sancisce il fallimento della traduzione della dottrina in un metodo protocollare, tentativo testi- moniato dai trattati di recitazione rimasti inediti e in larga parte in- compiuti conservati nella sezione non classé del Fonds Copeau alla Bibliothèque nationale de France. Dallo studio dello scambio episto- lare tra due vecchi allievi del groupe d’apprentissage, Maiène e Jean Da- sté, incentrato sui saperi acquisiti nelle esperienze formative all’École e in Borgogna, emerge lo scarto tra la pedagogia creativa sperimentata da Copeau, basata sull’esperienza e sul ruolo centrale degli individui coinvolti, e le derive protocollari formalizzate dagli allievi. Le filia- zioni dalla dottrina del Patron si articolano nel difficile equilibrio tra pedagogia dell’esperienza e pedagogia del protocollo: un protocollo che serve per arrivare alla tecnica e un protocollo che serve ad arrivare all’esperienza.Through the analysis of several historical documents, the author manages to highlight the experiential dimension and the situation- al learning of the actor pedagogy developed by Jacques Copeau and shaped by Suzanne Bing at the École du Vieux-Colombier. This aspect determines the failure in transposing the doctrine into a pro- tocol: an attempt that is evidenced by the unpublished and largely unfinished acting treatises hosted in the unclassified section of the Fonds Copeau at the Bibliothèque nationale de France. The study of the correspondence between two former pupils of the training group, Maiène and Jean Dasté – which is focused on the knowledge acquired during the formative experiences at the École and in Burgundy – clar- ifies the gap between the creative pedagogy experimented by Copeau – based on the personal experience and on the central role played by the people involved – and the protocol drifts his heirs formalized. The filiations of Copeau’s pedagogy faced a difficult balance between a pedagogy based on experience and a pedagogy based on protocol: a protocol needed to reach the technique and a protocol needed to reach the experience
Antonio Clemente, in società de Curtis e in arte Totò
Saggio sui rapporti tra biografia e mestiere di Totò.
"Il comico deve essere lazziatore" diceva Totò
che a differenza di tutti i suoi colleghi non cercò
mai nessuna promozione sociale attraverso il
mestiere.
L'iperbolica identità di Antonio Porfiro-genito
Altezza Imperiale della stirpe costantiniana dei
Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis
Gagliardi principe di Bisanzio, Cilicia, Macedonia, Dardania, Tessaglia, Ponto, Moldavia, Illiria
e Peloponneso, duca di Cipro e d’Epiro, conte e
duca di Drivasto e di Durazzo, marchese di
Terziveri, esarca di Ravenna, cavaliere del Sacro
Romano Impero e della gran croce dell’ ordine
di S. Agata e S. Martino gli ha permesso di
conservare la vocazione di comico lazziatore,
formato alla scuola del teatro popolare
napoletano, e mantenere per tutta la vita un'
assoluta fedeltà al suo personaggio teatrale.
Nel saggio si analizzano i rapporti tra biografia e
poetica attorica di Totò nel quadro del teatro
"leggero" italiano del Novecent
Peter Brook e la scena: dallo spazio della composizione allo spazio di relazione (1945-1962)
Almanacco teatrale n.1/2006 mostra dal 3 ottobre al 12 novembre, Casa dei teatri Roma
Mostra dedicata alle seguenti personalità del teatro: Ibsen, Pirandello, Garcia Lorca, Bertolt Brecht, Samuel Beckett, Adelaide Ristori, Paolo Stoppa, Dario Fo, Ettore Petrolini, Luchino Visconti, Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico
LA VITA QUOTIDIANA A SPINA, multivisione su tre schermi continui di 24mx4, Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
multivisione, pal, colore, durata 8',39'' su tre schermi per una superficie di 25mx4m
Museo archeologico Nazionale di Ferrara - sala di Spina - allestimento permanent
"La nozione esatta di quella porzione di fallimento che c'è in ogni opera" Jacques Copeau, Suzanne Bing e i Copiaus
La pedagogia è stata al centro del sogno di rinnovamento del teatro di Copeau. La scuola del Vieux-Colombier nei primi anni venti è stata un laboratorio fervente dove si cercavano le regole della recitazione. Suzanne Bing è la figura chiave di questa ricerca, incarna la ragion pratica dell’intuizione di Copeau. Il saggio esamina una serie di documenti in gran parte ancora inediti, tra cui gli appunti di Suzanne Bing per due trattati mai scritti sull’educazione corporale dell’attore e sui quattro fattori dell’espressione, e ripercorre le tappe del fallimento della parabola pedagogica di Copeau inevitabilmente mescolata alle intime esperienze dei suoi protagonisti. Dalla scuola di rue Cherche-Midi all’esaltante avventura dei Copiaus si compie un percorso che vede fallire la creazione di un’opera sull’arte dell’attore che avrebbe potuto essere l’omologo sistematico del Lavoro dell’attore su se stesso di Stanislavskij. Gli effetti di questa sperimentazione rimangono però nel vissuto di alcuni allievi che al di là della visione totalizzante della Comédie Nouvelle ne hanno trasmesso i risultati alle generazioni successive per contatto diretto attraverso il “linguaggio delle esperienze”.Pedagogy was at the core of Copeau’s dream on theatre’s renewal. During the first part of the twenties, the Vieux-Colombier’s school was a fervent studio where acting’s rules were investigated. Suzanne Bing is the key figure of this research, she acts as the pragmatic counterbalance to Copeau’s intuition. The essay examines a set of mostly unpublished documents, which includes Suzanne Bing’s notes for two treaties she never wrote about the actor’s physical education and the expression’s four factors, and retraces the different failure’s phases of Copeau’s pedagogical parabola, which is necessarily intermingled to the intimate experiences of its protagonists. The journey from the rue Cherche-Midi’s school to the exciting Copiaus’s adventure does not lead to the creation of that work upon the actor’s art which could have been the systematic homologous of Stanislavski’s An Actor Prepares. Nevertheless, the effects of this experimentation survive in some disciples that, overcoming the all-encompassing Comédie Nouvelle’s vision, bequeathed its results to the following generations by direct contact through the “experiences’ language”
Il teatro impoverito come ambiente arricchito ovvero del teatro sociale
Per superare la dicotomia tra “teatro utile” e “teatro bello” è necessario ritornare agli elementi costitutivi dell’arte teatrale e abbandonare il pregiudizio estetico. Per approcciarsi al teatro sociale, è quindi indispensabile abbandonare l’orizzonte normativo delle poetiche mettendo in discussione il tradizionale apparato metodologico per adottare gli occhi dell’antropologo dei “mondi con- temporanei”. Si tratta dunque di pensare i percorsi del lavoro teatrale come tattiche in grado di trasformare gli oggetti più disparati in materiali di lavoro indirizzati verso un orizzonte le cui prospettive, seppur mutevoli e incerte, sono garantite proprio dalla capacità di adattamento che dimostrano. Basti pensare all’infinita ricchezza dei “vagabondaggi” che persone e gruppi sperimentano nelle loro pratiche quotidiane di sopravvivenza per rispettare la diversità.In order to overcome the dichotomy between “useful theatre” and “beau- tiful theatre” it is of capital importance to revisit the constituent elements of dramatic art and drop the aesthetical prejudice. For a systematic approach to applied theatre, it is necessary to abandon the normative perspective of poetics, questioning the traditional methodological system, and adopt the anthropologist’s point of view on the “contemporary worlds”. The theatrical workflows should therefore be considered as tactics aimed at turning the most disparate objects into working materials, capable of opening up new perspectives. These might be uncertain and mutable, but also very adaptable, as demonstrated by the richness of the “wanderings” and the struggles people and groups experiment in order to preserve their diversity
I punti dove sogna il cuore. Pedagogia, protocolli ed esperienza
Nella pedagogia teatrale, in quella tradizionale come in quella odierna, it senso e it valore della relazione umana hanno un peso determinante. I sistemi pedagogici si basano sempre su una trasmissione di saperi in presenza, attraverso la relazione diretta tra maestro e allievo. A partire da queste premesse si prende in analisi i processi di apprendimento a teatro, soffermandosi su quegli aspetti che risultano particolarmente utili nei contesti legati al teatro sociale.In the traditional and in the modern theatre pedagogy, the meaning and the value of human relationship have a decisive weight. Pedagogical systems are always based on a transmission of knowledge in person, through the direct con-tact between the teacher and the student. Starting from these premises analyzes the learning processes in theatre, focusing on those aspects which are particularly useful in contexts related to social theatre
I cartelloni dell'opera dei pupi di area palermitana
I cartelloni nell'opera dei pupi facevano parte della
normale dotazione di un teatrino, servivano a segnalare
al pubblico popolare, per lo più analfabeta, l'episodio
che si rappresentava nell'infinita teoria di puntate in cui
erano frammentate le storie dei paladini di Francia. Con
il passare del tempo il ciclo narrativo si condensa
sempre di più e i cartelloni, commissionati dai pupari,
seguono la stessa sorte diventando un prezioso documento che ci permette di seguire le trasformazioni della materia drammaturgica dell'opera dei pupi di area palermitana. Questo studio descrive, attraverso la testimonianza dell'ultimo pittore di cartelloni discendente da un'illustre famiglia di artigiani assai rinomata tra i pupari, le tecniche di fabbricazione tradizionali di questo "manifesto popolare" ed analizza la trasformazione della sequenza narrativa della Rotta di Roncisvalle attraverso le scansioni di tre cartelloni di epoche diverse dedicati allo stesso soggetto
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