1,721,422 research outputs found
CHIAROMONTE. Lusso, politica, guerra e devozione nella Sicilia del Trecento Un restauro verso il futuro
Il volume è il catalogo dell'omonima mostra che si è svolta a Palermo, a Palazzo Chiaromonte. Raccoglie 42 saggi in italiano, francese, inglese e spagnolo, suddivisi nelle sezioni: I Chiaromonte tra storia e arte; Architettura nel Trecento; Il soffitto dipinto della Sala dei Baroni nello Steri; Restauri nella Sala dei Baroni; Testimonianze dagli scavi archeologici; Le opere d’arte nell’età dei Chiaromonte; L’architettura in mostra. L'opera è corredata di una corposa bibliografia con manoscritti e testi a stampa.The book is the catalogue of the homonymous exhibition that took place in Palermo, at Palazzo Chiaromonte. It collects 42 essays in Italian, French, English and Spanish, divided into sections: The Chiaromonte between history and art; Architecture in the fourteenth century; The painted ceiling of the Sala dei Baroni in the Steri; Restorations in the Sala dei Baroni; Testimonies from archaeological excavations; Works of art in the Chiaromonte age; The architecture on display. The work is accompanied by a large bibliography with manuscripts and printed texts
Un orafo lombardo a Palermo: Marzio Cazzola
Si ricostruisce la figura di Marzio Cazzola con nuove acquisizioni documentarie e di oper
The Steri, the historical site of Palermo University: past, present, future
Il lavoro si propone di presentare in maniera divulgativa lo studio realizzato dallo storico dell’arte Ferdinando Bologna sul soffitto dipinto dello Steri di Palermo per renderlo accessibile e, dunque, ampiamente fruibile ad un più vasto pubblico di appassionati e non di soli cultori della materia. Lo studio prende in esame un monumento di eccezionale importanza per la città di Palermo ponendo l’accento non solo sul suo carattere di straordinario repertorio della favolistica tardo medievale, ma anche sul suo significato di documento di rilevante valore storico, iconografico, documentale e letterario. Esso sottolinea altresì ciò che lo Steri rappresenta per l’Ateneo palermitano in quanto simbolo del radicamento nel contesto cittadino e della continuità storico-evolutiva della società siciliana. Il lavoro si conclude con un breve richiamo all’importanza che l’Università di Palermo ha assunto nei poco più di duecento anni dalla sua istituzione, trasformandosi da istituzione culturale per pochi a organismo simbolo di una cultura aperta a tutti, dinamicamente proiettata verso un futuro di crescita e innovazione.The aim of the paper is to present the study carried out by the art historian Ferdinando Bologna on the painted ceiling of the Steri in Palermo in an informative but less formal way, so as to make it more accessible and, therefore, more enjoyable for a wider audience of enthusiasts and not just experts of the subject. The study examines a monument of exceptional importance for the city of Palermo, highlighting not only the nature of its extraordinary repertoire of late medieval fables, but also its significance as a document of important historical, iconographic, documentary and literary value. It also underlines what the Steri represents for Palermo University as a symbol of its roots in the city context and of the historical-evolutionary continuity of Sicilian society. The work concludes with a brief reference to the importance that the University of Palermo has assumed in the little more than two hundred years since its establishment, transforming itself from a cultural institution for the few, to a symbol of a culture open to all, dynamically projected towards a future of growth and innovation
Il calice di Giovanni di ser Iacobo ed altre suppellettili toscane del Trecento in Sicilia: novità su artisti e committenti
La preziosa suppellettile liturgica conservata nel tesoro della Cattedrale di Messina è già nota da tempo agli studiosi perché firmata dall'orafo fiorentino Giovanni di ser Iacobo attivo alla corte reale angioina di Napoli. Il saggio, grazie alla corretta lettura della seconda iscrizione apposta sull'opera, individua la committente, la francescana suor Stefania Rufolo, la probabile destinazione originaria per un convento dell'area amalfitana e le ragioni per cui è successivamente giunta a Messina. Con l'occasione, si fa il punto anche su altre opere toscane coeve con smalti traslucidiThe precious liturgical ornament preserved in the treasury of Messina Cathedral has long been known to scholars because it was signed by the Florentine goldsmith Giovanni di ser Iacobo active at the Angevin royal court in Naples. The essay, thanks to the correct reading of the second inscription affixed to the work, identifies the commissioner, Franciscan Sister Stefania Rufolo, the probable original destination for a convent in the Amalfi area, and the reasons why it later came to Messina. With the occasion, we also take stock of other coeval Tuscan works with translucent enamel
Il Tesoro del Collegio dei Gesuiti di Trapani
Nel saggio vengono per la prima volta censiti, analizzati e contestualizzati nella temperie culturale e cronologica di riferimento diciotto manufatti in argento. Si tratta del corredo di suppellettili liturgiche sopravvissute alla soppressione dell'ordine della Compagnia di Gesù di Trapani. Le inedite opere pubblicate sono state prodotte da maestranze siciliane, trapanesi e palermitane, attive tra la fine del XVI secolo e il 1819
Cipolla Giuseppe
Si indaga la produzione artistica Cipolla Giuseppe, argentiere palermitano attestato nel XVII secoloThe artistic production is investigated by Cipolla Giuseppe, a Palermo silversmith certified in the 17th centur
Dal collezionismo privato al museo: la metamorfosi della Pinacoteca Fardelliana e del Museo Pepoli a Trapani tra il XIX e il XX secolo
Il testo prende in esame la storia, la consistenza e l’organizzazione di due importanti collezioni d’arte trapanesi: la collezione del generale Giovan Battista Fardella e quella del conte Agostino Pepoli. La prima, donata al comune di Trapani ed esposta inizialmente nel Collegio dei Gesuiti, dà vita contestualmente alla Pinacoteca e Biblioteca Fardelliana (210 opere d'arte), la seconda è un'incredibile congerie di opere ed oggetti raccolti in maniera indefessa dal conte, che finiranno per sua volontà in un’altra struttura pubblica che assorbirà la prima: il museo Agostino Pepoli. La ricerca, dunque, individua e prende in esame tre singoli momenti esemplari e ritenuti salienti per la raccolta Pepoli: la sua formazione fino all’istituzione del museo (1910), le vicende e gli aspetti museologici del museo civico, in particolar modo approfondendo il ruolo del poco noto direttore Sorrentino, e la radicale trasformazione museologica e museografica nella direzione di un museo nazionale con la direzione Scuderi e l’intervento di Franco Minissi (1948-1965)
La lettera non pervenuta
Genesi dell'opera pittorica (L'alfabeto) ad opera del suo demiurgo, Jannis Psychopedi
- …
