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Andrea e gli argentieri Memingher in Sicilia
Andrea Memingher è una tra le più enigmatiche figure di argentieri attivi a Palermo nella seconda metà del XVII secolo. Si può ritenere che la famiglia avesse origini nordiche e che, dopo un passaggio a Napoli, si stabilisse definitivamente a Palermo, inserendosi nella maestranza degli orafi e argentieri della città, probabilmente grazie ad un matrimonio con una figlia o una sorella o una vedova di un membro palermitano della maestranza. La presenza di Paolo Memingher nel capoluogo siciliano è attestata già nel 1660, due anni prima della data di inizio della sua attività, protrattasi fino al 1678. Il più importante esponente della famiglia fu Andrea, figlio di Paolo, il quale dovette la sua fama, al di là dell’abilità e dell’origine straniera, anche al suo status di padre gesuita. Il saggio studia la figura dell’artista, attivo dal 1670 al 1738, anno di morte, autore di un consistente corpus di opere giunto fino a noi, e dei congiunti che operarono nel medesimo contesto.Andrea Memingher is one of the most enigmatic figures of silversmiths active in Palermo in the second half of the seventeenth century. It can be assumed that the family had Nordic origins and that, after a passage to Naples, it settled permanently in Palermo, entering the mastery of the goldsmiths and silversmiths of the city, probably thanks to a marriage with a daughter or a sister or a widow of a Palermitan member of the mastery. The presence of Paolo Memingher in the Sicilian capital is attested as early as 1660, two years before the start of his activity, which lasted until 1678. The most important exponent of the family was Andrea, son of Paolo, who owed his fame, beyond the ability and foreign origin, even to his status as a Jesuit father. The essay studies the figure of the artist, active since 1670 to 1738, the year of his death, author of a substantial body of works that has come to us, and of the relatives who worked in the same context
I disegni di opere d'arte decorativa di Giacomo Amato per i monasteri di Palermo
Si esaminano i disegni di Giacomo Amato conservati nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e si analizzano quelli legati alle opere d'arte decorativa, in particolar modo quelli destinati al rinnovamento degli altari e dei relativi arredi mettendo in luce la ricchezza delle suppellettili liturgiche del tardo Barocco palermitano. Si ricostruisce inoltre l'attività di poco note figure di argentieri attivi a Palermo
Arti decorative a Palazzo Abatellis: il Trionfo con Immacolata
Si ricostruisce la storia del Trionfo con Immacolata dalla collezione Bordonaro alla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis. L'opera, una delle più significative dell'arte trapanese del corallo, viene raffrontata ad altri trionfi presenti in Sicilia e in Spagna, che rimandano ai disegni di Giacomo Amat
The Gifts to Sicilian Sanctuaries from Spanish Viceroys and Local Nobility
In seventeenth-century Sicily, worship, and the devotion that the noble and aristocratic classes in particular felt for the island’s main sanctuaries and the images that were venerated in them, stimulated the production of the decorative arts. Spanish viceroys and vicereines, and noblemen and women, commissioned many objects in order to offer them to the most important Sicilian sanctuaries as a sign of profound devotion and political power.
The strong, intense presence of the Spanish nobility in Sicily explains the Spanish stylistic influences, which are manifested in the Sicilian production of decorative art objects, and especially in jewellery, an aspect that went hand in hand with fashions and customs and was closely linked to trade between Spain and Sicily
La sfera d’oro di Palazzo Abatellis e gli ostensori con smalti, gemme, coralli del Barocco siciliano
Si analizza la raffinata produzione di opere di oreficeria siciliana del XVII secolo, tra cui i preziosi ostensori con coralli, smalti e gemme eseguiti da abili maestri, come don Camillo Barbavara e i fratelli Montalbano, e ci si sofferma sull'utilizzo degli smalti ad imitazione delle pietre preziose, come confermano ulteriormente inediti documentiItanalyzes the fine production of Sicilian goldsmith's works of the seventeenth century, including the precious ostensories with corals, enamels and gems made by skilled masters, suchas Don Camillo Barbavara and the Montalbano brothers, and it focuses on the use of enamels in imitation of precious stones, as further confirmed by unpublished documents
Arte suntuaria e miniatura in età normanna negli studi di Maria Accascina e Angela Daneu Lattanzi
Si ripercorre l’iter di individuazione e studio delle opere d’arte suntuaria e dei codici miniati d’età normanna rimasti in Sicilia, selezionati per la mostra Castrum Superius, raccolti da due pioniere figure femminili di studiose che nel XX secolo hanno affrontato la ricerca di tali affascinanti argomenti, Maria Accascina e Angela Daneu Lattanz
Serpotta e le arti decorative
Si analizza la produzione artistica del patrimonio d'arte decorativa strettamente legato alla cultura di Serpotta, Amato e Grano nella Palermo capitale del primo Settecento evidenziando l'unità dell'arte attraverso il confronto dei diversi settori artistic
Una collezione per il corallo nel XXI secolo
Da un iniziale excursus sul collezionismo europeo di opere in corallo di manifattura trapanese si passa ad analizzare la collezione di preziose opere realizzate con il materiale marino raccolte da Dario GhioFrom an initial excursus on the European collection of coral works of Trapani manufacture, we move on to analyze the collection of precious works made with marine material collected by Dario Ghi
Ritratti in Sicilia tra Sei e Ottocento
Si propone una significativa esemplificazione di ritratti di aristocratici siciliani di età moderna. Tra i ritratti tardo-cinquecenteschi vanno ricordati quelli commissionati dal cardinale Ludovico II Torres. Altri emblematici ritratti, esplicativi della moda, del costume e della ricchezza dei monili del XVII secolo, sono quelli della famiglia Branciforti dalla consorte di Francesco, Giovanna d’Austria, a Ercole, Fabrizio e Giuseppe Branciforti.A significant exemplification of portraits of Sicilian aristocrats of the modern age is proposed. Among the late sixteenth-century portraits are those commissioned by Cardinal Ludovico II Torres.Other emblematic portraits, explaining fashion, costume and the richness of 17th century jewellery, are those of the Branciforti family from Francesco's wife, Giovanna d'Austria, to Ercole, Fabrizio and Giuseppe Branciforti
Il Museo Diocesano
Viene presentato il percorso del Museo Diocesano di Monreale, sito nel Palazzo Arcivescovile e in stretto dialogo con il duomo. Dal salone San Placido, che accoglie molte opere provenienti dalle chiese in disuso o in abbandono della Arcidiocesi di Monreale, dominato tra l’altro dal grande arazzo raffigurante Il sogno di Guglielmo, alle sale dei piani successivi: la sala Normanna, quella rinascimentale, la sala dedicata al collezionista Salvatore Renda Pitti, che donò la sua importante raccolta alla Diocesi di Monreale, il grande salone dedicato alla committenza dei vescovi, tra i quali emerge la figura di Ludovico II Torres. La visita si completa nella cappella Roano che raccoglie tutte le opere legate alla committenza del grande arcivescovoThe itinerary of the Diocesan Museum of Monreale, located in the Archbishop's Palace and in close dialogue with the cathedral, is presented. From the San Placido hall, which houses many works from the disused or abandoned churches of the Archdiocese of Monreale, dominated, among other things, by the large tapestry depicting William's Dream, to the rooms on the following floors: the Norman hall, the Renaissance hall, the hall dedicated to the collector Salvatore Renda Pitti, who donated his important collection to the Diocese of Monreale, the large hall dedicated to the patronage of the bishops, including the figure of Ludovico II Torres. The visit is completed in the Roano chapel which collects all the works related to the commission of the great archbishop
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