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Esperienze religiose femminili e reclusione urbana nel Mezzogiorno medievale
Il saggio presenta un quadro della reclusione urbana femminile nel Mezzogiorno medievale: è un fenomeno attestato in molte città, che sicuramente non possono considerarsi rappresentative dell’intero Regno, ma che tuttavia mostrano quanto la realtà dovesse essere ricca e variegata. La città dove il fenomeno appare precocemente e ben documentato è Benevento, pertanto viene edito un testamento del 16 dicembre 1288
Il monastero di Santa Chiara tra istanze religiose e progettualità politica nella Napoli del Trecento
The Religious Life of Women in Southern Italy: the Case of Benevento
Nel contesto dell’attenzione che negli ultimi decenni la storiografia sta prestando alle città dell’ Italia meridionale nel corso del Medioevo è emersa anche la varietà delle esperienze religiose espresse dai laici. A partire dal XII secolo, accanto a scelte di vita di più antica data, quali quelle legate all’eremitismo e al monachesimo domestico, appare infatti documentata anche la diffusione della reclusione volontaria sia di uomini sia soprattutto di donne: un fenomeno finora ben documentato e largamente studiato per l’Italia centro-settentrionale, ma che comincia ad emergere anche al Sud. La documentazione nota finora riguarda diversi centri urbani della Campania e della Puglia, non a caso le aree più urbanizzate del Mezzogiorno, ma è relativa soprattutto a Benevento, città di cui si pubblica in Appendice un testamento inedito, che fornisce un ampio quadro della sua vita religiosa alla fine del sec. XIII
Istanze religiose e progettualità poitica nella Napoli angioina. Il monastero di S. Chiara
Il monastero di S. Chiara può essere considerato il simbolo di quell'intreccio tra istanze religiose e progettualità politica che si realizzò pienamente nella Napoli del Trecento. La chiesa fu concepita dai sovrani come una struttura unitaria, raffigurazione e trasposizione della corte all’interno di uno spazio sacro e, nello stesso tempo, celebrazione del ruolo della monarchia. La progettazione e la realizzazione del complesso di S. Chiara, infatti, si svolsero nel contesto di un rapporto fin dall’inizio assai stretto con il papato, destinato a diventare ancora più complesso e articolato con l’ascesa al soglio pontificio di Giovanni XXII (1316-1334), il quale considerò re Roberto un pilastro dell’egemonia guelfa sulla penisola e della sua politica; segno evidente di tale stretto collegamento fu anche la canonizzazione di s. Ludovico nel 1317. A ciò si aggiunse la volontà da parte di re Roberto di realizzare una sorta di marcatura religiosa dell’immagine della città e dello spazio urbano, fondandovi un edificio che si distinguesse da tutti gli altri per la sua imponenza. Se ed in quale misura Sancia sia stata fin dall’inizio partecipe o addirittura promotrice di questo disegno e se ed in quale misura abbia contribuito ad arricchirlo e ad integrarlo con motivazioni più autenticamente religiose, è questione ancora aperta. Quello che è certo è che della regolamentazione della vita della comunità monastica si occupò soprattutto la regina.
A questo legame così stretto con la monarchia fece da contraltare un rapporto molto complesso con la città e, soprattutto, con la sua componente nobiliare, che nel Trecento non riuscì a stabilire col monastero un legame saldo, probabilmente per l’eccessivo protagonismo dei sovrani. Questo legame si venne creando, sia pur lentamente, solo nel corso dei secoli seguenti, fino al punto che in età moderna la chiesa è diventata una componente fondamentale dell’identità cittadina
ETICA DELLA CULTURA E CULTURA DEL WELFARE. LA LEZIONE DELLA NAPOLI MEDIEVALE
Il testo, partendo dai luoghi comuni e dalle distorsioni riguardo al Medioevo, spesso utilizzato anacronisticamente per descrivere ciò che è antico o obsoleto, evidenzia l'importanza storica di quel periodo, che ha contribuito a formare le basi di molte istituzioni moderne, come le religioni monoteiste, i Comuni, e le Università. A tal fine punta ad affermare il concetto di “etica della cultura”, evidenziando l'importanza di una visione critica della storia, che eviti le banalizzazioni e le strumentalizzazioni di cui è spesso vittima. Per mettere in luce la capacità del Medioevo di contribuire a creare un sistema valoriale che è ancora oggi parte fondamentale dell’identità europea, si analizza la nascita e gli sviluppi della cultura del welfare a Napoli, dal Medioevo fino ai giorni nostri
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