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Opere di Matteo Maria Boiardo
Edizione di tutte le opere, latine e volgari, di Matteo Maria Boiardo, promossa dal Centro Studi Boiardo di Scandiano, e sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. La collana procede alacremente nelle sue pubblicazioni (almeno un'opera all'anno), include anche testi della "Biblioteca di Boiardo" e si presenta come l'unica edizione vigente di tutta la produzione di Boiardo, italiana e latina
Torquato Tasso, "Poemi minori", edizione critica a cura di Paola Cosentino, Valeria Guarna, Matteo Navone, Stefano Verdino
In questo volume si raccolgono quattro opere diverse di Torquato Tasso ("Il Monte Oliveto", "Il Rogo amoroso", "La Genealogia della Serenissima Casa Gonzaga", "Stanze per le Lagrime di Maria Vergine Santissima et di Giesù Christo Nostro Signore") e l’abbozzo del poemetto "La vita di S. Benedetto", sotto il titolo editoriale di "Poemi minori", titolo discendente dall’analogo scelto da Angelo Solerti per la sua edizione complessiva di opere del Tasso, ma del tutto divergente nel significato: per Solerti il concetto di “minore” aveva in sé un giudizio di valore rispetto ai “capolavori” di "Liberata" e "Aminta" (comprendendo sotto quel titolo poemi di mole certo non piccola come "Il Rinaldo" e "Il mondo creato"). Nel nostro caso, la connotazione di “minore” si riferisce esclusivamente alle dimensioni dei testi, che è altresì l’unico elemento unificante, oltre una certa contiguità cronologica, essendo tutti testi degli ultimi anni di vita del poeta e compresi in poco più di un quinquennio (1588-1594). Anche la definizione di “poemi” è del tutto estrinseca, non va oltre la constatazione di testi in versi (quattro in ottave, uno in sciolti e parti liriche), di ambito alquanto diverso tra rimeria sacra ("Monte Oliveto", "Le Lagrime della Beata Vergine", "Le Lagrime di Cristo", "La vita di S. Benedetto") e rimeria in senso lato encomiastica, di tratto funerario e lacrimoso ("Rogo amoroso", «picciol poema pastorale», secondo la definizione autoriale nella lettera di dedica a Fabio Orsini) e celebrativo ("La Genealogia della serenissima casa Gonzaga").
I testi si susseguono nell’ordine cronologico di composizione: "Il Monte Oliveto" (1588), a cura di Matteo Navone; "Il Rogo amoroso" (1588-1590), a cura di Paola Cosentino; "La Genealogia della serenissima casa Gonzaga" (1591), a cura di Stefano Verdino; "Le Lagrime della Beata Vergine – Le Lagrime di Cristo" (1593) e "La vita di S. Benedetto" (1594) a cura di Valeria Guarna
Opere di Matteo Maria Boiardo
Edizione di tutte le opere, latine e volgari, di Matteo Maria Boiardo, promossa dal Centro Studi Boiardo di Scandiano, e sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. La collana procede alacremente nelle sue pubblicazioni (un'opera all'anno), include anche testi della "Biblioteca di Boiardo" e si presenta come l'unica edizione vigente di tutta la produzione di Boiardo
Mostra retrospettiva "L’arte videoludica di Mauro Ceolin", Università IULM, 2-12 maggio 2006
L'arte videoludica di Mauro Ceolin
(3 – 12 maggio 2006, Università IULM, Aula Piramide, 6° piano)
Il Centro di ricerca Humanities Lab presenta una retrospettiva sulle opere multimediali di Mauro Ceolin – l’artista italiano più significativo nel panorama internazionale della game art. Pierluigi Casolari e Matteo Bittanti ne sono stati i curatori. Paola Carbone l'ideatrice e l'organizzatrice
Paola Salvatori (a cura di), Il fascismo e la storia
Recensione a Paola Salvatori (a cura di), Il fascismo e la stori
Drosscaoe e rifiuti urbani
Drosscape e Rifiuti urbani raccoglie i saggi e le sperimentazioni progettuale dell'Unità di ricerca di Pescara nell'ambito del Prin Recycle Italy. Nuovi cicli di vita per archtietture e infrastrutture della città e del territorio. Il contributo è inserito nel Capitolo n. 2 Drosscape (a cura di Carlo Gasparrini, Vincenzo Bagnato, Matteo di Venosa, Paola Guarini, Anna Terracciano) nel libro Recycle Italy, Atlante (a cura di Lorenzo Fabian e Stefano Munarin).
Il contributo indaga le potenzialità rigenerative per i paesaggi urbani e territoriali, associate al progetto integrato della filiera dei rifiuti solidi urbani
A muscle-force model with physiological bases
Muscle force is regulated by varying two main motor unit properties: the recruitment and the firing rates of motor units. Discrepancies still exist on the mechanisms involved in motor unit control and muscle force generation.
This study investigated the behavior of motor unit firing rate during sustained fatiguing contractions and the motor unit parameters that are most likely to influence force fluctuation increase. We also studied the firing rate of motor units during linearly increasing force contractions up to maximum, or near maximum voluntary contraction force, at different rates of force increase, and developed an equation that models the firing rate behavior as a function of increasing excitation to the motor unit pool. Results were used to create a model of muscle force production that is based on verifiable physiological concepts and data. The model also includes the concept of common drive, i.e. of an oscillatory common input received by all motor units in the motor unit pool, the time-dependent changes of motor unit twitches, and a feedback loop to simulate force generation in a target-force tracking mode.
Simulations showed that the model is able to mimic the force and firing rate patterns which have been experimentally observed during repeated contractions sustained to exhaustion: the excitation to the motoneuron pool must be adjusted in response to an increased or decreased force generation capacity of the muscle fibers, and the firing rates of all motor units respond consequently with a decreased or increased firing rate. The simulation of prolonged contractions showed that the increase in force variability may be attributed to the gradual recruitment of higherrecruitment threshold larger-amplitude force twitch motor units. The level of cross-correlation between firing rates appeared to influence force variability, whereas the variability in the firing rates had no clear effect on force variability.Il controllo della forza muscolare si basa principalmente su due fenomeni: il reclutamento di unità motorie e la regolazione della loro frequenza di scarica. Molti aspetti riguardanti i meccanismi coinvolti nel controllo delle unità motorie e nella generazione di forza muscolare restano ancora da investigare.
Parte del lavoro di questa tesi ha riguardato lo studio del comportamento della frequenza di scarica delle unità motorie e dei parametri alla base dell’incremento delle fluttuazioni dell’output di forza durante l’esecuzione di contrazioni muscolari sostenute fino all’affaticamento. Inoltre, è stato analizzato il comportamento della frequenza di scarica delle unità motorie durante lo svolgimento di contrazioni muscolari a livelli di forza crescente fino alla massima forza di contrazione volontaria (a diverse velocità di incremento della forza); ed è stata messa a punto una equazione in grado di modellare il comportamento della frequenza di scarica in funzione dell’eccitazione ricevuta dal pool di unità motorie. I risultati di questa prima analisi sono serviti per creare un modello di produzione della forza muscolare basato su dati fisiologici verificabili. Il modello include il concetto di “common drive”, ovvero di un input oscillatorio comune ricevuto da tutte le unità motorie del pool; la dipendenza temporale dei “twitch” di forza delle unità motorie; ed un “feedback loop” per simulare la generazione di forza in contrazioni in “target-force tracking mode”.
Si è dimostrato come il modello sviluppato sia in grado di simulare il pattern di forza e il comportamento delle unità motorie sperimentalmente osservati durante l’esecuzione di contrazioni prolungate e sostenute fino all’affaticamento. In particolare, si è potuto osservare come l’eccitazione ricevuta dal pool di unità motorie si modifichi in seguito ad un aumento o ad una diminuzione della capacità di produrre forza delle fibre muscolari e come la variazione dell’eccitazione comporti di conseguenza una diminuzione o un aumento della frequenza di scarica delle unità motorie e del numero di unità motorie attive. La simulazione di contrazioni muscolari prolungate ha anche evidenziato come la crescente variabilità della forza muscolare sia da attribuire al reclutamento di unità motorie caratterizzate da “twitch” di ampiezza maggiore e da un maggiore grado di cross-correlazione tra la frequenza di scarica delle unità motorie attive, mentre la variabilità della frequenza di scarica non sembra influire sull’output di forza
Dynamics of stars and planets in the super dense Central Galactic Region
There is observational evidence that a compact massive object (CMO) of about four million solar masses cloaks at the heart of the Milky Way (MW), known as Sgr A*. The gravitational tidal field of this CMO (probably a Supermassive black hole, SMBH) is extremely strong so that binary star passing in its vicinity are likely stripped apart. One component of the binary can be hurled swiftly out of the Galactic Centre, or even the MW, as Hypervelocity Star (HVS) and its twin could be seized on an eccentric orbit revolving around the central massive object, similar to the observed S-stars (Hills mechanism). Given that many binary star systems are acknowledged to host planets, we intend in this thesis deepening the study of the violent dynamics of binary stars and their planetary systems with the Sgr A* massive object, highlighting the resulting fraction of HVS hosting planet. In the first part of this thesis, we focus on tight binary stars with one planet for each component of the binary, and investigate the fate of the four-body system after the interaction with the SMBH. Results are achieved by means of a high precision, regularized, numerical integrator suitable for those large mass ratios which are involved in the interaction of SMBH and stars/planets. Furthermore, in order to develop the investigation of dynamics in the proximity of Sgr A*, we model the environment of the Galactic Centre (GC) by applying the local distribution of stars in the form of a regular external potential which also generates dynamical friction on the approaching objects. The Galaxy density profile, is represented in spherical symmetry as the sum of a Dehnen and a Plummer distribution for the galactic background and the nuclear star cluster (NSC) around the GC, respectively. After setting proper initial conditions for our chosen set of binary stars hosting one planet each, we carried out integrations taking into account the gravity field of the massive object in the post-Newtonian approximation up to 2.5 order. This allows us to evaluate the likelihood of ejection and capture of the four-body system in its interaction with Sgr A* emphasizing mainly on the fate of the planets initially bound to the binary star. Our simulations show that after the interplay between four-body system and the SMBH, the result is that of giving rise to lonely hypervelocity stars (HVSs) or S-stars and, also, to HVSs or S-stars that would keep their planets. Furthermore, it is possible to spectate rogue hypervelocity planets (HVP) thrown out of the Galaxy or starless planets (S-planets) revolving around the SMBH in independent eccentric orbits similar to those of S-stars. Stars and/or planets can be, also, devoured by the SMBH. Here, "devoured" means that a star or planet enters inside i.e. within the innermost stable circular orbit (ISCO) of the non-rotating SMBH. We show that both starless S-planets and S-stars with planets can exist around the SMBH on high eccentric () orbits similar to the G2 cloud orbital eccentricity. Eventually, in this thesis we focus on the dynamical evolution and stability of populous planetary systems in the vicinity of Sgr A*. The S-star cluster, which is a dynamically relaxed dense cluster of stars and consists of roughly 40 stars, inhabits in the centre of the Galaxy. Spectroscopic analysis of the S-stars reveals the existence of both a population of early- and late-type stars on tightly eccentric orbits, with different orientations and semi-major axes. These stars are believed to be the captured companions of the HVSs in the binary-SMBH disruption. Accordingly, they might have formed elsewhere and migrated to the GC, probably hosting planetary systems. The existence of planets or planetary systems in the vicinity of Sgr A* is still an open argument. Our aim is to investigate the destiny of their putative planetary systems after close interaction with the central black hole of our Galaxy. We run simulations for the 40 stars of this cluster for which the orbital parameters are known from the literature. For the sake of simplicity, the planetary systems assigned to each of the stars of this cluster are similar to our Solar planetary system in mass, eccentricity and semi-major axis. Our simulations show that the innermost planets are more likely to remain bound to their host stars until the end of the simulation. However, we show that starless Jupiter-like planets can be found in orbits similar to the G1 cloud as semi-major axis and eccentricity. In addition, a small fraction of starless Uranus-like planets can revolve Sgr A* in a way consistent with the G1 cloud as semi-major axis and inclination
Resilienza creativa dei piccoli comuni di montagna: il caso di La Punt Chamues-ch in Engadina
Sulle Alpi i comuni più piccoli stanno perdendo attrattività per gli abitanti, che si trasferiscono nel fondovalle, nelle località più grandi e nei più vicini centri urbani. Strategie sono necesarie per attirare abitanti e trattenere i residenti. Esempio di resilienza è il comune di La Punt Chamus-ch in Engadina
Identification of reciprocal processes and related matrix extension problem
Stationary reciprocal processes defined on a finite interval of the integer line can be seen as a special class of Markov random fields restricted to one dimension. This kind of processes are potentially useful for describing signals which naturally live in a finite region of the time (or space) line. Non-stationary reciprocal processes have been extensively studied in the past especially by Jamison, Krener, Levy and co-workers.
The specialization of the non-stationary theory to the stationary case, however, does not seem to have been pursued in sufficient depth in the literature. Moreover, estimation and identification of reciprocal stochastic models starting from observed data seems still to be an open problem.
This dissertation addresses these problems showing that maximum likelihood identification of stationary reciprocal processes on the discrete circle leads to a covariance extension problem for block-circulant covariance matrices. This generalizes the famous covariance band extension problem for stationary processes on the integer line. We show that the maximum entropy principle leads to a complete solution of the problem. An efficient algorithm for the computation of the maximum likelihood estimates is also provided.Un processo reciproco su un intervallo finito può essere visto come la naturale riduzione al caso unidimensionale di un campo di Markov.
Questo tipo di processi è potenzialmente utile per descrivere segnali che vivono su di un intervallo spaziale o temporale limitato (si pensi ad esempio alle immagini). I processi reciproci non stazionari sono stati studiati in letteratura da B. Jamison, A. J. Krener, B. C. Levy e coautori. La specializzazione di tale teoria al caso stazionario, tuttavia, non sembra essere stata oggetto di sufficiente approfondimento in letteratura. Inoltre i problemi di stima e identificazione per processi reciproci a partire da dati osservati sono tuttora aperti. Il presente lavoro di tesi si è concentrato su tali problematiche. In particolare è stato mostrato come il problema di stima a massima verosimiglianza per processi reciproci stazionari sia riconducibile a un problema di estensione di covarianza per matrici circolanti. Tale problema generalizza il ben noto problema di estensione di covarianza per processi stazionari definiti sull'asse degli interi e non sembra essere stato affrontato in letteratura. Nel corso del lavoro di tesi è stato mostrato come tale problema sia risolubile facendo ricorso a un principio di massimizzazione dell'entropia. Infine, è stato proposto un algoritmo efficiente per il calcolo della soluzione
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