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    Un nuovo volgarizzamento del commento dell'Anonimo Lombardo al 'Purgatorio'

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    Segnalazione di un inedito volgarizzamento del commento dell'Anonimo Lombardo tradito nel ms. Laur. Pl. 40.7 e suo inquadramento nella tradizione testuale

    "Ogni vita è una biblioteca" . Appunti sulla scrittura saggistica di Italo Calvino

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    Analisi delle fonti testuali di due testi saggistici di Italo Calvino : " Una pietra sopra" e "Lezioni Americane

    Corpi in pellicola e voci umane: il mito del non attore, tra realtà e finzione (1946-1952

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    Il mito del non-attore e, parallelamente, la decostruzione di quello della star sono due aspetti importanti del pensiero e della prassi del neorealismo. Il sodalizio tra Cesare Zavattini e Vittorio De Sica si è in qualche modo costituito proprio attorno a questo nucleo: gli anni del neorealismo “conclamato” sono chiaro esempio dell’affermarsi teorico-pratico del mito del non-attore (si pensi al lavoro coevo di Roberto Rossellini prima di e con Ingrid Bergman o di Luchino Visconti per La terra trema, 1948, e, per certi versi, Bellissima, 1952) ma Zavattini e De Sica hanno anticipato e poi confermato, in vario modo, la centralità della riflessione sull’attore cinematografico nel contesto del (neo)realismo. Già nel 1948 questo mito cambia di segno, trasformandosi, avrebbe detto Roland Barthes, in un 'mito d'oggi' e perdendo tutta la valenza 'politica' di un gesto che voleva restituire parola e centralità all'uomo comune. Il saggio, soprattutto attraverso i trailer dei film neorealismo principali, cerca di mettere in luce la metamorfosi di questo mito, per evidenziare alcuni meccanismi più generali dell'industria culturale e, preme sottolinearlo, della storia politica e sociale italiana

    Dall’eccesso al dettaglio. Per un confronto tra Maschere nude e Volto cinematografico in Pirandello

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    Accanto alla presenza delle Maschere nude, prende forma nell'universo pirandelliano un volto non segnato dagli eccessi della carne, ma invece caratterizzato da un grado zero dei lineamenti. È un effetto delle immagini filmiche, in particolare di quel «mondo microfisionomico» che Bèla Balàzs descrisse come l'essenza del film muto

    Le smanie per la villeggiatura. Rappresentazioni novecentesche del borghese in vacanza

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    Il contributo intende ricostruire l'idea di villeggiatura come pratica borghese e i modi in cui la letteratura del Novecento ha rappresentato i topoi, le contraddizioni, i vizi e le contraintes del borghese in vacanza. Dalla Balbec di Proust alla Venezia di Thomas Mann, fino alla riviera romagnola di Tondelli e ai sentieri alpini di Ginzburg e Cognetti, la letteratura dell'ultimo secolo ha contribuito alla creazione di un immaginario della vacanza che nasce come esperienza elitaria e forma di distinzione sociale per giungere alle forme più conformiste, e talvolta paranoiche, del turismo di massa. A partire dalle teorie di Barthes, Bourdieu, Moretti, l’analisi si concentra, in particolare, sul rapporto tra habitus borghese e villeggiatura, sulla relazione tra comfort e ignoto, sull'alpinismo e l'“etica della montagna”, sulla vacanza come forma di consumo collettivo e come non-luogo del desiderio e dell’eccesso nazionalpopolare

    Parole in viaggio: turista, emigrante, expat

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    Il saggio presenta annotazioni sulla storia delle parole turista, emigrato, expat correlate ai loro usi nei contesti letterari e socioculturali e alle mutazioni sociali
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