357 research outputs found

    Letteratura e Medicina

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    Il libro intende offrire una disamina delle relazioni interdisciplinari tra storia della letteratura italiana e storia della medicina. Dall’Umanesimo alla Contemporaneità, i saggi raccolti riflettono sugli snodi socioculturali in cui i due linguaggi si sovrappongono e si intersecano, adottando una prospettiva strettamente letteraria e impiegando gli strumenti propri della critica del testo. La riflessione sulle modalità di raccordo tra i due saperi e sulla proficuità delle reciproche inferenze consente di spiegare, in una prospettiva storico-culturale più ampia, la ricorsività di temi, immagini e questioni, e di interrogarsi sulle modalità con cui la letteratura accoglie stili e modelli epistemologici della medicina per esprimere nuove visioni del mondo e per trovare nuove strade ermeneutiche

    Il racconto della malattia. Atti delle sessioni parallele del Convegno internazionale di studi «Il racconto della malattia» (L'Aquila, 19-21 febbraio 2020)

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    Il volume raccoglie i contributi di studiose e studiosi di Università italiane ed europee, che hanno partecipato al Convegno Internazionale Il racconto della malattia, tenutosi all’Aquila nel febbraio 2020, poco prima della diffusione della pandemia da Covid 19. Le pagine di questo libro restituiscono un quadro diacronico del racconto della malattia nella nostra storia letteraria, dalle origini alla contemporaneità. L’ampiezza tematica e cronologica dei contributi concorre a costruire i confini di una “mappa di genere”, strumento indispensabile per l’esame di una realtà letteraria, spesso erroneamente assimilata alla medicina narrativa, che, pur servendosi di analoghi strumenti, è, tuttavia, un genere altro, ancora poco attraversato dalla letteratura italiana

    Immagini mediche ne Le maraviglie poetiche di Federigo Meninni

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    Il contributo esamina le liriche di argomento medico raccolte ne Le maraviglie poetiche (Venezia, Poletti, 1705) di Federigo Meninni. Nella prima sezione del canzoniere, il medico-poeta usa gli elementi propri della medicina (autopsie, diagnosi, terapie) come campo di immagine inconsueto della metafora e come «argomento» di sonetti su sentenza; nella seconda parte, come soggetto lirico legato a topiche tradizionali quali l’amore, l’encomio e la riflessione morale

    ‘Monte Parnaso. Mascarata da Cavalieri Napoletani’ (1630). Feste, balli e cerimoniali a Napoli per l’Infanta di Spagna

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    La mascherata Monte Parnaso, con versi di Giovan Battista Basile e musiche di Giacinto Lambardi, è segmento di una lunga festa organizzata il 17 ottobre 1630 a Napoli per onorare il soggiorno in città di Maria Anna d’Austria, Infanta di Spagna. In questa ‘forma intermedia’ (Warburg), la qualità del testo letterario, la potenza evocatrice della musica e le componenti architettoniche della scenografia mirano a conquistare lo spettatore, a consolidare l’autorità del sovrano e a celebrare l’intellighenzia napoletana coinvolta nell’organizzazione e messa in scena dell’evento

    Letteratura e altre scienze. Incroci e sovrapposizioni

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    Il volume indaga l’intersezione e la commistione di codici tra cultura umanistica e medico-scientifica, dimostrando quanto il quadro generale del rapporto fra la ‘scienza’ letteraria e quelle mediche e naturali (fisica, chimica, biologia) sia ricco, complesso, storicamente sedimentato, in un percorso diacronico dall’antichità al XXI secolo. Ponendo al centro della riflessione il testo letterario, le pagine di questo libro osservano le contaminazioni linguistiche, strutturali e tematiche tra le due culture. Le scienze sono analizzate secondo tre prospettive: come strumento, riflettendo intorno alle modalità attraverso cui le rivoluzioni mediche, scientifiche e tecnologiche hanno influenzato la costruzione retorica e linguistica dei testi; come oggetto del discorso, per interrogare le combinazioni tra gli strumenti retorici e affabulatori delle tecniche di storytelling e l’(apparente) asetticità del discorso scientifico; e, infine, come pratica ermeneutica, indagando l’utilizzo delle scienze come strumento per l’analisi e la critica letteraria

    Medicina e filosofia naturale ne La Scanderbeide di Margherita Sarrocchi e L’Enrico di Lucrezia Marinelli

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    Il contributo propone una prima disamina delle digressioni di argomento medico e scientifico presenti in due poemi eroici di ispirazione tassiana: La Scanderbeide (1623) di Margherita Sarrocchi e L’Enrico (1635) di Lucrezia Marinelli. Entrambe le autrici sono attente al dibattito scientifico coevo e mostrano la propria competenza in materia nelle loro opere. La napoletana si serve di nozioni di scienza medica per descrivere la sintomatologia della peste e gli effetti del veleno dei serpenti; la veneziana mostra una certa attenzione per argomenti di filosofia naturale, alchimia e astronomia

    «Un Giornale Enciclopedico può farsi, ma una testa Enciclopedica non si trova». Note sul giornalismo di Elisabetta Caminer Turra

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    Il lavoro illustra la moderna etica professionale di Elisabetta Caminer Turra attraverso l’analisi di una selezione dei suoi articoli, scritti nel primo anno di direzione del «Giornale enciclopedico» (1777-1779)

    Prefazione

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    Prefazione a Storia dei paladini di Francia da Carlo Magno imperatore fino alla sua morte, compresavi la battaglia di Roncisvalle

    «Il cor si finge un ghiaccio e in fuoco giace»: amore e gelosia nella produzione lirica di Margherita Costa

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    This paper proposes a macro-textual reading of the two first lyric collections by Margherita Costa (1600ca.-1657): La Chitarra and Il Violino (1638). Her baroque songbooks show many similarities, regarding both their structure (false editorial indications, polymetry, symmetrical para-textual elements) and their contents (amorous lyrics, encomiastic-celebratory, burlesque). Moreover, in both cases, a predominant role is attributed to love. The lyrical self, represented almost entirely by a bella donna, is a victim of the destructive power of love, tormented by a disproportionate loving passion that it is unable to stem or satisfy. Among the elegiac kaleidoscope offered by the two volumes, I will focus on two themes: the lovesickness and jealousy, declined by emulating the previous lyric tradition. The poetry is deeply indebted to Giovan Battista Marino, whose metric, syntactic, rhetorical structures, and thematic suggestions are re-proposed. Compared to these models, however, the virtuosa writes verses with a distinct dramatic character, indebted to her singing career and, playing with the reader\u27s gendered expectations, inverts the roles of the sender and the recipient in a misogynistic context, to create a female voice for the genre of the amorous lament.Il presente contributo propone una lettura macrotestuale delle prime raccolte liriche di Margherita Costa (1600 ca.-1657): La Chitarra e Il Violino (1638). I due canzonieri barocchi presentano similarità strutturali (false indicazioni editoriali, polimetria, elementi paratestuali simmetrici) e tematiche (liriche amorose, encomiastico-celebrative, burlesche) e, in entrambi, è attribuito un ruolo predominante alla materia amorosa. L’io lirico, rappresentato nella quasi totalità da una bella donna, è vittima della potenza distruttiva dell’amore, tormentato da una spropositata passione amorosa che non riesce né ad arginare né a soddisfare. Dal caleidoscopio elegiaco offerto dai due volumi, l’attenzione sarà rivolta verso due tematiche: la malattia d’amore e la gelosia, declinate dalla poetessa emulando la tradizione lirica precedente. In particolare, si riconoscono profondi debiti verso Giovan Battista Marino, di cui vengono riproposte strutture metriche, sintattiche e retoriche e da cui sono tratti spunti tematici. Rispetto ai modelli, tuttavia, la virtuosa scrive versi dal marcato carattere drammatico, debitori della sua carriera di cantante e, giocando con le aspettative gender del lettore, procede in un’inversione dei ruoli del mittente e del destinatario per donare, in un contesto misogino, una voce femminile al genere del lamento amoroso. -------------------------------------------------------------------------------------------------------- This paper proposes a macro-textual reading of the first lyric collections by Margherita Costa (1600ca.-1657): La Chitarra and Il Violino (1638). The two baroque songbooks have many similarities, both structural (false editorial indications, polymetry, symmetrical para-textual elements) and thematic (amorous lyrics, encomiastic-celebratory, burlesque). Moreover, in both, a predominant role is attributed to love. The lyrical self, represented almost entirely by a bella donna, is a victim of the destructive power of love, tormented by a disproportionate loving passion that it is unable to stem or satisfy. From the elegiac kaleidoscope offered by the two volumes, I will focus on two themes: the lovesickness and jealousy, declined by the poet emulating the previous lyric tradition. There are deep debts towards Giovan Battista Marino, whose metric, syntactic, rhetorical structures, and thematic ideas are re-proposed. Compared to these models, however, the virtuosa writes verses with a marked dramatic character, indebted to her singing career and, playing with the reader\u27s gendered expectations, inverts the roles of the sender and the recipient in a misogynistic context, to create a female voice in the genre of the amorous lament
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