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    «L’ULTIMO TEDESCO»? IDENTITÀ, HEIMAT, TRADIZIONE. QUESTIONI CONTROVERSE NELL’OPERA DI BOTHO STRAUSS («DER LETZTE DEUTSCHE», «DER FORTFÜHRER», «SPRENGSEL»

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    Il saggio analizza l’elaborazione dei concetti di “identità”, “patria” e “lingua” in Strauß. Seppure non sviluppati sistematicamente, è possibile seguire un filo rosso che si richiama al romanticismo e al conservatorismo tedesco. L’analisi dei tre titoli indicati dimostra come l’argomentazione tenda a spostarsi dal piano politico/sociale a quello letterario e estetico, confluendo su questioni tipicamente straußiane quali “tradizione” e “memoria”

    J. Gottfried Herder, Plastica. Nuova ediz

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    Pubblicata nel 1778, la Plastica di Johann Gottfried Herder (1744-1803) costituisce il principale contributo dell’autore alla nascente riflessione estetica e un passaggio decisivo nella costruzione del suo assetto disciplinare moderno. Punto di arrivo di un dibattito secolare sullo statuto delle arti sorelle, la pittura e la scultura, la Plastica, infatti, giunge ad argomentare con una chiarezza e un’ampiezza di implicazioni straordinarie il conclusivo riconoscimento dell’autonomia teorica della scultura, conducendo, insieme, a una complessiva ridefinizione del moderno sistema delle arti e a un profondo ripensamento del ruolo e della funzione conoscitiva e artistica della sensibilità

    Espressione, movimento, poesia. Studio su Ludwig Klages

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    Studio sulla Ausdruckskunde, su estetica e poetologia in Klage

    Ludwig Klages, Espressione e creatività

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    Ecco il caso di un pensatore tanto segretamente influente sulla cultura europea quanto ufficialmente dimenticato o, peggio, annoverato, per il suo esplicito amore neo-romantico per l'arcaico, tra i "pericolosi" nemici della ragione. Osteggiato per l'impostazione (volutamente) non accademica, Ludwig Klages è stato però non solo lo strenuo difensore dei diritti dell'anima al cospetto delle astrazioni imposte dalla razionalità moderna, ma anche l'autorevole fondatore di due scienze sui generis quali la grafologia e la scienza dell'espressione. Pensatore originale e imprevedibile. Klages incomincia a riemergere dall'ingiusto oblio soltanto in questi ultimi anni, in particolare nel campo di una fenomenologia e di un'estetica fondate non più sul distaccato giudizio critico ma sul sentire percettivo, inteso qui come partecipazione "patica" alle qualità espressive del mondo. "Espressione e creatività", che traduce uno studio risalente nel suo nucleo al 1913 e poi pubblicato in forma rivista e ampliata nel 1921. si pone appunto alla base di uno dei più interessanti percorsi della nuova estetica, laddove al centro dell'interesse tornano termini quali "percezione", "presenza corporea", "sentimento", "atmosfera", "carattere", ecc. Superando i confini della fisiognomica tradizionale

    Contro la “trasparenza”. Poetica della “discrezione” e del “velamento” in Botho Strauß. (Aufstand gegen die sekundäre Welt e Lichter des Toren. Der Idiot und seine Zeit)

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    The essay investigates the concept of “transparency” in the work of Botho Strauß, in particular in the works Aufstand gegen die senkundäre Welt and Lichter des Toren. Strauß develops a peculiar "Poetics of Veiling" that appears in contrast to the claim of absolute transparency that is typical of today's "digital" society. Setting a constant dialogue with the work of the philosopher Byung-Chul Han, the essay shows how Strauß - in line with romantic and conservative thought - opposes the claim of "unveiling" and the suppression of all mystery, proposing instead an aesthetic attitude based on the receptivity to the auratic phenomenon and an ethical attitude of "discretion" in the face of the unfathomable

    Thomas Mann e il mare: tra mito e scrittura

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    Analisi sull'immagine del mare nell'opera di Th. Man

    W. Menninghaus, La promessa della bellezza

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    Se quella inscritta nella bellezza è, secondo il motto di Stendhal, una promessa di felicità, Menninghaus ripercorre la storia e le antinomie di questa promessa a partire dalla sua declinazione nel mito del bell'Adone e del suo sfortunato destino, che offre quasi la prefigurazione complessiva del senso, degli esiti e dell'attualità della promessa della bellezza, sino ai culti contemporanei della forma fisica e della performance. Una guida preziosa dunque per ripensare l'antropologia tradizionale in un reticolo di saperi medici, biologici, psicologici, sociologici, letterari e filosofici

    L. Klages, Espressione e creatività

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    Ecco il caso di un pensatore tanto segretamente influente sulla cultura europea quanto ufficialmente dimenticato o, peggio, annoverato, per il suo esplicito amore neo-romantico per l'arcaico, tra i "pericolosi" nemici della ragione. Osteggiato per l'impostazione (volutamente) non accademica, Ludwig Klages è stato però non solo lo strenuo difensore dei diritti dell'anima al cospetto delle astrazioni imposte dalla razionalità moderna, ma anche l'autorevole fondatore di due scienze sui generis quali la grafologia e la scienza dell'espressione. Pensatore originale e imprevedibile. Klages incomincia a riemergere dall'ingiusto oblio soltanto in questi ultimi anni, in particolare nel campo di una fenomenologia e di un'estetica fondate non più sul distaccato giudizio critico ma sul sentire percettivo, inteso qui come partecipazione "patica" alle qualità espressive del mondo. "Espressione e creatività", che traduce uno studio risalente nel suo nucleo al 1913 e poi pubblicato in forma rivista e ampliata nel 1921. si pone appunto alla base di uno dei più interessanti percorsi della nuova estetica, laddove al centro dell'interesse tornano termini quali "percezione", "presenza corporea", "sentimento", "atmosfera", "carattere", ecc. Superando i confini della fisiognomica tradizionale

    Fr. Schiller, Kallias. Grazia e dignità

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    Vengono qui tradotte in lingua italiana in forma integrale le lettere che Schiller inviò tra gennaio e febbraio 1793 all'amico Körner con l'intento di raccogliere e discutere le idee per il progettato dialogo "Kallias o della bellezza: opera che mai, però, vide la luce. Esse accompagnano il lettore nel tormentato e ambizioso progetto schilleriano di presentare "quel concetto oggettivo del bello, di cui Kant dispera". La loro lettura si presenta, altresì, come un'adeguata introduzione al saggio "Grazia e dignità", pubblicato nello stesso anno, nel quale Schiller del resto chiaramente allude al dialogo incompiuto, laddove parla di "un'analitica del bello". "Grazia e dignità" è nella fattispecie il primo, e decisivo, dei saggi di estetica di Schiller, che molto deve alle riflessioni esposte all'amico Körner. In esso Schiller si confronta con il pensiero di Kant, ripensando e sottoponendo a sviluppi definitivi sia la prospettiva estetica della "Critica della facoltà di giudizio" sia la morale kantiana. In "Grazia e dignità" confluiscono, per trovare nuove strade e nuove aperture, tanto l'esperienza teatrale e poetica quanto i giovanili studi medici di Schiller

    Fr. Schiller, Grazia e dignità

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    Pubblicato nel 1793, "Grazia e dignità" è il primo, e decisivo, dei saggi di estetica di Schiller, quello in cui nel modo più ricco l'autore fa i conti con il pensiero di Kant, ripensando e sottoponendo a sviluppi definitivi sia la prospettiva estetica della "Critica della facoltà di giudizio" che la morale kantiana, nonché il lavoro in cui confluiscono, per trovare nuove strade e nuove aperture, tanto l'esperienza teatrale e poetica quanto i giovanili studi medici di Schiller. Straordinario capolavoro nell'eleganza e sapienza della sua struttura argomentativa, "Grazia e dignità" presenta per la prima volta quel progetto antropologico di una maturazione integrale dell'umanità che di lì a breve avrebbe trovato ulteriore e più ampia formulazione nella forma di una pedagogia estetica, di una filosofia della storia, e di una riflessione sul sublime
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