322 research outputs found

    Manifestazioni otologiche in paziente affetto da sindrome di Behçet: descrizione di un caso clinico

    No full text
    Manifestazioni otologiche in paziente affetto da Sindrome di Behcet: descrizione di un caso clinico. M. Cavaliere, A.M. Di Lullo, T. Abate, M. Panetti, G. Sansone, G. Russo. PREMESSA - La Sindrome di Behcet è un malattia cronica autoimmune multi-sistemica dei giovani maschi adulti (III decade) caratterizzata da una vasculite generalizzata verosimilmente su base genetica; la positività dell’antigene di Istocompatibilità HLA-B51 comporta un rischio 5 volte superiore di sviluppare tale malattia (1). INTRODUZIONE - La malattia è recidivante e progressiva e può colpire piccoli e grandi vasi di quasi tutti gli organi(2). È comune il coinvolgimento di cute, occhi, articolazioni, grandi vasi, apparato gastro-intestinale, SNC e apparato genitale (3).Relativamente rari sono i sintomi dovuti al coinvolgimento del sistema cardiopolmonare, renale ed audiovestibolare (4). In letteratura l’incidenza della ipoacusia nella malattia di Behcet è compresa tra 12-80% ed è sempre di natura neurosensoriale (5). METODOLOGIA - ML, uomo di 63 anni affetto da più di 10 anni da Sindrome di Behcet incompleta (6) (3 sintomi maggiori - ulcere orali ricorrenti, ulcere necrotiche genitali, lesioni cutanee) positivo per HLA-B51, lamenta da circa un anno fullness auricolare, acufeni ed ipoacusia all’orecchio destro; riferisce inoltre singolo episodio di vertigine oggettiva circa 3 anni fa. RISULTATI - Otoscopia: membrane timpaniche integre bilateralmente con tasca di retrazione postero-superiore (IV stadio) a destra e centrale (I stadio) a sinistra. Rinoscopia: naso a sella con deviazione destro convessa del setto nasale e notevole riduzione della ventilazione nasale. Esame audiometrico: ipoacusia mista bilaterale PTA (500-1000-2000 Hz) =55 dB con ABG= 25 dB a destra e PTA = 45 dB con ABG=15 dB a sinistra. Esame vestibolare: ipofunzione del labirinto di sinistra. TC orecchio: tessuto ipodenso attorno la catena ossiculare a destra in assenza di segni di colesteatoma. Nella norma le strutture dell’orecchio medio di sinistra. Per risolvere la componente trasmissiva dell’ipoacusia ed arginare la possibile evoluzione della tasca di retrazione in colesteatoma il paziente è stato sottoposto ad applicazione di T-tube a destra con conseguente riduzione della riserva cocleare di circa 15 dB. Successivamente è stato sottoposto a periodici controlli che hanno rilevato a 2 mesi di distanza dall’intervento una completa chiusura dell’ABG. CONCLUSIONI - E’ noto che l’ipoacusia neurosensoriale è comune nella Sindrome di Behcet (7,8,9). Nel nostro paziente al danno dell’orecchio interno si associa un deficit trasmissivo a causa di turbe delle correnti di ventilazione dell’orecchio medio attribuibili alla particolare conformazione a sella della piramide nasale (collasso della cartilagine settale per fenomeni vasculitici?) ovvero a disturbi immunitari dell’unità rinofaringotubarica per inibizione dell’attività delle NK-cells da interazione di un motivo peptidico (HLA-Bw4 trasportato da HLA-B51) con isoforme inibitorie dei KIRs-receptors (KIR3DL1)(10)

    I nuovi Anti-Coagulanti Orali (NOAC) : cosa deve sapere un Nefrologo = New oral anticoagulants (NOAC) in nephrology

    No full text
    I nuovi anticoagulanti orali (New Oral Anticoagulants - NOAC) o anticoagulanti orali diretti (Direct Oral Anticoagulants - DOAC) sono stati introdotti in commercio in Italia dal 2013. Pur condividendo buona parte delle indicazioni degli antagonisti della vitamina K (warfarin o acenocumarolo), presentano meccanismo d’azione differente, non prevedono continui prelievi per verificarne l’attività anticoagulante e risultano avere una efficacia superiore con minori rischi emorragici. Per questo motivo l’uso di queste molecole (Dabigatran, Apixaban, Rivaroxaban, Betrixaban, Edoxaban) si sta sempre più diffondendo nella pratica clinica. Sebbene i dati clinici disponibili depongano per una sostanziale sicurezza di queste molecole, sono comunemente suggeriti aggiustamenti posologici in base alla funzione renale e/o epatica e, da considerare, i comuni esami di laboratorio [tempo di protrombina (PT) e protrombina parziale- (PTT)] non sono in grado di valutare in modo accurato l’effetto anti-coagulante del NOAC/DOAC. A differenza degli antagonisti della vitamina K, solo per il dabigatran esiste ed è disponibile da marzo 2016 un antidoto specifico (idarucizumab) in grado di correggere eventuali sovradosaggi di questo farmaco mentre, per gli altri NOAC/DOAC, non si prevede la disponibilità di un antidoto specifico in tempi brevi. Obiettivo di codesto articolo è di riassumere quanto evidenziato dagli studi clinici disponibili sulla cinetica dei NOAC/DOAC in insufficienza renale, sui potenziali fattori di rischio di sovradosaggio/sanguinamento, sulla gestione di queste terapie in caso di procedure chirurgiche e sui potenziali interventi terapeutici per correggere eventuali sovradosaggi o complicanze.The new or direct oral anticoagulants [new oral anticoagulants (NOAC) or direct oral anticoagulants (DOAC)] were launched in the Italian market in 2013. Although these compounds share common pharmacological indications with vitamin K antagonists (warfarin or acenocumarol), they have different mechanisms of action, do not require a constant anticoagulant monitoring but are more efficacious and safer than vitamin K antagonists. The use of these molecules (Dabigatran, Apixaban, Rivaroxaban, Betrixaban, Edoxaban) is constantly rising in daily practice. However, while available data suggest that NOAC/DOAC use is safe, dosage should be adjusted based on renal or liver function. It should be acknowledged that commonly available blood tests [Prothrombin Time (PT) and partial thromboplastin time (PTT)] are not indicated to monitor the anticoagulant activity of these compounds. With the exception of dabigatran, we currently lack of an antidote to reverse the anticoagulant effect of NOAC/DOAC. We herein review available evidence on NOAC/DOAC pharmacokinetic, risk factors for bleeding, interventions to reverse the anticoagulant activity in case of hemorrhages or need of urgent surgery and/or NOAC/DOAC overdose or side effects

    A low-power fully-MOSFET voltage reference generator for 90nm CMOS technology

    No full text
    An integrated voltage reference generator, designed for being incorporated in standard 90-nm CMOS technology flash memories, is described in this paper. A fully MOSFET based approach, using also subthreshold operated devices, has been adopted in order to achieve low-voltage and low-power requirements and to overcome the difficulties of conventional band-gap reference circuits. The proposed circuit, based on current signals, internally generates two currents with opposite dependence on temperature. The two currents are added, thus canceling almost completely temperature dependence, and then linearly converted into the output voltage. For a temperature variation between -20degC and 90degC, the produced reference voltage shows a stability within 0.7%. The very low current consumption (1.3 muA), together with the possibility of operating at very low supply voltages (around 1V), make the circuit well suitable for applications in low-power low-voltage integrated circuits
    corecore