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Manuale pratico di chinesiterapia respiratoria nell'insufficienza respiratoria cronica dell'adulto
L'associazione beclometasone-salbutamolo nelle sindromi broncospastiche sostenute da sequele di T.B.C. polmonare
Esperienze sull'associazione salbutamolo-beclometasone dipropionato nelle broncopatie ostruttive
Trattamento con beclometasone dipropionato in corso di terapia iposensibilizzante negli allergopatici
Silicosi
La silicosi è una pneumoconiosi sclerogena, causata dall’inalazione
più o meno prolungata di silice cristallina libera (SLC) di
granulometria respirabile.
La sua frequenza e gravità sono dose (cumulativa) dipendenti,
ma sono anche condizionate dalle caratteristiche fisicochimiche
delle particelle, in particolare dalla loro reattività
superficiale, tanto più elevata quanto più recente è la loro produzione
meccanica (esplosione, macinazione, perforazione) e
dalla predisposizione genetica del soggetto. La SLC è capace di
determinare lesione dei pneumociti di primo tipo con meccanismo
prevalentemente ossidativo, diretto e indiretto, quest’ultimo
mediato dall’attivazione delle cellule polmonari della flogosi,
in particolare dei macrofagi e poi dei neutrofili. Nell’interstizio
possono così penetrare particelle di SLC e citochine pro-infiammatorie,
le une e le altre capaci di attivare linfociti, fibroblasti e
miofibroblasti, con conseguente fibrosi interstiziale. La silicosi
può presentarsi in quattro forme cliniche: nodulare cronica,
accelerata, acuta e cronica interstiziale diffusa. La più comune è
la nodulare cronica, caratterizzata da masserelle fibrose rotondeggianti,
localizzate nei campi medio apicali dei due polmoni,
circondate da parenchima polmonare morfo-funzionalmente
integro, tendenti a confluire tra loro. A seconda del diametro dei
noduli, si definisce una silicosi cronica nodulare semplice (diametro
<10 mm) e una massiva progressiva (diametro ≥10 mm).
Inizialmente sono paucisintomatiche e la diagnosi si basa sulla
radiografia del torace, eseguita e interpretata in maniera standardizzata.
La SLC favorisce l’instaurarsi di altre patologie polmonari
(tubercolosi, broncopneumopatia cronico-ostruttiva,
cancro e vasculiti autoimmuni) ed extrapolmonari (linfoadenopatie
e malattie autoimmuni a carico del connettivo e del rene).
Studi recentissimi sembrano aver chiarito che può esservi un
rapporto diretto fra silice e cancro del polmone indipendentemente
dallo sviluppo della silicosi. I comparti in cui oggi è più
frequente l’esposizione a SLC sono: l’edilizia, le miniere, le fonderie
e la produzione della ceramica. L’abbattimento della concentrazione
ambientale di SLC, e in particolare della sua frazione
respirabile, costituisce tuttora la più efficace prevenzione di
tutte le patologie silice-correlate
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