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Lorenzo Milani in our times
This article pays tribute to one of Europe's foremost critical pedagogues, the Tuscan Don Lorenzo Milani, on the ninetieth anniversary of his birth. It highlights the key moments in his life as priest and educator as well as his pedagogical approach directed at challenging the class-conditioned status quo in Italian society and at achieving greater social justice. His was a pedagogy which highlighted the collective dimensions of learning and teaching, pupils being students and educators at the same time, an approach to learning akin to what Paulo Freire would call critical literacy and what contemporary writers would call critical media literacy in the sense of reading and writing the word and the world. His pedagogy entailed a process of reading history against the grain as part of an attempt to generate a culture of non-militarization. All these elements make Don Milani and his student-teachers pedagogues for our times.peer-reviewe
Origini e vicende medievali del battistero della cattedrale di Genova
Il primo studio in assoluto sul battistero di San Giovanni nella cattedrale di San Lorenzo di Genova, dalle origini paleoocristiane (inizi VII secolo) agli inizi del XIV secolo, fondato su un'ampia analisi delle fonti storiche e documentarie, sull'analisi del costruito e del fonte battesimale a immersione ricostruito nel XVI secolo. Identificazione dei resti probabili del fonte battesimale paleocristiano (ca. 600) reimpiegati nelle strutture cinquecentesch
Valutazione dell'effetto di trattamenti termici tecnologici ed enzimatici sulla concentrazione di ginkotossina in semi di Ginkgo Biloba L.
La pianta Ginkgo biloba L. è nota da secoli per le sue proprietà benefiche. Gli estratti delle foglie sono infatti impiegati in numerosi Paesi come ingredienti di integratori alimentari per coadiuvare la sintomatologia associata a diverse condizioni cliniche, tra cui il declino cognitivo e patologie vascolari periferiche.
I semi di Ginkgo biloba sono invece ampiamente utilizzati nella cucina tradizionale asiatica. È però noto che i semi di questa pianta possono essere responsabili di eventi avversi a causa della possibile presenza della 4’-O-metilpiridossina (MPN), nota anche come ginkgotossina. Questa molecola ad azione neurotossica è strutturalmente simile alla vitamina B6, di cui altera, a elevate concentrazioni, le funzioni fisiologiche, tra cui la sintesi del GABA. I casi descritti in letteratura evidenziano che i soggetti maggiormente sensibili agli eventi avversi sono i bambini, probabilmente a causa dell’aumentato rapporto assunzione/peso corporeo e della loro limitata capacità metabolica.
Negli anni 2000, sono stati identificati nei semi di Ginkgo derivati glicosidici dell’MPN, tra cui la 4’- O-metilpiridossina-5-glucoside, la cui tossicità non è ancora stata approfonditamente valutata. Nonostante i semi di ginkgo siano maggiormente consumati nei Paesi asiatici, si sta assistendo ad un graduale aumento della loro diffusione nei paesi Europei, come dimostra il crescente numero di siti internet che riportano consigli sulla raccolta, metodi di cottura casalinghi e ricette.
Al fine di garantire la sicurezza del consumatore, è evidente la necessità di condurre approfonditi studi sulla caratterizzazione dei semi di Ginkgo biloba, quantificarne i livelli di MPN e composti derivati, e valutarne l’effetto dei metodi di cottura sui livelli di tali molecole.
Nel presente studio la MPN è stata quantificata in campioni di semi raccolti nell’area di Milano, prima e dopo la bollitura, che costituisce il metodo di cottura casalingo più frequentemente utilizzato e consigliato in internet; parallelamente, sono stati analizzati semi di ginkgo commerciali, che subiscono un processo di detossificazione. Sugli stessi campioni è stata valutata la presenza di derivati glicosidici dell’MPN, utilizzando un trattamento enzimatico con β-glucosidasi.
Al fine di quantificare il contenuto di MPN nei semi è stata utilizzata la cromatografia liquida ad alte prestazioni a fase inversa accoppiata a rilevatore a fluorescenza (RP-HPLC/FD).
I risultati hanno mostrato che i semi freschi contenevano livelli medi di MPN pari a 322.3 ± 22.7 μg/g di peso secco che si riducevano significativamente dopo bollitura (128.9±14.8; -60.2±5 %, p <0,0001).
I semi commerciali presentavano invece una concentrazione di MPN inferiore al limite di determinazione
Critical pedagogy and citizenship : Lorenzo Milani and the school of Barbiana
This article can also be found in:
Learning and Social Difference, Challenges for Public Education and Critical pedagogy. Boulder, Colorado: Paradigm, 2006. Chapter 8,This paper discusses the pedagogical challenge of providing an education that stresses the connection between learning and power and the potential, for social solidarity, of a collective approach to learning based on a process of what Freire and other critical pedagogues would call ‘critical literacy.’
The stimulus for such a pedagogical approach to citizenship derives from the legacy of a radical and very controversial Tuscan priest, Don Lorenzo Milani (1923-1967), and the students from an isolated and impoverished farming community in the Mugello region of Tuscany who constituted the School of Barbiana. The pedagogical ideas emanating from Lorenzo Milani and his school of Barbiana remain a source of reference in debates about schooling and social activism in Italy and elsewhere. The key text to emerge from this school, Lettera a Una Professoressa (Letter to a Teacher), was an important source of reference during the turbulent ‘sessantotto’ (1968) period in Italy. The paper provides an analysis of this and other works with whihc Lorenzo Milani was connected.peer-reviewe
La bottega di Gerolamo Viscardi in San Giovanni il Vecchio e Santa Maria della Vittoria: un cantiere della "Genova francese" (1502-1503)
Nell'ambito di una generale rassegna della committenza artistica a Genova negli anni (1502-1503) della signoria del re Luigi XII di Francia, viene analizzato per la prima volta il corredo scultoreo del battistero della cattedrale di San Lorenzo, ricostruito in quel biennio in forme architettoniche rinascimentali per volontà di Pierre d'Aubusson, Gran Maestro dell'Ordine di Malta, e dotato di un ricco apparato scultoreo, qui assegnato alla bottega di Gerolamo Viscardi, di cui era già nota l'attività per committenti frances
Gestione del suolo - Cap. 15
Il capitolo (15) tratta i molteplici aspetti della gestione del suolo nei sistemi arborei prendendo in esame le complesse problematiche del sistema suolo-pianta-acqua-atmosfera.
Il capitolo è articolato in 10 paragrafi: 15.1. Il sistema suolo (C. Ciavatta); 15.2. Proprietà fisiche e chimiche del suolo: tessitura, reazione, capacità di scambio cationico, carbonati totali e attivi, salinità, potenziale redox (C. Ciavatta); 15.3. Correzione delle anomalie chimico-fisiche (C. Ciavatta);; 15.4. La sostanza organica: fuzioni agronomiche e ambientali (C. Ciavatta); 15.5. Biomassa microbica ed enzimi del suolo: motore della fertilità (C. Ciavatta); 15.6. Elementi totali ed assimilabili (C. Ciavatta); 15.7. Inquinanti inorganici ed organici (C. Ciavatta); 15.8. Interazione pianta-suolo-atmosfera (C. Xiloyannis); 15.9. Principi ecologici della gestione del suolo: le tecniche per favorire l'accumulo di carbonio nei suoli agricoli (R. Di Lorenzo, C. Intrieri, C. Xiloyannis); 15.10. Campionamento del suolo (C. Ciavatta)
Controlli di qiualità e sicurezza : materie prime, produzione, prodotto finito, contraffazione
Nutraceutical science concerns with the use of different nutrient sources (functional food, food/
dietary supplements, products from traditional medicine, etc.) to improve the consumers’ health
and decrease the risk factors for chronic diseases (tumours, cardiovascular and neurodegenerative
diseases). The ingredients of these classes of products are vitamins, minerals, amino acids,
but also botanicals preparations used as such (infusion) or as extracts. Products used in the
nutraceutical approaches must guarantee the efficacy and safety for consumers; controls are
necessary not only at the site of production but also when the products reach the market. Considering
botanicals, the raw material requires: identification of the plant material; identification
and quantification of active molecules involved in the beneficial/physiological effect or whose
presence could determine a risk for consumers; data on environmental contaminants (chemical
pollution) or residues from agricultural practice. Other important aspects having a strong impact
on consumers’ safety are the numerous cases of counterfeit or addition of illicit substances
(doping, conventional drugs, etc.) described in the scientific literature or listed in national and
international alerts.
Quality control requires suitable methods, capable to separate and quantify the molecules monitored.
Methods should be selected according to the objectives: fast and simple methods are used
for the screening, especially if the number of samples is very high (thin layer chromatography
in its traditional or advanced protocol, TLC and HPTLC); advanced techniques are required for
the precise characterization and quantification of ingredients (GC/HPLC with different detectors
including mass spectrometer) at the industrial plan or by public institution involved in postmarketing
surveillance. The reliability of analytical methods is also essential if a legal trial is
underway. Method application to real samples is not always simple since the complexity of the
matrix (very usual in products containing botanicals) can affect the validation of methods developed
with purified analytes
Sviluppo e validazione di un metodo HPLC-FLD per la determinazione di 4’-O-metilpiridossina nei semi di Ginkgo biloba L.
I semi di Ginkgo biloba sono ampiamente utilizzati nella cucina tradizionale cinese sia per il loro valore nutrizionale sia per le caratteristiche organolettiche. È però noto che i semi di questa pianta possono essere responsabili di eventi avversi a causa della possibile presenza della 4’-O-metilpiridossina, conosciuta anche come ginkgotossina. Questa molecola ad azione neurotossica è strutturalmente simile alla vitamina B6, di cui altera, a elevate concentrazioni, il metabolismo e le funzioni fisiologiche (1). I soggetti maggiormente sensibili agli eventi avversi sono i bambini, a causa del ridotto peso corporeo e della loro limitata capacità metabolica.
Il presente lavoro ha origine da un caso di avvelenamento occorso in un bambino di 23 mesi che, in seguito a ingestione di un numero elevato ma imprecisato di semi di Ginkgo biloba, ha manifestato crisi convulsive tonico-cloniche in assenza di febbre (2).
Al fine di garantire la sicurezza d’uso nel consumo dei semi e, considerando come la cucina asiatica si stia rapidamente diffondendo nei Paesi occidentali, è evidente la necessità di condurre approfonditi studi per la caratterizzazione e la quantificazione dell’MPN.
A tale scopo, una nuova metodica cromatografica HPLC (accoppiata a fluorimetro) è stata messa a punto e convalidata seguendo le linee guida del protocollo FDA relativo ai metodi bioanalitici (2013).
I parametri tecnici di validazione valutati sono: 1) idoneità del sistema, 2) precisione, 3) linearità, 4) recupero. Tali parametri soddisfano i criteri di accettabilità imposti dalle linee guida: il coefficiente di correlazione R2 > 0.98 indica una soddisfacente linearità del metodo e la metodica messa a punto risulta sufficientemente sensibile, come dimostrato dai valori di LOD e LOQ pari a 0.14 ng/mL e 0.47 ng/mL, rispettivamente. Tali valori corrispondono a un quantitativo di MPN nel campione pari a 2.8 ng/g e 9.4 ng/g, rispettivamente.
La metodica messa a punto è stata infine applicata ad alcuni campioni di origine giapponese. Il contenuto di ginkgo tossina rilevato nei campioni è di 325.53±114.12 μg/g. Pur evidenziando una notevole variabilità nel contenuto di ginkgotossina, essa è risultata in accordo con i valori presenti in letteratura (compresi tra 170 e 400 μg/g).
La metodica cromatografica è risultata quindi idonea, efficace, riproducibile e adatta all’analisi dei semi di ginkgo per la conferma della presenza e quantificazione della 4’-O-metilpiridossina.
Il metodo verrà applicato a un numero più elevato di campioni allo scopo di confermare i dati ottenuti e per valutare, in parallelo, l’eventuale influenza dell’origine geografica sul contenuto di MPN.
Riferimenti bibliografici
1. Arenz, A., Klein, M., Fiehe, K., Groβ, J., Drewke, C., Hemscheidt, T, Leistner, E. 1996. Occurrence of neurotoxic 4'-methylpyridoxine in Ginkgo biloba leaves, gingko medications and Japanese ginkgo food. Planta Med 62, 548-551.
2. Di Lorenzo, C., Ceschi, A., Colombo, F., Frigerio, G., Bianchetti, M.G., Lude, S., Von Dechend, M., Valoti, E., Restani, P., 2015. Identification and quantification of biomarkers to confirm the poisoning by Ginkgo biloba seeds in a 2-years-old boy; Toxicol. Res., 4, 922-930
La cooperazione allo sviluppo nel diritto dell'Unione europea. Inquadramento normativo, prassi applicativa e profili critici
La concessione di assistenza finanziaria in favore dei Paesi in via di sviluppo (PVS) costituisce un efficace strumento a disposizione dell’Unione per affermare i propri valori e perseguire i propri obiettivi a livello internazionale. Poiché ai sensi dell’art. 208 TFUE lo scopo principale della politica dell’Unione nel settore della cooperazione allo sviluppo è «la riduzione e, a termine, l’eliminazione della povertà», le istituzioni dell’Unione dispongono di un significativo margine di apprezzamento nel decidere il contenuto e le finalità specifiche delle azioni intraprese a titolo di cooperazione allo sviluppo. Tale flessibilità appare suscettibile di incidere sul riparto di competenze delineato dai Trattati, giacché, in virtù del principio di attribuzione di cui all’art. 5, par. 2, TUE, ciascuna competenza deve essere esercitata in vista degli scopi che i Trattati le assegnano. La tendenza descritta si riscontra, in particolar modo, in relazione alla Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e alla dimensione esterna delle politiche di immigrazione e asilo. Dal momento che, specialmente nei Paesi più fragili, povertà estrema, instabilità e conseguente tendenza a migrare sono fenomeni indubbiamente correlati, l’Unione ha tentato di affrontare tali dinamiche in modo integrato. Benché funzionale a promuovere la coerenza dell’azione esterna, come richiesto dall’art. 21, par. 3, TUE, tale approccio aumenta il rischio che l’esercizio della competenza in materia di sviluppo possa interferire con gli obiettivi assegnati dai Trattati alle altre competenze dell’azione esterna, in contrasto con il principio di attribuzione di cui all’art. 5, par. 2, TUE. Sulla base di questi presupposti, la ricerca si muove su un duplice binario. Da un lato, si propone di ricostruire il quadro giuridico in materia di cooperazione allo sviluppo nell’ordinamento dell’Unione, esplorando i principi e gli obiettivi che caratterizzano questo settore di competenza dell’Unione ai sensi dei Trattati, nonché offrendo una ricognizione sistemica degli strumenti di diritto derivato che ne disciplinano in concreto l’esercizio. Dall’altro, intende inquadrare l’attuazione della cooperazione allo sviluppo nel sistema delle relazioni esterne dell’Unione europea, esaminandone i rapporti con la PESC e con la dimensione esterna delle politiche di immigrazione e asilo alla luce dei limiti derivanti dal principio di attribuzione. Più specificatamente, ci si propone di approfondire le implicazioni giuridiche, in termini di divisione orizzontale di competenze ed equilibri istituzionali, suscettibili di prodursi
all’interno dell’ordinamento dell’Unione allorché la competenza in materia di cooperazione allo sviluppo sia esercitata in vista di finalità riconducibili ad altre politiche. Nel suo insieme, lo studio si propone di verificare, in definitiva, se la prassi rilevi un ampliamento dell’ambito di applicazione della cooperazione allo sviluppo tale da determinarne un mutamento sostanziale rispetto al perimetro cui essa è ricompresa ai sensi dei Trattati. La prima parte del lavoro è volta a ricostruire il quadro normativo-istituzionale della cooperazione allo sviluppo nell’ordinamento dell’Unione europea. Nello specifico, il primo capitolo ripercorre l’evoluzione della cooperazione allo sviluppo nel processo d’integrazione europea, soffermandosi sul quadro giuridico stabilito dal Trattato di Lisbona al fine di illustrare i tratti distintivi della competenza dell’Unione in questo settore. Il secondo capitolo analizza la portata materiale della competenza dell’Unione in materia di sviluppo alla luce dell'interpretazione fornita dalla Corte di giustizia, la quale, da un lato, ha riconosciuto il carattere multi-dimensionale della competenza in subiecta materia, dall'altro, ha delineato, nei termini di un nesso di ordine finalistico, il criterio in base al quale valutare la riconducibilità di una misura entro il perimetro applicativo dell’art. 208 TFUE. Il terzo capitolo esamina le varie tipologie di strumenti finanziari attraverso cui l’Unione fornisce aiuti ai PVS, indagandone i meccanismi di funzionamento allo scopo di approfondirne le implicazioni sul piano degli equilibri istituzionali. L’analisi si sofferma sulle novità introdotte dal regolamento (UE) 2021/947, il quale ha riorganizzato integralmente gli strumenti di finanziamento per l’azione esterna, istituendo lo strumento onnicomprensivo Europa globale. Sulla base della nozione multi-dimensionale di cooperazione allo sviluppo ricostruita nella prima parte del lavoro, la seconda parte approfondisce i rapporti tra la cooperazione allo sviluppo e la PESC, nonché tra la cooperazione allo sviluppo e la dimensione esterna delle politiche di immigrazione e asilo, esaminando il contenuto normativo e la prassi applicativa degli strumenti di finanziamento precedentemente sistematizzati nei loro aspetti giuridico-istituzionali. Il quarto capitolo indaga l’attuazione del nesso sicurezza-sviluppo negli strumenti di assistenza esterna. La prassi mostra il tentativo del legislatore di superare, o quantomeno attenuare, la formale separazione tra le politiche materiali disciplinate nella parte V del TFUE e la PESC, integrando finalità di politica estera negli strumenti di cooperazione allo sviluppo, specialmente i profili concernenti il mantenimento della sicurezza internazionale. Il quinto capitolo approfondisce le implicazioni giuridiche derivanti dall’impiego dei fondi allo sviluppo per finalità di contrasto all’immigrazione irregolare. Tale tendenza, affermatasi nella prassi tramite la creazione di strumenti ad hoc (come lo Strumento per la Turchia a favore dei rifugiati e il Fondo fiduciario d’emergenza per l’Africa), è stata legittimata dal regolamento (UE) 2021/947, il quale ha allineato l’erogazione degli aiuti agli obiettivi dell’Unione in materia di gestione delle migrazioni, promuovendo uno schema di condizionalità volto a subordinare il trasferimento delle risorse alla capacità dei PVS di collaborare con l’Unione nella gestione dei flussi. Nel complesso, la prassi fa registrare una progressiva estensione dell’ambito di applicazione della cooperazione allo sviluppo. Dalla prassi emerge, infatti, che tale competenza sia stata spesso esercitata al fine di perseguire in via principale, finanche esclusiva, finalità ed azioni ulteriori rispetto a quelle riferibili agli obiettivi di sviluppo socio-economico previsti dai Trattati, anche in assenza di qualsiasi collegamento con questi ultimi
Italian signposts for a sociologically and critically engaged pedagogy : Don Lorenzo Milani (1923-1967) and the schools of San Donato and Barbiana revisited
This paper provides a critical exposition and analysis of the work of an acclaimed Italian educator, Lorenzo Milani, and ideas that emerged from his experiences in two Tuscan localities. His work is well known in Italy and many parts of southern Europe. Despite the translations of his works into English and Spanish, in the early 1970s, and their use in sociology of education classes in the United Kingdom, he seems to have had a very limited impact on the Anglo-North American-dominated critical education field. The paper revisits his ideas, in this 90th anniversary year, indicating their contemporary relevance and the signposts they provide for a critically and sociologically engaged pedagogy.peer-reviewe
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