827 research outputs found

    Protesi di anca da fratture di collo femore e riprotesizzazione a distanza

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    Viene svolta una prima analisi comparativa dei diversi metodi di valutazione del danno permanente proposto in tema di esiti di protesizzazione d’anca post-traumatica nei più aggiornati ed autorevoli barèmes nazionali ed internazionali. Da tale analisi emerge una condivisa tendenza ad una semplificazione dei criteri di stima del danno, con prevalente, rinnovata considerazione dei reperti funzionali. Vengono altresì svolte plurime riflessioni in tema di danno da previsione legato alle successive riprotesizzazioni

    Medicina legale in allergologia: la prescrizione off-label.

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    Sono descritti i presupposti per l'uso off-label di prodotti farmaceutici e i possibili profili di responsabilità professionale da loro utilizzo

    Traumi dentali: ambiti valutativi di natura medico-legali. Incidenza del danno del dente permanente sulla validità del paziente.

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    La valutazione medico-legale del danno dentario permanente e la sua incidenza sulla qualità di vita del paziente

    Vizi dell consulenza e responsabilità professionale del CTU

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    Sono analizzati gli ordinari doveri procedurali del CTU e i vizi formali e procedurali che invalidano la relazione di consulenza tecnica

    Dichiarazioni anticipate di trattamento ed esigenze rianimatorie intra-operatorie

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    Sono prospetttati i confini etico-deontologici e giuridici entro cui possono essere ritenute recepibili le dichiarazioni anticipate di trattamento e/o delega

    Limiti di operatività dell'odontoiatra nei trattamenti di medicina estetica

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    Sono analizzati i limiti di operatività dell'odontoiatra con particolare riferimento ai trattamenti di natura estetica

    Il progetto e la verifica di sicurezza del sistema stradale

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    Lo studio propone un’analisi contestuale dei metodi di stima della misura della sicurezza stradale con approccio sistemico relativamente all’infrastruttura di rete TERN (Trans European Road Network), rispettivamente in gallerie di lunghezza superiore a 500 m (ex Direttiva Europea CE/2004/54, recepita in Italia con il D. Lgs. 264/2006) e nelle restanti tratte (ex Direttiva Europea CE/2008/96, recepita in Italia con il D. Lgs. 35/2011). Mentre le due citate norme impongono metodi di misura e strategie di intervento con riferimento al miglioramento della sicurezza degli utenti della strada, la Direttiva CE/2008/114 (recepita in Italia con il D. Lgs. 61/2011) impone l’adozione di analisi di rischio con riferimento alla continuità di funzione di collegamento garantita dalla strada in quanto Infrastruttura Critica (europea o nazionale). I metodi per l’analisi delle prestazioni di sicurezza indicati nelle tre fonti normative sono estremamente differenti, pur richiamando in tutti i casi il concetto di analisi del rischio. Nel caso dell’analisi della sicurezza delle gallerie di rete TERN, il D. Lgs. 264/2006 impone l’adozione di una Quantitative Risk Analysis, la cui ambizione modellistica non sembra corrispondere alla qualità delle valutazioni proposte in quasi 15 anni di esperienza applicativa, caratterizzate sia da difetti di stima sistematici che da scarsa informatività; nel caso dell’analisi della sicurezza stradale per le tratte restanti, l’approccio proposto dal D. Lgs. 35/2011 si basa su un metodo di giudizio esperto strutturato di consolidata efficacia; nel caso, infine, della richiesta analisi di continuità della funzione in quanto Infrastruttura Critica, il D. Lgs. 61/2011 non definisce metodi di riferimento applicabili, lasciando alla responsabilità dell’Operatore (Gestore) la scelta della procedura da adottare. Muovendo da una analisi di dettaglio delle tecniche di analisi di rischio consolidate, lo studio propone un metodo esperto (e cioè basato sull’esperienza disponibile) per l’implementazione di una Quantitative Risk Analysis (QRA) direttamente applicabile alle gallerie stradali, valorizzando le evidenze di migliore pratica ottenibili dal procedimento di giudizio esperto applicato alle tratte non in galleria e previste dal D. Lgs. 35/2011 e dalle Linee Guida del 2 maggio 2012; l’approccio proposto si basa: - sull’adozione di un criterio di campionamento dell’incidentalità di struttura individuando gruppi di strutture analoghe (per caratteristiche strutturali e di traffico verificate come significativamente correlate al fenomeno incidentale) per l’ottenimento di stime incidentali più robuste, - sull’adozione sistematica dei concetti e dei metodi di calcolo RAMS (reliability, availability, maintainability, safety) ex UNI EN 61508 per l’analisi della prestazione dei sottosistemi rilevanti, - sullo sviluppo di modelli dettagliati per l’analisi del flusso del pericolo, allo scopo di migliorare precisione dei risultati e informatività dell’analisi. Tale approccio si propone inoltre come adeguato, con opportune modifiche (sostituzione della variabile aleatoria danno con la variabile aleatoria indisponibilità), a restituire la stima dell’indisponibilità attesa di un collegamento stradale origine – destinazione e conforme, pertanto, a candidarsi come metodo utilizzabile per la redazione del Piano di Sicurezza dell’Operatore (Gestore) di Infrastruttura Critica. L’applicazione del metodo ad una galleria della tratta A23 Udine – Tarvisio ha infine consentito di verificare, con riferimento al particolare caso dell’analisi di rischio delle gallerie stradali, la rilevanza della prestazione di disponibilità associata ai sottosistemi condizionanti il flusso del pericolo, tra i quali risulta decisivo il contributo fornito dal sistema di interdizione all’accesso in galleria in caso di incendio o incidente coinvolgente materiale ADR, e l’opportunità di implementare, oltre alle previste misure di mitigazione in caso di incendio, anche le ordinarie misure di prevenzione incidentale utilmente adottate per l’incremento della sicurezza delle strade in genere e per l’incremento della sicurezza stradale secondo il D. Lgs. 35/2011 in particolare

    Problematiche medico-legali nella valutazione risarcitoria/indennitaria del danno alla persona da artroprotesi di ginocchio

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    Fatta una preliminare sintetica prospettazione dei maggiori fattori di ordine clinico e biomeccanico che informano la protesizzazione di ginocchio, si procede ad un’analisi comparativa dei più autorevoli ed aggiornati barèmes nazionali ed internazionali al fine di estrarne criteriologie e tassi di invalidità che possono valere alla formulazione di una rinnovata proposta valutativa. Da tale analisi emerge da un lato una discreta diversità di impostazione di metodi e parametri considerati, con variabilità del numero e della tipologia di criteri guida su cui è strutturata la stima del danno da artroprotesi di ginocchio e dall’altro una prospettazione di ranges percentuali di danno tra loro solo parzialmente sovrapponibili. Da ciò è parso utile proporre prime riflessioni in tema di elementi minimi da considerare per la valutazione della resa funzionale del dispositivo artroprotesico di ginocchio e, quindi, il tasso di ridotta efficienza fisica della persona, nonché dei tempi medi di recupero negli interventi primari e di revisione

    Chiarimenti e precisazioni: i CTU

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    Sono analizzati i limiti di operatività del perito e del consulente tecnico di ufficio
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