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Parole e immagini riflesse nei romanzi di Consolo.
Il saggio evidenzia l'originalità della sperimentazione stilistica di Consolo ed esamina la costruzione iconologica di due romanzi storici, "Il sorriso dell’ignoto marinaio" e "Lo spasimo di Palermo". L’adozione di una prospettiva iconica è la strategia retorica con cui lo scrittore siciliano formalizza
procedimenti di irradiazione metaforica e di correlazione analogica. L’intensità problematica dell’invenzione storica si dispone in una rete complessa di simmetrie e antitesi tra segni pittorici e narrativi, e si articola come flusso metonimico di immagini in grado di rifigurare materiali e forme del Romanzo moderno.The study highlights the originality of Consolo's stylistic experimentation and examines the iconological construction of two historical novels, "Ilsorriso dell'ignoto marinaio" and "Lo spasimo di Palermo". The adoption of an iconic perspective is the rhetorical strategy with which the Sicilian author formalizes techniques of metaphorical irradiation and analogical sequences. The problematic intensity of the historic invention is set out in a complex mesh of symmetries and antitheses among pictorial and narrative symbols, and is articulated as a metonymic flow of images that are able to show materials and forms of the modern novel
Il tragico senza catarsi: compagno segreto dei poeti del Novecento
The progressive decline of tragedy, as a literary genre, linked to the downfall of a philosophical framework of absolute values (both religious and not), activated a deep reflection about the origin and meaning of tragic. The collapse of the so-called “grande stile” produced expressive forms that rethought the agonistic tension, typical of the tragedy, towards an aesthetic of distance, away from the present, from Leopardi to Pasolini. This paper argues that, through 20th century, poetry has actually borne the functions of tragic, with a new significance. As an outsider, the poet develops critical gaze and negative thinking; he uses a metaphorical, non-mimetical language, able to challenge the order of speech. During the “anxious century”, poetry bears the task not only of thematizing tragical experiences (Ungaretti, Quasimodo, Montale, Sereni, Caproni, Luzi), but also and mainly of modulating a tragic sense without using the stylistic devices of ancient literature, and still being able to express mystery and clash
Il farmaco della memoria nel Paradiso degli Alberti di G.Gherardi da Prato.
The healing power of memory in ‘Paradiso degli Alberti’ by Gherardi
The weaving of the fabric of memory, including moments and recognizable figures of the past, and the development of an autobiographical discourse in a cognitive function are the vectors through which the narration of Paradiso degli Alberti moves. The notary from Prato conceives a work in which the perspective of memory has a dual function: both comfort to the existential loneliness of the writer - tied to the processes of political and cultural transformation taking place at the intersection between the end of the fourteenth century and the beginning of the fifteenth - and the attractive mask of an innovative and polycentric project. Narrative of the self and learned confabulations, plurality of voices of the characters and the narrator’s voice, direct relationship with the world and meta-textual reflections, become elements of a pleasant communication. The author’s cultural heritage takes on meaning and value thanks to an autobiographical filter through which passions and thoughts are seen. Individual experiences and memories become the subject of a narrative fiction, ranging from comforting sublimation and identification of doubts, plumbed with the sharp eye of the reader of Petrarca and Boccaccio, and with humanist awareness of the emotional and metaphorical meanings of writing
Finzioni e figure nelle Operette morali di Leopardi
Il libro evidenzia come le "Operette Morali" di Leopardi abbiano contribuito alla fondazione di una moderna scrittura fantastica e densa di riflessioni affidate a figure mitologiche o favole paradossali, un ordito di "sogni poetici e capricci malinconici". Le Operette leopardiane sono un singolare documento della leggerezza e della grazia con cui l’autore intreccia comico e tragico, narrazione e teatro. Una sorta di topografia fantastica di un sistema poetico che si muove tra critica serrata della Restaurazione e tensioni filosofiche, tra pienezza estetica ed erosione intellettiva di alcuni miti culturali del tempo. Finzioni con cui narrare della condizione umana tra sogni e finitudine, dei cortocircuiti tra bellezza ed enigma della natura, tra finito ed infinito. Figure del pensiero e favole del tempo capaci di filtrare, in variati 'décalages', radicali interrogazioni sull’esistenza e sulla scrittura. Per questa via si delineano i tratti significativi di uno stile fantastico e problematico in grado di esprimere incanti e disincanti
Chiaroscuri futuristi nelle Sintesi di Rosso di San Secondo.
Nel quadro delle profonde trasformazioni delle avanguardie primonovecentesche, l'articolo esamina modalità e strategie della nuova stagione teatrale italiana. Una retorica della mobilità e un vitale piacere di trasgressioni sembrano sostenere linguaggi e forme della Scena moderna. A ciò coopera uno statuto antimimetico entro cui si dispongono modi frammentari, discontinui e dinamici, capaci di esprimere una fenomenologia del molteplice. In tale processo è determinante tanto l'attività teorica e artistica dei futuristi, Marinetti, Settimelli e Corra in specie,(con originali asemblaggi di colori e segni verbali), quanto la ricerca sperimentale di Rosso di San Secondo. Significativo in tal nsenso un testo, le "Sintesi drammatiche" del 1911, in cui è possibile individuare l'opzione estetica per figurazioni oniriche,sequenze frammentate, linguaggi stranianti. Nelle "Sintesi" si afferma la messa in opera di tecniche derealizzanti con le quali riformulare il codice drammaturgico del naturalismo
Vincenzo Consolo. Tra romanzo ed antiromanzo negli ultimi decenni del Novecento.
La pluralità di forme testuali e di registri linguistici, nel laboratorio inventivo di Consolo,compone un tessuto sperimentale capace di erodere il codice mimetico del romanzo realista.La mistione di codici figurativi,poetici e teatrali -in specie della tragedia antica-, in tanti romanzi, sostiene una peculiare semiosi narrativa. Gli elementi più significativi risiedono in forme antiromanzesche e in uno stile metaforico denso di tensioni conoscitive
La novella dopo Boccaccio.
Il genere della novella, giunto con Boccaccio a prestigiosi esiti letterari, alla svolta dei secoli XIV e XV, presenta interessanti modificazioni di scrittura e struttura. L'adozione di un soggetto narrante, cui si annodano fili inventivi e stilistici nella fictio della cornice, una ratio testuale asimmetrica, mistione di lingua letteraria e esiti espressivistici, connotano il lavorio sperimentale in atto. Il discorso retorico regolato dall'auctor, il venir meno di locutori con
funzione oggettivante, modalità classiche epistola e confabulatio progressiva amplificazione e autonomia del narrato, cooperano alla trasformazione del genere. Si affermano nuove tipologie: spicciolate, novellieri-romanzo, raccolte di facezie, storie e lettere-novelle, sull'esempio della Griselda del Petrarca. La metamorfosi della novella, in più, riguardata a fronte dei coevi codici figurativi, offre la possibilità di individuare, in un gioco di rifrazioni e complicità, alcuni tratti fondanti del narrare moderno
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