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Espace public, biens publics et régulation administrative: quelques rèflexions introductives
I primi orientamenti della legislazione regionale in materia di assistenza sociale dopo la riforma del Titolo V
LE ISPEZIONI SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO
Negli ultimi anni i giudici amministrativi sono stati chiamati in misura
crescente a decidere su questioni relative all’inquinamento acustico. Anche in ambito nazionale è, quindi, ormai avvertita la necessità di contenere entro
stretti limiti questa forma di danneggiamento della salute umana e dell’ambiente che, a livello comunitario, è da tempo oggetto di politiche
finalizzate alla sua riduzione e controllo. Tra gli strumenti che il diritto
positivo prevede per questa finalità un ruolo rilevante è svolto da quelli atti a
verificare il grado di implementazione delle previsioni normative, che nel
diritto interno poggia sull’esercizio di attività di vigilanza con carattere
autoritativo. In particolare, le ispezioni condotte sulle imprese dalle autorità
ambientali regionali sono propedeutiche all’esercizio eventuale di una ulteriore funzione autoritativa esercitata dagli enti locali, mediante cui si può
disporre l’adozione di misure amministrative a carattere impeditivo o sanzionatorio attraverso lo strumento dell’ordinanza sindacale. In tale contesto, il contributo ricostruisce il quadro normativo che regola, nel diritto interno, l’esercizio della funzione ispettiva di vigilanza sull’inquinamento
acustico. Sono poi esaminate le previsioni che il diritto comunitario dedica
alle ispezioni ambientali e le norme recentemente adottate nel nostro
ordinamento in tema di controlli pubblici sulle imprese private. Infine, sono
riportati e discussi i principali orientamenti della recente giurisprudenza su
questioni connesse con l’esercizio dell’attività ispettiva di vigilanza. Si
conclude ponendo l’attenzione sulle criticità emerse, che si ritrovano anche
in altri ambiti materiali laddove si esercita la funzione ispettiva sulle imprese private. In primo luogo, manca nel diritto nazionale una normativa organica e unitaria in materia di ispezioni e da ciò deriva l’impossibilità individuare standard minimi uniformemente applicabili nei diversi settori. In secondo
luogo, l’articolazione delle attività ispettive genera elevati costi amministrativi per le imprese private e contrasta la tendenza alla riduzione degli oneri ed alla semplificazione delle procedure. Dovrebbe, quindi, essere razionalizzare l’organizzazione amministrativa del sistema ed individuare una cabina di regia a livello nazionale che armonizzi le regole a livello
regionale e locale e renda vincolanti i principi generali previsti dalle norme e dagli standard europei.In recent years, the administrative courts are increasingly called upon to
decide on matters relating to noise pollution. At the national level there is
now a need to keep noise within constricted limits as this is a form of
damage to human health and the environment. At the Community level, it
has already been the object of policies aimed at its reduction and control.
Besides the tools that the law provides for this purpose, a significant role is
played by those required to assess the degree of implementation of the
statutory provisions that the law is based on. This exercise is supported by
supervisory activities of authoritative nature. In particular, the inspections on
businesses carried out by the regional environmental authorities have the
possibility of a having a further authoritative function exercised by local
authorities by which they may dispose the adoption of administrative
measures or sanctions through unions. In this context, these contributions
construct the regulatory framework governing domestic law or the exercise
of the supervisory inspections on environmental noise. The forecasts that the
Community law dedicates to environmental inspections and standards
recently adopted in our system in terms of public controls on private
companies are also examined. Finally, the main decisions of recent law cases
on matters connected with the application of inspection supervision are
reported and discussed. It is concluded by focusing on the problems that
emerged, which are also found in other areas of law where the inspection
function is exerted on private companies. First, there is no comprehensive
legislation in national law which unifies inspection and hence the inability to
identify minimum standards uniformly applicable in different sectors.
Second, inspections generate high administrative costs for private companies
and counteract the tendency to the reduction of costs and the simplification
of procedures. Therefore, the administrative organization system should be
rationalized and a control should be identified at the national level to
harmonize the rules at regional and local level and make binding the general
principles laid down by the rules and European standards
Il lavoro interinale nelle pubbliche amministrazioni dopo la sigla dell’Accordo quadro: finalità ed ambiti di applicazione
L’école abandonnée ? Effets et conséquences de l’émergence sanitaire sur la garantie du droit à l’éducation
Il contributo esami gli elementi di criticità emersi nell'erogazione del servizio di istruzione ai diversi livelli durante l'emergenza sanitaria, evidenziando come la carenza di competenze adeguate nonché di infrastrutture informatiche abbia ampliato i divari territoriali e sociali nella fruizione del diritto fondamentale all'educazione
Dipendenti pubblici a tempo parziale ed esercizio della professione forense: le ultime parole della Corte Costituzionale
Servizi on line ed indicatori di qualità nella direttiva del 27 luglio 2005
La direttiva del 27 luglio 2005 reca disposizioni di indirizzo in tema di qualità dei servizi on line e di misurazione della soddisfazione degli utenti che usufruiscono di tali prestazioni. Il documento si inserisce nel complesso ed intricato sistema di fonti normative e regolamentari che, nel corso degli ultimi quindici anni, hanno cercato di disciplinare, incentivandolo, un uso ottimale delle tecnologie informatiche e telematiche da parte delle amministrazioni pubbliche. La direttiva, che presenta una rilevante connessione con il Codice dell'amministrazione digitale, contiene una nozione di servizi on line riconducibile esclusivamente alle attività che l’amministrazione svolge in favore dell’utenza e non verso se stessa. Si tratta di servizi in rete che rappresentano prestazioni finali rivolte direttamente agli utenti e consistano in attività di varia natura, riconducibili sia alla categoria dei servizi pubblici in senso proprio, sia a quella delle funzioni amministrative connotate dal ricorso a poteri autoritativo, sia ancora ad attività che possono essere considerate ausiliarie alle prime due categorie. Il tentativo di delimitare con certezza la misura di tale nozione ha la finalità di comprendere quali possano essere i principi generali applicabili allo svolgimento ed all’erogazione on line di queste attività. Tra questi, emerge in specie il principio di continuità il cui significato riguarda la necessità che i servizi siano prestati all’utenza in modo costante e regolare e, dunque, è la stessa dimensione “non fisica” della rete a consentire astrattamente una fruibilità pressoché permanente nell’erogazione attraverso gli uffici dell’amministrazione.
Si conclude sul fatto che la direttiva esaminata contiene diversi elementi di pregio, come ad esempio la definizione trasparente della nozione di servizi on line è associata alla classificazione delle medesime prestazioni secondo i criteri adottati nella scala E-Europe. Si pone però un richiamo al problema del grado di cogenza delle disposizioni contenute nel documento di indirizzo con riferimento alle disposizioni di settore. In particolare, non è chiaro in che modo le amministrazioni debbano coordinare le diverse fonti che si occupano di disciplinare i distinti profili trattati nella direttiva che, indicando norme tecniche generali, deve imprescindibilmente garantire un costante allineamento con le disposizioni tecniche più specificamente correlate alla disciplina dei sistemi informativi
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