1,721,172 research outputs found
Schistosomiasis-associated neoplasia (Rapid response - Letter to the Editor)
This is a Letter to the Editor commenting on an article by Dr D. Mazigo and coworkers, published in 2019 in BMJ Open
Seroepidemiological investigations against SARS-CoV-2, lessons from stranded cetaceans
This is a Letter to the Editor commenting on a "Perspective" article recently published in Science
CoViD-19, One Health e... dintorni
L’“Universal Medicina”, tanto cara ai nostri “Antichi Padri” e oggi denominata “One Health”, costituisce l’ennesimo esempio della straripante “anglofonizzazione” della nostra lingua e si traduce letteralmente in “Una Sola Salute”. Mediante tale concetto, che è al tempo stesso un fondamentale principio, si sottolinea l’indissolubile legame fra salute umana, salute animale e salute dell’ambiente, che sono reciprocamente interconnesse in quella
che viene altresì definita la “triangolazione uomo-animali-ambiente”. Ed è appunto in questo triangolo che andrebbero correttamente inquadrate le relazioni fra qualsivoglia agente patogeno, virale o di altra natura, ed il suo ospite, tanto più alla luce dell’inoppugnabile dato secondo cui oltre il 70% delle malattie infettive emergenti sarebbero causate da agenti a comprovato o sospetto potenziale zoonosico, vale a dire capaci di trasferirsi dagli animali all’uomo, attuando il cosiddetto “salto di specie”. Anche SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile della CoViD-19, non
costituirebbe un’eccezione alla sopra citata “regola”, avendo trovato per l’appunto la propria culla d’origine nei pipistrelli per passare successivamente
ad una specie “intermedia” e di lì all’uomo, avviando quella drammatica catena di contagi interumani che ha oramai causato un milione di casi d’infezione
e oltre 50.000 decessi su scala globale, 14.000 dei quali nel nostro Paese! Un recentissimo lavoro sperimentale riporta che i gatti sarebbero suscettibili
nei confronti dell’infezione da SARS-CoV-2, che dagli stessi potrebbe trasmettersi con una certa facilità ad altri felini, dal che si desume che il gatto potrebbe aver svolto il ruolo di “ospite intermedio”, acquisendo il virus dai pipistrelli per poi trasmetterlo all’uomo. Al momento attuale, è bene sottolinearlo,
questa è soltanto un’ipotesi, per confermare o confutare la quale servono ulteriori studi. Porre la giusta enfasi sul concetto di “una sola salute” si traduce in una parallela enfasi sull’altrettanto fondamentale concetto della collaborazione intersettoriale o, per meglio dire, della collaborazione multidisciplinare.
Mai come in questi tempi di CoViD-19, infatti, Medici e Veterinari (come il sottoscritto) sono chiamati a operare “in simbiosi” al fine di poter fornire risposte
“evidence-based” (anche e non solo) ai cruciali interrogativi sull’origine del virus SARS-CoV-2. Historia Magistra Vitae e, sulla scorta di questo imperituro viatico, andrebbe debitamente narrata al grande pubblico – come sono peraltro solito fare anche nei confronti dei miei Studenti nella lezione introduttiva
al mio Corso di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria – la lunga quanto affascinante Storia della Medicina Veterinaria. Le radici di noi Medici Veterinari sono fortemente compenetrate, infatti, con la storia delle malattie infettive, prima fra tutte la peste bovina, una grave ed altamente contagiosa
e diffusiva malattia che nel diciottesimo secolo falcidiava le mandrie del Vecchio Continente. La peste bovina, dichiarata ufficialmente eradica dal Pianeta nel 2011 a seguito dei grandi successi conseguiti attraverso le vaccinazioni di massa della popolazione bovina afro-asiatica, costituisce infatti la
“ragion storica” alla base della nascita delle Facoltà di Medicina Veterinaria, prima fra tutte quella di Lione, in Francia, seguita a ruota da quelle di Torino e Bologna. Quanto sopra – a fronte degli ulteriori, illuminanti esempi che si potrebbero fare – per sottolineare e ribadire il cruciale ed imprescindibile ruolo nonché la grande tradizione culturale che accreditano la Medicina Veterinaria Pubblica e, con essa, la ricerca scientifica in ambito di Sanità Pubblica Veterinaria quali primi attori, insieme ai Medici ed ai Ricercatori in campo biomedico (e non solo) nella complessa ed articolata gestione della pandemia da SARS-CoV-2. Questa rappresenta, in ultima analisi, l’ennesimo e quantomai drammatico esempio di un’emergenza sanitaria che trova origine nelle cosiddette “interfacce ecologiche” che mettono in reciproca connessione gli animali selvatici con quelli domestici e con l’uomo nel nostro “villaggio globale”
SARS-CoV-2, a spillover from animals to man, a spillback from man to animals and... what next?
This is a Letter to the Editor addressing the complex ecology and epidemiology of SARS-CoV-2 infection within the "One Health" framework
Virus-neuropilin-1 interaction and animal models of SARS-CoV-2 infection
This is a Letter to the Editor (e.Letter) commenting on an interesting article recently published in Science
CoViD -19, a pathologist's viewpoint
This is a Letter to the Editor offering comment to an article recently published in BMJ
Human Neuropathies: Clues from Dolphins
This is a short Commentary addressing the role played by dolphins as potentially useful comparative pathology models for the study of some human neuropathies
Testing for SARS-CoV-2 antibodies in Cetaceans
This is a Letter to the Editor (Rapid Response) commenting on an interesting article recently published in BMJ
Could dolphins be viable models for human brain disorders?
The present article deals with the potential utility of given cetacean (dolphin) neuropathies as "comparative pathology models" for their human disease "counterparts"
SARS-CoV-2, hypertension and ACE-inhibitors
This is a Letter to the Editor commenting an article recently published in BMJ
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