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    Current Challenges for the Protection of Refugees in Europe: An Introduction

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    In this introoduction, the author describes the evolving framework around the international protection of refugees, in the light of the UN-sponsored Global Compact and of the current debate on the reform of the Common European Asylum System. Afterwards, he introduces a Forum (presented in this Issue of Diritti umani e diritto internazionale) aimed at offering a critical appraisal of solutions recently adopted or proposed in the field of international protection and migration governance by the EU or its Member States. To this end, the main critical questions raised by such solutions are addressed, with the primary yardstick being the full implementation of international refugee law, of human rights law and of the EU principles as enshrined in the EU treaties, including the EU Charter of fundamental rights

    Individual right of access to justice and immunity of international organisations: an Italian perspective

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    La giurisprudenza italiana è stata spesso presa in considerazione dalla dottrina internazionalistica, italiana e straniera, per valutare l'esistenza o meno di regole consuetudinarie in tema di immunità delle organizzazioni internazionale dalla giurisdizione statale. L'articolo si propone di verificare criticamente il reale apporto della giurisprudenza più risalente (a cui si riferiscono i lavori classici in materia) e le indicazioni innovative che provengono dalle pronunce degli ultimi 15 anni. Un tema di particolare rilievo che viene indagato, in ragione della crescente attenzione riservatagli dalla dottrina, è quello del rapporto tra immunità dell'ente e diritto di accesso alla giustizia per il soggetto privato in lite con l'ente medesimo

    Le misure sulla ricollocazione dei richiedenti asilo adottate dall’Unione europea nel 2015: considerazioni critiche e prospettive

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    Sommario: Premessa - 1. La delimitazione dell’ambito di applicazione delle recenti decisioni e le potenziali ripercussioni sul conseguimento degli obiettivi perseguiti dal piano di ricollocazione - 2. La scarna disciplina della procedura per la realizzazione del trasferimento e la rilevanza del preambolo delle decisioni e del regolamento Dublino III - 3. L’obbligatorietà del piano di relocation per (tutti) gli Stati membri e le difficoltà emergenti dalla prima prassi applicativa - 4. Spunti per agevolare l’attuazione del piano di ricollocazione - 5. La riforma del regolamento Dublino III finalizzata ad inserire un meccanismo permanente di ricollocazione in situazioni di crisi: valutazioni de iure condendo - Considerazioni conclusiv

    Considerazioni critiche in tema di sistema di asilo dell’UE e condivisione degli oneri

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    SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Le linee guida del sistema di asilo dell’UE e le disarmonie applicative. – 3. Spunti per un diverso approccio fondato sulla ricorrenza di un collegamento effettivo tra richiedente asilo e Stato membro. – 4. I limiti della proposta di istituire un sistema di quote tra Stati membri. – 5. Mutuo riconoscimento delle decisioni positive di asilo e libertà di soggiorno per i titolari di protezione internazionale: una reale panacea? – 6. Prospettiv

    The poor implementation of the EU relocation scheme and the actions for annulment of Decision No 1601/2015: the margins for reaffirming the rule of law.

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    The Brief outlines the legal means available to the Commission and to Greece and Italy in order to react to the persistent refusal by some EU Member States to play their part in the relocation scheme adopted in 2015 by the Council of the EU under Article 78 (3) TFEU. Basic principles of EU law are called into question as a consequence of the legal challenge mounted against Decision No 1601/2015 by Slovakia and Hungary, and of the material behaviour of those and other Member States. At this stage, the Commission and the (supposedly) beneficiary States have no convenience in maintaining a passive or prudent position. Two possible paths are suggested: the first one suggests an initiative (in cooperation with the Council) in the current annulment procedures before the European Court of Justice (in order to speed up the procedure), while the second one evokes the commencement of a formal infringement procedure against some Member States, according to Article 258 or Article 259 TFEU

    Terrorist crimes and international co-operation: critical remarks on the definition and on the inclusion of terrorism in the category of international crimes

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    Notwithstanding the emphasis placed on the need for concerted international action to confront the problem of terrorism, positive international law is far from treating the issue of defining the criminal notion of terrorism coherently; the discussion of such a notion is being made hostage [sic!] to the abuse of the term ‘ terrorism ’ in the course of the debate and to the confusion between an empirical description of a phenomenon and its treatment under criminal law. Proposing a core definition approach, this article elaborates a notion based upon the basic rights of civilians and on the unacceptability of their violation by terrorist methods carried out by private organized groups. The definition proposed here, which does not recognize in the perpetrator’ s motivations any material relevance because of the overwhelming importance of the value infringed, is able to minimize the relevance of some abused arguments (such as state terrorism or the treatment of ‘ freedom fighters’ ), could quickly gain customary status and would prove useful in interpretation and in drafting exercises, both at international and national level. As for the inclusion of terrorism in the category of international crimes, it is submitted that two interpretive options are open: to consider the category of crimes against humanity as already able to embrace core terrorism; or to place the strong rationale underlying the stigmatization of terrorist crimes in the perspective of the gradual emerging of a discrete international crime of terrorism. National case law seems to point to the latter option, but the question does not appear settled: for this reason, the discussion regarding the prospect of an amendment to the ICC Statute expressly to include terrorist crimes continues to be of interest. An express inclusion could be useful to avoid doubts or discrepancies at national level and to solve some outstanding issues of the international community’s criminal policy

    La fase ascendente del processo decisionale dell’Unione europea e il ruolo dei parlamenti nazionali

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    Nella fase precedente l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l'articolo si propone di esaminare criticamente il ruolo svolto dai parlamenti nazionali durante la fase c.d. ascendente del processo legislativo dell'UE. Vi è una certa tendenza della dottrina a considerare affetto da deficit democratico tale processo (in quanto i parlamenti statali sarebbero poco o per nulla coinvolti e il parlamento europeo, dal canto suo, non sarebbe in grado di bilanciare tale emarginazione del livello parlamentare, rappresentativo dei cittadini): da qui vengono giustificate richieste di modifica del processo per inserire formalmente i parlamenti nazionali e dotarli di un ruolo di co-decisori, secondo formule variabili; oppure avanzate critiche dure al regime vigente e alle soluzioni contenute nel Trattato di Lisbona. L'articolo cerca di sfatare alcuni luoghi comuni sul c.d. deficit democratico e sulla presunta inevitabilità dell'emarginazione delle assemblee elettive statali. Viene evidenziato come spetti al circuito politico-istituzionale dei singoli Stati membri organizzare le proprie dinamiche interne affinché la posizione del singolo Stato, fatta valere nelle sedi europee, sia il frutto di una condivisione tra esecutivo e legislativo. Inoltre, l'articolo offre uno studio della prassi recente del parlamento italiano, da cui emerge come siano le stesse camere e i loro componenti a disinteressarsi degli affari europei e a non pretendere dal governo in carica una maggiore condivisione, come invece avviene in altri Stati membri

    Delinking Disembarkation and Assumption of Responsibility for Asylum Seekers: Proposal for an EU Pilot Project not Requiring an Amendment of the Dublin Regulation

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    Prof. Di Filippo participated on behalf of the International Institute of Humanitarian Law to the 2014 UNHCR Dialogue on Protection, held in Geneva on 10-11 December 2014 and devoted to the topic “Protection at Sea”. As a contribution to the debate, he presented a Position Paper on "Delinking Disembarkation and Assumption of Responsibility for Asylum Seekers: Proposal for an EU Pilot Project not Requiring an Amendment of the Dublin Regulation", which received a wide support during the debate and in follow-up discussions

    l codice visti e le proposte di riforma della Commissione: idee per una migliore salvaguardia dei princìpi tipici dello Stato di diritto

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    L’Unione europea ha avviato nel 2014 un procedimento di revisione della disciplina dei visti di corto periodo (una delle componenti principali del diritto UE dell’immigrazione regolare). Tale disciplina presenta svariati aspetti suscettibili di miglioramento o bisognosi di ripensamento. L’attenzione nel dibattito politico e nella società civile si concentra spesso sui c.d. visti umanitari. Il Policy Brief non tratta di questo argomento (pur rilevante), ma attira l’attenzione su altri aspetti che mettono in gioco i princìpi tipici dello Stato di diritto: la definizione dei requisiti per ottenere un visto (tra cui spicca la dimostrazione della volontà di non voler diventare un overstayer); la motivazione di un eventuale diniego; le procedure di ricorso in caso di diniego. Per ognuno di questi aspetti vengono suggerite soluzioni di carattere normativo e, in subordine, di carattere interpretativo e applicativo

    La libera circolazione dei cittadini comunitari e l’ordinamento italiano: (poche) luci e (molte) ombre nell’attuazione della Direttiva 2004/38/CE

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    SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. La centralita` della libera circolazione nel diritto comunitario e le evoluzioni determinate dal legislatore comunitario e dalla Corte di giustizia. — 3. La tendenza verso un rafforzamento della liberta` di circolazione: la cittadinanza dell’Unione europea e la direttiva 2004/38/CE. — 4. L’ingresso e il soggiorno inferiore a tre mesi: la formalita` della presentazione alle autorita` di polizia. — 5. Il soggiorno superiore a tre mesi e la questione del requisito di reddito. — 6. Il rafforzamento della protezione contro l’allontanamento in funzione del decorso del tempo: l’impostazione della direttiva e le questioni definitorie che solleva. — 7. Segue: ordine pubblico e pubblica sicurezza secondo la legislazione italiana. — 8. Le garanzie di ordine formale relative alla motivazione e al pieno sindacato giurisdizionale. — 9. Osservazioni conclusive
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