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    The Fascist Ruling Class. A Geography of Power between Centre and Periphery

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    How did the fascist ruling class consolidate? From which parts of the country did the new notables of the regime come? What was their geographical, age and cultural background? The essay aims to answer these questions by analysing in particular the list of general secretaries of the National Fascist Party, the federal secretaries of the provinces and the prefects

    La guerra civile del fascismo

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    Between 1919 and 1922, Italy was shaken by a high degree of social and political violence. Especially from the end of 1920, a significant part of this violence was dispensed by fascist squads. Can that period be called a civil war? What weight did that experience have in fascism's conquest of power? What memory did the fascists retain of that violence when they represented themselves as guardians of order

    Dimenticare il Balkan. La distruzione del Narodni Dom di Trieste nelle rielaborazioni fasciste (1921-1941)

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    On July 13th 1920, in Trieste, the fascists destroyed a building known as «Balkan», an outpost of the Slovenian community. This essay studies the symbolic legacy of that assault, as it was one of the first fascist squads actions in Italy. The memory of the «Balkan» is analysed through its connections with important squads leaders’ careers, the effects of Trieste’s urban expansion and the fascist cult of the fallen «squadristi». The timeline of this study stretches until the Second World War, when the fascists attack on the Slovenian and Croatian population hit a new peak

    Studiare la rivoluzione. Giorgio Alberto Chiurco e le narrazioni fasciste dello squadrismo

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    Fascists have often studied the origins of the movement and the history of the conquest of power. Among these productions, somewhere between historical reconstruction, propaganda and memoirs, the ‘Storia della rivoluzione fascista’, written by Giorgio Alberto Chiurco in 1929, stands out. The essay studies the genesis of this book written for the tenth anniversary of the founding of the Fasci di comattiment

    Farinacci. Il radicalismo fascista al potere

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    Il libro ripercorre la biografia politica di Roberto Farinacci, leader dell'intransigentismo fascista, dagli anni dell'interventismo alla morte, avvenuta nel 1945. Vengono messi in luce i principali momenti della carriera del ras di Cremona, dagli anni dello squadrismo, che nella sua provincia fu tra i più violenti in Italia, all'ascesa politica che lo protò, nel 1924, ad assumere la guida del Partito nazionale fascista. Il testo sottolinea molto la capacità di Farinacci di penetrare nel "fascismo regime" attraverso fitti contatti con l'establishment economico e finanziario d'Italia. Questa capacità, si sostiene gli permise di sopravvivere politicamente ai duri contrasti col duce sopravvenuto nel periodo 1925-1934. La carriera di Farinacci viene poi seguita negli anni della produzione antisemita, della retorioca filo-nazista e dell'ingresso in guerra dell'Italia, che lo videro nuovamente protagonista indiscusso della politica fascista

    Fascismo radicale e fascismo conservatore. Il caso Alfredo Cucco

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    How was radical fascism consolidated in Palermo, i.e. in a provincial reality where there had been no squadrism and where, therefore, a fascist ruling class, let alone a radical one, had not been formed immediately? The essay attempts to answer this question by following the political biography of Alfredo Cucco, the leader of Fascism in Palermo who, as a former nationalist, joined the intransigent current of the Fascist part

    AMMINISTRATORI IN CAMICIA NERA. LA SELEZIONE DEI PODESTÀ NELLA PROVINCIA DI PALERMO (1931-1943)

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    Il saggio ricostruisce le modalità con cui vennero selezionati i podestà per la provincia di Palermo nel periodo compreso fra il 1931 e il 1943. Nella continua dialettica tra centro e periferia i prefetti ebbero il difficile compito di stilare un continuo elenco di “nominabili” che potessero rispondere alle esigenze imposte dal centro. Si trattò di un processo complesso fatto di continue contrattazioni in cui si evidenziò un sempre maggior peso del Pnf provinciale. In ultima istanza, si nota come la teoria che vuole un partito sconfitto su scala nazionale già dai tardi anni trenta vada in questo caso rivista poiché, specie negli ultimi anni del regime, anche i podestà furono sempre più soggetti al controllo dei segretari dei fasci e dovettero rispondere a esigenze politiche più che amministrative

    Mafia e nuova politica fascista

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    il saggio si prefigge di ricostruire i legami tra mafia e politica nella provina di palermo negli anni venti. In particolare, si sottolinea come l'organizzazione criminale non fosse compatta ma molto duttile e composta da gruppi che spesso si mossero in modo autonomo. Vengono presi in esame alcuni casi specifici della provincia e viene focalizzata soprattutto la campagna elettorale del 1924, quando il prefetto di Palermo cercò alleanze con gruppi criminali preesistenti per garantire un adeguato sostegno elettorale alla Lista nazionale, considerata debole per la scarsa diffusione del fascismo in provinci
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