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    The Cold War and Socialist Identity: The Socialist International and the Italian ‘Communist Question’ in the 1970s

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    Coming about in a phase of renewal and electoral success for the European socialist parties, the rise of the Italian Communist Party in the 1970s elicited differentiated reactions within the Socialist International. While providing an account of the transnational socialist debate on Italian Eurocommunism, this article suggests to understand it in the context of a wider discussion on the political identity and aims of the European left. Divisions on the new ‘communist question’ amongst the socialist movement mirrored the divergent opinions on how to react to the changes that were taking place in European economics and society, as well as in the international system

    I comunisti italiani e la sinistra europea: Il PCI e i rapporti con le socialdemocrazie (1964-1984)

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    L’Italia è l’unico paese occidentale dove il rappresentante principale della sinistra, per tutta la durata della Guerra fredda, è stato un partito comunista. Per quanto “anomala”, tuttavia, la sinistra italiana agiva in un contesto europeo e internazionale di relazioni e influenze. Basato su una vasta raccolta di fonti archivistiche in Italia e all’estero, questo libro ricostruisce per la prima volta la rete di rapporti intessuta dal PCI con le maggiori socialdemocrazie europee a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Sono analizzati così il tentativo del PCI di allargare i propri riferimenti internazionali e la propria cultura politica, ma anche i limiti di questo impegno e le contraddizioni che esso aprì nel partito, i contenuti del dialogo con i partiti socialdemocratici e i giudizi e le iniziative di questi ultimi nei confronti dell’Italia e della sinistra italiana. Il percorso del Partito comunista italiano è riesaminato alla luce di una storia più ampia, che riguarda le relazioni internazionali negli anni della Guerra fredda e il principio della crisi del comunismo; la trasformazione degli equilibri economici e politici dell’Europa occidentale, con la fine dell’«età dell’oro» del capitalismo, e la sfida che essa pose a tutte le sinistre; lo sviluppo, i cambiamenti e l’eredità dell’internazionalismo e dell’azione europea di comunisti e socialdemocratici

    Hizballāh and Lebanese Nationalism: The muqāwamah Proposal, Limits and Perimeters

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    In this paper, an attempt was made to understand whether the ideological proposal of the muqāwamah (Islamic resistance), advanced by izballāh from 1982 until the present day, can be considered as a national value that is valid not only for the Shia community, but also for other communities, such as Christian or Sunni. In this paper, an attempt was made to understand whether the ideological proposal of the muqāwamah, advanced by izballāh from 1982 until the present day, can be considered as a national value that is valid not only for the Shia community, but also for other communities, such as Christian or Sunni

    Islam politico e Guerra fredda: alternative islamiste in Iraq e Libano (1967-1991)

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    This article seeks to evaluate the impact of Cold War strategies and superpowers initiative in the Middle East with a particular reference on the evolution of political Islam. Based on a storiographical analysis, the article also focuses its attention on two particular cases of the Shia social and political thought (the Lebanese Hezbollah and Muhammad Baqir al-Sadr writings) in order to show how these two particular expressions of the Islamic political thought have been influenced by the Cold War and what was their positioning in this regards. In the first paragraph a particular attention is dedicated to the applicability of Cold War paradigm to the Middle East and in this sense, by using Halliday words, we evaluated its qualified and limited impact on the region. Secondly, on the basis of this analysis, we propose the evolution of the aforementioned cases, by relying on Arabic texts and primary sources

    Tra Guerra civile internazionale e distensione. I comunisti italiani, la Guerra fredda in Europa e l’Ostpolitik

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    L’articolo investiga un episodio della politica estera del Partito comunista italiano negli anni della guerra fredda, l’avvio di un dialogo con la socialdemocrazia tedesca alla fine degli anni Sessanta del Novecento. L’ipotesi interpretativa dalla quale prende le mosse è quella di utilizzare la nozione di «guerra civile internazionale» – proposta in passato da Raymond Aron – per dare conto dell’intreccio fra politica di potenza e diffusione transnazionale delle ideologie che definisce, nel periodo in questione, l’influenza del confronto globale fra Stati Uniti e Unione Sovietica sulla vita politica dei paesi europei. Si segue dunque lo sviluppo all’interno del Partito comunista italiano di una linea di contestazione di questo ordine europeo della guerra fredda fondato su divisione del continente e limitazione delle opzioni politiche interne. Su questa linea il PCI incontrò alla fne degli anni Sessanta l’elaborazione che, autonomamente e partendo da presupposti del tutto differenti, una parte del gruppo dirigente della socialdemocrazia tedesca stava portando avanti con l’obiettivo di una ricollocazione della questione nazionale tedesca nel contesto europeo. Dall’incontro fra questi due progetti nacque una collaborazione significativa, la quale, anche se di breve durata, lasciò tracce non trascurabili – sul PCI in primo luogo, e sui rapporti fra socialdemocratici e comunisti nell’Europa della guerra fredda in generale. Di quel disegno italiano di contestazione dell’ordine internazionale, tuttavia, vengono esaminate con attenzione le ambiguità, le incongruenze e gli aspetti velleitari, che chiariscono la persistenza del paradigma della “guerra civile internazionale” anche nei periodi di “distensione” – fra le grandi potenze e nel quadro europeo

    Enrico Berlinguer e la sinistra europea

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    This paper focuses on Enrico Berlinguer’s relations with the parties of the non-communist European Left and on the main historiographical issues on this topic. The paper stresses the importance to eschew any teleological interpretation of the “evolution” of the Italian Communist Party in the years of Berlinguer’s leadership, and explains why the Italian Communist Party history should be considered an aspect of an entangled history of the Left in a crucial time of transformation for European politics and society. In this respect, special consideration is given to the impact of the 1970s’ “shock of the global” and to the implications this focus may have for renewing the historical reflection on both Italian communism and the European Left
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