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L'utilizzo di alcool in adolescenza tra aspettative e compiti evolutivi
In letteratura (Maggiolini A.,et al.,2004) è presente un accordo nel considerare la fase dell’adolescenza come un momento di transizione caratterizzato da profondi cambiamenti interni e nel rapporto con lo spazio sociale. I compiti evolutivi, che caratterizzano questa fase, sono fortemente influenzati dal periodo storico e socio-culturale in cui l’adolescente si trova a vivere. Nel contesto odierno, il processo di risimbolizzazione del Sé e di soggettivazione della propria identità pone gli adolescenti di fronte ad una complessità e molteplicità di prospettive che se da un lato offrono la possibilità di avere di fronte originali e molteplici strade di costruzione del proprio sé, dall’altro mettono a rischio di una maggiore vulnerabilità. Nello specifico, per poter gestire determinati processi che caratterizzano alcuni compiti evolutivi, gli adolescenti possono andare alla ricerca di regolatori esistenziali chimici o comportamentali (Di Blasi M., 2003) che divengono sostentamento visibile e tangibile al proprio percorso individuale e collettivo: tra questi ricordiamo l’uso di alcool. Come confermato dai dati di un’indagine da noi condotta, sembra esistere tra gli adolescenti una relazione fra uso di alcool, aspettative e costruzione dell’identità sociale. L’utilizzo di alcool in adolescenza è spesso considerato segno di ribellione e rivendicazione di indipendenza, tuttavia, “l’ampia diffusione del consumo porta a ritenere che l’utilizzo di alcool sia diventato, un aspetto, fra gli altri, della costruzione dell’identità” (Maggiolini A. et al., 2004), normalmente accettato ed incoraggiato all’interno dei gruppi sociali, indipendentemente dal bisogno di rischio e trasgressività. Il concetto di aspettative e uso di alcol, ampiamente studiato in letteratura, (ViK P.W., et al.,1999) indica che le aspettative e le credenze connesse influenzano i comportamenti relativi al bere. Alla luce del nostro studio sembra che le aspettative connesse al consumo di alcol svolgano una funzione sintonica ai compiti di sviluppo rispetto alla costruzione dell’identità e dei ruoli sociali.Adolescence can be regarded as a period of transition characterized by developmental tasks and intrapsychic such as interpersonal modifications. These changes are influenced by historical and socio-cultural variables.
These several identity changes may represent specific risk and vulnerability factors during adolescence. Adolescents could use a lot of chemical and behavioral regulators (Di Blasi M., 2003) in order to manage development processes, such as alcohol consumption.
Our results suggest a relationship between alcohol use, alcohol effect expectancies and social identity. This finding is in line with literature that highlight that expectancies and believes influence drinking behaviors among adolescents
Francesco Paolo Di Blasi contro le disuguaglianze sociali
Francesco Paolo Di Blasi, distintosi nel 1778 con la "Dissertazione sopra l’Egualità, e la Disugguaglianza degli Uomini in riguardo alla loro Felicità", apparsa negli «Opuscoli di Autori Siciliani». Tra le opere del Di Blasi, sono da menzionare il "Saggio sopra la legislazione della Sicilia" del 1790 e i due volumi delle "Prammatiche del Regno di Sicilia, dal 1339 al 1579", date alle stampe negli anni 1791 e 1793. Di origini nobiliari, Francesco Paolo Di Blasi, negli ultimi anni di vita, si distinse per avere organizzato un moto rivoluzionario, con l’obiettivo di instaurare in Sicilia uno Stato repubblicano. Sulla scia della rivoluzione francese del 1789, anticipò la stessa rivoluzione giacobina di Napoli attuata nel 1799. Le cronache del tempo ci ricordano il fallimento di tale moto rivoluzionario promosso dal Di Blasi; questi, il 18 maggio del 1795, fu condannato a morte; la pena capitale fu eseguita il 20 maggio del 1795 nel piano di santa Teresa (oggi piazza Indipendenza) a Palermo.
La "Dissertazione sopra l’Egualità, e la Disugguaglianza degli Uomini
in riguardo alla loro Felicità" di Francesco Paolo Di Blasi è da porre
a confronto con il "Discorso sull’origine e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini" di Jean-Jacques Rousseau, per cui ribadire che la Sicilia (con a capo Palermo), nel corso del secolo XVIII, si trova inserita a pieno titolo nell’ambito della cultura europea non può risultare un’affermazione troppo impegnativa
Il secolo breve di San Mango sul Calore e il terremoto del 23 novembre 1980
Si tratta di una raccolta di studi e interventi sulla vicenda novecentesca di San Mango sul Calore (Avellino) centro devastato dal terremoto del 23 novembre 1980 e in seguito ricostruito. Il volume propone una riflessione storica che si apre a considerazioni di taglio storico-linguistico sulla sorte del dialetto e del lessico dialettale in un contesto demografcio profondamente colpito dal disastro sismico in coincidenza di quella che si è presentata come una imprevista accelerazione della storia. Il libro contiene il saggio di Nicola de Blasi, La frattura della storia (pp. 13-96)
Achille Mauri, Caterina Medici di Brono, a cura di M. DE BLASI, Officina Libraria, Roma, 2022
Caterina Medici di Brono è un romanzo di Achille Mauri uscito a puntate
sull’Indicatore lombardo nel 1829 e poi nel 1831 in volume.
L’autore descrive la vita di Caterina rendendola un’eroina da romanzo, le
cui vicende si intrecciano con la storia di Milan
Dispatrie lettere. Di Blasi, Leopardi, Collodi: letterature e identità nazionali
L’aggettivo ‘italiana’, per la nostra letteratura, è stato (e in parte è ancora) ben più che un attributo denotativo, essendole stata assegnata dalle classi dirigenti e dal ceto intellettuale egemone, gia all’indomani dell’unità d’Italia, quella funzione determinante e centrale nella costruzione dell’identità nazionale che ha influito non poco sulle sue interpretazioni e sulla sua trasmissione. Una funzione identitaria non dissimile da quella attribuita alla letteratura nazionale, inoltre, è stata imposta alla produzione narrativa e lirica della Sicilia della Nuova Italia.
Anche sulla scorta di queste premesse si è analizzata, in queste pagine, la figura e l’opera dell’illuminista palermitano Francesco Paolo Di Blasi, si è riletta l’operetta morale Il Parini ovvero della gloria per una rivalutazione del Leopardi teorico della letteratura e critico della cultura, si è provato a verificare la fondatezza di un’interpretazione delle Avventure di Pinocchio quale paradigma dell’italianità, si sono formulate alcune ipotesi sulla ricezione del canone siciliano e sulla letteratura coloniale italiana.
Prendendo in prestito un’efficace neologismo coniato da Luigi Meneghello, è forse possibile ripensare «dispatrie» le nostre lettere, per provare a liberarle dai gravami che ne hanno condizionato la ricezione, nonché per cominciare a riflettere sull’‘invenzione’ della nostra tradizione letteraria
Sanzio Blasi
Attraverso l'esame delle opere plastiche è ricostruito il percorso di vita e di carriera di Sanzio Blasi, scultore anconetano attivo dagli anni trenta del secolo scorso agli anni sessanta con esiti, anche a livello internazionale, di rilievo. All'artista, che ottenne numerosi riconoscimenti in mostre e esposizioni d'importanza, si riconoscono le radici della sua cultura, cresciuta sullo studio dell'antico e l'attenzione per quanto del contemporaneo
Cooperazione allo sviluppo e giustizia socio spaziale: il ruolo delle ong italiane nei processi di riequilibrio
DI BLASI A. (a cura di) Geografia dialogo tra generazioni, Atti del XXIX Congresso Geografico Italian
Identità e omofobia in Cosa Nostra: un contributo gruppoanalitico soggettuale
contribution proposes some reflections on identity, sexuality and homophobia in Mafia contexts. The studies on Mafia psychology have allowed so far to highlight how weak is the identity of people belonging to Mafia criminal organizations and the impossibility to conceive diversity in whatever form it presents itself. Homosexuality in particular represents in these contexts the terrifying fear of otherness and the dread of losing control of the impenetrable rigidity Mafia identity is based on.By using fragments of interviews to justice collaborators, the article highlights that what a man of mafia is really scared of is the essential experience of erotic possession (no matter whether heterosexual or homosexual). Each relationship that, like love, requires ability to get lost in the encounter with the other, terrifies the Mafia man who reacts to this threat of possession with the most primitive weapons of defense: submission and annihilation. The authors look at homophobia from a theoretical subjectual group-analysis perspective, which integrates both emotional, and cognitive and socio-cultural aspects
Terapia di gruppo in setting comunitario per pazienti con disturbo da uso di sostanze (DUS): un contributo di ricerca
La terapia di gruppo è considerata uno dei trattamenti elettivi per i DUS, trovando ampio utilizzo nei setting ambulatoriali e residenziali statunitensi e anglosassoni. Nonostante ciò si registrano significative lacune rispetto alla valutazione dell’efficacia delle psicoterapie di gruppo, soprattutto di matrice psicodinamica. Il presente contributo di ricerca propone un’analisi dell’andamento della coesione e dei fattori terapeutici nell’arco di un anno all’interno di un gruppo psicoterapeutico slow-open in setting comunitario per pazienti DUS. Il gruppo di matrice fenomenologico-esistenziale ha coinvolto 28 pazienti che si sono alternati in funzione dei nuovi ingressi e delle uscite (completamento o drop out). Gli strumenti utilizzati sono la Group/Leader Cohesion Scale (GLCS) e la Therapeutic Group Interaction Factors Scale (TGIF); la cadenza delle somministrazioni è stata la seguente: sedute alternate per il GLMCS e ogni seduta per il TGIF. I risultati indicano livelli elevati di coesione rispetto al gruppo e al terapeuta malgrado le turbolenze istituzionali che attraversano la matrice gruppale (drop out, nuovi ingressi, interruzioni); rispetto ai fattori terapeutici, quelli maggiormente attivi sembrano essere Informazione, Fattori Esistenziali, Universalità, Apprendimento Interpersonale. I risultati appaiono in linea con la ricerca empirica che considera la coesione un costrutto particolarmente rilevante nel predire l’esito positivo delle terapie di gruppo
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