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L'utilizzabilità contra reum delle dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio da persona residente all'estero
Il contributo affronta la delicata questione della utilizzabilità nel processo penale delle dichiarazioni rese, nella fase preliminare, da persone residenti all'estero e non comparse in dibattimento
La motivazione del provvedimento applicativo
Il contributo offre un commento alle modifiche apportate alla disciplina del provvedimento applicativo delle misure cautelari personali dalla legge n. 47 del 16 aprile 201
Il sovraffollamento carcerario e l'ultimatum di Strasburgo
Il contributo analizza le molteplici cause che hanno contribuito a determinare il grave fenomeno del sovraffollamento carcerario. Particolare attenzione è riservata all'abuso della custodia cautelare in carcer
Verità, confessione e meccanismi sanzionatori nelle tecnologie del potere
Prendendo le mosse dalla riflessione del filosofo Michel Foucault in ordine ai rapporti intercorrenti tra pratiche punitive, costruzione della società e nascita dell'individuo moderno, il contributo si sofferma sul ruolo della verità all'interno del processo penale e della confessione, strumento privilegiato di conoscenza e di legittimazione della decisione e del conseguente esercizio del potere punitivo
OBBLIGO DI MOTIVARE LA SENTENZ ADI PATTEGGIAMENTO IN ORDINE ALL'ATTENUANTE DEL RISARCIMENTO DEL DANNO
ADDEBITO PENALE PRELIMINARE E CONSAPEVOLEZZA DIFENSIVA
Il volume affronta il difficile rapporto di strumentalità tra conoscenza dell'addebito e diritto di difesa nella fase delle indagini preliminari. In questa specifica prospettiva, il lavoro evidenzia come, nonostante il riconoscimento costituzionale del diritto ad essere informato, nel più breve tempo possibile, della natura e dei motivi dell'accusa, le previsioni normative non sembrano affatto avere assecondato le affermazioni di valore circa il diritto alla conoscenza dell'addebito e la stessa prassi giudiziaria appare spesso condizionata da logiche diametralmente opposte a quelle cui i nuovi canoni costituzionali sembrano ispirarsi.In particolare, ritardi nella iscrizione della notizia di reato e abuso della fluidità dell'addebito, si rivelano gli abituali terreni di coltura in cui germinano condotte del p.m. suscettibili di compromettere le esigenze conoscitive dell'indagato. Sotto il primo profilo, vengono in rilievo i molteplici escamotages dilatori rappresentati dalla tardiva iscrizione della notizia di reato. Sotto il secondo profilo, prassi elusive del dovere di compiuta formulazione dell'ipotesi accusatoria, agevolate da un quadro investigativo ancora in fieri, favoriscono il ricorso ad un uso distorto dei meccanismi di perfezionamento dell'addebito. Fenomeno fisiologico in un sistema in cui l'esercizio dell'azione penale è collocato all'esito di indagini tendenzialmente complete, l'instabilità che connota l'addebito provvisorio assume carattere patologico laddove sia riconducibile ad una consapevole incompiutezza o genericità del fatto originariamente contestato o ad una voluta erroneità dello stesso. Gli effetti distorsivi di simili prassi applicative si ripercuotono, da un lato, sulla correttezza epistemologica di un accertamento che risulta pregiudicato dalla continua evoluzione del suo oggetto e, dall'altro lato, sullo stesso diritto di difesa dell'indagato, al quale è pregiudicata la possibilità di una corretta conoscenza dell'addebito in ordine al quale difendersi.[...
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