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    Alimentazione e salute nell'area adriatico-alpina (secoli XIV-XV)

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    Il presente lavoro è focalizzato sugli usi alimentari nell’area del patriarcato di Aquileia (attuale Friuli, Slovenia e aree vicine), sulle loro relazioni con le risorse del territorio e sul loro rapporto con le conoscenze mediche dell’epoca. L’obiettivo era di indagare non tanto le conoscenze teoriche, quanto di verificare la penetrazione di tali conoscenze nella società, almeno nei suoi strati elevati, e di accertare se la diffusione di consumi alimentari fosse influenzata dal sapere medico. Motivazioni a tutela della salute pubblica sono alla base delle norme degli statuti comunali cittadini che regolamentavano l’afflusso e la vendita dei generi alimentari sul mercato cittadino. Indicazioni molto interessanti sono venute dall’analisi di testi assai peculiari, come le prescrizioni contenute nel consilium redatto dal medico Geremia Simeoni per il Luogotenente della patria del Friuli Zaccaria Trevisan e soprattutto nel Libro di ser Nicolò de Portis, un nobile friulano che ricopiò in suo quaderno consigli medici, ricette e prescrizioni utili in caso di malattia, regole dietetiche, proprietà e controindicazioni di ciascun alimento. Queste informazioni sono state messe a confronto con le descrizioni di banchetti a cui partecipò Paolo Santonino nel corso di una visita pastorale in Carinzia, Stiria e Carniola. E’ stato messo in luce come la successione delle portate - in particolare l’alternanza della carne e del pesce - e i loro modi di cottura rispondessero alle indicazioni derivanti dalla ‘teoria degli umori’. This paper focuses on the eating habits in the Patriarchate of Aquileia (nowadays Friuli, Slovenia and nearby areas), on their relationship with local resources and their connections with the medical knowledge of the time. The goal is not to examine the theoretical cognitions of the time, but to verify the penetration of such knowledge in society, or at least in the upper classes, and to determine whether food consumption was influenced by medical knowledge. The goal of the rules established by the municipal statutes that regulated the flow and the sale of food in market towns was the protection of public health. The examination of peculiar texts – such as the prescriptions contained in the ‘consilium’ written by the physician Jeremiah Simeoni for the Lieutenant of the Patria of Friuli Zaccaria Trevisan and in the Book of Ser Nicholas de Portis, a nobleman from Friuli who copied in his notebook medical advices, recipes and prescriptions which were useful in case of illness, dietary rules, properties and contraindications of each food, helped to gather noteworthy elements and significant material which was then read in the light of the descriptions of banquets attended by Paolo Santonino during his pastoral visit to Carinthia, Styria and Carniola. The essay also explains how the different courses which were served – particularly the alternation of meat and fish – and their cooking methods fulfilled the requirements of the ’theory of humors’

    “Ad finem vincendi et habendi civitatem per viam obsidionis stricte et continuos stimulos”. L’assedio di Trieste del 1368-69, in Città sotto assedio (Italia, secoli XIII-XV), a cura di D. Degrassi e G.M. Varanini

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    Nel 1368-69 Trieste subì, ad opera dei veneziani, un assedio che si protrasse per quasi un anno, al termine del quale la città non si arrese per fame, ma a seguito di una battaglia nella quale le forze austriache, che erano venute in aiuto dei triestini, vennero sconfitte. L’assedio viene ricostruito sulla base delle cronache - in gran parte veneziane - che tramandarono la memoria di questi eventi e soprattutto sulla scorta di un carteggio intercorso tra il doge Andrea Contarini e il comandante delle truppe veneziane attestate sotto le mura di Trieste, Domenico Michiel. Si tratta di una fonte assai poco consueta, che fornisce una grande quantità di informazioni riguardo la conduzione di un assedio, ma anche le difficoltà a cui l’esercito assediante va incontro. Il confronto tra questa fonte inintenzionale e le cronache relative all’evento permette di verificare attraverso quali meccanismi di selezione e attraverso quali processi di elaborazione vengano identificati e presentati nelle narrazioni storiche gli elementi da tramandare alla memoria dei posteri - da far diventare storia, insomma - e quale significato venga ad essi attribuito. Una breve trattazione, infine, riguarda la discussione che si accese a Trieste tra Otto e Novecento proprio su questi eventi così lontani nel tempo, che avevano però segnato l’inizio dell’appartenenza statuale della città all’ambito asburgico piuttosto che a quello veneziano. Si è voluto così portare l’attenzione sul fatto che il rapporto tra una società ed il suo passato non è qualcosa di definitivo e chiuso una volta per tutte, ma può subire letture diverse a seconda delle contingenze e delle sensibilità culturali che di volta in volta si sviluppano in essa. In appendice al saggio è stata presentata una scelta di fonti relative all’assedio

    Alte e basse terre: il settore orientale delle Alpi nel medioevo

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    The relation between high- and lowlands depends not only on morphological and environmental features, but also on the way human communities experience it. Accordingly, the paper analyses the southern slopes of the Eastern Alps from the 5th to the 15th century. In the early Middle Ages, as a result of climate and social changes, life became tough in plains and valleys, while the highlands gained in importance. With the new Millennium, the mountain areas evolved and so did their relationship with the plains. Trans-Alpine traffic expanded further, and crossing the mountains was organised in well-articulated stages between Gemona and Villach, which stood at the two ends of the journey. Mountain dwellers were involved in support activities for the movement of people and goods. First, they provided food and shelter for travellers; secondly, they supplied beasts of burden for goods transport, and served as guides and caravan drivers. The mountain resources – timber, minerals, livestock – covered mostly the needs of the great, distant city, Venice. After Venice conquered the Pariarchate of Aquileia (1420) the eastern mountain chain became the border area of the outskirts of the Venetian Dominion
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