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    Per un manifesto dei prosumer: lavoro gratuito e consumo produttivo

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    I processi digitalizzazione intesi come paradigmi di una realtà in transizione impongono la necessità di costruzione di un manifesto dei prosumer che superi la tradizionale dicotomia dell'ibrido produzione e consumo, in un'ottica orientata alla crescita sostenibile sia in termini sociali che economici

    Essere prosumer nella società digitale. Produzione e consumo tra atomi e bit.

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    Solo parzialmente siamo consapevoli di essere al contempo ingranaggi e motori di un complesso meccanismo di creazione del valore, volontariamente o forzatamente applichiamo conoscenze e abilità affinché il processo di produzione e di consumo si realizzi secondo le nostre e le altrui aspettative. La crescente digitalizzazione di prodotti e servizi, così come di molteplici aspetti del vivere contemporaneo, muta il rapporto tra consumo e produzione e tra consumatore e produttore, al punto che la distinzione netta dei due concetti e dei due ruoli tende a perdere di senso. Entrambi sono infatti considerabili come sottocategorie estreme del concetto di prosumerismo e del ruolo del prosumer, costituenti il paradigma interpretativo di una realtà in transizione. Il fenomeno del prosumerismo nella società digitale diviene sempre più diffuso e pervasivo, pur non trattandosi di un fenomeno storicamente nuovo, presenta caratteristiche specifiche nella società globale, in rete e nella sfera dei consumi. Obiettivo del volume è descrivere e analizzare il ruolo del prosumer nella società contemporanea, attraverso l’analisi della letteratura e dei principali approcci teorici, sia classici che contemporanei in materia sociologica. L’assunto teorico è che il ruolo del prosumer sia l’espressione di una contraddizione, di un soggetto abilitato e sfruttato, volontario e coatto, libero e imprigionato. Un soggetto che plasma la sua consapevolezza del poter essere libero nel mercato e attraverso quest’ultimo, solo parzialmente consapevole di essere in alcuni contesti legittimato, abilitato e in altri sfruttato ancor più che nelle tradizionali logiche capitaliste

    Cyberculture

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    Cyberculture is a collection of cultures, ideas, ideologies and cultural products that exist on and/or are made possible through cyberspace, including, but not limited to, the Internet, computers and related so ware, and a huge range of digital devices. Cyberculture plays a legitimately recognized role in societal organization and cultural identi cation. Perhaps not a new phenomenon, its signi - cance has reached new heights never before seen in our contemporary society. Cyberculture is a broad, deep and constantly changing characteristic of any culture. Cyberculture essentially meets this descriptive requirement; despite the fact that the social space in which it operates is one of virtual existence, the results have a very real impact on our lived reality. In many ways, cyberculture is blurring the lines between the virtual and lived realms in certain sectors of society

    Prosumer

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    the term “prosumer” was rst introduced by Toffler (1980) to refer to the blurring of production and consumption. Prosumers consume what they produce and/or produce what they consume. Prosumption, the activity of prosumers, focuses on both production and consumption simultane- ously rather than on either independently. Production and consumption are two important processes but, if we focus on only one or the other, we tend to lose sight of the fact that both can be better seen from the perspective of prosumerism

    The Prosumer in the Digital Society

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    The process of digitalisation underlines the flexible distinction between production and consumption. As a result the ideas and theories associated with the concepts of prosumers and prosumerism have recently garnered a great deal of attention from both the academic, and the "mainstream" world. This article attempts to provide a better understanding of presumption from the perspectives of its theoretical framework, the main characteristics of prosumer activity, and the contradictions of prosumers

    The Simpsons: A Metanarrative of the Western-Global Prosumer Middle Class

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    Simpsons, uno degli show televisivi più longevi sono la rappresentazione di una società in miniatura, in cui tutte le principali istituzioni (educazione, famiglia, mass media, politica, religione ed economia) vengono descritte attraverso l’esperienza di un nucleo familiare e le sue interazioni con la comunità locale. Grazie al successo globale si può affermare che la serie sia un ritratto delle contraddizioni, dei vizi e delle virtù insite della classe media occidentale, nella società capitalista e dei consumi. La popolarità della serie ne ha permesso un’amplissima diffusione, al punto che l’immaginario creato ed i suoi protagonisti sono stati riprodotti in ogni forma di gadget, come oggetto delle più disparate forme di remix culturale, sotto forma di wiki o di contenuto generato dall’utente, rendendo labili i confini tra narrazione e realtà. In altre parole, la ricorsività degli episodi è diventata così diffusa da divenire parte dell’immaginario sociale di molti, facendo diventare i protagonisti attori e opinion leader anche nella cosiddetta vita reale, proponendosi come un esempio del teorizzato continuum tra mondo reale e mondo digitale. Fin dagli inizi, tutti gli episodi hanno avuto come linea guida tematiche sociali o politiche rilevanti; tematiche come questioni di genere, etnia, immigrazione, consumi, lavoro, famiglia o religione. L’obiettivo del nostro contributo, all’interno di una selezione di sei episodi, appartenenti a differenti stagioni televisive, vuole essere quello di analizzare il ruolo del prosumer, attraverso l’osservazione degli elementi che identificano i protagonisti come tipici rappresentanti della classe media globale e descrivere come la loro ambizione al raggiungimento di un migliore status sociale li coinvolga in attività che li caratterizzano per essere: makers, fixers, sharer o tester

    Il prosumer sopravvivrà nella società digitale, oppure è stata solo un’utopia? / Will the Prosumer Survive in the Digital Society, or is it Just Utopia?

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    The objective of this contribution is to describe and analyze the role of the prosumer in contemporary society, through analysis of the literature and the main theoretical sociological approaches. Prosumers activity represent the fuel of Big Data, by a side result of free labor exploitation by the other as the result of an empowerment process of the subject. It is undeniable that analyzing the prosumer’s paradigm gives an opportunity of thinking the evolving power relationship in the global digital society. Our theoretical conception is that the role of the prosumer is the expression of a contradiction, a qualified, but at the same time, exploited person, voluntarily and forcibly, free and yet imprisoned. Our conclusion are placed upon the emphasis on the relationship between man and machine through the theoretical proposal of Ritzer who speculates upon the death of the human prosumer and the advent of prosuming machines, as opposed to our more utopian and romantic vision in which the prosumer can still find space and margins of resistance through its soft power

    Il cibo come industria e come tradizione: l'esempio dei salumi

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    Il contributo si pone l'obiettivo di analizzare prima da un punt odi vista storico poi da uno critico la tradizione alimentare italia a cavallo tra produzione artigianale ed industriale con particolare riferimento al settore della salumeria. L’Italia rappresenta sicuramente il centro culturale da cui storicamente si sviluppa gran parte della tradizione alimentare legata ai salumi. La preparazione dei salumi deriva dalle tecniche differenti utilizzate nei processi di conservazione degli alimenti, carne in particolare. Da un punto di vista meramente storico si possono individuare nove periodi storici specifici, che hanno originato sul territorio nazionale quelle che vengono definite le cinque macro aree di produzione a livello nazionale. Oggi le principali sfide nel settore alimentare, ma non solo, sono dall’avvento della globalizzazione e lo sviluppo della tecnologia, come fattori che hanno profondamente rivoluzionato l’intera società, non solo la realtà socio-economica, ma ogni sistema sociale, sia economico, politico o culturale. Una maggiore sensibilità alle problematiche che l’economia globale ha comportato, ha reso possibile la nascita di un nuovo consumatore: il consumatore postmoderno è un consumatore consapevole, attivo e compartecipe nel processo di acquisto, che vede nell’atto di consumo un momento di espressione di principi profondi ed etici; appunto per questo motivo il “nuovo consumatore” sente l’esigenza di entrare in contatto con imprese socialmente responsabili. In questo contesto il contributo descrive quelle che sono state le principali trasformazioni nel tessuto sociale italiano e le loro ricadute su i processi di produzione e consumo alimentari

    Capitale sociale e prosumerismo nella società digitale

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    L'elaborato, partendo dall'evoluzione del termine prosumer ne delinea quella che è la teoria e la letteratura di riferimento. Si pone particolare enfasi sull'evoluzione del processo che ne è derivata, con particolare riferimento a quelle che sono le conseguenze derivate dal cosi detto web 2.0 e dalla pervasività di una società digitale. Nel contesto digitale appunto si osservano quelle che sono le forme in cui si manifesta il capitale sociale in contesti sia off line che on line

    Social Media and Its Role in the Arab Spring

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    The Arab Spring was a wave of revolutionary protests, both violent and nonviolent, that started with a demonstration in the city of Sidi Bouazid in Tunisia on December 18, 2010. the event took place after the self-immolation of a young Tunisian, Mohamed Bouazizi, who had become desperate following constant harassment and humiliation by the local police. The result of perhaps excessive enthusiasm, it is a description of these revolutions as “children of the social network,” which suggests another look at the revolution that occurred in Iran in 2009. It was on this occasion that mainstream media referred for the rst time to a “Twitter revolution,” alluding to the revolution of the Green Movement against Mahmoud Ahmadinejad, which failed a er a short time and was violently suppressed by the regime in Tehran
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