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    La dimension du mal et le Kulturarbeit. Méditation sur L’esprit du mal de Nathalie Zaltzman

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    A’ travers l’analyse du livre de Nathalie Zaltzman, “L’esprit du mal”, on creuse la question du rapport entre le Kulturarbeit et la dimension du mal; le point de vue choisi est le lien entre l’individuel et le collectif, notamment par rapport au points de faiblesse du travail de la culture. A’ partir de l’analyse critique du choix du terme esprit qui connote la dimension du mal, l’objet de l’essai , et avec l’aide de la littérature concentrationnaire, on analyse la question du processus de deshumanisation dans les situations limites et du lien étroit entre victime et bourreau. Pour conclure, on présente une perplexité par rapport à la fin de l’analyse de Zaltzman sur la possibilité d’assomption collective du mal extrême, en se rapprochant à la position de Aulagnier

    L'osservazione tra formazione e sostegno. Un'ipotesi di lavoro nel contesto scolastico

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    Il lavoro presenta il resoconto di un’esperienza che si avvale del metodo dell’osservazione diretta e non partecipante, svolta in un contesto scolastico, in funzione di formazione per gli studenti e di sostegno per le insegnanti. Il dispositivo prevede l’utilizzo delle capacità acquisite dagli studenti nel percorso formativo, quali la sintonizzazione con l’osservato/i attivata dai processi di identificazione, per l’individuazione del disagio potenzialmente presente nell’operatore scolastico. Utilizzando il gruppo di insegnanti come risorsa, viene fornito uno spazio potenziale di espressione ed accoglimento in cui possa attivarsi un processo di elaborazione dei nodi emozionali che mettono momentaneamente in scacco le competenze e le risorse degli operatori. Qualificandosi come lavoro sperimentale, sulla base dell’esperienza fatta vengono fornite possibili linee di sviluppo atte a rendere il dispositivo più adeguato agli scopi che si propone

    Introduzione ai lavori

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    Il male e l’opera di civiltà l'argomento del Convegno internazionale. L’opera di Nathalie Zaltzman, psicoanalista francese da poco scomparsa ed esponente eminente del Quatrième Groupe, sarà occasione per dibattere questioni cruciali della contemporaneità nel rapporto con la psicoanalisi intra ed extra mœnia: il male estremo come potenziale imperituro nell’uomo, e la sua massima espressione nel tracollo della civiltà rappresentato dal disastro dei totalitarismi del novecento e dall’universo concentrazionario della Shoah; l’articolazione tra l’individuale e il collettivo/culturale come sfida ed ancoraggio fondamentali per la psicoanalisi contemporanea; i punti nevralgici e le vulnerabilità del Kulturarbeit inteso quale altra faccia del processo di guarigione psicoanalitica

    Le mal extrême, arcanum imperii, arcanum humani

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    En partant d’une analyse sémantique et conceptuelle de la notion d’emprise, à travers un regard interdisciplinaire entre psychanalyse, philosophie et histoire, je propose une réflexion sur l’exercice du pouvoir absolu sur le plan du collectif et de l’individuel à la fois; mon argumentation supporte d’une part l’hypothèse d’un noyau de base commun à la naissance de l’individu et de la communauté, articulé autour des dynamiques de l’emprise, et de l’autre l’hypothèse d’une fonction défensive du phantasme de détresse que ces dynamiques expriment et dont les manifestations extrêmes se retrouvent dans la dérive totalitaire.Starting from a semantic and conceptual analysis of the notion of "emprise", and with an interdisciplinary outlook of psychoanalysis, philosophy and history, I propose a reflection on the exercise of absolute power over the collective and the individual plans; the argument supports the hypothesis of a common foundational core at the birth of the individual and the community articulated around mastery dynamics, and a function which defends from the ghost of helplessness expressed in these dynamics whose extreme manifestations are found in totalitarianism

    Testimonianza ed ascolto: un incontro aporetico

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    Si affronta la questione dell’elaborazione collettiva del male estremo come compito di Kulturarbeit e le problematiche connesse all'incontro tra testimonianza ed ascolto, individuale e collettivo, un incontro potenzialmente aporetico, ma eticamente ineludibile in cui l’assunzione delle fragilità e dei limiti elaborativi umani può forse dispiegarne le fecondità

    Le Kulturarbeit et ses défaillances : passé et présent

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    Il lavoro si propone di indagare i punti di défaillance del Kulturarbeit contemporaneo alla luce di alcuni apporti psicoanalitici applicati all'emblema del processo di disumanizzazione rappresentato dalla Shoah, intendendo quest'ultima come una lente di ingrandimento sull'umano, sulle sue capacità mortifere così come sulle sue possibilità di resistenza nelle situazioni estreme e in un'ottica di interdipendenza inevitabile del processo di disumanizzazione. Letto attraverso lo strumento psicoanalitico applicato extra-moenia, il fenomeno della Shoah può contribuire all'accrescimento dell'intelligibilità su fenomeni contemporanei quali il fanatismo e il processo di radicalizzazione
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