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I diritti umani in Egitto alla vigilia della nuova legge anti-terrorismo
The Egyptian Government is going to substitute the Emergency Law with a new act which will be aimed at facing the increasing terroristic threat inside the country. The Emergency Law has been in force alternatively for almost fifty years and is normally considered the main cause for the widespread violations of fundamental rights in Egypt. The date of the transition – as promised by the Egyptian Government – has been set by the end of April 2008.The first part of this article is aimed at examining the history and the main features of the Emergency Law, its effects on the human rights situation in Egypt and some notable predictions regarding the new measure by experts and civil society representatives. The second part is concentrated on the analysis of some everyday gross violations (including the systematic use of torture and severe restrictions to the freedom of the press and of association) in order to outline the Egyptian situation of human rights in brief, few days before the enforcement of the new counter-terrorism law
The Origin of Intercultural Dialogue Practice in European Union External Action
The paper analyses the origin of the practice of ‘intercultural dialogue’ as a tool for European Union external action towards the Mediterranean. ICD is currently a relevant instrument in EU external relations. However, when it was first launched in 1995, in the policy initiative known as the Euro-Mediterranean Partnership or the Barcelona Process, ICD was granted little effort by the partners involved. Many accounts from that period agree that this tool initially took a backseat if compared to other political-economic priorities in the EU agenda in this initiative. The paper aims to investigate the reasons for the initial neglect of this tool, which was considered by many to be a relevant innovation when it was launched, but that has actually become a relevant resource for EU external action only recently. Through analysis of EU policy documents of the period, the paper demonstrates that the EU had envisaged strategic use of ICD before 1995, in particular, in the hope of tackling key issues, such as mounting xenophobia in Europe and escalating Islamic fundamentalism in the Maghreb. It thus identifies a dual explanation for the limited and ineffective scope attributed to ICD in the first years of the Barcelona Process. On the one hand, in 1995 a number of Mediterranean partner countries were reluctant to lend much credit to the intercultural aspects of regional cooperation, and, on the other, the EU at that time had a growing but still restrained perception of urgency for the emerging issues that ICD was designed to address
Decoding the language of war. The Art of Deceiving and Sidetracking
L'articolo cerca di analizzare le diverse dimensioni del "linguaggio della guarra", utilizzato da media, politici e militari in particolar modo durante il conflitto in Iraq del 2003. Eufemismi, metafore, neologismi e altre espressioni coniate "ad hoc" da queste tiplogie di attori vengono analizzate con riferimenti ad altre "armi di inganno di massa", quali le strategia di propaganda, il marketing, l'utilizzo deliberato di bugie per utilizzare la paura dell'opinione pubblica a proprio vantaggio
Democracy, human rights and Euromediterranean citizenship: has the “Arab Spring” sparked a new phase in the evolution of intercultural dialogue?
Intercultural Dialogue and Human Rights: Prospects for a Euromediterranean Citizenship
the paper proposes the development of a new
conception of citizenship (more inclusive, active and plural) for all the peoples living in the territory of the partner States of the Union for the Mediterranean, to be based on the sharing of common ontological values and the respect for cultural diversity. Because of its foundations, the prospective success of this proposal depends on the development of intercultural dialogue and on an equal protection of human rights in the region, while an evolution of the current institutional structure of the Union for the Mediterranean would be needed to enforce this and other contextual proposals which might be made in its framework
The Quartet for the Middle East and the Peace Process. Events, Dynamics and Future Prospects
Il Quartetto per il Medio Oriente (o Quartetto di Madrid) si è costituito in modo spontaneo tra l’autunno del 2001 e la primavera del 2002, al fine di svolgere un’attività multilaterale di mediazione tra israeliani e palestinesi atta a ridurre le tensioni e portare le parti nuovamente al tavolo dei negoziati per cercare un accordo permanente, dopo il fallimento del summit di Camp David e lo scoppio della seconda Intifada nel settembre del 2000.Questo studio si propone di approfondire le dinamiche e le responsabilità effettive del Quartetto e della diplomazia internazionale nell’attuale ciclo del processo di pace e di valutare lo stato attuale di tale processo anche in virtù delle nuove prospettive aperte dai più recenti avvenimenti di politica internazionale. Dopo averne analizzato e approfondito in modo critico il ruolo, le dinamiche e la breve e intensa esperienza, l’articolo propone una considerazione delle effettive potenzialità del Quartetto al fine di valutare la possibilità concreta di assegnare un nuovo ruolo al gruppo volto in particolare a incoraggiare il processo di riconciliazione tra le due popolazioni e a facilitare la comunicazione tra la società civile locale, i governi e la comunità internazionale
On the Relations Between Intercultural Dialogue and the Right to Peace: Some Reflections in the Light of the Draft UN Declaration
L'articolo si pone l'obiettivo di discutere se e quali implicazioni possono essere dedotte dalla scelta affatto scontata di inserire il dialogo interculturale tra gli strumenti a sostegno del diritto alla pace nella bozza di Dichiarazione sul diritto alla pace delle Nazioni Unite. Dopo aver fornito una riflessione generale sulle esistenti iniziative per la promozione del dialogo interculturale in tutto il mondo e sulla loro relazione con questioni collegate al tema della pace, l'articolo suggerisce che l'introduzione del dialogo interculturale all'interno di tale stumento normativo può fornire (in prospettiva) importanti interstizi sia per lo sviluppo stesso di questo dialogo, sia per il raggiungimento del diritto alla pace. Il principale contributo di questo articolo è quindi quello di aumentare l'interesse sulla relazione recirproca tra dialogo interculturale e diritto alla pace, nell'ottica di fare luce sulle possibili implicazioni operative della bozza di Dichiarazione per la sostenibilità di questo diritto umano universale e per incoraggiare un contributo dal basso al suo sostegno
Setting human rights at the centre of the Euromediterranean agenda: from the promotion of intercultural dialogue in the region to the recognition of Euromediterranean citizenship rights
L’articolo ipotizza che lo sviluppo di una strategia organica e condivisa per la promozione e la protezione dei diritti umani nella regione euromediterranea possa introdurre innovazioni sostanziali per il raggiungimento di una potenziale integrazione regionale, consentendo, nel lungo periodo, il riconoscimento formale di specifici diritti di cittadinanza per tutte le persone che vivono nei Paesi membri dell’Unione per il Mediterraneo.
Dal momento che un’iniziativa di questo tipo non è prevista nell’agenda euromediterranea, nonostante i diritti umani siano considerati obiettivo ed elemento fondamentale nelle diverse tappe del Processo di Barcellona, l’articolo individua un interstizio possibile per la sua realizzazione negli sforzi regionali per la promozione del dialogo interculturale.
Basandosi sul profondo legame esistente tra l’approccio interculturale e il paradigma internazionale dei diritti umani, viene quindi proposta l’adozione, in seno all’Unione per il Mediterraneo, di una nuova Carta regionale per i diritti umani nella quale siano riconosciuti e protetti, attraverso un approccio inclusivo, i valori comuni delle persone che vivono in questa regione nel rispetto delle diversità di ciascuna delle culture che esse rappresentano.
Nella prima parte, l’articolo considera e analizza la posizione riservata ai diritti umani nel più ampio Processo di Barcellona e l’impegno formale dei partner euromediterranei nei confronti dei trattati regionali e internazionali in materia. In seguito, l‘attenzione è posta sul legame tra diritti umani e dialogo interculturale e sul peso che gli elementi culturali eserciterebbero nella concettualizzazione della proposta Carta euromediterranea dei diritti umani. Infine, l’articolo cerca di delineare i principali elementi e le basi concettuali di una potenziale cittadinanza euromediterranea e di suggerire come specifici diritti di cittadinanza potrebbero essere identificati e inclusi nella Carta regionale proposta
Some Essential Reflections on Intercultural Dialogue and its Potential
The aim of this brief article is to reflect on the actual significance of intercultural dialogue underlining, in particular, its essential relationship with the international human rights paradigm. Educational initiatives will finally be discussed, among the other intercultural dialogue fields of development, as the most relevant example of the potential of this approach
Intercultural Dialogue in EU Foreign Policy. The Case of the Mediterranean from the End of the Cold War to the Arab Uprisings
This book provides an original, rigorous and theoretically-grounded investigation into varying EU efforts to advance intercultural dialogue (ICD) in the framework of its foreign policy towards the Mediterranean during the period 1990-2014. From the end of the Cold War, the EU has increasingly invested in both rhetoric and resources on ICD promotion. In spite of this commitment, the EU has never offered a clear and permanent understanding of what this concept entails and has been actually aimed at. By adopting a FPA standpoint and approaching ICD as one of the foreign policy instruments developed by the EU to address the relations with its Mediterranean partners, this book exposes the causes and the modalities of the contradictory development of this relevant and long standing element of EU foreign policy
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