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    Archeologia di montagna: il progetto Recoaro

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    Pur non avendo presentato in questo articolo i risultati relativi alle fasi più antiche di frequentazione della dorsale, è evidente anche per l’età postmedievale che il progetto archeologico descritto ha contribuito a restituire una dimensione diacronica ad un’area di alta quota che, per la povertà delle risorse offerte e la difficoltà di fruirne, potrebbe essere definita un “paesaggio senza tempo”, e cioè senza storia. Paradossalmente, la dorsale tra Montefalcone e Cima Marana si è rivelata, alla luce dell’indagine pluridisciplinare svolta, non solo crocevia di contatti tra zone confinarie e oggetto di interessi e contese da parte di più attori, anche molto autorevoli – la Repubblica di Venezia, i nobili Trissino e Piovene, i vari Comuni fino a giungere ai poveri vacari e pastori – che intendevano sfruttarne le risorse tipiche di pascolo e bosco secondo una visione della storia da long durée; ma anche teatro di scontri aperti da histoire événementiel. Il progetto archeologico ha dunque permesso di riconoscere la centralità di questa area montana nel tempo, come centrale e purtroppo generalmente misconosciuto nel nostro Paese è il ruolo delle alte quote; la costituzione di un’Archeovia di Monte Campetto, secondo un progetto di valorizzazione dei rinvenimenti fatti che abbiamo formulato ed è stato approvato dalla Regione Veneto che lo co-finanzierà insieme ai Comuni di Recoaro e Crespadoro, speriamo contribuisca a restituire alla dorsale Montefalcone-Cima Marana l’importanza che già gli antichi le avevano attribuito

    Bitcoin? Why not? Linee di approccio sperimentale ai paesaggi monetali

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    L’obiettivo del lavoro è presentare una procedura sperimentale per l’elaborazione e il trattamento di modelli digitali numismatici ottenuti attraverso l’utilizzo di laser scanner con tecniche di image enhancement generalmente utilizzate per modelli tridimensionali del paesaggio. L’obiettivo, pertanto, è ridurre la scala di indagine e valutare l’efficacia delle tecniche applicate generalmente ai dati LiDAR per migliorare le immagini topografiche su modelli 3D di piccoli oggetti. Inoltre il contributo intende analizzare le possibilità offerte dall’applicazione di filtri spaziali di smoothing e di sharpening, applicati anche su dati fotografici ad alta risoluzione, per la simulazione delle tracce di usura sulla superficie monetale e, attraverso procedure di algebra mappale, quantificare il volume perso durante le singole fasi. L’utilizzo combinato di dati morfologici forniti dal modello digitale e di informazioni spettrali e tessiturali offerte dalle immagini ad alta risoluzione apre scenari interessanti di fusione del dato e recupero delle tracce perse durante la fase d’uso del manufatto
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