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    Immigrati, figli di immigrati e loro inserimento scolastico: Italia, Campania e Napoli

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    Obiettivo di questo contributo è fornire alcune coordinate di riferimento sull'evoluzione dell'immigrazione e della presenza straniera in Italia, in Campania e a Napoli, mettendo in evidenza in particolar modo l'importanza dei figli degli immigrati nella società e soprattutto nelle scuole italiane. Sulla base delle statistiche ufficiali disponibili si intende provare a collocare il caso campano e napoletano nel più ampio contesto nazionale, per mostrare gli aspetti specifici che caratterizzano l'immigrazione e la presenza dei ragazzi stranieri nelle scuole locali, con particolare riferimento alla situazione della metropoli partenopea, che è la realtà all'interno della quale sono state realizzate le attività del progetto "Una scuola che include: formazione, mediazione e networking", attività di cui si darà conto in alcuni dei capitoli seguenti. In altri termini, si tratta di fornire un quadro di sfondo all???interno del quale si è realizzato il progetto suddetto. Nel paragrafo seguente (par. 2.2) viene proposta una sintetica descrizione dell'evoluzione negli ultimi 10-12 anni della popolazione straniera per poi mostrare, attraverso i dati dell'ultimo censimento, le principali caratteristiche dei residenti in Italia. Il radicamento del fenomeno sul territorio e la crescente importanza dei minori figli di immigrati è la naturale premessa all'esame della presenza e dell'inserimento scolastico dei ragazzi di cittadinanza non italiana nelle scuole del Paese, facendo ricorso ai dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (par. 2.3). Dopo aver mostrato la specificità per origini e caratteristiche dell???immigrazione e della popolazione straniera che vive in Campania e, soprattutto, nel capoluogo partenopeo (par. 2.4), si rivolge infine lo sguardo al caso della presenza nelle scuole napoletane di alunni non italiani sulla base dei dati del MIUR relativi soprattutto all'anno scolastico (a.s.) 2012-2013 (par. 2.5). Le differenze nell'importanza e nella fisionomia della popolazione immigrata a Napoli rispetto al contesto nazionale è uno dei diversi elementi da tenere in conto nella riflessione sulle strategie più idonee da seguire per favorire l'inclusione e la riuscita scolastica dei nuovi napoletani (par. 2.6)

    Introduzione e sintesi

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    Quadro storico sull'evoluzione della dimensione e delle caratteristiche della presenza straniera nella provincia di Caserta, descrizione delle possibilità conoscitive derivanti dalle fonti ufficiali disponibili, sintesi sulle finalità del progetto e dell'indagine campionaria realizzata. Richiamo degli obiettivi dei singoli capitoli del volume e sintesi dei principali risultati conoscitivi raggiunti, nonché delle ricadute in termini di politiche sociali

    Tempi e luoghi dell’immigrazione: il lungo e contraddittorio processo di stabilizzazione della presenza

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    Obiettivo del capitolo è la ricostruzione delle diverse fasi dell’immigrazione straniera nel napoletano e l’esame delle principali caratteristiche demografiche e migratorie della popolazione straniera attualmente presente nel comune capoluogo e nei paesi vesuviani. Il capitolo si chiude con un approfondimento sul capitale umano e le intenzioni future degli immigrati che consente di completare il quadro sul diverso ruolo dei territori considerati nell’attrarre e trattenere i flussi migratori

    L’inserimento nel mercato del lavoro

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    Obiettivo di questo capitolo del volume è, prima di tutto, descrivere la condizione lavorativa degli immigrati nella provincia di Napoli, mettendo in evidenza similitudini e differenze di inserimento nella metropoli campana e in un’area periferica, quella costituita dai paesi vesuviani. Possibilità occupazionali, settori di impiego, attività svolte, remunerazioni e orari di lavoro sono gli elementi attraverso i quali fare emergere la stabilità/instabilità lavorativa, la specializzazione/segregazione etnica e di genere, l’eventuale sfruttamento lavorativo, in contesti in cui l’impiego irregolare e il lavoro nero rappresentano condizioni certamente frequenti. I dati dell'indagine campionaria realizzata nel 2008 mostrano come il processo di integrazione dei lavoratori immigrati si sia oramai messo in moto anche nei contesti sociali e istituzionali meno favorevoli come quello della provincia di Napoli, dove i tassi di disoccupazione di per sé continuano ad essere molto elevati per i cittadini autoctoni, e dove nonostante ciò i lavoratori stranieri si sono inseriti in diversi settori occupazionali. Si tratta in prevalenza di attività, e soprattutto di posizioni, marginali e poco concorrenziali con la manodopera locale. Infatti, sebbene l’impiego di manodopera straniera in alcuni casi sia diventato un elemento strutturale, essa è più presente dove è più probabile incappare in situazioni di sfruttamento lavorativo. Inoltre la concentrazione nel lavoro terziario, ed in particolare nei servizi alla persona, è indiscutibilmente un effetto di una più ampia domanda di servizi da parte delle famiglie, domanda non soddisfatta dal sistema di welfare mediterraneo. Tuttavia non si può negare che, negli anni, alcuni lavoratori stranieri sono riusciti a conquistare condizioni migliori. Più in generale emerge che il crescente inserimento nel mercato del lavoro degli immigrati non è nel napoletano, come nel resto della provincia, un fenomeno omogeneo a livello territoriale. I servizi alle famiglie soprattutto nell’area urbana e il lavoro autonomo/imprenditoriale nei paesi vesuviani sono gli ambiti occupazionali che maggiormente caratterizzano le due aree. Il capitale umano degli immigrati, riconducibile alla loro formazione scolastica e alla conoscenza della lingua italiana, spesso non sembra giocare un ruolo significativo con riguardo alla stabilità lavorativa rispetto ad altre variabili considerate congiuntamente. Anche se va notato come soprattutto la conoscenza dell’italiano, ma anche il livello di istruzione, riduce notevolmente il rischio di essere disoccupati o di avere un reddito particolarmente basso

    Lavorare da immigrati in una delle realtà del Mezzogiorno a maggiore presenza straniera: il caso della provincia di Caserta

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    Secondo le stime più recenti gli stranieri che vivono nella provincia di Caserta sono all’inizio del 2010 quasi 50 mila (più del 5% della popolazione) per lo più concentrati intorno al capoluogo e nei comuni del Litorale dominio e dell’Agro aversano. Circa 20 mila non sono residenti (oltre il 40%) e tra questi pressappoco un terzo sono irregolari. Queste poche informazioni già danno conto della forte capacità di attrazione dell’area nonché dell’importanza assunta della componente meno stabile e sommersa del fenomeno, elementi che rendono particolarmente interessante prendere in esame questa realtà locale. Per altro, l’inserimento dei lavoratori immigrati in provincia di Caserta ha da sempre presentato importanti spunti di riflessione ed analisi sul mercato del lavoro locale, dove le specificità del territorio si sono intrecciate con i nuovi flussi migratori che hanno interessato l’Europa a partire dalla metà degli anni Settanta e con i processi di internazionalizzazione del mercato del lavoro. L’immigrazione nel casertano rientra in ciò che è stato chiamato, a metà degli anni Novanta, il modello mediterraneo delle migrazioni. Un’immigrazione che, benché dovuta a fattori di spinta, ha trovato nel contesto di destinazione un rapido inserimento lavorativo in occupazioni precarie e spesso al nero in agricoltura, in edilizia o nel settore dei servizi alle famiglie. Sulla base dei dati di un’indagine svolta tra dicembre 2009 e marzo 2010, con il metodo dei centri e ambienti di aggregazione su un campione rappresentativo di quasi 1.200 immigrati maggiorenni originari dei Paesi a forte pressione migratoria, viene esaminata in dettaglio la situazione lavorativa più recente degli immigrati presenti sul territorio casertano. La condizione professionale, i settori di impiego, le attività svolte, le retribuzioni e gli orari sono gli elementi analizzati in dettaglio attraverso i quali è stato possibile riscontrare situazioni diverse di inserimento lavorativo. Le caratteristiche socio demografiche, l’anzianità della presenza, il capitale umano, la condizione giuridica e le reti sociali, soprattutto quelle della comunità nazionale di appartenenza, sono alcune delle chiavi di lettura utili a comprendere la variegata situazione che emerge dai risultati dell’indagine e a individuare le strategie che alcuni riescono a mettere in campo per migliorare la propria condizione di lavoro e di vita nel contesto migratorio. È comunque all’interno del modello mediterraneo di immigrazione che si realizza l’inserimento occupazionale degli immigrati, ma con opportunità e modalità di impiego variabili anche in base al profilo dei lavoratori (genere, nazionalità, ecc.) e al contesto territoriale di specifico insediamento (aree urbane o rurali). *** According to the latest data, at the beginning of 2010 the total immigrant population in the province of Caserta was estimated to be 50.000 (about 5% of population). They are mostly concentrated around the town of Caserta, in the coastal area called Litorale Domitio and the inland rural area of Agro aversano. About 20.000 immigrants are non-resident (about 40%) one-third of which are estimated to be irregular. These statistical data show the existence of pull factors in this territory, attracting migration inflows mainly irregular and unstable, which makes the province of Caserta an interesting case-study. Moreover, the characteristics of the employment of immigrants in the province of Caserta has already been a cue for the analysis of the labour market in Southern Italy. Here, in fact, the specificities of local labour market, the characteristics of new migration flows in Europe since the Seventies of the last century, and the internationalization of the labour market have been intertwined. The migration phenomenon in the local context falls into the so called “Mediterranean model of immigration”, developed in the Nineties. Though migration to Southern Europe have been generated by push factors, immigrants have found in the local context employment opportunities into the informal economy (low paid and irregular jobs), mainly in agriculture, construction and household services sectors. The article examines the present situation of the immigrants in the local labour market in the province of Caserta, analysing work conditions, main occupational sectors, wage levels and working times. The source of data is a survey conducted in the first months of 2010 on a representative sample of 1.200 immigrants over eighteen, found through the aggregation centres sampling technique. The socio-demographic characteristics of immigrants, the length of stay, the human and social capital, the legal status and the social networks, are the main keys to understand both the complex situation of immigrants in the local labour market and their strategies to improve their living and working conditions in the area of destination. It is confirmed the Mediterranean model of immigration, but with different opportunities and modalities of employment, according to the profile of workers (gender, nationality, etc.) and the specific context of settlement (urban or rural area)

    Le migrazioni interne degli stranieri in Italia

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    Una parte crescente dei trasferimenti di residenza tra comuni italiani riguarda cittadini stranieri. Questo articolo prova a dare conto di questo aspetto delle migrazioni interne cercando di rispondere ad alcuni quesiti. Esistono differenze per intensità, tipologie e direttrici migratorie nella mobilità interna degli stranieri rispetto a quella degli italiani? E tra gli stessi stranieri ci sono differenziali significativi per nazionalità? Quanto giocano le caratteristiche personali e quanto il territorio a determinare la propensione degli immigrati a spostarsi verso altre regioni italiane? Infine, il Mezzogiorno e, in particolare, la Campania restano prevalentemente aree di transito dell’immigrazione oppure nel tempo il loro ruolo si è almeno in parte modificato? Da meno di 70 mila nel 1998 i trasferimenti di residenza dei cittadini stranieri sono diventati a partire dal 2006 oltre 200 mila per effetto della crescita della popolazione straniera residente che da sempre ha fatto registrare livelli di mobilità interna pari a circa 3 volte quelli degli italiani. Particolarmente appare la mobilità delle nazionalità di più recente immigrazione e di quelle che per tipologia di inserimento lavorativo hanno molteplici riferimenti nei vari contesti geografici; meno mobili risultano alcune collettività di più antico insediamento soprattutto se concentrate nei poli delle principali aree metropolitane. *** Foreigners represent an increasing part of people who move their residence from one to other Italian municipalities. This article aims to explain this aspect of the internal migration phenomenon, trying to answer some main questions. Are there any differences in the internal migration phenomenon, concerning intensity, migratory typologies and directions, between foreigners and Italians? Are there any differences even between foreigners depending on their nationalities? Who much do the personal conditions or the different migratory contexts matter in influencing the internal migrations? In this pattern, is Campania region even a transition area for migration flows or its role is changed over time? The number of foreigners who moved their residence in 1998 was less than 70.000 and in 2006 it became more than 200.000 as a consequence of the general increasing of immigrants presence. The internal migration level of foreigners has always been three times more than the Italians one. The recent immigrant communities are more mobile than the ancient ones, especially if we consider the ancient communities living in the metropolitan areas

    La condizione lavorativa degli immigrati

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    L’analisi della situazione lavorativa degli immigrati appare centrale per comprendere appieno le dinamiche dei flussi migratori che coinvolgono il casertano, come d’altronde il resto della regione, territorio in cui più marcati sono gli elementi tipici del cosiddetto modello mediterraneo delle migrazioni. Tale analisi viene proposta in questo capitolo attraverso la descrizione della condizione e posizione professionale degli intervistati, dei settori di impiego, delle attività svolte, degli orari e delle caratteristiche occupazionali, nonché dei redditi da lavoro percepiti. La finalità è far emergere elementi che consentano di valutare la stabilità/instabilità lavorativa, la specializzazione/segregazione etnica e di genere, nonché l’eventuale sfruttamento lavorativo, in un mercato del lavoro connotato da diffuso impiego irregolare e lavoro nero. Il processo di integrazione e stabilizzazione dei lavoratori immigrati sta interessando anche un territorio economicamente difficile come quello casertano, dove, a fronte di alti tassi di disoccupazione sperimentati dalla popolazione locale, le opportunità lavorative per i migranti, seppure per mansioni assolutamente poco concorrenziali con la manodopera del posto e ai limiti dello sfruttamento, sembrano non conoscere crisi. Infatti, l’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro della provincia di Caserta dipende dalle opportunità offerte da alcuni settori economici che generano una domanda a cui (solo o prevalentemente) i lavoratori stranieri riescono a dare risposta. Senza dubbio è in crescita la presenza di lavoratori regolari, particolarmente in quei settori non soggetti a stagionalità. La regolarità lavorativa è una condizione che molti hanno maturato dopo anni di permanenza e che spesso risulta essere l’unico elemento di emancipazione dalle condizioni lavorative di partenza. Tuttavia molti dei lavori svolti dai cittadini immigrati sono legati al settore dei servizi alle famiglie e ai comparti agricolo ed edile, con un basso livello di qualificazione e specializzazione, connotati da precarietà e forte mobilità occupazionale, con percentuali significative di lavoro nero – soprattutto negli ultimi due settori – e con un livello di reddito particolarmente basso

    La presenza straniera a Napoli e il processo di regolarizzazione dei lavoratori stranieri.

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    La prima parte del contributo analizza la presenza straniera a Napoli sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, con particolare riferimento all'inserimento nel mercato del lavoro, e ricostruisce l'andamento del fenomeno migratorio in relazione alla evoluzione legislativa. Nella seconda parte del contributo vengono invece analizzati i dati relativi alle domande di regolarizzazione per il lavoro domestico e per il lavoro di assistenza disposta dalla Legge 30/7/2002 n. 189 "Modifiche alla normativa in materia di immigrazione e di lavoro" (Legge Bossi-Fini). Il lavoro è parte di una ricerca condotta dalla Fondazione ISMU (Milano) per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Obiettivo principale è stato quello di mettere in luce le modificazioni delle caratteristiche della presenza straniera e di valutare l'impatto della regolarizzazione sul mercato del lavoro
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