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    Prove di democrazia energetica La comunicazione in «movimento»

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    Prove di democrazia energetica. La comunicazione in “movimento” Davide Borrelli – Mihaela Gavrila – Sarah Siciliano La controversia in materia energetica è emblematica di due fenomeni sempre più evidenti nelle democrazie contemporanee, che vedono contrapposti progetti di svuotamento degli istituti democratici, da una parte, e tentativi di riappropriazione dal basso di spazi di democrazia, dall’altra: il deficit di legittimazione sociale e culturale di cui soffrono le istituzioni della politica, da una parte, e il progetto di “confisca della democrazia” con cui il decisore politico prova a neutralizzare preventivamente le istanze di partecipazione deliberativa avanzate dall’opinione pubblica, dall’altra. Pressoché ignorato dai media tradizionali, il dibattito sul nucleare è stato al centro di una fitta trama di conversazioni dal basso, che hanno finito per condizionare l’opinione pubblica. Il successo del referendum sul nucleare consacra la rete come motore politico alternativo e come strumento di autoconvocazione dei cittadini al di là delle tradizionali forme di mediazione politica e di comunicazione mediale. I dati comparativi vecchi vs. nuovi media mostrano come le conversazioni in rete abbiano finito per condizionare l’agenda mediale e per incidere sul clima di opinione, veicolando valori e interessi estranei alla cornice interpretativa in cui la controversia è stata orchestrata politicamente. Il problema ancora aperto riguarda le affinità e le rotture semantiche tra vecchi e nuovi movimenti in termini di strategie comunicative utilizzate per ottenere consenso e ribaltare situazioni consolidate. Resta da comprendere in che modo le piattaforme mediali sapranno trasformarsi per raccogliere la sfida dell’energia sociale sprigionata da queste forme di impegno civico. First Steps Toward an Energetic Democracy. Communication and Social Movements Davide Borrelli – Mihaela Gavrila – Sarah Siciliano The controversy on the energy matter is emblematic of two phenomena: in contemporary democracies, we find plans of emptying some of the democratic institutions, clashing with attempts of re-appropriation of spaces of democracy from below: on the one hand, the deficit of social and cultural legitimacy suffered by political institutions, on the other hand, the design of "confiscation of democracy" in which the policy maker tries to counteract prior instances of deliberative participation advanced by the public opinion. Virtually ignored by mainstream media, the debate on nuclear power has been in the middle of a dense network of conversations from below, which eventually affect public opinion. The success of the referendum on the nuclear issue enshrines the internet as an alternative political engine and, at the same time, a tool of “self-summoning” for the citizens, beyond the traditional forms of political mediation and communication media. By comparing data on old and new media, it’s shown how networked conversations have ended up conditioning the media agenda and affecting the public opinion by the conveying of values and interests once alien to the interpretive framework in which the case was politically orchestrated. The still unresolved issue concerns the affinities and semantic break between old and new movements in terms of communication strategies used to achieve consensus and to overturn the status quo. It remains to understand how the media platforms will transform themselves to meet the challenge of energy emitted by these social forms of civic engagement.First Steps Toward an Energetic Democracy. Communication and Social Movements Davide Borrelli – Mihaela Gavrila – Sarah Siciliano The controversy on the energy matter is emblematic of two phenomena: in contemporary democracies, we find plans of emptying some of the democratic institutions, clashing with attempts of re-appropriation of spaces of democracy from below: on the one hand, the deficit of social and cultural legitimacy suffered by political institutions, on the other hand, the design of "confiscation of democracy" in which the policy maker tries to counteract prior instances of deliberative participation advanced by the public opinion. Virtually ignored by mainstream media, the debate on nuclear power has been in the middle of a dense network of conversations from below, which eventually affect public opinion. The success of the referendum on the nuclear issue enshrines the internet as an alternative political engine and, at the same time, a tool of “self-summoning” for th

    Eterotopie napoletane. Il nuovo distretto gastronomico e dell’intrattenimento dei Quartieri Spagnoli

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    I ristoranti non vendono solo cibo, ma assicurano esperienze che strutturano le identità dei luoghi e delle persone . Sono parte di un’economia simbolica che permette di “riterritorializzare il globale”, come a New York per esempio, dove i ristoranti etnici di Little Italy sono raggruppati territorialmente. A Napoli, in un segmento dei Quartieri Spagnoli, si sta sviluppando un nuovo “distretto” della ristorazione e dell’intrattenimento che, adottando una sorta di “auto-orientalismo strategico”, offre nuovi spazi di “esperienza” destinati a una crescente domanda turistica nell’ambito di un processo di “vetrinizzazione sociale” che spettacolarizza il passato e le tradizioni della città (reali o inventate che siano), così come la vita quotidiana e le identità dei suoi abitanti. Si tratta perlopiù di eterotopie che mettono in scena narrazioni di retrotopie

    Dalla baldanza alla ‘badanza’: la pedagogia della risonanza per una società della cura

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    Scopo del nostro contributo è esaminare il senso e le implicazioni socioculturali della cura e del badare alla luce della «pedagogia della risonanza» proposta dal sociologo tedesco Hartmut Rosa. In un’epoca in cui si proclama sistematicamente che l’obiettivo dell’istruzione è qualificare il capitale umano, per renderlo competitivo sul mercato del lavoro e aumentarne la produttività, lo studioso ci propone un’idea alternativa di educazione fondata sul concetto di risonanza, che è innanzitutto un’idea di relazione con il mondo aliena dalla logica del possesso e della concorrenza. Spiega Rosa: «La risonanza contiene un momento di apertura [...] che la distingue dalla competenza. Competenza è mera appropriazione, risonanza è appropriazione trasformativa del mondo: in essa trasformo anche me stesso». Se non c’è risonanza, i rapporti di interazione restano muti. Sviluppare una pedagogia che consideri prioritaria la risonanza sulla competenza ci pare allora una delle condizioni necessarie per coltivare una società della cura in grado di rafforzare abiti e pratiche di solidarietà, smantellando la «macchina della vergogna» che oggi più che mai umilia le vittime della società competitiva

    La comunicazione oltre la comunicazione. Vecchie e nuove parole chiave per leggere i media e il cambiamento

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    Il volume, frutto del lavoro collettivo di diversi autori, prende in esame alcune fra le più significative trasformazioni che stanno investendo la società nel suo rapporto con il mondo della comunicazione. Ogni contributore si misura con una parolachiave radicata nella tradizione delle scienze sociali per ridefinirla e riempirla di nuovi significati nell'incontro con le nuove piattaforme tecnologiche. Un libro sulla comunicazione, quindi, ma anche al di là della comunicazione, ovvero al di fuori della provincia finita in cui negli ultimi tempi i media studies stanno correndo il rischio di arroccarsi, con l'effetto di indebolire la loro intrinseca vocazione a interpretare il mondo contemporaneo. Lo studio dei fenomeni comunicativi deve assumere oggi il senso di un esercizio di analisi e critica sociale, di una vera e propria filosofia del presente, che assuma criticamente e trasformi in sapienza una parte del passato, facendo della proiezione nel futuro un esercizio di responsabilità sociale. Davide Borrelli è professore associato di Sociologia dei processi culturali presso l'Università del Salento e insegna Tecniche della comunicazione pubblicitaria all'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli. Si è occupato di storia dell'industria culturale e di teorie della comunicazione. Ha pubblicato varie monografie, tra cui: Pensare i media. I classici delle scienze sociali e la comunicazione (Carocci 2010) e Il mondo che siamo. Per una sociologia dei media e dei linguaggi digitali (Liguori 2008). Mihaela Gavrila è ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Sociologia e Comunicazione e la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Insegna Processi culturali e comunicativi, Giornalismo radiotelevisivo e Formati e generi televisivi. Con FrancoAngeli ha pubblicato: Quella Deficiente della Tv (con F. De Domenico e A. Preta), La crisi della Tv. La Tv della crisi. Televisione e Public Service nell'eterna transizione italiana (2010); L'onda anomala dei media. Il rischio ambientale tra realtà e rappresentazione (a cura di, 2012). Indice Davide Borrelli, Mihaela Gavrila, La comunicazione oltre la comunicazione. Vecchie e nuove parole chiave per leggere i media e il cambiamento Prima I. Le parole che restano Mario Morcellini, Cultura. La Sociologia della Comunicazione alla luce del nodo cultura/media Carlo Grassi, Sfera pubblica. L'avvenire di un vecchio concetto Mihaela Gavrila, Crisi. Traumi, transizioni e strategie per il passaggio al futuro Davide Borrelli, Comune. Dalla comunicazione alla comunità Diana Salzano, Beni relazionali. Internet come piattaforma di socialità Emiliano Bevilacqua, Democrazia digitale. Una risposta alla crisi della politica Ferdinando Spina, Protesta sociale. I movimenti tra criminalizzazione e ideologie comunicative Marialuisa Stazio, Pubblici. Il consumo dei media come lavoro Giovanni Fiorentino, Scuola. Istituzioni formative alla prova dei media Maria Giovanna Onorati, Multiculturalismo. L'identità di fronte alla globalizzazione Giovambattista Fatelli, Apocalisse. Uno sguardo critico alla comunicazione mediatica e ai suoi effetti Francesco De Domenico, Mainstream. Il futuro dei vecchi media Pietro Grignani, Creatività. La materia prima delle industrie culturali Vittorio Roidi, Etica. Il lavoro giornalistico tra diritti e doveri Parte II. Media e pratiche comunicative che cambiano Alberto Mattiacci, BRAND. Lo stile della differenza Christian Ruggiero, Politica. La forza della comunicazione nella sfera pubblica mediatizzata Carmine Piscopo, Consumo. La nuova sapienza delle scelte Romana Andò, Fandom. Una nuova storia delle audience mediali Luciano Petullà, Cloud computing. Le nuove fabbriche dei media Sarah Siciliano, Innovage. Verso una reinvenzione del passato Stella Teodonio, Professioni della comunicazione. Vecchi e nuovi media-scenari Luca Borriello, Creatività urbana Il cuore giovane delle città Luciano Petullà, Ubiquitous media. Il futuro che viviamo Davide Borrelli, Il corpo e la comunicazione vivente Angela Pelliccia, Nativi digitali. Il presente del futuro Cecilia Guida, Arte. I media digitali trasformano l'espressione estetica Gabriele Balbi, Wireless. Nascita, morte e resurrezione di un'idea Gli autori Bibliografia

    Davide Borrelli

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    Insegna Sociologia della cultura all'Università di Napoli "Suor Orsola Benincasa". Si occupa di storia sociale dei media e delle industrie culturali. Ultimamente ha pubblicato "Contro l'ideologia della valutazione" (Milano 2015). Link alla pagina personal

    Chi siamo

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    Davide Borrelli  Carla Conti  Simona De Iulio Paulo Sá  Maria Immacolata Simeon Marialuisa Stazio

    Perché la valutazione ha fallito. Per una nuova Università pubblica

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    Indice volume Prefazione di Tomaso Montanari Introduzione di Paola Borgna, Davide Borrelli, Luca Corchia, Paolo Montesperelli, Massimo Pendenza, Walter Privitera, Ambrogio Santambrogio parte prima Problemi e prospettive Roberto Caso La valutazione autoritaria e la privatizzazione della conoscenza contro la scienza aperta Davide Borrelli La meritocrazia nuoce all’Università. Chi la pratica avvelena anche te Maria Chiara Pievatolo Caesar supra grammaticos: valutazione di Stato, democrazia e libertà del sapere Valeria Pinto La liberalizzazione della valutazione ela sotto/missione dell’Università parte seconda Testimonianze Alberto Marradi Sarebbe questa la valutazione? Ambrogio Santambrogio Svalutare le riviste Paola Di Nicola La valutazione delle riviste scientifiche: gli effetti perversi della valutazione Notizie sui curatori Notizie sugli autor

    La catastrofe fredda. Il coinvolgimento della scienza contemporanea

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    L’idea alla base della tesi sostenuta in questo scritto è che – sotto molti aspetti – la distinzione proposta da Norbert Elias tra scienze naturali e scienze umane, secondo cui le prime si avvarrebbero di un elevato grado distacco nelle loro analisi mentre le seconde verserebbero in uno stato di coinvolgimento emotivo, debba oggi essere integrata da alcune ulteriori riflessioni. La possibilità che nella contemporaneità il modo di procedere proposto dalle scienze naturali tenda anch’esso al coinvolgimento è l'oggetto di questo saggio. .
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