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A ‘civil minority’: Costante Danesi, minority community resilience and Australian democracy, 1918–45
The figure of Costante Danesi (1884–1969) stands out as an unrelenting defender of the rights of Italian migrants in Queensland’s history between the two world wars. Although his activism as an anti-fascist is documented in archival records and mainstream and Italian-migrant newspapers of the time, his role has received little more than cursory attention by scholars to date. This has led not only to confusion about his politics but also neglect of an opportunity for a deeper appreciation of the intercultural dimensions of resilience during the interwar years. Arriving in Australia in 1921, Danesi was not alone in speaking up to defend Italian migrants’ contributions to society or in aiding their wellbeing, and his activism in protecting their rights aligned with the principles of democracy. Yet an examination of those struggles reveals how the experiences of Italian sugarcane workers in North Queensland exposed overt and covert racism alongside Australia’s democratic ideals of the time. Drawing from the works of Joan Beaumont and Arjun Appadurai, this discussion repositions an Italian-born British subject as significant not only within the history of Queensland but also, more generally, in the demonstration of a minority community’s resilience over this tumultuous era
Scavi nell'insediamento della Rocca di Oratino (CB)
Gli scavi nell'insediamento dell'età del Bronzo, posto ai piedi della Rocca di Oratino (CB) sono iniziati nel 2005 e continuano con campagne annuali dirette da A. Cazzella con la collaborazione di G. Recchia, V. Copat e M. Danesi. Gli scavi stanno mettendo in luce, in un'area interna del Molise poco nota tramite scavi per il periodo in esame, parte di un insediamento con una struttura di fortificazione in pietrame a secco e tracce di un tumulo funerario
La dieta come determinante nei processi di infiammazione: effetti positivi e negativi
Stati di infiammazione progressivi e costanti nel tempo sono alla base dell’insorgenza di patologie cronico-degenerative, quali obesità, sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari [1]. Tali livelli di infiammazione sono di lieve entità (low grade), senza sintomi visibili (silenti), ma persistenti, producendo col tempo effetti sistemici. La prolungata esposizione a un livello di infiammazione di basso grado influenza anche l’invecchiamento dell’organismo e la sua aspettativa di vita in buona salute (inflamm-aging) [2].
L’alimentazione e il tipo di dieta adottata sono fattori critici in grado di influenzare, sia positivamente che negativamente, la capacità dell’organismo a far fronte, tramite processi riparativi, a situazioni di infiammazione cronica. La letteratura scientifica ha evidenziato come alcuni alimenti o categorie di alimenti abbiano un effetto modesto sui livelli di espressione di singole molecole infiammatorie, quali proteina C reattiva, interleuchina 6 e tumor necrosis factor α (TNF-α) [3].
La composizione della dieta si è invece dimostrata in grado di influenzare significativamente l’insorgenza dell’infiammazione cronica di basso grado. Evidenze sperimentali indicano come, ad esempio, l’assunzione di carboidrati a maggior indice glicemico (cioè digeriti, metabolizzati e assorbiti più velocemente) e di acidi grassi saturi siano associati ad un aumento dell’infiammazione sistemica. L’assunzione di fibra alimentare, acidi grassi polinsaturi n-3 e monoinsaturi e carotenoidi è stata invece dimostrata essere associata a bassi livelli di marker infiammatori circolanti [4,5].
Negli ultimi anni sono state condotte diverse ricerche per studiare il possibile effetto pro-infiammatorio di latte e latticini. Da un’analisi sistematica della letteratura è stato però concluso che i derivati del latte presentano proprietà antinfiammatorie sia nelle persone sane, non affette da allergie al latte, che nei soggetti affetti da dismetabolismi [6]. Alcuni studi in ambito di nutrizione preventiva hanno inoltre dimostrato che alcuni componenti bioattivi degli alimenti, quali i polifenoli, sono in grado di modulare pathway coinvolti nella risoluzione dell’infiammazione, mostrando una tipica response to injury ed evocando una risposta riparativa promettente e desiderabile in processi infiammatori cronici [7-9].
In numerosi studi osservazionali e in trial clinici, i pattern alimentari caratterizzati da un elevato rapporto tra acidi grassi insaturi e saturi, abbondante consumo di frutta, verdura, legumi e cereali, come nel modello alimentare mediterraneo, hanno mostrato effetti protettivi e preventivi verso l’infiammazione cronica di basso grado se confrontato con i modelli alimentari tipici del Nord America e del Nord Europa [10,11]. Le basi molecolari e metaboliche sono molto complesse e non ancora del tutto chiarite, in quanto il livello di infiammazione derivante dall’adozione di abitudini alimentari scorrette è basso e non sempre i classici biomarcatori di infiammazione sistemica possono essere messi in relazione con tale livello silente [12,13].
L’influenza dei pattern alimentari sugli stati di infiammazione cellulare sistemica è certa ma complessa. Dal punto di vista della prevenzione primaria, modelli alimentari equilibrati e prudenti come la dieta mediterranea rimangono sicuramente un cardine per aumentare l’aspettativa di vita in buona salute [14].
Riferimenti bibliografici: [1] Hunter P (2012) EMBO Rep 13:968-970. [2] Calder PC, Bosco N et al. (2017) Ageing Res Rev 40:95-119. [3] Lyons CL, Kennedy EB, Roche HM (2016) Nutrients 8: article 247. [4] Barbaresko J, Koch M et al. (2013) Nutr Rev 71:511-527. [5] Galland L (2010) Nutr Clin Pract 25:634-640. [6] Bordoni A, Danesi F et al. (2017) Crit Rev Food Sci Nutr 57:2497-2525. [7] Danesi F, Ferguson LR (2017) Nutrients 9: article 958. [8] Afman L, Milenkovic D, Roche HM (2014) Mol Nutr Food Res 58:1708-1720. [9] Derlindati E, Montanini B et al. 39° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana, Napoli 19–21 novembre 2018, p. 5. [10] Bonaccio M, Pounis G et al. (2017) Br J Clin Pharmacol 83:107-113. [11] Tosti V, Bertozzi B, Fontana L (2018) J Gerontol A Biol Sci Med Sci 73:318-326. [12] Calle MC, Andersen CJ (2019) Dis Markers 2019: article 3102870. [13] Del Giudice M, Gangestad SW (2018) Brain Behav Immun 70:61-75. [14] Schulze MB, Martinez-Gonzalez MA et al. (2018) BMJ 361: article k2396
Valutazione globale delle performance aeroportuali: applicazione della Data Envelopment Analysis (DEA) agli aeroporti italiani
Le performance di un sistema di trasporto aereo possono essere distinte secondo la tipologia in: performance operative, performance economiche e performance ambientali. Inoltre, considerando i differenti soggetti coinvolti nel processo di produzione, erogazione e consumo dei servizi di trasporto aereo, si possono distinguere i punti di vista: delle società di gestione aeroportuali; delle compagnie aeree; degli utenti; del Regulator.
Dopo una breve descrizione delle misure di performance operative, economiche ambientali più comunemente utilizzate, nella nota è affrontato il problema della valutazione delle performance, dal punto di vista del Regulator attraverso un indice globale. Nella nota è messo in evidenza come dal processo di liberalizzazione in atto nel trasporto aereo, e dal conseguente processo di commercializzazione e privatizzazione dei servizi aeroportuali, scaturisca una sempre maggiore spinta verso la misure delle performance aeroportuali in particolare dal punto di vista del Regulator: esso infatti deve assolvere una serie di compiti, nell’interesse della collettività, che sono sinteticamente riportati nella nota.
Un attenta ricerca nella letteratura tecnica internazionale ha messo in evidenza come negli ultimi anni la DEA (Data Envelopment Analysis), dopo essere stata utilizzata per la valutazioni di aziende erogatrici di servizi, come scuole, ospedali, università, stia riscuotendo un crescente successo per la misura delle performance globali degli aeroporti. La DEA è una tecnica di programmazione lineare, non parametrica e deterministica, che fornisce una misura scalare di produttività relativa per una serie di entità, dette “unità decisionali” (Decision Making Units, DMU): queste operano nello stesso campo di attività convertendo degli input, multipli, in output, multipli. Nella DEA un input è inteso semplicemente come una variabile del processo produttivo di cui si auspichi un valore basso, mentre un output è inteso come una variabile del processo produttivo di cui si auspichi un valore alto.
I modelli, base, della DEA possono essere classificati: in modelli orientati all’input e in modelli orientati agli output; modelli a ritorni di scala costanti e modelli a ritorni di scala variabili. E’ quindi descritto il modello cosiddetto CCR (acronimo delle iniziali degli autori che per primi l’ hanno proposto). Sono dettagliatamente descritte le varia forme che può assumere questo modello. Successivamente è descritto il modello cosiddetto BCC (anche esso acronimo delle iniziali degli autori che per primi l’ hanno proposto): a differenza di quello CCR si tratta di un modello a ritorni di scala costanti. La implementazione di entrambi i modelli permette di determinare per ciascuna DMU: l’efficienza tecnica globale, l’efficienza puramente tecnica e l’efficienza di scala. In un paragrafo della memoria sono messi in evidenza i pregi e i difetti della DEA. Segue quindi una applicazione del metodo al caso degli aeroporti italiani. I risultati dell’applicazione del metodo permettono di stilare una classifica di efficienza degli aeroporti italiani in base all’efficienza tecnica globale (modello CCR) e all’efficienza puramente tecnica (modello BCC). La determinazione dell’efficienza di scala, inoltre, ha messo in evidenza che molti aeroporti italiani sono inefficienti anche a causa del fatto che la scala delle loro operazioni non è sufficientemente grande
Effect of sourdough process on the antioxidant protective effects of Kamut bread in experimental animals
Effect of sourdough process on the antioxidant protective effects of Kamut bread in experimental animals
Andrea Gianotti, Francesca Danesi, Maria Elisabetta Guerzoni and Alessandra Bordoni
Campus of Food Science, University of Bologna, Cesena, Italy.
Corresponding e-mail address: [email protected]
Introduction
The effectiveness antioxidant compounds (carotenoids, polyphenols, Selenium) naturally occurring in cereals or due to technological processes largely depends on their bioavalability (Liu, 2007). Kamut® is an “ancient grain”, however its health properties remain unknown.
The aim of this research is to study the role of sourdough process in the counteraction of an oxidative stress in experimental animals fed exclusively Kamut bread.
Methods
Kamut (KB) and wheat bread (WB) were obtained by straight process and sourdough process (SKB). Male weaning Wistar rats (21 day old) were fed WB, KB or SKB for 8 weeks, then they received intraperitoneally 10 mg/kg b.w. adriamycin (ADR) or an equal volume of saline solution. ADR is a well know chemioterapic provoking an oxidative stress. Forty height hours later, rats were sacrificed and the following parameters measured in plasma according to Danesi et al. (2006): fasting glycemia, total antioxidant activity (TAA), and concentration of reactive oxygen metabolites (ROMs).
Results
Although all rats were frankly hypoglycemic, in basal condition glycemia was closer to normal range in KB rats. Oxidative stress induced by ADR administration caused a significant increase in fasting glycemia in all rat groups. However, the increase was lower in rats fed by sourdough bread. Plasma TAA, which represents the total antioxidant defences in plasma, usually decreases In oxidative condition, due to the consumption of antioxidants for the counteraction of the stress itself. After ADR administration TAA significantly decreased in WB rats, while it was unchanged in rats fed KB and SKB.
ROM level is an index of oxidative stress. In basal condition (without ADR administration) ROMs level was extremely and significantly lower in SKB and KB rats than in WB ones, indicating a lower oxidative stress The same protective effect of SKB and KB was evidenced after ADR administration.
Discussion
Although all cereal products resulted as good source of available antioxidants, as evcidenced by TAA value within normal range, the level of oxidative stress was extremely lower in kamut fed animals, in both basal condition and after ADR administration. SKB appear the most effecting in maintaining a low oxidative state. Since rats were fed cereal products only, it is conceivable that diets based on kamut products are able to maintain a very low level of oxidative stress. Further investigation to deeply investigate on the role of flour components, their bioavailability and on the biofortification of sourdough process are in progress.
References
Liu, R.H J. Cereal Sc. 2007, 46: 207-219
Danesi, F., et al. J. Agric. Food Chem. 2006, 54:1203-120
La previsione del traffico aeroportuale passeggeri annuo mediante l'analisi delle serie storiche: applicazione di varie tecniche di analisi e di criteri di scelta del trend - The forecast of annual airport passenger traffic through historic series analysis: application of various analysis techniques and criteria for trend choice.
This paper illustrates some elementary techniques related to time-series analysis, in order to forecast short, and medium term, annual airport passenger traffic. The method examined are: linear and exponential trend projections, medium rate method and market share (or top-down) model. In addition, some quantitative criteria are suggested to solve problem of trend choice (whether linear or exponential): these criteria are based on RESET test and on a test about no-decrease of rates. Traffic time-series (from 1984 to 1995) of ten among the major Italian airports and of the whole Italian airport system are analysed, using the techniques previously mentioned. A post factum 1-year and a post factum 5-year point forecasts are formulated and compared with traffic data actually registered in 1996 and 2000. It is thus possible to express some considerations about reliability of the examined methods. SOMMARIO - In questa nota vengono illustrate alcune tecniche per l’analisi delle serie storiche finalizzate a formulare delle previsioni, a breve e medio termine, per il traffico aeroportuale passeggeri annuo. I vari metodi di analisi delle serie storiche, e di scelta del trend, sono applicati alle serie storiche dei dati di traffico, dal 1984 al 1995, di dieci tra i maggiori aeroporti italiani, e alla serie storica del traffico aeroportuale italiano nel suo complesso. Nella nota sono utilizzati alcuni metodi di analisi delle serie storiche fra i più diffusi nella pratica della previsione della domanda di trasporto aereo:
1) il metodo della proiezione del trend, lineare ed esponenziale;
2) il metodo del tasso medio;
3) il metodo della quota di mercato;
Inoltre, nell’ambito del metodo del trend, sono proposti, e sperimentati, alcuni criteri per la scelta del tipo di trend: in particolare nella nota sono esaminati il trend lineare e il trend esponenziale. I criteri per la scelta del tipo di trend, proposti nella nota, sono:
a) il metodo basato sul test RESET
b) il metodo basato sul test sulla significatività statistica della “non decrescenza dei tassi”.
Le varie tecniche sono utilizzate per formulare, a posteriori, delle previsioni di traffico puntuali a 1 e 5 anni. Il confronto tra i valori previsti e i dati di traffico effettivamente registrati, rispettivamente nel 1996 e nel 2000, permette di effettuare delle valutazioni sulla affidabilità dei vari metodi considerati.
Gli esiti delle prove mostrano una certa debolezza intrinseca dell’approccio previsionale basato sull’analisi delle serie storiche: pur applicato nella nota seguendo le raccomandazioni che sono comunemente consigliate in letteratura. Mediamente l’entità degli errori è risultata: del 3 4 % per le previsioni ad 1 anno: di entità perciò paragonabile all’entità del tasso medio di crescita annuo del traffico aeroportuale italiano ( pari in media a circa il 6% nel periodo considerato); del 10 15%, mediamente, per le previsioni a 5 anni. Il confronto fra i metodi per la scelta del tipo di trend ha messo in evidenza la superiorità del criterio basato sul test sulla significatività statistica della “non decrescenza dei tassi”
Urolithin metabotype A remodels the transcriptome of M2 macrophages towards a non-inflammatory profile
Background. In humans, ellagitannins (ETs), polyphenols present in nuts, seeds and some fruits such as pomegranates, can be metabolised by intestinal microbiota to urolithins (UTs), which controversial evidence [1] associates to anti-inflammatory and anti-oxidant properties. According to microbiota composition, humans metabolise ETs in line with one of three different metabolic phenotypes or metabotypes: metabotype A (urolithin A and conjugates), metabotype B (conjugates of urolithin B and isourolithin A, in addition to urolithin A), and metabotype 0 (not producing urolithins) [2]. Macrophages play a pivotal role in inflammatory diseases, including atherosclerosis, and differentiate in either M1 macrophages (with pro-inflammatory properties) or M2 macrophages (with anti-inflammatory properties) in response to the cytokine milieu. We hypothesised that ET metabotypes could differently affect macrophages, and hence may display a different potential for prevention of and protection from inflammatory diseases.
Aim. To assess the effect(s) of physiological doses of UTs, mimicking the three different human metabotypes of ETs, on gene expression profile in human M1 and M2 polarised macrophages.
Methods. Monocytes were isolated from healthy donors’ buffy coats and then stimulated to induce M1 or M2 phenotypes, in the presence or absence of different UT combinations, reproducing the A, B, and 0 metabotypes. The gene expression profile was analysed with whole human genome microarray technology. Gene expression data were analysed with GeneSpring GX v11.5; Differentially expressed genes were identified by Moderated t-test (Benjamini Hochberg correction p-value < 0.05). Gene enrichment analysis was applied on the significant differentially expressed list of genes.
Results. The transcriptome of M1 macrophages was minimally influenced by UT metabotypes. In contrast, in M2 macrophages, metabotype A UTs induced extensive significant changes in gene expression of M2 macrophages, apparently enhancing their anti-inflammatory properties, by downregulating the focal adhesion and transendothelial migration pathways, and also amplifying their anti-senescence mechanisms, by upregulating lysosomal activity and DNA repair pathways. Metabotype B reduced the expression of key genes involved in leukocyte transendothelial migration.
Conclusions. These findings indicate that metabotype A UTs cause an extensive remodelling of the transcriptomic platform of M2 macrophages, whereas metabotype B UTs induce relatively minor changes. These changes are compatible with an enhancement in M2 macrophages of anti-inflammatory properties and, only for metabotype A UTs, of anti-senescence mechanisms, including autophagy. These data suggest that the people with metabotype A may receive a much greater benefit from high ET intake towards organ damage/clinical events due to inflammatory diseases, in particular, atherosclerosis. Real time PCR validation will be performed to confirm these results.
Acknowledgments. This study was supported by the Italian Ministry of Education, University and Research MIUR – SIR programme (no. RBSI14LHMB).
References. [1]. Danesi F, Ferguson LR. Could pomegranate juice help in the control of inflammatory diseases? Nutrients. 2017; 9(9):E958. [2]. Tomás-Barberán FA, García-Villalba R, González-Sarrías A, Selma MV, Espín JC. Ellagic acid metabolism by human gut microbiota: consistent observation of three urolithin phenotypes in intervention trials, independent of food source, age, and health status. Journal of Agricultural and Food Chemistry. 2014; 62(28):6535–8
Il sistema di trasporto aereo nazionale italiano: sviluppo della domanda passeggeri ed evoluzione strutturale della rete - The Italian domestic air transport system: growth of passenger demand and network structural evolution
This paper analyses the growth of Italian domestic passenger air transport demand in the period between 1982 and 2002. This paper also investigates how the structure of the Italian domestic scheduled air transport network has changed in order to face the growing traffic volumes. Special attention is given to the problem of measuring spatial concentration in a passenger air transport network. For this purpose, the Gini-index and the Herfindahl-Hirschman-index are considered. Finally, focus is brought on the effects produced, by some changes in the structure of Italian domestic air transport network, on the passenger demand growth in the period between 1982 and 2002. SOMMARIO -In questa nota, dopo una breve introduzione su alcune caratteristiche del sistema di trasporto aereo che si sono manifestate negli ultimi decenni, è analizzata la crescita della domanda di trasporto aereo passeggeri in Italia nel periodo 1982-2002. La domanda di trasporto aereo italiana nazionale ha mostrato una crescita di tipo esponenziale, ad un tasso medio annuo pari a circa il 6%. L’andamento della domanda si è rilevato fortemente correlato all’andamento del PIL; il valore dell’elasticità della domanda, rispetto al PIL, nel periodo 1982-2002, è risultato pari a circa 3. L’incremento del traffico nazionale di linea si è verificato senza radicali modificazioni nella distribuzione geografica della domanda. E’ risultato però significativo il calo della domanda, esclusivamente in termini di percentuale sul totale italiano, assorbita dall’aeroporto di Roma Fiumicino: questo calo è andato a beneficio del sistema di aeroporti milanesi (Linate + Malpensa), e degli aeroporti regionali italiani; nella presente nota si intendono per aeroporti regionali gli aeroporti non appartenenti ai sistemi aeroportuali di Roma e di Milano. Il consistente sviluppo della domanda negli aeroporti regionali si è, comunque, manifestato soprattutto nell’ambito del traffico internazionale: anche se il traffico nazionale resta ancora oggi la componente principale del traffico di questi aeroporti. Nel periodo 1982-2002 la rete di trasporto aereo nazionale italiana ha incrementato notevolmente la capacità offerta: mentre però negli anni 80 una quota non trascurabile della crescita è stata assorbita tramite l’impiego di aeromobili più capienti, negli anni 90 la crescita del traffico è stata accompagnata da una diminuzione della dimensione media degli aerei e perciò da un aumento delle frequenze più che proporzionali alla domanda, poiché i coefficienti di occupazione degli aeromobili sono rimasti sostanzialmente costanti.
Nella seconda parte della nota è affrontato il problema della valutazione quantitativa della concentrazione spaziale di una rete di trasporto aereo attraverso l’utilizzo di due indici: l’indice di concentrazione di Gini e l’indice di concentrazione di Herfindahl-Hirschman. Lo studio mette in evidenza che il rapporto di concentrazione di Gini sembra confermarsi la misura più efficace della concentrazione spaziale di una rete di trasporto aereo. In ogni caso deve essere sottolineato che il grado di concentrazione spaziale non può essere generalmente confuso con il grado di “hubbing” nella rete: infatti l’“hubbing” non presuppone solo la concentrazione spaziale dei voli, ma anche la concentrazione temporale ed il coordinamento dei servizi (“effective hubbing”). In particolare lo studio mette in evidenza come nel caso della rete di trasporto aereo italiana il sistema degli aeroporti milanesi è un polo importante, ma non funziona come un hub, almeno per il traffico nazionale. Nel caso del traffico nazionale italiano per misurare il grado di “hubbing” nella rete risulta più adatto l’indice di Herfindahl-Hirschman.
Nella parte finale della nota sono stati costruiti alcuni modelli di regressione lineare allo scopo di verificare se, e quanto, le modificazioni subite dalla struttura della rete, in termini di offerta, abbiano influenzato la crescita della domanda. In base ai risultati ottenuti dai modelli si è potuto rilevare, principalmente, quanto segue: l’aumento della frequenza dei voli, più che proporzionale rispetto al traffico, sembra che abbia influenzato la crescita della domanda; la diminuzione del grado di “hubbing” sembra che abbia stimolato la domanda di trasporto, anche se non è possibile distinguere bene tale effetto dall’effetto provocato dalla crescita del PIL; le modificazione, peraltro risultate lievi, della concentrazione spaziale della rete non sembrano avere condizionato sensibilmente la crescita della domanda. Deve essere comunque sottolineato che l’aumento della frequenza dei voli, in modo più che proporzionale rispetto al traffico, stimola la crescita della domanda, ma rappresenta anche una diminuzione dell’efficienza del sottosistema della offerta di trasporto; infatti, tale aumento della frequenza, comporta in particolare un incremento: degli impatti sul sistema ambientale, dei costi di produzione del servizio e della congestione del sistema di trasporto aereo
Strichartz estimates for the 2D and 3D massless Dirac-Coulomb equations and applications
In this paper we continue the analysis of the dispersive properties of the 2D and 3D massless Dirac-Coulomb equations that has been started in [7] and [8]. We prove a priori estimates of the solution of the mentioned systems, in particular Strichartz estimates with an additional angular regularity, exploiting the tools developed in the previous works. As an application, we show local well-posedness results for a Dirac-Coulomb equation perturbed with Hartree-type nonlinearities.(c) 2023 The Author(s). Published by Elsevier Inc. This is an open access article under the CC BY license (http:// creativecommons .org /licenses /by /4 .0/)
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