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    Paesaggio e architettura nella Basilicata del XIV secolo.

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    Il XIV secolo segna per la Basilicata un periodo di forti stravolgimenti sia sul piano politico, che su quello economico, con delle ripercussioni sull’organizzazione territoriale e sociale della regione. I conflitti tra Svevi ed Angioini prima, e la violenta repressione attuata da questi ultimi sui centri ribelli poi, preparano la strada ad una forte crisi, aggravata da una fase climatica molto fredda. Grandi piogge con le consecutive esondazioni dei fiumi Bradano e Basento, portano ad un’alterazione della morfologia del territorio. Diversi sono i centri che vengono abbandonati, mentre altri vengono fondati in punti strategici dell’intero territorio regionale. Lo studio del paesaggio lucano in questo contesto storico rappresenta una chiave di lettura alle complesse dinamiche antropiche del territorio

    Il decoro in architettura. Le riggiole napoletane

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    To the knowledge of architecture becomes a valid area of research, also for Fixed protection Policies and original recovery of Image Building, analyzing coatings and decorations What characterized Especially the noble building. It ranks in this research conducted on the use of riggiole Neapolitan with in the Cutinelli-Rendina Palace a Campomaggiore in Basilicata

    ARCHITETTURA E PAESAGGIO LUNGO I PERCORSI MARIANI IN BASILICATA. IL CASO DI ROSSANO DI VAGLIO IN PROVINCIA DI POTENZA

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    Il territorio lucano, abitato da millenni, si contraddistingue per la presenza di testimonianze architettoniche ereditate del passato non sempre di facile lettura, viste le complesse stratificazioni che le caratterizzano. Lo studio per la loro documentazione diviene, pertanto, l’occasione per la conoscenza di esse. È così che le stesse sono scomposte ed analizzate al fine di cogliere i valori formali e simbolici che le contraddistinguono, oltre alle relazioni con l’ambiente circostante. Architettura e paesaggio sono il connubio su cui si basano articolati percorsi di ricerca, dove gli strumenti della rappresentazione diventano fondamentali per una loro corretta documentazione. Si colloca in quest’ambito la ricerca della Scuola di Ingegneria sui santuari mariani extra moenia, realizzati nel corso dei secoli in territori fortemente naturali ed in prossimità di importanti percorrenze. È mediante il rilievo diretto che questi edifici sono analizzati al fine di coglierne le specificità architettoniche, ed operare una loro datazione diretta, là dove le fonti archivistiche risultano essere frammentarie e di non facile comprensione. Una delle testimonianze analizzate è il santuario di Rossano, in Basilicata. Costruito in agro di Vaglio a poca distanza da un’area sacra di epoca lucana (IV secolo a.C.) dedicata ad una figura femminile legata alla ciclicità della natura e alle acque, questo rappresenta un modello architettonico che troviamo riproposto anche in altri siti della Basilicata. Lo stesso contesto naturale in cui l’edificio è realizzato è simile a molti altri scelti per la costruzione di santuari mariani caratterizzati dalla presenza di boschi e di sorgenti. L’analisi sull’edificio di Rossano si pone come linea guida per lo studio di tutti gli altri santuari esistenti, al fine di garantirne memoria architettonica e paesaggistica là dove il concetto di tutela diventa non sempre di facile attuazione, e dove si stanno registrando delle trasformazioni ambientali che porteranno ad un’alterazione del contesto originario

    L’ANALISI PER IL RECUPERO DELL’ARCHITETTURA PER SOTTRAZIONE IN BASILICATA. IL CASO DI PIETRAGALLA IN PROVINCIA DI POTENZA

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    The climatic heterogeneity that characterizes the Mediterranean area has lead men, which lived in those places since the antiquity, to modify and to adapt the land that surrounded them in order to create domestic or service spaces according to their needs and their comfort. It is so that to obtain bioclimatic rooms, as we call them today, the tufaceous walls have been excavated to realize hypogeal spaces, more or less extended, in which living or preserving the food, considering the constant temperature of the so obtained rooms, besides the particular humidity’s conditions. Are so obtained caves that if, on one hand, change the slope’s natural morphology thanks to the simple fact that are excavated works, on the other hand they marry with the landscape becoming almost invisibles. A good example is the rich town of Pietragalla, in Basilicata, in which is located a group of 200 tufaceous caves, distributed harmonically on more level’s shares. Today the Palmenti of Pietragalla are one of the evidences of rural productive centre of greatest importance of the lucan territory, in half way between rural and urban landscape, that must be preserved and recovered. Finished, in the majority of cases, the function for which they where realized, we ask on which are the compatible interventions for this kind of architecture, where the missing of a constant maintenance determine a quick ruin. The analysis of what has been shortly said, supported by a capillary documentary searching of the past interventions, besides a metric and material survey, has lead to the writing of a “practice code” for the compatible recovery of those very important evidences of the past

    Quale futuro per i paesi abbandonati: idee progettuali per la tutela e la valorizzazione

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    Le tematiche dei contributi dovrebbero evidenziare lo stato attuale delle conoscenze e delle tecniche dal punto di vista della conservazione e valorizzazione del Patrimonio di interesse storico architettonico, urbano, ambientale e paesaggistico. L’obiettivo principale è quello di sottolineare i temi della conservazione, del restauro e del riuso di edifici storici, di centri monumentali e del paesaggio dai seguenti punti di vista: 1. Criteri e modalità di intervento in tempo di crisi. La conservazione del Patrimonio può subire potenziali rischi naturali e antropici. 2. Tecnologie e metodologie operative per la conservazione. 3. La vita negli edifici e nelle città storiche. 4. Nuove considerazioni per l’utilizzo e la valorizzazione dei monumenti. 5. La fruizione del Patrimonio: itinerari culturali e paesaggio

    Dalla documentazione all’analisi energetica. Architetture di terra in Basilicata.

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    In Basilicata la tecnica costruttiva dell’adobe ha origini antiche e diffuse, come dimostrano i ritrovamenti di manufatti risalenti al III sec. a.C. nel bosco di Andriace, nei pressi del Comune di Montalbano Jonico, e al V sec. a.C. sulla collina di San Bernardo, a pochi chilometri da Vaglio di Basilicata, o anche tutti gli edifici rurali e gli annessi agricoli realizzati fino al primo trentennio del XX secolo nelle aree centrali della regione. Così come è accaduto in altre parti d’Italia e del mondo, l’impiego di nuovi materiali derivanti da processi industrializzati, una rinnovata idea di comfort abitativo, oltre che calamità naturali (sisma del 1980) hanno portato all’abbandono delle dimora in terra o alla loro demolizione e ricostruzione ex novo con altre tecniche costruttive. Dalla volontà di tramandare memorie sociali e storiche di questi edifici che apparentemente non hanno particolari valori oggettivi per la conservazione, ma che custodiscono valori altrettanto importanti da preservare è scaturita la necessità di salvaguardare questo patrimonio diffuso. Il cui recupero e valorizzazione non può prescindere dalla sua conoscenza storica, culturale, materica e delle tecniche costruttive. È pertanto fondamentale un approccio rigoroso al manufatto che ne analizzi la tecnica costruttiva adottata per la sua realizzazione, le fasi evolutive, gli elementi tecnologici, lo stato di fatto ed il grado di conservazione. Il presente lavoro si connota come punto di partenza nella catalogazione e monitoraggio nel tempo dell’evoluzione e dello stato di conservazione del patrimonio in terra. L’obiettivo è perseguito mediante l’elaborazione di schede, frutto di indagini effettuate sul campo, che offrono al tecnico, chiamato ad intervenire sul manufatto, la possibilità di conoscerne gli aspetti tipologici, dimensionali e di degrado in modo da poter effettuare un intervento di recupero mirato. La raccolta di tali schede all’interno di un data base implementabile ne consente una simultanea comparazione e conseguentemente la possibilità di effettuare una stima dei costi per il recupero, la conservazione e la manutenzione del patrimonio in terra cruda superstite. La possibilità di correlate il data base ad un GIS ne amplifica le potenzialità

    LE ANALISI SULLE PITTURE PARIETALI IN BASILICATA: TECNICHE AVANZATE DI IMAGING PER LO STUDIO DEI BENI CULTURALI

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    Numerose sono le emergenze architettoniche nel territorio lucano che conservano al loro interno importanti testimonianze di arte pittorica sedimentatasi nel corso dei secoli. Cicli di affreschi, o episodi puntuali, rappresentano un importante tassello di quella che è la storia dell’arte di una realtà interna geograficamente, ma che recepisce, seppur con ritardo, i grandi fermenti artistici italiani. La difficile accessibilità dei siti, la rovina che in molti casi li ha interessati, come anche le difficili condizioni per la loro salvaguardia, sono state per decenni la causa della dissoluzione di questo importante patrimonio, rendendo in molti casi anche difficile lo studio, e quindi la lettura iconografica, con metodi tradizionali. L’avvento del digitale ha certamente rappresentato un’importante svolta per la documentazione, la diagnostica, e dunque la valorizzazione dei beni culturali. Le applicazioni della fotografia, come ben sappiamo, sono molteplici, così come molteplici sono gli approcci e gli utilizzi possibili: dalla ricerca artistica pura all’indagine scientifica (microscopia, fotogrammetrica, multispetrale, etc.). Oggi l'immagine digitale ha introdotto, e portato poi a livello capillare, i concetti di virtuale, simulazione, modello. Per l'ambito di cui ci occupiamo questi concetti sono molto importanti e riguardano i due livelli fondamentali del tema Beni Culturali: la valorizzazione e lo studio. Pensiamo all’introduzione dei panorami orbicolari interattivi (qtvr) che consentono non solo la rappresentazione (il documento) ma l’esplorazione virtuale dei luoghi, luoghi prima mai visti vuoi per inaccesibilità, vuoi per distanze. L'evento epistemologico del trattamento digitale delle immagini (l'Eidiomatica declinata attraverso le diverse componenti quali il bitmap fotografico, la computer graphics, la computer animation, il CAD, etc. ) è costituito dalla costruzione sintetica delle stesse: l'immagine è il prodotto di un gioco di astrazione formale. Esistono, dunque, interessanti possibilità che le tecnologie e le metodologie digitali attuali permettono. Tecniche come l’Image Interpretation, la Remote Sensing, l’Image Based Modeling ricordiamo i QTVR objet, e la Structure Form Motion (SfM) che partendo dagli studi sulla Computer Vision e dalla percezione visiva permette la ricostruzione della terza dimensione a partire da sequenze di immagini bidimensionali. Tecniche basate sulla fotografia, con grandi possibilità di analisi che oggi riscuotono un largo interesse tanto sul versante della ricerca, quanto in quello applicativo e che, a differenza delle tradizionali acquisizioni con Laser Scanner, hanno un costo e una flessibilità maggiore. Modellazione virtuale e rilievo consentono, dunque, di documentare, studiare, e valorizzare queste importanti testimonianze del passato, e di cogliere anche il rapporto tra architettura e pittura parietale, oltre che rappresentare un valido supporto per lo studio dei pigmenti pittorici, e dunque per la diagnostica
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