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    Neuroscienze e Disturbi Specifici dell’Apprendimento: verso una “Neurodidattica”?

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    Nel presente articolo si intende presentare una prima esposizione, ancora incompleta e disorganica, di alcuni elementi utili ad aprire una riflessione sulle possibili e/o necessarie implicazioni e fecondazioni tra neuroscienze e didattica, con particolare riferimento al tema dell’intervento abilitativo-didattico per gli alunni con DSA. La proposta del neologismo “neurodidattica” è da intendersi in termini quasi provocatori: la finalità è quella di richiamare l’attenzione sui necessari cambiamenti della professionalità (e della professionalizzazione) dei docenti, per l’integrazione e la valorizzazione di tutte le dimensioni costituenti i processi di insegnamento – apprendimento, compresa quella corporea e neuropsicologica, in un’ottica che deve rimanere pedagogica

    Teoria della mente e funzione riflessiva: individuazione di un campo di studio interdisciplinare e implicazioni per la formazione degli insegnanti

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    La capacità di comprendere gli stati mentali (mentalizzazione) non è geneticamente data, ma si sviluppa dipendendo in maniera critica dall’interazione con menti più mature, benevole e riflessive. La funzione riflessiva è definita come la manifestazione estrinseca della mentalizzazione. Le Raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio del 2006 identificano come obiettivo il garantire a ogni cittadino competenze civiche e sociali, e lo sviluppo di capacità di pensiero critico e creativo come scopo della formazione. Si sostiene dunque che la funzione riflessiva sia la condizione fondamentale per lo sviluppo di tali capacità e che la funzione possa essere materia di formazione.The ability of understanding mental states (mentalization) is not genetically given, but develops depending on the critical interacting with more mature, benign, and reflective minds. The reflective function is defined as the outward manifestation of mentalization. The Recommendations of the European Parliament and Council in 2006 identify as a goal that of providing every citizen with social and civic skills, together with the development of critical and creative thinking skills meant as the specific goal of training. This paper claims that the reflective function is the basic condition for the development of such skills and that the function can be the subject matter of training

    Le dimensioni implicite e affettive nelle relazioni a scuola e il successo scolastico.

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    ABSTRACT La scelta di un modello che integri l’approccio educativo con quello evolutivo garantisce una prospettiva che contempla le dimensioni individuali e quelle contestuali e sociali entro le quali inscrivere le dinamiche di criticità e complessità relazionale. Le convergenze dei concetti esplicativi di modelli relazionali recenti delineano un’idea di relazione nella quale la dimensione qualitativa garantisce una circolarità virtuosa tra relazioni-sviluppo-apprendimento- salute. L’ipotesi di un percorso di formazione “relazionale” per i docenti restituisce loro la titolarità di un compito pedagogico contro la logica della “delega all’esperto” o del disimpegno, gettando lo sguardo oltre l’“alunno-problema”.The choice of the theory which combines both the educational approach and the evolutive approach assures a prospective that takes into consideration the individual, contextual and social importances within which the dynamics of the critical state and relational complexity belong. The convergences of explanatory concepts of recent relational theories outline an idea of relationship in which the qualitative importance ensures a virtuous circularity between relationshipsdevelopment- learning achievement – well being. Such a proposition of a study training course for teachers means that those teachers would again have a pedagogic task contrary to the “delegate to the expert” criteria or the disengagement principle, bringing attention not only to the “problem student”
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