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    Storicizzazione e attualità dell'opera di Guidi: il catalogo generale e il convegno di studi

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    Partendo dalla pubblicazione del "Catalogo generale dei dipinti" di Virgilio Guidi (1998) e dal successivo convegno (2000), il saggio ripercorre i vari periodi del percorso artistico del pittore, proponendo alcune riflessioni e tentando di tracciare dei bilanci

    Terra e libertà. Luchino Dal Verme (1913-2017)

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    Profilo biografico e intellettuale di Luchino Dal Verme (1913-2017), comandante partigiano della Resistenza nell'Oltrepò paves

    Il complesso dei SS. Martiri dell'Uganda a Roma. Dal progetto di G. Vaccaro alla chiesa attuale

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    L’attuale complesso dei SS. Martiri dell’Uganda a Roma è realizzato su disegno di G. Vaccaro e con la struttura in cemento armato di S. Musmeci (1975-1982). Il progetto di Vaccaro (con G. Gualtieri) del 1970 ha origine dal ‘senso del luogo’ e dal rispetto delle alberature presenti nell’area, sui quali è impostato l’edificio parrocchiale (ultimato nel 1977) nella parte nord-ovest ed è definito l’impianto della chiesa in quella sud-est. L’aula presenta uno schema planimetrico riferibile al triangolo con tre pilastri al centro con nervature a sostegno della copertura in calcestruzzo, che delimitano lo spazio liturgico basso e separato dagli alti ambienti laterali. Una soluzione che non si ritrova nella chiesa odierna disegnata da E. Canino, che rielabora la pianta precedente senza raggiungere la purezza del segno architettonico di Vaccaro. La rilettura critica del percorso creativo ed esecutivo dei SS. Martiri dell’Uganda consente d’interpretare il linguaggio progettuale di Vaccaro in rapporto con i professionisti contemporanei e di approfondire l’architettura del Novecento nella sua dimensione culturale, prospettando strategie di tutela della sua spazialità come ‘luogo d’immagine’.The current system of the STs. Martyrs of Uganda in Rome was carried out from the design of G. Vaccaro (1975-1982). The project of Vaccaro of 1970 originates from the ‘sense of the place' and the respect of the trees in the nearby area. The north-west section of the parish building is set on these concepts and was finished in 1977, while they defined the installation of the south-east part of the church. The hall has a planimetric pattern that is referable to the triangle with three pillars in the center with ribs in support of the concrete cover, which delimit the low liturgical space and separated from the high lateral environments. This solution cannot be found in the church designed by E. Canino, who reprocesses the previous plant but does not achieve the purity of Vaccaro’s architectural style. The critical re-reading of the creative and executive path of the STs. Martyrs of Uganda allows the interpretation of Vaccaro’s design language in relation with Canino’s and a thorough analysis of the architecture of the twentieth century in its cultural dimension, together with addressing the protection problems concerning its spatiality as a 'place of image'

    Wiener Criteria and Energy Decay for Relaxed Dirichlet Problems

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    Dal Maso, G.; Mosco, Umberto. (1985). Wiener Criteria and Energy Decay for Relaxed Dirichlet Problems. Retrieved from the University Digital Conservancy, https://hdl.handle.net/11299/4023

    Prefissi, frequenza e acquisizione

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    Il lavoro presenta alcune considerazioni sull’acquisizione di parole prefissate da parte di apprendenti spontanei l’italiano L2 di livello avanzato e molto avanzato1. I dati discussi sono elicitati tramite l’utilizzo di un questionario sottoposto oralmente a 20 soggetti di L1 diversa. La sezione del questionario oggetto dell’indagine focalizza le modalità con le quali gli apprendenti producono parole prefissate e parasintetiche a partire dalla base lessicale proposta dall’intervistatore nativo. La produzione del lessico documentata dai nostri dati è analizzata in relazione alla frequenza degli elementi lessicali e sub-lessicali in italiano. Il risultato più evidente delle nostre analisi è la limitata incidenza della frequenza della base sulla produzione di derivati da parte degli apprendenti considerati. Questo dato naturalmente non è di per sé è interpretato come prova del fatto che il prefissato frequente è recuperato nel lessico mentale nella sua forma e non è quindi il risultato di un processo morfologico messo in atto dal parlante, benché sia innegabile che il numero di esperienze che il parlante ha con un determinato stimolo linguistico nell’uso favorisce la sua acquisizione, perchéogni occorrenza dell’elemento lessicale rafforza la sua rappresentazione rendendolo più disponibile nella memoria a lungo termine, più facilmente accessibile e maggiormente discriminabile da altre forme e rappresentazioni simili. D’altra parte, i prefissati frequenti rendono disponibili al parlante degli schemi derivazionali, cioè dei modelli a cui il parlante può ricorrere per formare parole mai prima incontrate e non registrate nel suo lessico mentale. Sembra che anche l’effetto della numerosità del prefisso possa essere interpretato in questa prospettiva e rafforzi l’ipotesi secondo la quale l’apprendente procede nella produzione attraverso la realizzazione di costruzioni analogiche, sulla base dei modelli derivazionali che egli inferisce a partire dall’input. L’incidenza della numerosità appare legata al fatto che i modelli derivazionali si rafforzano in base al numero di parole che partecipano a quello schema e tanto più essi si rafforzano tanto più sono disponibili per usi ulteriori e quindi effettivamente produttivi

    Le armi: un nuovo motivo decorativo dal Foro di Augusto

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    Edizione di alcuni frammenti di rilievi con armi dal Foro di August
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