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"I recettori per l'antigene dei linfociti: un interessante indirizzo di studio anche in ORL"
Delle due classi di cellule che rivestono il ruolo di effettori della risposta immunitaria specifica i linfociti T , prodotti nel midollo osseo e resi maturi nel timo, hanno rappresentato per lungo tempo un enigma per quanto concerne la conoscenza del loro meccanismo di interazione con l’antigene.
L’ipotesi di un dispositivo recettoriale di membrana il cui legame con l’antigene avrebbe innescato la serie di eventi caratteristici della risposta immune T-mediata pur essendo corretta è stata confermata solo di recente da dati concreti
"Le sinusiti"
La conoscenza dei fattori predisponenti e scatenanti l’insorgenza delle affezioni infiammatorie dei seni paranasali costituisce il presupposto per un corretto approccio clinico a tale patologia. In particolare, per le forme croniche lo studio e la comprensione dei meccanismi patogenetici costituisce la guida migliore per un’appropriata scelta terapeutica. In questo lavoro verranno presi in considerazione anche gli strumenti diagnostici attualmente disponibili, soprattutto in relazione alle indicazioni e alle limitazioni che li caratterizzano
Il raffreddore
Gli agenti responsabili del raffreddore sono così numerosi e antigenicamente diversi tra loro che l'allestimento di un vaccino risulta impossibile. Dunque occorre affrontare il problema della terapia sintomatica, che oscilla tra i rimedi della tradizione e avanzate sperimentazioni di biologia molecolare. Per quanto concerne il primo aspetto trova ancora un suo spazio la preparazione di decotti a base di erbe medicinali assunti per via inalatoria. Nella fase congestizia possono essere assunti vasocostrittori nasali, tenendo presenti gli effetti collaterali. Per l'ipersecrezione risulta utile l'impiego di antistaminici.
Mentre è al momento limitata a casi selezionati di importanti carenze immunitarie l'uso di farmaci antivirali, l'impiego dell'ipertermia si è rivelato in grado di bloccare la replicazione virale nella fase prodromica. Interessanti prospettive vengono dall'individuazione del recettore principale per il rhinovirus e dalla sintesi di anticorpi monoclonali capaci di bloccarlo
La tosse
Nel presente lavoro gli Autori, dopo aver fornito la definizione di “tosse” , descrivono dettagliatamente i meccanismi fisiologici di tale riflesso di difesa,ne riportano la classificazione etiologica, distinguendo tra età infantile ed adulta, per poi prenderne in considerazione gli aspetti clinici e fornire delle indicazioni sul corretto approccio terapeutico al disturbo
L'allergia nasale: importanza dei fattori ambientali e dell'areobiologia nella diagnosi e nel trattamento
Praticamente universale per quanto concerne il substrato biochimico ed istologico e le manifestazioni cliniche, la rinopatia allergica e l’allergia in generale si caratterizzano in ogni ambiente per il particolare “corredo” di sostanze allergiche. Alcune di queste sostanze agiscono come irritanti della mucosa respiratoria altre si comportano come veri e propri “aero-allergeni”, ma tutte contribuiscono allo scatenamento delle reazioni di ipersensibilità nei soggetti predisposti. Quindi se l’allergia è entità nosologica strettamente correlata all’ambiente, il monitoraggio della bioatmosfera in riferimento a pollini, muffe, polveri, derivati epidermici oltre che ad inquinanti ed irritanti aspecifici è momento fondamentale del moderno approccio diagnostico e terapeutico alla patologia da ipersensibilità respiratoria
"Dal sintomo alla diagnosi: l'ostruzione nasale"
Unilaterale o bilaterale, acuta,cronica o periodica, l’ostruzione respiratoria nasale è uno dei sintomi per i quali più di frequente i pazienti si rivolgono all’otorinolaringoiatra. Sintomo apparentemente banale, l’ostruzione nasale priva il soggetto della sola respirazione fisiologica, cioè quella in grado di fornire un’aria qualitativamente e quantitativamente adeguata per le vie aeree più basse lo espone, specie se protratta nel tempo, a disturbi bronco-polmonari tutt’altro che trascurabili. Il lavoro degli Autori, dopo un elenco dettagliato di tutte le possibili cause di ostruzione nasale, schematizza l’iter diagnostico più appropriato per l’approccio al paziente con tale disturbo
L'influenza
Considerata una delle più antiche “piaghe dell’umanità” (Shann, 1990), l’influenza è da secoli conosciuta per il suo andamento epidemico o pandemico e per la sua correlazione con condizioni meteorologiche sfavorevoli, da cui peraltro deriva il nome ancora in uso per tale patologia (influentia di freddo) (Heilman et al. 1990). Molto più recente è l’isolamento dell’agente responsabile, un virus che ha selezionato una “tattica” eccezionalmente raffinata, che gli consente, nonostante la struttura massimamente semplificata, di diffondersi in brevissimo tempo avendo temporaneamente o definitivamente la meglio su organismi ben più complessi, di scomparire dalla scena e riapparire a mesi di distanza, completamente rinnovato e quindi irriconoscibile da parte delle sentinelle del sistema immunologico. Il risultato di tale comportamento è che ogni anno almeno il 30% della popolazione dei paesi occidentali presenta l’infezione in forma clinica e circa l’1% dei pazienti colpiti necessita di ricovero ospedaliero con notevoli costi in termini di morbosità (spesa sanitaria, perdita di giorni lavorativi) e mortalità
"La sindrome di Sjogren: recenti acquisizioni"
Seconda solo all’artrite reumatoide tra le malattie di interesse reumatologico, la sindrome di Sjogren, per l’interessamento morfologico e funzionale delle ghiandole salivari maggiori, potrebbe a ragione essere considerata una delle parotidomegalie pseudo tumorali, ma l’estensione dei siti dell’organismo coinvolti da tale disordine messa in luce da recenti ricerche suggerisce l’opportunità di una autonoma messa a punto.
Sulla base di criteri essenzialmente clinici le sindrome va classificata in due sottotipi: primaria, caratterizzata da cherato-congiuntivite secca e xerostomia, spesso accompagnata da tumefazione transitoria della ghiandola parotide, e secondaria, associata malattie del connettivo.
Mentre non si conosce il ruolo etiologico dei fattori ambientali,risultano di indubbia importanza i fattori genetici e la presenza di una stimolazione antigenica(EBV, Cytomegalovirus).
Considerata una malattia dell’età adulta (picco in donne tra 40 e 60 anni), la patologia risulta essere frequente anche nel bambino.
Dal punto di vista clinico il sintomo prevalentemente lamentato dal paziente è la xerostomia; il paziente che riferisce tale disturbo va attentamente esaminato al fine di escludere altre cause del sintomo (ostruzione delle alte vie aeree, uso di farmaci ad azione anticolinergica (antidepressivi triciclici, anti-Parkinsoniani, antispastici, decongestionanti), irradiazioni della regione testa-collo a scopo terapeutico, uso di alcuni dentifrici, depressione, stress.
I disturbi oculari devono essere sempre ricercati con una visita oculistica e con lo studio del film lacrimale, il reperto di cherato-congiuntivite secca sarà indicativo per la conferma della diagnosi di sindrome di Sjogren.
La biopsia della ghiandole salivari minori, da eseguire in presenza del patognomonico quadro clinico, consente di osservare le alterazioni istologiche caratteristiche.
La natura dei linfociti presenti negli infiltrati ghiandolari può essere studiata con metodiche immuno-istologiche mediante l’esame con anticorpi monoclonali.
L’approccio al trattamento del paziente con sindrome di Sjogren non può che essere multidisciplinare: solo dalla collaborazione dell’otorinolaringoiatra con il reumatologo,l’oculista e il dentista il paziente potrà ottenere un miglioramento dei sintomi e la prevenzione di ulteriori danni
"La rinite allergica"
La rinite allergica, espressione a livello nasale di una disreattività specifica della mucosa respiratoria, fa parte del gruppo nosologico delle rinopatie vasomotorie con le quali condivide le modalità di presentazione clinica. Dopo l’esposizione di richiami fisiopatologici, il presente lavoro presenta una panoramica di indagini diagnostiche e approcci terapeutici per la corretta gestione del paziente affetto da tale patologia
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