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Finalizzazione protesica complessa nei casi di osteointegrazione avanzata. Linee guida di eccellenza e gestione dei fattori di rischio : Analisi statistica retrospettiva
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Valutazioni stabilometriche ed elettromiografiche delle disgnazie in dentizione mista
In questo lavoro gli Autori presentano le caratteristiche tecniche e il modo d’impiego, le indicazioni le applicazioni cliniche e i vantaggi della pedana stabilometrica e sottolineano l’importanza dell’utilizzo di esami strumentali non invasivi, come la stabilometria e l’elettromiografia, che a tutt’oggi non sono entrati nel protocollo operativo della maggior parte degli ortodontisti. Viene proposto l’utilizzo della pedana stabilometrica come necessario strumento d’indagine diagnostica, di valutazione prognostica e di controllo dell’efficacia terapeutica, considerando le disgnazie come parte di un più ampio contesto funzionale e di correlazione posturale
Laser welding vs brazing: Clinical and histological evaluations
The aim of this study was to focus on biocompatibility of materials for orthodontic appliances and on the advantages of the laser weldings. The materials’ corrosion could be diminished by the use of Nd:YAG laser weldings, avoiding braze. 80 patients were considered to compare the results of corrosion in oral tissues with clinical evaluations and histopatological investigations. On all the patients was made a gingival biopsy near laser welding and braze. The advantages of this technology are: biocompatibility; no galvanic currents, toxicity, allergic reactions, risk of cancer, dental or periodontal reactions; high bond strength and corrosion resistance, since laser welding does not use solders of different metals; low thermal stress; time saving, greater precision and workability in processing. Whenever possible laser welding should be used for joining instead of brazing, to improve biocompatibility of orthodontic appliances in oral tissues
Post-surgical orthodontic treatment and neuromuscular function in orthognathic surgery
The aim was to underline the importance of post-surgical orthodontic treatment in the combined surgical-orthodontic therapy of orofacial deformities. The surgical orthodontic treatment is schematically organized into four phases: pre-surgical orthodontic therapy, orthognathic surgery, post-surgical orthodontic therapy, retention. The goals of the postoperative therapy are: surgical fixation, restoration and rehabilitation of neuromuscular function, occlusal stabilization, selective grinding and final retention. The post-surgical phase, has to achieve the restoration of a good neuromuscular function through a progressive reprogramming of the muscular and dental periodontal proprioception adequate to the new spatial situation of the maxillary and mandibular skeletal bases. The orthodontic and prosthodontic finishing will permit a correct occlusion which will be stabilized by a good spatial jaw relationship, a correct neuromuscular function and parafunction prevetion
Il parodonto nel trattamento ortodontico in dentatura mista
Il trattamento ortodontico in dentatura mista richiede spesso allo specialista di affrontare problematiche di tipo parondontali. I cambiamenti del cavo orale che caratterizzano il periodo della dentature mista hanno infatti provocato una crescente consapevolezza che i tessuti parondontali devono essere tenuti nella più grande considerazione. Le problematiche parodontali devono, dapprima, essere interpretate limitatamente alla parte interessata, e in seguito messe in relazione al quadro generale del paziente in modo da attuare con successo la terapia più adeguata. La diagnosi di una disgnazia e il relativo piano di trattamento non possono prescindere dalla conoscenza delle problematiche parodontali che spesso richiedono un approccio di tipo multidisciplinare. Tra queste le più comuni sono rappresentate da: lesioni infiammatorie della gengiva e del parodonto; difetti mucogengivali; presenza di frenuli; lesioni traumatiche
Rialzo bilaterale del seno mascellare: evidenze cliniche, istologiche ed istomorfometriche
OBIETTIVI
L’obiettivo del lavoro è determinare se la morbilità del sito donatore dell’innesto autogeno può essere evitata usando il β-fosfato tricalcico (β-TCP) nella tecnica chirurgica del rialzo del seno mascellare.
MATERIALI E METODI
Sono stati considerati in uno studio Multicentrico Europeo 20 pazienti per un rialzo di seno mascellare bilaterale con innesto autologo da un lato ed alloplastico dall’altro. Su tutti i pazienti sono stati effettuati dei prelievi bioptici dalla zona ricostruita.
RISULTATI
I risultati hanno evidenziato che l’innesto mediante β-fosfato tricalcico era seguito dalla formazione di nuovo osso di simile qualità e quantità a quello osservato dopo innesto di osseo autologo.
CONCLUSIONI
Il materiale di innesto osseo d’elezione durante una ricostruzione ossea di creste atrofiche dei mascellari è sicuramente l’osso autologo. Ma questo necessita l’ospedalizzazione del paziente per interventi chirurgici di prelievo di innesto, così comportando un potenziale rischio per la morbilità del sito donatore. Il β-TCP è un ottimo materiale di innesto persino senza osso autologo associato e dal momento che una seconda operazione non è necessaria, la morbilità del sito donatore può essere evitata
Trattamento ortodontico chirurgico delle gravi disgnazie: ortodonzia postchirurgica
Il trattamento ortodontico post-chirurgico è una fase molto importante nell’ambito dell’intervento terapeutico chirurgico-ortodontico.
Generalmente la correzione chirurgica delle deformità maxillo-facciali è preceduta da una fase preliminare di trattamento ortodontico pre-chirurgico.
Gli scopi della terapia susseguente all’intervento di chirurgia ortognatica sono rappresentati da: contenzione post-chirurgica, ripristino e riabilitazione della funzione nervo muscolare, stabilizzazione e riequilibrio occlusale e contenzione del risultato finale.
In questa nota viene descritto l’uso dello splint occlusale chirurgico per condizionare la riabilitazione della funzione neuro-muscolare stomatognatica nella fase post-chirurgica del trattamento.
La bontà del trattamento ortodontico ed eventualmente protesico post-chirurgico è di prima importanza per garantire la stabilità nel tempo del risultato ottenuto attraverso tutta la terapia ortodontico-chirurgica
Three-dimensional cephalometric imaging versus two-dimensional traditional analysis
Aims: The aim of this study was to combine the huge amount of information of low dose Cone Beam CT with a cephalometric simplified protocol thanks to the latest informatics aids.
Materials and Methods: Cephalometry is an essential clinical and research tool in orthodontics. It has been used to obtain absolute and relative measures of the craniofacial skeleton. Lateral cephalograms that are two-dimensional (2-D) are used to depict three-dimensional (3-D) structures. Consequently, cephalograms have inherent limitations as a result of distortion and differential magnification of the craniofacial complex. This may lead to errors of identification and reduced measurement accuracy.
Results: The introduction of CBCT has made 3D imaging more readily available for dental applications. The advantages of CBCT over conventional CT include lower radiation dose, lower cost, potentially better access, high spatial resolution and imaging quality improvement. In contrast to those on radiographs, the angular and linear measurements detected on three-dimensionally become real, moreover the selection of fewer points and the automatic measurements made by the computer reduced human error, for a much more reliable and repeatable diagnosis.
Conclusions: 2D geometric errors of projection, magnification, head positioning, can be avoided in the 3-D environment
Trattamento ortodontico chirurgico delle gravi disgnazie: Ortodonzia prechirurgica
L’obiettivo finale della terapia ortodontica-chirurgica delle disgnazie è il trattamento di tutte le componenti dell’apparato stomatognatico, dentale, scheletrico e neuromuscolare.
Il trattamento ortodontico pre e post-chirurgico deve comportare l’allineamento degli elementi dentari sulle arcate in un rapporto di armonia con la futura posizione spaziale che le basi ossee mascellari acquisiranno chirurgicamente.
L’approccio chirurgico su entrambi i mascellari deve essere finalizzato alla correzione tridimensionale della disgnazia, con particolare riguardo alla correzione della dimensione verticale scheletrica.
Gli spostamenti chirurgici nelle tre dimensioni dello spazio, programmati sulla base dei dati cefalometrici e dei modelli, devono essere effettuati in armonia con la componente neuro-muscolare per ottenere un ottimo risultato finale dal punto di vista funzionale.
Per raggiungere tali obiettivi la nostra Scuola si avvale dell’elettromiografia e della kinesiografia, le quali ci permettono di analizzare la funzione neuromuscolare, completando e concludendo una diagnosi corretta, e di procedere nella terapia idonea.
Tali mezzi confermano l’efficacia del trattamento correttivo effettuato e l’ottimizzazione del risultato finale, eliminando così le premesse per la ricomparsa della recidiva e l’instaurarsi di una patologia iatrogena, in particolare a livello dell’articolazione temporo-mandibolare con ripercussioni anche organismiche
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