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Carra...
Pages from various auction catalogs describing items or books that related to aeronautics or flying, including reproduced prints from Jean-Louis Carra's treatise "Essai sur la Nautique aérienne, contenant l'art de diriger les Ballons aérostatiques à volonté, & d'accélérer leur course dans les plaines de l'air...," Owen Cambridge's satirical poem "The Scribleriad," and "The Life and Adventures of Peter Wilkins" by Robert Paltock.For more information about this item, visit https://archivesspace.mit.edu/repositories/2/digital_objects/64
CAJA 34 - LEGAJO II - SIGNATURA 6
Memorial de D. Vicente Carra dando cuenta de haber dispuesto la salida de un buue desde esta plaza hacia América, siendo el primero que efectúa este viaje.Carra, V. (1801). Memorial de D. Vicente Carra dando cuenta de haber dispuesto la salida de un buue desde esta plaza hacia América, siendo el primero que efectúa este viaje. Real Sociedad Económica de Amigos del País de Valencia. https://riunet.upv.es/handle/10251/19832Importación Masiv
Baron Carra de Vaux. Les Penseurs de l'Islam
D. M. G. Baron Carra de Vaux. Les Penseurs de l'Islam . In: Journal des savants, Août-octobre 1929. p. 380
Percorsi evolutivi della funzione della responsabilità datoriale nell'ambito del sistema di responsabilità civile italiano
Il presente contributo intende fornire una rappresentazione del recente fenomeno di mutamento
degli assetti rimediali connessi alla responsabilità datoriale. A tal fine, verrà effettuato un breve
excursus dei recenti interventi legislativi, cercando di cogliere i tratti comuni di una nuova concezione
di responsabilità datoriale nell’ambito del sistema di responsabilità civile italian
ASTENOZOOSPERMY AND MITOCHONDRIAL DNA
Male infertility, inability to fecundate the oocyte, is due to alterations of sperm characteristics (low number, low motility, altered morphology), to the quantity of semen or to the presence of alterations in the male genital line. 75% of infertile men deal with untreatable sub-fertility. Semen of 200 idiopathic astenozoospermic patients and individuals with normal seminal parameters as control, were analyzed. Results showed that mtDNA and Y chromosome regions from the motile fractions of patients and controls gave amplifications, while, the non-motile fractions of the same seminal samples did not give amplifications of ND5, ND6 and regions inside the D-loop (Carra E. et al.2002, 2004). We recently submitted the DNA of the same patients to 50 different PCR assays using primers covering 25 mtDNA loci to amplification of short and long DNA regions.
The results show that only for 14 patients exhibited the predicted PCR products. For the remaining 36 patients we found deletions in the genes coding for the subunits COI, COII, ND5 and ND6 and for the cytochrome b (CYTb). We then related the deletions to sperm motility percentage, in order to contribute to a more precise and complete diagnosis of male infertility
La catacomba di Villagrazia di Carini e il problema della ecclesia carinensis. I risultati delle recenti esplorazioni.
CARRA R.M, CAVALLARO N, CIPRIANO G, FALZONE G, MORFINO D, VITALE E (2007). La catacomba di Villagrazia di Carini e il problema dell''ecclesia carinensis. I risultati delle recenti esplorazioni. In: CARRA R.M., VITALE E. A CURA DI. La cristianizzazione in Italia fra tardo antico ed altomedioevo. vol. II, p. 1837-1923, PALERMO:Carlo Saladino Editore, ISBN: 978-88-95346-08-3
EMMA VITALE
LO SCAVO DELLE GALLERIE VII-XIII, PP. 1856-1867
Il contributo presenta i risultati delle campagne di scavo nel cimitero ipogeo di Villagrazia di Carini dal 2000 al 2006, e gli esiti dell’analisi strutturale condotta in tutti i settori in cui l’indagine archeologica è stata completata. Tutto il cimitero, all’inizio delle esplorazioni, si presentava completamente ostruito da spessi strati di riempimento alluvionale provenienti dal vicino Torrente delle Grazie, il cui alveo fu cementificato verso la fine degli anni Ottanta del Novecento.
Le gallerie VII-XIII costituiscono una lunga arteria Nord-Sud da cui diramano tutti gli altri settori del cimitero finora indagati. All’incrocio dei corridoi si trovano ampi lucernai, che in antico fornivano aria e luce all’area funeraria; da qui, dopo l’abbandono della catacomba, si sono infiltrati gli strati di riempimento che hanno completamente invaso tutto il monumento fino all’inizio dell’esplorazione archeologica, promossa a partire dall’anno 2000 dalla Cattedra di Archeologia Cristiana dell’Università di Palermo e dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.
Lo scavo ha determinato la rimozione di tutti gli interri alluvionali fino a mettere in luce per intero, nei settori VII-XIII, tutte le sepolture parietali e, in alcuni punti, i livelli pavimentali.
Per la prima volta è stato, così, possibile procedere alla classificazione delle sepolture parietali e pavimentali secondo gli attuali criteri tipologici, facenti essenzialmente riferimento alla ricchissima documentazione presente nei cimiteri di Roma e del Lazio. I tipi funerari individuati sono: 1) l’arcosolio per adulto, con un numero di arche (fosse) al suo interno variabile da 1 (arcosolio monosomo) a più di 3 (polisomo); 2) l’arcosolio per infante e per bambino, di norma monosomo e spesso dotato di una ricca decorazione ad affresco; 3) la tomba “a mensa”, in cui la nicchia che sormonta la fossa è di taglio arcuato; 4) il loculo, attestato a Villagrazia in un numero esiguo casi; 5) la fossa terragna o forma, scavata nel piano pavimentale delle gallerie e chiusa da due-tre lastroni di calcarenite ricoperti da diversi strati di intonaco sempre più diluito ed accuratamente lisciato al fine di preservare al meglio la deposizione dall’umidità e dall’usura dei passi dei frequentatori del cimitero.
La Galleria X, in particolare, si è rivelata di particolare importanza sia sotto il profilo topografico che per l’aspetto progettuale. In continuazione della GVII, questo corridoio costituisce l’asse portante della catacomba, come rivela il suo impianto generale contraddistinto dalla regolarità e dallo sfruttamento ordinato e razionale degli spazi, che si riassume nelle caratteristiche qui di seguito elencate: 1) Presenza di grandi arcosoli monumentali ad altezza d’uomo simmetricamente affrontati lungo entrambe le pareti della galleria, e di arcosoli più piccoli, destinati a sepolture di bambini, nei diaframmi di roccia in alto vicino alla volta. 2) Coppie di arcosoli per bambini in pile ordinate di due o tre, specialmente presso gli spigoli della galleria. 3) Ricerca di nuovi spazi nel rispetto dell’impianto originario, mediante la trasformazione di alcuni arcosoli in cubicoli, spazi privatizzati per una committenza privilegiata. 4) Superfici lisciate o scolpite (ghiere) per ricevere una decorazione dipinta o un rivestimento parietale; segni incisi direttamente sulla parete rocciosa.
La GX, obliterata per secoli da forti interri alluvionali conserva, dunque, quei tratti strutturali e decorativi dell’originario impianto del cimitero che risultano, oggi, molto meno riconoscibili negli altri settori, irrimediabilmente manomessi dall’impianto di strutture produttive a partire dal tardo Medioevo (opificio per la cannamele) e fino ai nostri giorni
The new Childhood Arthritis and Rheumatology Research Alliance (CARRA) registry: design, rationale, and characteristics of patients enrolled in the first 12 months
Abstract Background Herein we describe the history, design, and rationale of the new Childhood Arthritis and Rheumatology Research Alliance (CARRA) Registry and present the characteristics of patients with juvenile idiopathic arthritis (JIA) enrolled in the first 12 months of operation. Methods The CARRA Registry began prospectively collecting data in the United States and Canada in July 2015 to evaluate the safety of therapeutic agents in persons with childhood-onset rheumatic disease, initially restricted to JIA. Secondary objectives include the evaluation of disease outcomes and their associations with medication use and other factors. Data are collected every 6 months and include clinical assessments, detailed medication use, patient-reported outcomes, and safety events. Follow-up is planned for at least 10 years for each participant and is facilitated by a telephone call center. Results As of July 2016, 1192 patients with JIA were enrolled in the CARRA Registry at 49 clinical sites. At enrollment, their median age was 12.4 years old and median disease duration was 2.6 years. Owing to preferential enrollment, patients with systemic JIA (13%) and with a polyarticular course (75%) were over-represented compared to patients in typical clinical practice. Approximately 49% were currently using biologic agents and ever use of oral glucocorticoids was common (47%). The CARRA Registry provides safety surveillance data to pharmaceutical companies to satisfy their regulatory requirements, and several independently-funded sub-studies that use the Registry infrastructure are underway. Conclusion The new CARRA Registry successfully enrolled nearly 1200 participants with JIA in the first 12 months of its operation. Sustainable funding has been secured from multiple sources. The CARRA Registry may serve as a model for the study of other uncommon diseases
Data-Driven Resource Shaping for Compute Clusters
Nowadays, data-centers are largely under-utilized because resource allocation is based on reservation mechanisms which ignore actual resource utilization. Indeed, it is common to reserve resources for peak demand, which may occur only for a small portion of the application life time. As a consequence, cluster resources often go under-utilized. In this work, we propose a mechanism that improves cluster utilization, thus decreasing the average turnaround time, while preventing application failures due to contention in accessing finite resources such as RAM. Our approach monitors resource utilization and employs a data-driven approach to resource demand forecasting, featuring quantification of uncertainty in the predictions. Using demand forecast and its confidence, our mechanism modulates cluster resources assigned to running applications, and reduces the turnaround time by more than one order of magnitude while keeping application failures under control. Thus, tenants enjoy a responsive system and providers benefit from an efficient cluster utilization
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