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    The Poverty of Territorialism.A Neo-Medieval View of Europe and European Planning, Andreas Faludi, Edward Elgar Studies in Planning Theory, Policy and Practice, 2018, Recensione

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    Il testo costituisce la recensione del volume di Andreas Faludi 'The Poverty of Territorialism. A Neo-Medieval View of Europe and European Plannings" L'opera si concentra sulla necessità di superare, nella costruzione europea e nel planning, la concezione di spazio come insieme di containers, con il suo corollario del controllo di una singola autorità per quello spazio, adottando invece l’approccio di un soft planning applicato a soft spaces

    Città metropolitana di Roma Capitale: opportunità e barriere alla cooperazione

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    L’ambiguo concetto di governo del territorio appare essere il nodo ineludibile da affrontare nel complesso quadro politico e amministrativo attuale, frutto di un processo di riforma incompiuto e monco che, pur salvando le Province, sconta l’ulteriore indebolimento della scala intermedia e produce una variabilità di ricette a livello regionale i cui esiti sono incerti. Nel caso delle Città metropolitane, al rapporto con la Regione di appartenenza si aggiunge, nei fatti, il rapporto privilegiato con la scala nazionale e con quella europea in virtù di un loro riconoscimento strategico per le politiche (Territorial Agenda, 2020). Nel caso della Regione Lazio a questo aspetto si aggiunge la questione della valenza specifica di Città metropolitana di Roma Capitale. Scopo del contributo è investigare su chi siano oggi, qui, i soggetti dell’agire metropolitano: un agire che richiederebbe un’azione coordinata locale/provinciale/regionale, che validi la cooperazione tra aree (in una visione sistemica), riservando fondi ed incentivi alle aree più isolate, che corrono il rischio della marginalizzazione economico-sociale. Le barriere all’evolversi di questo processo sono molteplici. Lo Statuto della Città Metropolitana di Roma Capitale è, allo stato dei fatti, l’unico passo formalmente compiuto (2014) nel processo di istituzionalizzazione e prevede finalmente (Prezioso 2003, 2016) che tale processo passi per la trasformazione dei municipi romani in Comuni metropolitani ma anche per l’individuazione di ‘zone omogene’ (aggregazione di Comuni) che permettano azioni coordinate alla scala sub-metropolitana. In questa visione i Comuni costituiscono gli elementi di una cooperazione per la metropolitanizzazione che può declinarsi tuttavia a varie scale e fra livelli istituzionali (come nel caso delle euroregioni o delle nascenti macroregioni europee) (Farinós, 2013).The ambiguous concept of territorial governance appears to be the unavoidable problem to face in the complex current political and administrative framework. It is the result of an unfinished and incomplete reform process that, while saving the provinces, is subject to the further weakening of the meso-scale and produces a variability of recipes at the regional level whose outcomes are uncertain. In the case of metropolitan cities, in addition to the relationship with the embodying Region, is summed also the privileged relationship with the national and European scales due to the strategic role imputed to metropolitan areas in development policies (Territorial Agenda, 2020). In the case of the Lazio Region, the complexity of relationship is harshened by the particular specific value of the Metropolitan City of Rome, which is also the Capital of the State. The aim of this work is to investigate the subjects and stakeholder involved in this coordinated activity. An agency that in theory should require a shared local / provincial / regional coordination, in order to validate the cooperation between areas (in a systemic vision) so to support through funds and incentives the most isolated areas, which run the risk of economic and social marginalization. The barriers to the evolution of this process are manifold. The Statute of the Metropolitan City of Roma Capitale is actually the only formal step (2014) in the process of institutionalization and finally foresees (Prezioso 2003, 2016) that this process passes for the transformation of the Roman municipalities into metropolitan Municipalities, but also for the identification of ‘homogeneous zones’ (aggregation of Municipalities) that allow coordinated actions at the sub-metropolitan scale. In this vision, the Municipalities constitute the elements of a cooperation for metropolitanization that can however be declined at the different scales and between institutional levels (as in the case of Euroregions or the emerging European macro- regions) (Farinós, 2013)

    Sviluppo urbano sostenibile alle diverse scale: leggere l’urbanizzazione come fenomeno globale

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    All’inizio del cosiddetto millennio urbano, la città è presentata, da una parte, come il soggetto vincente della competizione internazionale mentre, dall’altra, le preoccupazioni connesse al riscaldamento globale e alla compromissione dell’ambiente naturale sono diventate centrali e la costruzione della ‘città sostenibile’ è ora un obbiettivo nel discorso mainstream della pianificazione e in quello della policy globale. Lo sviluppo urbano sostenibile pone l’attenzione alle preoccupazioni ambientali di scala mondiale ma considera i problemi di livello locale come connessi sia a fattori critici ambientali sia alla qualità della vita. Una possibile articolazione del problema vede lo sviluppo urbano come il prodotto di due dinamiche. Il processo di urbanizzazione può dimostrarsi fonte di degrado progressivo e di distruzione dell’ambiente naturale così come dei tessuti preesistenti (sia fisicamente che socialmente danneggiati), rendendo sempre più fragili i territori. D’altra parte il progressivo emergere di un mondo urbano (Zlotnik, 2005; Satterthwaite, 2007) può essere riguardato anche come il risultato di politiche di programmazione, di gestione e di investimento, domande di movimenti sociali contrastanti e aggregazione di comportamenti individuali che definiscono diversi generi di vita: tutto ciò produce pratiche di organizzazione, disposizione spaziale, conservazione e protezione, nonché di rappresentazione simbolica di elementi del territorio che sono sia di origine naturale che antropica. Il prodotto dell’attuale sviluppo urbano sarebbe quindi un ‘ambiente urbano’ specifico che si definisce dualmente come realtà materiale e costruzione sociale, un processo di ‘natura trasformata’, un ibrido di naturale, culturale, ambientale e sociale. Mentre sono stati ampiamente investigati i problemi delle città, sia in modo settoriale che in modo integrato, in particolare attraverso applicazioni euristiche del concetto di metabolismo urbano, non altrettanta enfasi è stata posta sulla dimensione globale dello sviluppo urbano e in particolare sui processi di urbanizzazione che determinano il superamento della città tradizionale (Harvey, 1996) e del modo con il quale essa è concepita e misurata (Wachsmuth, 2014). Solo in anni più recenti la letteratura sulle worlding cities (Roy and Ong, 2011), sull’era urbana (UN–Habitat, 2006; World Bank 2009; Burdett and Sudjic, 2007), ma soprattutto sulla planetary urbanization (Brenner and Schmid, 2015; Katsikis, 2014; Merrifield, 2013) cominciano a esplorare questi processi. La concezione geografica di geosistema si presta a considerare in un’ottica di sostenibilità i processi di urbanizzazione attuali. È necessario infatti leggere in chiave sistemica alla scala globale le dinamiche di costruzione dello spazio indagando i meccanismi di ‘costruzione dei territori’, affinando le tipologie interpretative dei fenomeni alle diverse scale territoriali e applicando anche a queste scale un’analisi metabolica dei flussi coinvolti

    A Research Agenda for Small and Medium-Sized Towns Heike Mayer, Michela Lazzeroni (a cura di) Elgar Research Agendas, Northampton, Edward Elgar /2022

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    Recensione estesa del testo "A Research Agenda for Small and Medium-Sized Towns" a cura di Heike Mayer e Michela Lazzeroni Elgar Research Agendas, Northampton, Edward Elgar /202

    Marche Region: an application of STeMA TIA to regional planning policy

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    Il contributo presenta i risultati dell'applicazione alla Regione Marche del modello di Territorial Impact Assessment STeMA, sviluppato nell'ambito della ricerca PRIN 'Territorial Impact Assessment della coesione territoriale delle regioni italiane. Modello, su base place evidence, per la valutazione di policy rivolte allo sviluppo della green economy in aree interne e periferie metropolitane'. Nel capitolo sono analizzati i risultati della valutazione territoriale ex ante e della analisi di impatto delle politiche regionali relative al Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e sono formulate indicazioni di policy relativamente al nuovo periodo di programmazione della politica di coesione 2021-2027.The paper presents the results of the application to the Marche Region of the Territorial Impact Assessment model STeMA, developed within the framework of the PRIN research "Territorial Impact Assessment of territorial cohesion in Italian regions. A model, based on place evidence, for the assessment of policies aimed at developing the green economy in inland areas and metropolitan peripheries". The chapter analyses the results of the ex ante territorial assessment and the impact analysis of regional policies related to the European Regional Development Fund Operational Programme and formulates policy recommendations for the new cohesion policy programming period 2021-2027

    Valutare i piani territoriali in ottica di genere: il caso del PTPG di Roma

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    Talune dotazioni dell’ambiente di vita quotidiano possono rendere più pesante o più leggero il “carico di cura” che grava sulle persone – in Provincia di Roma sopratutto donne (ISTAT, 2007) – che se ne assumono la responsabilità. Tale “carico” si traduce in lavoro prevalentemente non pagato e viene classificato da alcune economiste (Picchio, 1992 e 2003) come attività di riproduzione sociale, assumendo la definizione che ne dà Marx ma introducendo l’analisi delle relazioni di potere tra uomini e donne per svelarne la dimensione politica di genere. Con questi riferimenti nasce il lavoro presentato qui con l’intento di proporre alla discussione disciplinare una metodologia per la valutazione di genere dei piani territoriali e i primi risultati applicativi ottenuti nel quadro degli studi per il bilancio di genere della Provincia di Roma (CCIDD, 2009). La proposta, elaborata con il supporto scientifico del GenderCAPP dell’Università di Modena e Reggio Emilia, fa esplicito riferimento all’approccio delle capabilities elaborato da Amartya Sen per la valutazione dello sviluppo umano ed è centrata sull’analisi spazializzata dei processi di conversione delle risorse in ben-essere di uomini e donne

    La dimensione europea nell’elaborazione di Strategie Integrate di Sviluppo Territoriale

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    Il termine europeizzazione descrive tutte le trasformazioni che hanno un legame con l’integrazione europea. Radaelli (2000: 2) defi nisce il termine come “un insieme di processi attraverso cui le dinamiche politiche, sociali ed economiche dell’UE diventano parte della logica del discorso delle identità, della struttura politica e delle politiche pubbliche interne”. Nella costruzione di Strategie Integrate di Sviluppo Territoriale le regioni europee sono sempre più spinte a collocarsi in Europa come su una scena internazionale che permette il loro riconoscimento, secondo una nuova legittimità politica. La possibilità di integrazione dentro a reti orizzontali e verticali, dentro e fuori gli assetti istituzionali tradizionali, l’accesso a nuove risorse, connota l’Europa come il nuovo spazio politico moderno. Il contributo, prendendo come riferimento principale le esperienze e i risultati dello ‘European Spatial Planning Observatory Network’, esplora le attuali modalità di integrazione della dimensione europea (base di conoscenza e indirizzi di orientamento per le politiche) nei documenti di pianifi cazione con particolare riferimento allo sviluppo regionale (Piani Territoriali Regionali)The word Europeanisation describes all the transformations related to European integration process. Radaelli (2000: 2) refers to: “Processes of construction diffusion and institutionalization of formal and informal rules, procedures, policy paradigms, styles, ‘ways of doing things’ and shared beliefs and norms which are fi rst defi ned and consolidate in the making of EU decisions and then incorporated in the logic of domestic discourse, identities, political structures and public policies”. In building of Integrated Territorial Development Strategies the European regions are more and more invited to consider Europe the international stage where to raise public recognition with new political legitimacy. Integration potential within horizontal and verticals networks, inside and outside the traditional institutional orders, the availability of new resources denotes Europe the new modern political space. The paper, considering main reference the experience and fi ndings provided by European Spatial Planning Observatory Network, explores the ways to include and integrate the European dimension (knowledge-base and policy recommendations) in the present planning documents, with particular reference to regional development (Regional Territorial Plans)

    Costruire la smart city: un’introduzione al ruolo della cartografia nelle strategie di sviluppo urbano delle città italiane

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    Nelle indicazioni di policy sia europee che nazionali, il riferimento alla smart city è quello di una visione della città intesa come agglomerato urbano ma anche come contesto caratterizzato da scelte organizzative, sociali, economiche ed ambientali che hanno l’ obiettivo di migliorare la qualità della vita con particolare attenzione alla sostenibilità, creando al contempo un ambiente idoneo per trasformare le comunità locali nel motore dello sviluppo e dell’ innovazione. Dal punto di vista della visione integrata che la pianificazione richiede, l’obbiettivo è quello di creare le condizioni di governo, infrastrutturali e tecnologiche per produrre innovazione sociale, per risolvere cioè problemi sociali legati alla crescita, all'inclusione e alla qualità della vita attraverso l'ascolto e il coinvolgimento dei diversi attori locali coinvolti: cittadini, imprese, associazioni. Secondo questa visione le due priorità fondamentali che una smart city dovrebbe affrontare sono: - identificare la vocazione specifica del territorio per generare sviluppo economico locale; - adottare un piano del welfare urbano che sia adeguato alle profonde modifiche sociali e demografiche. In questa logica, la tecnologia, non costituisce l’elemento fondativo della smart city, ma è vista come possibile fattore strumentale nel quale investire per sviluppare le competenze distintive sulle quali il territorio punta per “competere nell’arena globale”. Il ruolo che la cartografia (e le sue evoluzioni dinamiche) assume in questo quadro è molteplice e oggetto di discussione. La cosiddetta geospatial revolution offre una pletora di strumenti ampiamente sperimentati in molteplici ambiti ma i suoi risultati nei diversi contesti urbani cambiano in relazione ai diversi approcci alla pianificazione e alla gestione urbana, al peso della partecipazione dei cittadini, al livello di consapevolezza (di istituzioni, imprese e cittadini) sulle implicazioni collettive e individuali in merito all’uso di dispositivi tecnici, utilizzo dei dati, proprietà dei dati. Queste questioni sono analizzate esaminando, attraverso alcuni casi di studio, gli approcci strategici alla smart city delle città italiane, identificando le potenzialità e le criticità presenti.Smart city concept in both European and national policy directions refers to the city as urban agglomeration, as well as, complex organization featured by organizational, social, economic and environmental choices: the general aim is the improvement of quality of life in a sustainable meaning, as well as the building of an enabling environment for transforming local communities in an engine for development and innovation. The integrated vision intrinsic in planning activity, implies the building of the appropriate technological and infrastructural conditions but also of governance context, oriented to social innovation: the better way to solve social problems related to growth, to inclusion and quality of life by means of the involvement of local stakeholders: citizens, businesses, associations. Following this approach the smart city have to face two priorities: - to identify the specific vocation of territory in order to produce local economic development; - to adopt an urban welfare plan suitable to consider the deep social and demographic changes. In this rationale, technology, is not a foundation element of smart city, but is considered as enabling factor on which to invest for developing the distinctive capabilities useful ‘to compete in global arena’. The role of cartography (and of its evolutionary dynamics) changes in this framework and it is manifold and under discussion. The so-called geospatial revolution, offers a range of tools fully experimented in many contexts, but the results of these applications, vary in relation to multiple factors: the different approaches to planning and urban management, the weight of public participation, the level of awareness (of institutions, businesses and citizens) about collective and individual implications in the use of technical devices, in using data, in the ownership of data. These issues are discussed, identifying potentialities and criticalities, by means of the results of analysis of some study cases about the strategic approaches towards the smart city, of Italian cities

    Quale dimensione territoriale nelle politiche comunitarie? Strategia Europe 2020 e obbiettivi di coesione.

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    La dimensione territoriale è stata introdotta formalmente a connotare la politica di coesione solo recentemente (Trattato di Lisbona). Ma la ‘questione territoriale’ nello sviluppo europeo ha una lunga storia. La breve disamina del processo politico e concettuale che ne ha visto l’emergere, si presta a illuminare sotto questa luce Europa 2020. Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, il documento che fornisce il quadro strategico nel quale dovranno muoversi le politiche comunitarie nel prossimo decennio e per il quale la coesione economica sociale e territoriale costituisce un obiettivo di carattere generale

    Technological districts: a tool for territorial innovation policies

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    Among scholars of the economic dynamics and scholars of knowledge there is currently a relative convergence about the innovation processes: in studies on technology and innovation as foundation for economic development, emerge as key factors the presence of formal and informal organizations, in which either individuals or groups or collective actors operate by exchanging knowledge and interacting in a synergic and complementary way, according to constructive and complementary models, more and more on a territorial basis. Technological Districts (TD) as developed in Italian experience, are presented here as instruments of innovation policies at the territorial level
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