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Aroma accumulation trends during berry development and selection of grape aroma candidate genes suitable for functional characterization
Grape-derived flavour compounds and some flavour precursors modified during fermentation, wine evolution and ageing, are fundamental in determining the organoleptic parameters used to define wine quality as the aromatic quality, persistency and complexity are wine characteristics that may influence consumer choice. Although hundreds of secondary metabolites that potentially contribute to wine flavour have been detected in grapes, the knowledge of the biosynthesis of many of these compounds is not well understood and only a few genes involved in flavour pathways have been functionally characterised.
The aim of this research is the selection of grape aroma candidate genes by analysis of correlation between gene expression and aroma accumulation trends during berry development of ‘Aleatico’, ‘Moscato bianco’ and ‘Sangiovese’ grapevine varieties cultivated in Tuscany.
Samples of flowers and berry at different developmental stages, from fruit set to technological ripening, have been analysed for their aroma content and the expression of some genes predicted to be involved in grape flavour pathways. The aroma compounds have been extracted by SPE and SPME procedures and analysed by GS-MS, while the expression of characterised grape aroma genes and some candidate genes have been analysed by real-time RT-PCR.
The analysis reveal that monoterpenes and benzene derivatives are mostly synthesised in flowers and in ripening berries but also in green berries, C13-norisoprenoids are mainly synthesised during ripening, while sesquiterpenes are largely synthesised in flowers [1, 2, 3].
Among the analysed genes, some showed a peak of expression in flowers, while others are expressed during berry ripening [1, 2, 3]. In particular, a candidate sesquiterpene synthases was expressed in flowers of all three analysed varieties and showed a good correlation with farnesene accumulation in flowers buds and open flowers, a putative monoterpene synthase that is expressed when linalool accumulates during ripening, another putative monoterpene synthase that is expressed when geraniol accumulates during ripening, and a putative epoxidase with an expression that matched with linalool oxides accumulation during ripening.
In conclusion, the analysis of correlations between aroma accumulation and gene expression has allowed the identification of candidate genes potentially involved in grape aroma compound biosynthesis on which has been focused the functional characterisation by analysis of enzymatic activity of recombinant proteins
Petit Bouschet
Il Petit Bouschet è stato ottenuto nel sud della Francia da Luis Bouschet nel 1824 incrociando Aramon noir X Teinturies, ed è stato poi incrociato per dare origine all'Alicante Henri Bouchet, Graind noir e Morrastel Bouschet. In Francia è conoscito anche come come Bouchet petit e Aramon-Teintutier, in Portogallo è noto come Tintinha, mentre le analisi molecolari hanno evidenziato che, diversamente da come si riteneva, in Spagna non corrisponde al Negrón de Aldán (Robinson et al., 2012).
Con il nome di 'Colorino di Lucca' (produce uve tintorie) è stato citato per la prima volta da Basso (1992) che lo riporta come presente nella provincia di Lucca. Lo stesso autore mette in evisìdenza che questo vitigno è diverso dal "Colorino di Pisa', anche questo un vitigno tintorio, che le analisi ampelografiche e microsatelliti fanno evidenziato essere l' 'Alicante Bouschet', e dal 'Colorino del Valdarno', 'Abrusco', 'Abrostide' e 'Tintiglia dell'Elba'. Le recenti analisi ampelografiche e molecolari hanno recentemente evidenziato che in Garfagnana (LU) è presente anche con il nome di 'Nero di Spagna' e che corrisponde al Petit Bouchet (D'Onofrio et al., 2015)
Sillicana bianca
Questo genotipo è stato recentemente identificato in Garfagnana (Lucca) come sconosciuto, attribuendogli il nome di 'Sillicana bianca' utilizzando uno dei nomi storicamente accertati di 'Sillicagnana', un piccolo borgo della Garfagnana (D'Onofrio et al., 2015). E' stato recentemente censito esclusivamente in Garfagnana (Lucca) e le analisi del profilo microsatellite non hanno rilevato nessuna corrispondenza con i genotipi presenti nei vari database viticoli. Inoltre appare avere una parentela di primo grado con i vitigni 'Barghigiana nera' e 'Fredianella bianca', entrambi presenti esclusivamente in Garfagnana. Pertanto è ipotizzabile che la 'Sillicana bianca' si sia originata per un incrocio spontaneo direttamente in Garfagnana, e che quindi sia effettivamente autoctono di questa zona. Produce grappoli di media dimensione e compattezza, poco sensibili ai patogeni fungini. In Garfagnana matura in seconda epoca, raggiungendo un buon grado zuccherino e preservando una buona acidità. I vini in purezza ottenuti dalla prime recenti vinificazioni, appaio ben strutturati. Produce grappoli di media dimensione e compattezza, poco sensibili ai patogeni fungini. In Garfagnana matura in seconda epoca, raggiungendo un buon grado zuccherino e preservando una buona acidità. I vini in purezza ottenuti dalla prime recenti vinificazioni, appaio ben strutturati
L’origine e la filogenesi del “Vermentino” dedotta dall’analisi dei marcatori molecolari a DNA
L’analisi del polimorfismo dei marcatori molecolari a DNA nella vite, oltre a facilitare l’individuazione di numerosi casi di sinonimie e omonimie, fornisce utili informazioni sull’origine e la filogenesi dei vitigni.
In riferimento al “Vermentino”, nell’ambito di numerose ricerche è stato analizzato il polimorfismo dei microsatelliti (sia nucleari che cloroplastici) e recentemente il polimorfismo di marcatori molecolare a DNA basati sul polimorfismo inserzionale dei retrotrasposoni che si sono rilevati molto adatti per l’analisi filogenetica dei vitigni (D’Onofrio et al., 2010).
L’analisi del polimorfismo dei microsatelliti cloroplastici evidenzia una somiglianza del Vermentino, e di molti dei principali vitigni italiani, con la popolazione di viti selvatiche dei paesi dell’est del Mediterraneo, mentre l’analisi del polimorfismo dei microsatelliti nucleari colloca il Vermentino nel cluster costituito principalmente da vitigni attribuiti alla proles orientalis, somiglianza che è stata evidenziata anche dall’analisi del polimorfismo dei retrotrasposoni.
Sulla base sei suddetti dati sperimentali vengono discusse le ipotesi sull’origine e la filogenesi del Vermentino
Isabella
E' un antica varietà Americana di Vitis labrusca (Robinson et al., 2012). Munson (1909) ritiene che sia un incrocio spontaneo tra Vitis labrusca e un vitigno sconosciuto di Vitis vinifera. Inizialmente venne coltivata negli USA come varietà senza nome, e il nome di Vitis isabellae (da cui Isabelle) vi fu più tardi attribuito da un botanico americano in onore della moglie del colonnello Gibbs che la sottopose ai suoi studi. E' diffusa in molti paesi, dalle Americhe all'Asia, e attualmente è molto coltivata in Brasile e in India (Robinson, 2012). Conseguentemente alla sua ampia diffusione presenta moltisimi sinonimi, tra i quali, in Italia, Isabella nera e Uva fragola.
In italia è diffusa un pò ovunque, e per le la sua elevata fertilità e di tolleranza alle principali fitopatie, e il suo alto vigore e ampiezza delle foglie, spesso è utilizzata per costituire pergolati ben ombreggianti in prossimità delle abitazioni. Produce numerosi grappoli spargoli, a maturazione molto scalare, che generalmente non raggiungono un elevato grado zuccherino e caratterizzati dal tipo gusto foxy o di uva fragola. L'uva viene utilizzata per il consumo fresco come uva da tavola (molto caratteristica è l'elasticità della buccia e il suo facile distacco dalla polpa che consente di espellere polpa e vinaccioli applicando una leggera pressione con le dita), ma viene anche molto utilizzato per la produzione un vino spesso come filtrato dolce spumeggiante (il famoso vero 'fragolino') destinato al consumo famigliare (trattandosi di un'uva americana, il vino non può essere commercializzato)
Grisantina bianca
Questo genotipo è stato recentemente identificato in Garfagnana (Lucca) come sconosciuto, attribuendogli il nome di 'Grisantina bianca' dal cognome del proprietario del vigneto in cui è stata identificato (D'Onofrio et al., 2015). E' stato recentemente censito esclusivamente in Garfagnana (Lucca) e le analisi del profilo microsatellite non hanno rilevato nessuna corrispondenza con i genotipi presenti nei vari database viticoli. Inoltre appare avere una parentela di primo grado con i vitigni 'Farinella nera', genotipo presente esclusivamente in Garfagnana, e il Rollo/Pagadebiti individuato sia in Garfagnana ma presente in molte altre aree Italiane. Inoltre, come suggerisce la morfologia, particolarmente quella del grappolo, le analisi molecolari hanno evidenziato che una relazione di primo grado con il Trebbiano toscano che è diffuso anche in Garfagnana. Come il Trebbiano toscano, suo possibile parentale, presenta grappoli grandi, talvolta con la caratteristica coda di rondine, e inoltre sono abbastanza compatti. Matura tardivamentente (quarta epoca) raggiungento un non molto elevato grado zuccherino
Seracana nera
Questo genotipo è stato recentemente identificato in Garfagnana (Lucca) come sconosciuto, attribuendogli il nome di 'Seracana nera' utilizzando uno dei nomi storicamente accertati di 'Sillicagnana', un piccolo borgo della Garfagnana (D'Onofrio et al., 2015). Le analisi del profilo microsatellite hanno evidenziato che corrisponde ad un genotipo, diffuso principalmente in Toscana, indicato con differenti nomi, tra cui 'Mammolo peccioli' (Colline pisane), un biotipo di Marinello (Lunigiana, MS), un 'Colorino americano' e una 'Pollera' nel Database Viticolo Europeo
VI Convegno Nazionale di Viticoltura, Pisa 4-7 Luglio 2016
Atti del VI Convegno Nazionale di Viticoltura, Pisa 4-7 Luglio 2016. Acta Italus Hortus 19: 87-88a cura di Claudio D'Onofri
Fredianella bianca
Questo genotipo è stato recentemente identificato in Garfagnana (Lucca) come sconosciuto, attribuendogli il nome di 'Fredianella bianca' dal cognome del proprietario del vigneto in cui è stata identificato (D'Onofrio et al., 2015). E' stato recentemente censito esclusivamente in Garfagnana (Lucca) e le analisi del profilo microsatellite non hanno rilevato nessuna corrispondenza con i genotipi presenti nei vari database viticoli. Inoltre appare avere una parentela di primo grado con il vitigno 'Sillicana bianca' anch'esso presente esclusivamente in Garfagnana. Pertanto è ipotizzabile che la 'Fredianella bianca' si sia originata per un incrocio spontaneo direttamente in Garfagnana, e che quindi sia effettivamente autoctono di questa zona. Data la sua recente introduzione enl vigneto collezione al momento non disponiamo di dati utili sulle sue caratteristiche tecnologiche
Salacagna nera
Questo genotipo è stato recentemente identificato in Garfagnana (Lucca) come sconosciuto, attribuendogli il nome di 'Salacagna nera' utilizzando uno dei nomi storicamente accertati di 'Sillicagnana', un piccolo borgo della Garfagnana (D'Onofrio et al., 2015). E' stato recentemente censito esclusivamente in Garfagnana (Lucca) e le analisi del profilo microsatellite non hanno rilevato nessuna corrispondenza con i genotipi presenti nei vari database viticoli, suggerendo che possa essere un vitigno autoctono di questa zone. Dato il suo recentissimo recupero e introduzione in vigneto collezione non si dispone di dati sulle caratteristiche produttive
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