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Imparare da Giambattista Nolli e Lawrence Halprin: Torino Novissima
Il saggio restituisce in modo sintetico l’esercizio progettuale proposto agli studenti del modulo di progettazione urbana svolto all’interno del Laboratorio di progettazione del Politecnico di Torino, nell’anno accademico 2020-2021. I principali riferimenti d’indagine, descrizione e progettuali sottoposti al Laboratorio sono la Nuova Pianta di Roma progettata e poi pubblicata da Giovanbattista Nolli nel 1748 e il libro dal titolo “Cities” pubblicato da Lawrence Halprin (MIT Press, 1963). Il testo descrive la rilevanza e l’utilità dei due esempi per affrontate il progetto contemporaneo; nella fattispecie l’esercizio progettuale ha come obiettivo la ri-definizione volumetrica un vuoto urbano all’interno della città storica di Torino. In particolare, il risultato nella fase di lettura della città propone una nuova mappa urbana, definita “Torino Novissima” composta in modo collaborativo per mano degli studenti del Laboratorio a la maniera della mappa di Roma del Nolli, dove le proposte di progetto formulate dall’atelier di progetto confluiscono in una rappresentazione sintetica. Il saggio presenta un abstract in lingua inglese
Ciclabilità tra turismo, casa-lavoro e paesaggio nei territori della Città del Sile
L’articolo descrive il progetto “Città del Sile” sviluppato da una collaborazione tra i Comuni di Casale sul Sile, Casier, Roncade, Silea e l’Università Iuav di Venezia. L’obiettivo è ripensare il territorio attraverso le relazioni con il fiume Sile, considerato un'infrastruttura naturale, per migliorare la qualità dello spazio pubblico e promuovere una mobilità sostenibile. Le proposte si basano sul potenziamento della rete dei percorsi ciclopedonali, puntando su spostamenti non solo di prossimità e sulla creazione di un sistema intermodale più efficiente. Le strategie di intervento puntano alla valorizzazione del territorio urbanizzato in modo diffuso, ipotizzando la costruzione di una sorta di parco metropolitano, con caratteri ispirati ai sistemi di spazio pubblico di altre città europee come Amsterdam o Copenaghen, dove la natura diventa parte integrante della struttura urbana. La visione alla base della Città del Sile poggia su un uso sicuro del territorio secondo logiche di prossimità, garantendo un'alta qualità della vita attraverso la creazione di percorsi ciclabili e spazi pubblici collegati in continuità. La proposta prevede il completamento della rete della mobilità dolce esistente con un’estensione di 115 km di nuovi percorsi ciclopedonali e una gestione condivisa delle risorse tra i comuni, con una pianificazione a lungo termine che ridistribuisca oneri e benefici. In particolare sono descritti interventi specifici per la riqualificazione di aree pubbliche, come nel caso del percorso lungo il fiume Melma, uno degli affluenti del Sile. L'approccio adottato è incrementale e punta sul riutilizzo di materiali esistenti e su interventi di depaving per ridurre l’impatto ambientale e i costi
St. George and the Dragon or the town planner as a story-teller. In conversation with Bernardo Secchi about Il racconto urbanistico / Der heilige Georg und der Drache, oder: Der Stadtplaner als Geschichtenerzähler. Ein Gespräch mit Bernardo Secchi über Il racconto urbanistico
At the end of the second edition of his Storia dell’architettura italiana, Manfredo Tafuri declares that “one book assumes a crucial relevance”1 in finding a way out of the endemic crisis of modern architecture in the 1980s: Il racconto urbanistico. The publication of this work by the Italian urban planner 2 Bernardo Secchi in 1984 constitutes a unique event in recent European architecture—an event that still has not been appropriately described or analyzed. Matteo D’Ambros and Roberto Zancan met with the author to discuss the circumstances of the book’s publication. In a world of short memory, revisiting the possible contribution of literary studies to architecture and urban planning promises to shed light on the contemporary understanding of the disciplines. / Manfredo Tafuri schreibt am Ende der zweiten Auflage seiner Storia dell’architettura italiana, dass bei der Suche nach einem Ausweg aus der endemischen Krise der modernen Architektur in den 1980er Jahren „einem Buch entscheidende Bedeutung zukommt“1: Il racconto urbanistico. Die Ver öffentlichung dieses Werks des italienischen Stadtplaners 2 Bernardo Secchi im Jahr 1984 ist ein außergewöhnliches Ereignis in der neueren euro päischen Architektur – ein Ereignis, das noch nicht angemessen gewürdigt beziehungsweise analysiert worden ist. Matteo D’Ambros und Roberto Zancan trafen sich mit dem Autor, um über Aspekte rund um die Veröf fentlichung des Buches zu sprechen. In einer Welt mit kurzem Gedächtnis verspricht die erneute Betrachtung des Beitrags der Literaturwissenschaf ten zum Verständnis von Architektur und Stadt, neues Licht auf das berufliche Selbstverständnis zu werfen
Processi di singolarizzazione per un progetto di economia ecologica e ricomposizione del paesaggio nei territori della Città del Sile
Il saggio esplora le complesse dinamiche di sviluppo dei territori del medio e basso fiume Sile identificati come una compagine unitaria definita: "Città del Sile". Le questioni affrontate, emerse attraverso un dialogo aperto tra istituzioni, amministrazioni pubbliche, società civile e realtà produttive locali, evidenziano problematiche e conflitti, in particolare legati alla difficoltà di conciliare diverse istanze e procedure. L’ipotesi di lavoro, avanzata attraverso un percorso di riflessione comune con le istituzioni del territorio oggetto di studio, è articolata immaginando una trasformazione del territorio a partire da un ripensamento degli spazi aperti. Uno degli obiettivi principali del lavoro è stato quello di migliorare la qualità degli spazi urbani e periurbani, attraverso proposte concrete, in grado di adattarsi alle risorse economiche e gestionali disponibili delle municipalità. Al centro di questa riflessione c'è l'idea di valorizzare sia le infrastrutture che gli elementi naturali del territorio, non solo come risorse materiali ma come parte di un sistema complesso che richiede nuove logiche di gestione e pianificazione. Il saggio pone il territorio come un protagonista attivo, capace di influenzare i processi di trasformazione. Questa visione incoraggia a considerare il paesaggio non solo come uno spazio da progettare, ma come un bene comune da tutelare e valorizzare. La gestione delle risorse e la sostenibilità diventano temi centrali, spingendo a ripensare il rapporto tra crescita urbana e rispetto dell’ambiente. In questo modo, il paesaggio è reinterpretato come una risorsa comune, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sostenibile e una maggiore consapevolezza nella gestione del territorio
Architectura in fabula
Lo scritto pone la questione di riflettere sul tema della forma urbana e sulle scelte d'intervento attraverso architetture moderne all'interno dei centri storici. In particolare, l'occasione è un nuovo edificio decontestualizzato realizzato a Venezia
Strategie di trasformazione della città pubblica
Il saggio affronta questioni volte a chiarire il concetto di “città pubblica”, con riferimento alle vicende della ricostruzione post bellica durante il Novecento del secolo scorso. Possono essere riconosciute all’interno della trattazione tre parti principali. La prima pone in modo essenziale il come sia stato affrontato nei principali paesi europei il problema dell’abitazione di massa, del miglioramento del confort dell’alloggio e la centralità delle politiche pubbliche nella costruzione dei modelli dell’abitare con particolare attenzione alle ricerche intorno ai metodi di prefabbricazione delle costruzioni, in virtù di un potenziamento generalizzato del welfare, inteso come progetto di rinnovamento della società. La seconda e la terza parte si concentrano sulle vicende urbanistiche nella ex Germania Democratica Tedesca (DDR). In una si fa riferimento all’evoluzione dei tipi edilizi prefabbricati, quale strategia e risposta per lo sviluppo delle città tra il 1950 e il 1980, e sono forniti dati e riferimenti dettagliati ai modelli delle Siedlungen e Großsiedlunen. Nell’ultima parte viene fornito un quadro della situazione al 1989, dopo la caduta del Muro di Berlino, e si fa riferimento all’inizio di una nuova fase di riqualificazione urbana attraverso l’illustrazione di progetti e programmi di politica urbana esemplari
Cambiamento climatico, turismi verdi e destagionalizzazione. Un progetto ecologico per le spiagge italiane adriatiche
Recognising the Adriatic coastal environment as a climate change hotspot is the first step to start thinking a new ecological project of beaches. Actually, Adriatic beaches are considered more as an urbanised area and part of the urban system and less as a provider of ecosystemic services for the mitigation and adaptation of the vast coastal conurbation to the climate change risks. The paper investigates about the possible relationships between the plan of vulnerability of a territorial transect, the nature-based treatment of beaches for impact zero uses, the development of green tourism and the deseasonalisation in tourism, as an interrelated different dimensions of a new ecological approach project for the Adriatic coastal beaches and cities. In order to achieve this aim, the paper investigates three case studies
Topografie armoniche
Roberto Burle Marx (1909-1994) può essere considerato uno dei maggiori esponenti del movimento artistico brasiliano del Novecento, rappresentante di un’architettura del paesaggio che è anche peculiare espressione di un’arte globale. I suoi progetti e le sue realizzazioni muovono da un’originale interpretazione della natura tropicale, inserendosi all’interno di una prospettiva di forte rinnovamento nella costruzione dell’architettura del giardino e di una nuova coscienza del paesaggio. Autore di oltre mille progetti nel suo paese e in diverse parti del mondo, Burle Marx mette in scena, attraverso una singolare capacità espressiva, una moderna estetica del paesaggio. Profondamente radicata nella realtà brasiliana, la sua intensa attività multidisciplinare viene indagata in questo saggio che svolge una riflessione critica dell'opera di Roberto Burle Marx. Lo scritto seleziona vicende e progetti, traducendo la loro valenza rapportata al dominio paesaggistico della città: tra la scala minore di un’estetica pittoresca, associata a un impiego rigoroso delle essenze autoctone, e la grande scala di un parksystem teso a ridefinire la nozione stessa di spazio pubblico e l’identità urbana. Un programma ambizioso, che si estende fino a comprendere la dimensione visionaria di un progetto territoriale ideato in virtù di processi ecologici per la difesa del paesaggio e dell’ambient
Weissenhof
Il saggio descrive il contesto dell’esposizione “Die Wonhnung” promosso dal Werkbund tedesco, svoltasi a Stoccarda nel 1927. Il testo si sofferma in modo saliente sulla descrizione della costruzione dei diciassette edifici della Wießenhofsiedlung posti sulla Killisberg, specificando le scelte degli autori dei progetti e i caratteri principali delle abitazioni riconducibili al Neues Bauen: la nuova arte del costruire che a partire dai primi decenni del XX secolo definisce e consolida i canoni tecnico-artistici dell’architettura del Movimento Moderno. Ne emerge uno spaccato ricco e articolato delle fitte relazioni tra le esperienze progettuali di un’intera generazione di progettisti ispirati dal progresso della tecnica e attenti alla declinazione di principi formali ereditati dalle Accademie ottocentesche, ma superati a favore della definizione di nuovi principi insediativi. All’interno dello scritto si coglie la riflessione intorno all’abitazione e alla qualità dell’abitare, che pone al centro del ragionamento la necessità di congiungere i progressi e le possibilità offerte dalla ricerca dei materiali da costruzione con le sperimentazioni progettuali, incentrate sull’aumento delle prestazioni nella composizione degli spazi dell’alloggio e delle relazioni spaziali in un contesto suburbano
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