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Sulla novità della domanda nei rapporti tra le azioni di recesso e risoluzione del contratto previste dall'art. 1385 c.c.
Nella decisione in epigrafe la Suprema Corte dichiara inammissibile la proposizione in appello della domanda di recesso con ritenzione della caparra, quando in primo grado è stata chiesta la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. Secondo l'A. la Corte ha voluto soprattuto evitare che potesse emergere o essere avallato il comportamento opportunistico della parte che non essendo riuscita a dimostrare nel corso del giudizio di primo grado un danno superiore nel "quantum" all'importo della caparra, potesse ripiegare in appello sulla domanda di recesso con ritenzione della caparra. La sentenza che si annota, contraria all'orientamento della dottrina e giurisprudenza favorevole alla sostituibilità della domanda, afferma viceversa che i due rimedi non sono alternativi e infungibili ma si pongono in termini di assoluta incompatibilità per "evidenti disomogeneità morfologiche e funzionali", sicché pur partecipando della stessa natura strutturale, sul piano operativo il mutamento dell'una nell'altra non può ritenersi ammissibile. L'A., osserva che dando prevalenza agli effetti delle due azioni e nell'ottica di una tutela rafforzata che giustamente il legislatore ha voluto attribuire, nonostante le critiche basate su argomentazioni non strettamente giuridiche della sentenza annotata, alla parte non inadempiente (e che si esplica appunto nell'alternativa posta dai due commi dell'art. 1385 c.c.) occorre stabilire se possa trovare valida collocazione nel nostro sistema processuale una soluzione che individuando nella caparra la misura minima del danno risarcibile derivante dall'inadempimento possa coordinarsi con la rilevata diversità della causa petendi della domanda di ritenzione della caparra rispetto alla domanda di risarcimento del danno secondo le regole generali, facendo sì che tale diversità non risulti assorbente rispetto alla considerazione per cui chi agisce in giudizio per conseguire il ristoro di un danno superiore a quello predeterminato dalla caparra formula, in realtà, una domanda che ricomprende nel suo interno sul piano logico e giuridico la domanda di ritenzione della caparra, senza perciò che tale iniziativa possa qualificarsi come vorrebbero le Sezioni Unite in termini di "gioco d'azzardo"
TECNICHE OTTICHE PER IL MONITORAGGIO ISTANTANEO DI AEROSOL INQUINANTI PRODOTTI AD LATA TEMPERATURA
Limiti della delibazione delle sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio in caso di prosecuzione della convivenza coniugale.
Viene esaminata la questione se può ritenersi contraria all'ordine pubblico la sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio resa nonostante la convivenza prolungata dei coniugi successivamente alla celebrazione del matrimonio
Sulla necessità della nomina del curatore speciale al minore infrasedicenne nel procedimento ex art. 250 c.c.
tecnologie innovative per migliorare le prestazioni ambientali delle centrali a polverino di carbone
L’efficienza dei sistemi di abbattimento di particolato presente in correnti di gas esausti provenienti da sistemi di combustione che si basano su tecniche tradizionali (precipitatori elettrostatici, cicloni e scrubbers) non raggiunge le specifiche richieste dalle normative allorquando le correnti contengono polveri di dimensioni molto al di sotto del micron . Ciò a causa delle dimensioni e delle proprietà fisiche di tali particelle. Quest’attività prevede per l’abbattimento del particolato submicronico lo sviluppo e prova di una tecnica basata sul trattamento delle correnti gassose contenenti i fini con vapor d’acqua. Nella fase di condensazione del vapore, i fini agiscono da nuclei di condensazione per la formazione e l’accrescimento delle gocce, rimanendo così inglobati nella matrice liquida e possono, successivamente, essere facilmente eliminati dalla corrente liquida. Rispetto ai sistemi a condensazione tradizionali, che prevedono la condensazione dell’acqua presente nei gas di scarico finalizzata principalmente ad un recupero energetico, in questo caso l’utilizzo di significative quantità di vapore e la successiva condensazione, potrebbero consentire una drastica riduzione dell’emissione dei particolati con efficienze di abbattimento fino ad oltre il 90%
Caratterizzazione modellistica e sperimentale della cinetica chimica e delle proprietà di trasporto di nanoparticelle organiche
Problematiche relative al par. 2.5.2. (Revoca e modifica del provvedimento: limiti e diritti acquistati dai terzi)
Sul regime di impugnabilità delle ordinanze adottate dal giudice istruttore a modifica dei provvedimenti presidenziali nel corso dei giudizi di separazione o di divorzio
La questione affrontata nell’articolo riguarda il tema tuttora aperto e dibattuto in giurisprudenza e dottrina relativo al regime di impugnabilità delle ordinanze emesse dal giudice istruttore nel corso dei giudizi di separazione e di divorzio a modifica della ordinanza presidenziale di cui all’art. 708 c.p.c. Le tre soluzioni prospettate sono rispettivamente: a) reclamo alla Corte d’appello ex art. 708, quarto comma, c.p.c.; b) reclamo al Collegio ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c.; c) istanza di modifica allo stesso giudice istruttore che ha emesso il provvedimento in corso di causa. Rispetto alle soluzioni prospettate si ritiene di sostenere la tesi che ammette, in analogia all’art. 669 terdecies c.p.c. il reclamo al Collegio al fine di garantire un riesame da parte di un organo a composizione collegiale diverso dallo stesso giudice che ha emesso il provvedimento
ANALISI MORFOLOGICA E CHIMICO-FISICA DI NANOSTRUTTURE GENERATE DA PROCESSI ANTROPICI MEDIANTE TECNICA DI MICROSCOPIA A FORZA ATOMICA
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