1,720,962 research outputs found
Jean-Marie Kowalski, Navigation et géographie dans l'Antiquité gréco-romaine: la terre vue de la mer. Antiquité-Synthèse. Paris 2012. Pp. 288
Saggio sulla concezione dello spazio nel mondo della navigazione greca anticaEssay on the concept of space in the world of ancient Greek shippin
B. Lietz, La dea di Erice e la sua diffusione nel Mediterraneo. Un culto tra Fenici, Greci e Romani, Pisa 2012, pp.454
la storia del culto di Aphrodite di Erice attraverso l'analisi puntuale di tutte le fonti documentarie letterarie e archeologichethe history of the cult of Aphrodite of Eryce through timely analysis of all documentary sources: literary and archaeologica
recensione a: I. Baglioni (a cura di), Storia delle Religioni e Archeologia. Discipline a confronto, Alpes Italia, Roma 2010, pp. XVI-309. ISBN 978-88-6531-026-7.
Gli organizzatori del convegno si sono posti l’obiettivo di affrontare un problema, non nuovo, ma che necessita di essere ancora approfondito: il confronto tra studiosi di Storia delle Religioni e di Archeologia che discutono, a partire dalle rispettive discipline, sul mondo antico e sulle categorie di pensiero che la ricerca scientifica contemporanea adopera per interpretarlo
M. Congiu - C. Micciché - S.Modeo (a cura di), Dal mito alla storia. La Sicilia nell’Archaiologia di Tucidide. Atti del VIII Convegno di studi, Caltanissetta-Roma 2012, pp. 267
atti del convegno sulla storiografia di tucidide tra aggiornamenti dei dati archeologici e prospettive di studioproceedings of the conference on the history of Thucydides between updates of archaeological data and perspectives of stud
E. Aquaro-A. Filippi-S. Medas (a cura di), La Devozione dei Naviganti. Il culto di Afrodite ericina nel Mediterraneo, atti del convegno di Erice 27-28 novembre 2009,Lugano 2010, pp. 228
atti del convegno sul culto di Aphrodite ericina. Aspetti del culto e sua diffusione nel mediterraneo. Con due contributi su storia delle tradizioni popolariproceedings of the conference on the cult of Aphrodite of Eryce. Aspects of the cult and its spread throughout the Mediterranean sea. With two contributions on the history of popular tradition
Il mito di Butes: un caso paradigmatico di “sincretismo”?
L'analisi del mito greco dell’eroe Butes dimostra la complessità dei processi di interazioni multietnica creati in contesti coloniali. Butes è eroe greco ma fonda Lilibeo, città fenicia, e genera Eryx eponimo di una importante città indigena e della sede del santuario di Afrodite. Provando a capire perché esistono miti greci di fondazione di città anelleniche e analizzando la morfologia degli eroi e dei paesaggi non-greci si può dedurre la tipologia del rapporto tra colonizzatori e autoctoni o almeno quella che si intendeva fondare attraverso il mito. Ne viene fuori un quadro articolato, un continuo processo di interpretationes che alla fine non rende più distinguibili i singoli ethne all’interno di una tradizione mitica ma piuttosto “interazioni culturali multietniche”
Butes in Erix. Constructions and Religious Interpretation of an 'oikistes' between Hellenes, Phoenicians and Natives
nterpretatio is one of the most notable features of colonial religious contexts. The confrontation between different populations during the colonisation of the ancient Mediterranean (i.e. migrants and indigenous people) involved the development of identity processes and required immigrant populations to legitimize their presence on alien territory. In the field of religion, the foundation myth has been a vital tool in creating a common identity and legitimizing the colonial presence. Religion has indeed played a key role in the interaction processes between settlers and natives as it can be seen from syncretistic cults of some famous colonial sanctuaries, such as the cult of Erycinian Venus. North-western Sicily, where Greeks, Phoenicians and natives lived together, provides an ideal case scenario to analyse these interaction processes.
The Greek myth of the hero Butes seems an exemplary case that shows the complexity of the processes of multi-ethnic interactions in colonial contexts.
Butes is a Greek hero, but he founds Lilybaeum, a Phoenician city, and procreates Eryx, eponymous of a famous indigenous city and of the seat of the sanctuary of Aphrodite. In order to analyse non-Greek heroes, landscapes morphology and the reasons why Greek foundation myths were produced for non-Hellenic cities, it is necessary to understand the possible purposes of the foundation myths as well as the nature of the relationship between settlers and natives. The result is a composite framework and a continuous interpretatio process, at the end of which individual ethne do not appear more clearly distinguishable within a mythical tradition, but we rather find, in the words of C. Bonnet, multi-ethnic cultural interactions
G. De Sanctis, La religione a Roma. Luoghi, culti, sacerdoti, dèi, Roma, Carocci, 2012, pp.191
saggio sulla religione romana con taglio antropologicoessay on Roman religion with anthropological point of vie
recensione a: M. C. Cardete del Olmo, Paisaje, identidad y religión: imágenes de la Sicilia antigua. Colección dirigida por M.a Eugenia Aubet, Bellaterra, Barcelona 2010, pp. 224. ISBN: 9788472905009.
A partire dalla selezione di alcuni episodi cruciali della storia dell’Isola Cardete del Olmo affronta un tema fondamentale per la storia degli studi umanistici: il processo di formazione dell’identità di una popolazione antica attraverso la definizione dei proprio paesaggi fisici e ‘mentali’, come li chiama l’A., ed attraverso l’uso politico della religione, che, come è noto, costituisce uno dei più potenti mezzi “per segnalare l’identità culturale
Luoghi di culto extraurbani della Sicilia occidentale: presenza indigena, fenicio-punico e greca. Un’analisi storico-religiosa.
Oggetto della ricerca: studiare quale ripercussione sul piano religioso abbia avuto la colonizzazione greca e fenicia in Sicilia attraverso l’analisi della nota questione dei santuari extraurbani. L’obiettivo è proporre uno studio di insieme che guardi alle interazioni tra i popoli che hanno convissuto in quella porzione di isola attraverso i culti da essi praticati, riflettendo sui luoghi di culto extraurbani con il sussidio di studi archeologici ma con finalità legate all’analisi della realtà cultuale in Sicilia. Si è cercato di restituire un’immagine più completa possibile della religione in Sicilia attraverso lo studio di luoghi di culto extraurbani con particolare attenzione alla presenza di diversi ethne negli stessi luoghi di culto per arrivare alla definizione dello spazio sacro extraurbano e delle caratteristiche dei culti nella Sicilia coloniale, sottolineando, quando necessario, l’apporto che l’analisi storico-religiosa può dare alle discipline storiche e archeologiche. Il primo contributo innovativo che offre la ricerca è una raccolta dei dati di insieme ed una panoramica della distribuzione dei culti extraurbani di questa zona della Sicilia frequentata da più ethne. Partendo da questa esigenza quindi i dati sono presentati per aree etniche e per cronologia, dunque prima vengono discussi i singoli siti in ordine etnico-topografico e cioè i culti dell’area fenicia (Mozia e Palermo), dell’area elima (Erice, Segesta ed Entella), delle colonie greche (Imera, Selinunte, Agrigento e Gela), ed infine dell’entroterra sicano. Ciascuna area è stata descritta a partire dalle attestazioni dei culti più arcaici in ordine cronologico fino a quelli di età punica. Dalla raccolta di insieme e relativa discussione dei dati sui siti presi in esame è stata messa a punto una carta teotopica della Sicilia occidentale, ovvero una panoramica sulla posizione dei luoghi di culti extraurbani e sulla diffusione di ogni culto. I luoghi di culto extraurbani che sono stati studiati sono localizzati o in zone naturali di particolare importanza per una popolazione antica (sorgenti, grotte, foci di fiumi, cime di monti), o in aperta campagna, o esattamente di fronte alle porte urbiche. L’ubicazione è legata, da una parte alle esigenze pratiche connesse al culto, come la presenza di acqua è connessa agli usi che se ne fanno per i riti, dall’altra, è legata alla sfera di protezione della divinità venerata, per cui alcuni santuari sul mare sono dedicati a divinità che proteggono i naviganti (Erice, Grotta Regina), mentre in molti santuari localizzati nell’entroterra vengono praticati culti rivolti a divinità preposte alla sfera ctonia (santuari della chora agrigentina e gelese, santuari dell’entroterra indigeno elimo e sicano). Eppure questa distinzione non può dirsi sistematica, perché frequenti sono invece i luoghi di culto sul mare, sia alla foce di fiumi che all’interno di antichi porti, dedicati a culti femminili di carattere ctonio (Monte Poliscia, stipe votiva nel porto antico di Palermo). Frequenti sono poi culti di carattere terapeutico (Grotta Regina, Monte San Calogero, Asklepieion di Agrigento) anch’essi in luoghi naturali connotati dalla presenza di sorgente di acqua o in altura o in siti caratterizzati da fenomeni carsici. Quanto accomuna questi luoghi di culto è il fatto di trovarsi lontano dal contesto cittadino e dunque essere preposti alla tutela di quanto non si riferiva alle attività urbane: la navigazione, la sfera ctonia che si collega alla fertilità femminile e all’oltretomba, e l’impuro o il malato, oggetto di purificazione in luoghi di culto terapeutici
- …
