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    IL COGITO DI DESCARTES TRA LOGICA E FENOMENOLOGIA. Sulle prime due Meditationes de prima philosophia

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    Il libro analizza il testo (latino: traduzione dell'Autrice) delle prime due Meditationes de prima philosophia di Des Cartes, dove si affronta l'affermazione dell’ego cogito quale fundamentum inconcussum veritatis. Dopo una essenziale esegesi e commento testuale, considerando anche i primari contributi teoretici della letteratura secondaria, si propone una nuova e originale interpretazione del significato del cogito., basata sull'individuazione di un doppio livello del ragionamento cartesiano, esplicito e implicito, dove l'argomentazione esplicita, volta a sostenere il carattere puramente fenomenologico del cogito, si basa sia un presupposto che rimane implicito: il carattere logico del puro fenomenologico

    Аὐτόματος. Alle radici del cambiamento

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    Artificial Intelligence (from now on AI) is changing the image of the world. It does this by speaking the languages to which it is directly related: artificial in computer programming and neuroscientific in brain neural networks. This change is the tip of the iceberg of a complex and millennial phenomenon, which has its roots in archaic mythology. Showing how in IA the same categories and objectives which have always pushed man to conceive automata, it will show that in those original roots there is the key to understanding the present and the future

    Sulla critica di Carnap al Nichts heideggeriano

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    L'articolo analizza la critica di Carnap alla filosofia heideggeriana quale espressione emblematica dell'insensatezza metafisica. Si mostra infine che proprio la posizione heideggeriana sul nulla assoluto, che è usata da Carnap come indicatore della distanza essenziale tra i due filosofi, non li divide affatto, ma li unisce in un modo che sfugge a entramb

    TECNICA E SCIENZA. Strumenti per pensare il mondo

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    Una riflessione sullo sviluppo della scienza e della tecnica dall’antichità a oggi, analizando in particolare le figure di Leonardo, Galilei, Marcon

    Amore, Bellezza, Morte

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    Arthur Schopenhauer finds it surprising that sexual love, which powerfully guides every existence, has never been seriously considered by philosophers. The only one to deal with it was Plato at the Symposium and Phaedrus, but remaining in his opinion within the frame work of Greek myth and pederasty. Our investigation agrees with Schopenhauer on the speculative importance of love, but not with his judgment of Platonic dialogues; for this reason, the article starts from the platonic Symposium and proposes an original thesis on love. It shows first of all that it consists in a very particular logical structure, closely related to beauty and death. It then indicates how this relationship changes as the underlying ontological categories change, taking as an example the way in which the history of ontology has guided the poetic-literary conception of love

    Capire Severino. La risoluzione dell'aporetica del nulla

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    Lo scritto si rivolge all'aporia del nulla e considera, innanzitutto, la soluzione che nel 1958 ne dà Emanuele Severino. Ma mentre cerca di esplicitare e chiarire la portata di quella soluzione, nella nota 10 di p. 26 viene mossa una critica al linguaggio severiniano circa l’utilizzo errato del termine ‘autocontraddittorio’, che andrebbe invece sostituito con quello più corretto di ‘contraddicentesi’. Severino, che dal 1958 in poi non era più tornato sul problema del nulla, non solo accetta la critica, ma a stretto giro scrive un nuovo libro sul nulla (Intorno al senso del nulla) in cui rivisita il suo linguaggio alla luce della distinzione proposta. Sviluppando poi le premesse del libro, nella seconda parte chi scrive cerca di affrontare interrogativi nuovi ma fondamentali: 1. perché l’aporia rimane irrisolta per due millenni? 2. perché tale soluzione non viene accettata dalla riflessione filosofica contemporanea? Le risposte conducono alla tesi centrale del libro e alla posizione teoretica dell’Autrice, che qui si presenta ancora nella sua forma embrionale e verrà poi sviluppata teoreticamente nel libro Sintesi e Separazione (Mimesis, 2017)

    NUOVO REALISMO E FILOSOFIA

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    Partendo dal presupposto che la filosofia sia il più radicale e rigoroso dei saperi, perché va alle radici ultime delle questioni con una intransigenza che strutturalmente non può appartenere a nessun altro sapere, l’articolo si sofferma su alcune affermazioni di Markus Gabriel, giovane esponente del neonato Nuovo Realismo, e ne mette in luce le contraddizioni, cogliendo l’occasione per esprimersi anche su alcuni aspetti, che paiono fondanti, del Nuovo Realism

    SINTESI E SEPARAZIONE

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    La prima parte del libro è rivolta al pensiero di Martin Heidegger. Dopo una panoramica sulla sua filosofia, l’indagine si rivolge alla relazione tra Nichts, Sein, Seiendes e alla differenza ontologica, facendo emergere alcune questioni teoretiche fondamentali che aprono la Seconda Parte della riflessione (e del volume), nella quale - a partire dal paragrafo 3 del I capitolo (L’ente contingente e la complessità strutturale di DC, p. 182) - si espongono le posizioni teoretiche dell’Autrice e si propone una nuova rilettura della storia dell’ontologia centrata su una categoria che - con un neologismo - viene definita ‘determinazione pura’ (DP). Mostrando come agisca quella logica che, in questo nuovo lessico, viene definita separante, si cerca di rispondere a tre questioni fondamentali (direttamente e indirettamente) emerse nella Prima Parte: 1. Come è possibile che da Platone a Hegel la questione della impensabilità del nulla venga solamente accantonata e si costruiscano sistemi sull’‘essere’? non poter pensare il nulla non significa forse non poter pensare l’essere quale sua negazione? 2. come mai, invece, all’interno del pensiero filosofico (e non) contemporaneo la questione del nulla non viene più accantonata, ma si presenta come tema centrale? 3. In questo la riflessione di Heidegger ha forse aperto una nuova via, seguita da una consistente parte del pensiero filosofico anche italiano

    Essenza e fondamento dell'amore

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    Le grandi riflessioni filosofiche riconducono l’origine della follia d’amore al desiderio di «possedere il bene per sempre» (Platone), alla struttura logico-dialettica del Reale che «di due vuol sempre far uno» (Hegel), all’essere gettati «in un bagno di linguaggio» (Lacan), all’«istinto sessuale» (Schopenhauer), all’«ultimo» dei «cari inganni» «di nostra vita» (Leopardi), all’infinità creatrice dell’atto pensante (Gentile). L’indagine condotta in questo scritto mostra invece che la dinamica amorosa è una particolare individuazione della struttura contraddicentesi del desiderio, e che tale struttura può essere compresa solo se ricondotta al suo fondamento ultimo: la separazione dell’esser sé dell’essente dalla negazione della sua negazione. Capire questa separazione significa capire perché nel desiderio d’amore – che si configura come desiderio di desiderio - il contraddirsi strutturale del desiderio assuma una fisionomia complessa, caratterizzata innanzitutto da una forza trascinante «irresistibile», per cui l’amato è sempre, per quanto inconsapevolmente, vissuto come originariamente contraccambiante: l’amante crede di desiderare, di essere nel possibile, mentre vive la possibilità del desiderio come certezza. Ciò è possibile perché la «certezza» che caratterizza l’allucinazione del desiderio amoroso non nega il proprio negativo, ma se lo lascia accanto come non negato: in questo modo ogni certezza è dubitabile e ogni dubbio può essere trasformato in certezz

    Sull’elenchos

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    Il saggio affronta il tema ispiratore del volume (principio di non contraddizione ed elenchos in Aristotele, San Tommaso e Severino) da un lato analizzando ed esplicitando le posizioni elenchtiche in Aristotele e Severino, dall’altro proponendo due diverse e originali riflessioni sul rapporto tra Dio e principio di identità-non contraddizione in Tommaso e su una posizione teoretica contemporanea che, nel suo cercare di oltrepassare la negazione come ’necativo’, ripropone - ad avviso dell’Autrice - una forma di negazione del principio sul modello aristotelico, di cui il saggio mostra il toglimento
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