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F. Cucchi, F. Finocchiaro & G. Muscio
Tra i dati registrati nell’“archivio di pietra” (le successioni rocciose) un ruolo di primo piano spetta alle evidenze cosiddette sedimentologiche. Sono rappresentate dal tipo di stratifi cazione (e laminazione)
del sedimento, dalle geometrie che formano i vari pacchi di strati, dalle dimensioni dei loro costituent (frammenti, ciottoli, granuli, polveri...), e cosi via. Questo sito particolare, in destra Tagliamento, esemplifi ca tutto questo con particolare effi cacia. Lo fa proponendosi come testimonianza, chiara anche ai non esperti, di un ambiente deltizio-lagunare che, circa 10 milioni di anni fa (Miocene sup., Tortoniano), fi ssava la fascia costiera adriatica all’altezza degli attuali rilievi pedemontani carnici, a quel tempo non ancora compiutamente formati
Frana di Braulins
Durante il terremoto del 1976, ed in parte anche nelle seguenti scosse di assestamento, si verifi
carono numerose frane che purtroppo spesso interessarono strade ed abitati, causando danni
ed alcune vittime. Si e scelta la frana staccatasi dalle pendici soprastanti l’abitato di Braulins,
consistente in numerosi blocchi di dimensioni anche notevoli alcuni dei quali danneggiarono
le abitazioni dell’abitato addossate al versante, come simbolo geologico del tragico evento che
colpi il Friuli (le vittime furono 989, l’area colpita fu di 5.720 km2, i senzatetto furono circa 45.000
su una popolazione coinvolta di piu di 600.000 persone). Fra l’altro, le pareti in conglomerato da
cui si sono staccati i blocchi hanno particolare signifi cato stratigrafi co e paleoambientale
Successione ercinica rovescia a Stua di Ramaz.
La Catena Carnica ha molte peculiarità che la rendono unica nel patrimonio geologico italiano ed europeo. La principale è la presenza di una successione paleozoica antica quasi mezzo miliardo di anni (Ordoviciano-Carbonifero) e capace di mantenere intatti nel tempo i propri caratteri sedimentari e paleontologici. Alla Stua di Ramaz è possibile osservare in dettaglio sia il passaggio tra unità di età devoniano-carbonifera, sia le deformazioni erciniche (e quelle alpine) che ne hanno modificato drasticamente la giacitura originaria. Tutto questo può essere apprezzato lungo un taglio stradale in roccia che si sviluppa per alcune centinaia di metri
Colate di detrito e fango del Rio Moscardo.
Il Rio Moscardo è un affluente di sinistra del Torrente But. È lungo solo 3 km, con un bacino imbrifero di 6 km2, ma costituisce un modello di studio per i processi di colata (colata di detrito, colata di fango, lave torrentizie), frequente caratteristica dei ripidi corsi d'acqua del settore alpino. Per tale ragione nel 1984 il CNR-IRPI di Torino, in collaborazione con la Direzione Parchi e Foreste della Regione Friuli Venezia Giulia, l'ha scelto come paradigma dei processi torrentizi alpini, installandovi un sistema di monitoraggio idrometrografico delle colate detritiche e di
registrazione delle precipitazioni in quota. In aggiunta il Rio Moscardo si caratterizza per il proprio particolare conoide di deiezione, marcatamente asimmetrico e attivo fino alla metà del secolo scorso, prima delle intense regimazioni idrauliche
Lago Avostanis: Calcari di Pramosio e Formazione del Hochwipfel.
Descrizione di un sito geologico nel quale è possibile osservare il passaggio stratigrafico fra i Calcari di Pramosio, calcari pelagici ricchi di resti fossili di goniatiti e climenie, di età devoiniana superiore, e le sovrastanti peliti e arenarie della Formazione del Hochwipfel, di età carbonifera inferiore. Vengono anche descritti i caratteri geomoroflogici dell'arera del lago Avostanis e le sue peculiarità strutturali
Brecce, filoni e faglie di Malpasso-Pramosio.
La cava di calcare di Malpasso (Paluzza), abbandonata intorno all'inizio degli anni '70, costituisce una possibilità unica di osservare, sia in parete levigata che in affiora mento eroso e ripulito dall'acqua corrente, il passaggio tra i calcari devoniani sup. e la soprastante successione terrigena della Fm. del Hochwipfel (Carbonifero inf.). il contatto è arricchito da evidenze tettoniche (faglie e filoni sin-sedimentari) di chiara leggibilità. Nei pressi del Geosito è inoltre possibile osservare una dolina effetto del carsismo sui calcari devoniani
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